"Gesù vincerà il mondo così: nella carità, nella misericordia."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Un gruppo di giovani studenti di 17 anni di Camposampiero (Padova) ha vissuto un’intensa settimana di servizio presso il Seminario della Vita di Campocroce di Mirano, la  realtà orionina a servizio dal 2009 di famiglie in difficoltà con bambini piccoli.

Il campo è stato realizzato grazie alla disponibilità dei ragazzi, desiderosi di continuare l’esperienza vissuta nell’estate 2016, e grazie alla supervisione della responsabile della struttura, Katia Landi e dei due educatori Anna e Mattia.
“I ragazzi, dice Katia Landi,  hanno vissuto un'esperienza fatta di cose semplici, genuine, con l'aiuto anche dei volontari storici che frequentano la casa, in uno spirito di vera famiglia o meglio di famiglia di famiglie: l'accompagnamento nello svolgimento dei compiti dei bambini, qualche attività di animazione e di laboratorio, il riordino del guardaroba... ma anche momenti di formazione, di confronto, di riflessione, di scoperta di qualcosa di San Luigi Orione, come è accaduto nella serata del giovedì sera. Grazie alla disponibilità di alcuni amici dell'Orione Musical Group, dal 1990 presente nella casa di Campocroce, si è raccontato qualcosa del Santo della carità e di come il gruppo ha cercato di esprimersi e di seguirne le orme.”

Venerdì è stato il giorno della la gita l'Azienda Agricola di Fabiano a Cà Menego di Summaga di Portogruaro, aperta, nell'occasione, solo per bambini e volontari, con tanto di splendido giro in trattore per la campagna.
L'ultima serata insieme è stata caratterizzata dalla cena multietnica preparata dalle mamme residenti nel Seminario della Vita e poi tanta musica e tante danze, che hanno coinvolto tutti dai grandi ai piccoli, dai volontari ai residenti con musiche caratteristiche anche marocchine ed africane.
Per concludere questa settimana, la domenica mattina nella chiesetta del Seminario, l'economo provinciale don Walter Groppello, con don Claudio, parroco di Camposampiero, ha celebrato la Santa Messa preparata, curata ed animata dai giovani volontari.
La riflessione di don Walter è stata tutto un invito a vivere l'incontro ed il servizio verso il prossimo con gesti e parole autentiche, in un continuo "darsi" agli altri che riempie sempre e non ti svuota mai perché, -sottolineava- quando si è autentici si tocca il cuore di Dio.
Don Claudio, nel ringraziare l'Opera don Orione e la comunità di Campocroce in particolare, ha augurato ai suoi giovani parrocchiani che Gesù possa diventare la sorgente della loro autenticità.
Toccante poi il momento conclusivo quando ogni volontario ha ricevuto dalle mani dei bambini un piccolo vaso di fiori quale segno di ringraziamento per la loro presenza ed il loro servizio in quei giorni.

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Difficile spiegare a parole che cos'è il Centro Accoglienza presso l'Abazia del Boschetto di Genova: difficile perché le parole tante volte vengono vestite dal significato che ciascuno ha nella propria testa. E a volte il significato e il colore delle parole che abbiamo è molto diverso da quello che lo scrittore vuole rappresentare.
Possiamo dire che il Boschetto è una "macedonia" di carità, la carità della accoglienza con il criterio della regola del solo Amore, Luce ed ombra di questa Abazia trasformata in emergenza abitativa. Per capire meglio gli ingredienti di questa macedonia possiamo prendere a modello l’attività più allegra: la tavola comunitaria.La struttura non ha una mensa, ma un locale comune dove ospiti e famiglie accolte possono provvedere in autonomia a prepararsi i pasti. E allora ecco che compare Renzo Pastore che con la sua fidata Jessica preparano da mangiare per sé e per tutti i “nipoti e nipotini acquisiti” della struttura.
Il resto viene tutto da sé: genitori e nonni presenti che chiedono anche loro di aggiungersi alla tavola ed il cuore di Renzo risponde sempre con un semplice sorriso. Così tutti i giorni a mezzogiorno, di tutti mesi di tutto l’anno Jessica, da saggia mamma, prepara un “primo mediterraneo” cucinato per lo più con le verdure provenienti dall’Orto della Abazia e Renzo lo distribuisce ai suoi compagni di tavola. E’ la gioia della Festa, della tavola, la gioia della gratuità del volontariato che dona senza riserve, dona di proprio, del proprio piatto. E’ il dono senza spreco, infatti se qualche bambino non finisce il piatto di pasta non può accedere al dolce sempre presente per chi si ferma fino alla fine del pasto. Una tavola comunitaria in cui prima di iniziare, sempre, Domenico il saggio collaboratore dell’opera, benedice rendendo grazie alla Divina Provvidenza e Don Orione della gioia di questi doni. E’ la festa di bambini che spensierati non vedono le lacrime nascoste dei loro genitori perché non sanno se domani potranno ancora avere un pasto caldo per loro e per i loro figli.
E’ la festa dei popoli! Sì con naturalezza fianco a fianco bambini africani, asiatici, dell’Europa dell’est e del Nord, dei paesi arabi che litigano, giocano, si servono l’acqua reciprocamente ed infine corrono via lasciando tutto sporco ed in disordine. Ma a questo pensano Jessica e Renzo.

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Pubblichiamo le righe di Marco, responsabile di struttura della Casa del Giovane Lavoratore di Milano, che racconta in prima persona la visita canonica (leggi QUI) ricevuta presso la struttura.
A fine maggio presso la realtà Don Orione di Milano c’è stato il ricorsivo appuntamento con la visita canonica
In qualità di responsabile di struttura della Casa Del Giovane Lavoratore mi sentivo molto teso, non dico preoccupato, ma sicuramente pensieroso e nervoso, perché nonostante tutti i miei sforzi non sono riuscito a portare il risultato chiesto e quel disavanzo sul bilancio … Mi infastidiva alquanto …
L’appuntamento è alle 15:00 come uno scolaro alle 14:55 ero sotto gli uffici della provincia … poi la telefonata si rimanda di un’ora …
Ho con me tutti gli appunti ed una decina di files per cercare di “difendermi” …
Ecco mi chiamano … Davanti c’è sempre Lui Paolo con quel “cavolo” di sistema Solinf che non parla la stessa lingua del sistema Ad Hoc che utilizzo io … ed io nelle traduzioni sono sempre stato un disastro …
Ma poi il padre provinciale Don Aurelio mi chiama per nome e mi sorride, Don Walter “la faina” del consiglio mi sorride e mi chiede come stanno i miei nipoti.
Paolo chiude lo schermo del computer e con naturalezza mi chiedono di parlargli della Casa Del Giovane Lavoratore.
Mi sono preparato ho un Power Point da 21 pagine ed inizio l’esposizione … Sono teso perché ho negli occhi “i miei ragazzi della Casa” che sono in difficoltà … la retta del pensionato riescono a pagarla a stento … qualche volta rinunciando alle ultime cene, andando a sfamarsi alle mense dei senza fissa dimora…
Ci ho provato ma non ce l’ho fatta a stare dentro ai costi … Devo però difendere la retta e non farla aumentare …
Sono indaffarato a cercare scuse, promettere di tagliare …  Poi incrocio lo sguardo paterno di Don Pierangelo, … e Don Walter mi ferma e con pacatezza e amore osserva: Il trend dei costi è pressoché costante, i fatturati lentamente aumentano, la struttura sta restituendo i soldi prestati … Cerca di migliorare ma non mancare l’attenzione ai tuoi ospiti …
A quelle parole un senso di calore mi invade sanando il tremore che mi irrigidiva gli arti ed il cuore pian piano ha rallentato la sua corsa …
Che bello sentirsi compresi …
Poi la visita ed in ogni angolo l’incitazione a rendere più bello, a curare … anche se si devono investire dei soldi …
Inizia la messa nella cappella della CDGL, mi immagino i soliti 10 ragazzi ed invece, mentre entrano i sacerdoti sento l’organo che suona ed una corale improvvisata che anima la messa, la cappella non riusciva a contenerci tutti e si è dovuto aprire il separé con la sala riunione  …
Don Aurelio inizia la messa con il segno della croce e con quel sorriso che conforta chi lo incrocia, ci parla con pazienza e ci fa sentire che si trova bene con noi …
Dopo la messa inizia la cena comunitaria Don Walter che scherza con noi operatori, Don Aurelio che si intrattiene a parlare con i ragazzi, i consulenti dell’Equipe provinciale che invece di “guardare la polvere sotto i tappeti” mi suggeriscono una serie di accorgimenti importanti! Con amicizia e rincuoramento.
I ragazzi che festeggiano, Il consiglio che brinda! Quando penso di aver finito con i piatti ecco che “i ragazzi” portano il dolce! Tutto a mia insaputa …
Ma non è questa la visita che mi aspettavo … Mi immaginavo un incontro formale ed attento e mi sono trovato abbracciato dalla mia comunità, l’Opera Don Orione.
Mi aspettavo un esame che cercasse i punti deboli e mi sono trovato un sostegno per dove sono più fragile …
Grazie piccola Opera Della Divina Provvidenza, o più semplicemente, grazie ad ognuno di voi, grazie perché la Visita Canonica per noi della CDGL è stato un po’ come l’incontro con dei fratelli maggiori che hanno condiviso con noi le nostre fatiche incoraggiandoci e facendoci sentire la vostra vicinanza.

 

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Il 29 marzo la camera ha approvato in via definitiva la legge per la protezione dei minori stranieri non accompagnati. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 375 voti a favore, 13 contrari e 41 astenuti. Nel 2016 più di 25.800 minori, tra cui anche bambini con meno di dieci anni di età, sono arrivati in Italia via mare senza genitori o figure adulte di riferimento, più del doppio rispetto al 2015 quando erano 12.360. Dall’inizio dell’anno, secondo le stime di Save the children, sono arrivati più di 3.360 minori, di cui almeno tremila non accompagnati. Ecco cosa cambia con la nuova legge.
Ambito di applicazione della legge
• La legge si applica al "minore straniero non accompagnato": tale è il minorenne non avente cittadinanza italiana o dell'UE che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che è altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell'ordinamento italiano.
Divieto di respingimento
• È stabilito il divieto di respingimento alla frontiera di minori stranieri non accompagnati.
• Con una modifica al T.U. sull'immigrazione (d.lgs. n. 286/1998) si prevede che, quando debba essere disposta in base al t.u. l'espulsione di un minore straniero, il provvedimento potrà essere adottato dal tribunale per i minori, su richiesta del questore, “a condizione comunque che il provvedimento stesso non comporti un rischio di danni gravi per il minore”.
Colloquio e identificazione del minore
• Nel momento in cui il minore entra in contatto o è segnalato alle autorità di polizia o giudiziaria, ai servizi sociali o ad altri rappresentanti dell'ente locale, il personale qualificato della struttura di prima accoglienza dovrà svolgere con il minore un apposito colloquio, con l'ausilio possibilmente di organizzazioni, enti o associazioni di comprovata esperienza nella tutela dei minori.
Un apposito D.P.C.M. dovrà regolare la procedura del colloquio, nel quale comunque sarà assicurata la presenza di un mediatore culturale.
• Quando sussistono dubbi fondati sull'età dichiarata dal minore, ferma restando l'accoglienza da parte delle apposite strutture di prima accoglienza per minori, l'autorità di pubblica sicurezza procede all'identificazione con l'ausilio di mediatori culturali e, se già nominato, con la presenza del tutore o tutore provvisorio.
All'identificazione del minore si procede solo dopo che è gli stata garantita un'immediata assistenza umanitaria.
L'età è accertata in via principale attraverso un documento anagrafico, anche avvalendosi della collaborazione delle autorità diplomatico-consolari.
L'intervento delle autorità consolari è escluso nei seguenti casi:
- quando il presunto minore abbia dichiarato di volersene avvalere;
- quando abbia espresso la volontà di chiedere protezione internazionale;
- quando all'esito del colloquio sia emersa una possibile esigenza di protezione internazionale;
- quando ciò possa causare pericoli di persecuzione.

Clicca QUI per leggere tutti i cambiamenti, QUI il testo integrale

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Lunedì 3 aprile 2017, il Centro diurno Don Orione di Boschetto (Genova), ha ricevuto la gradita visita di Don Ivan Concolato, che ha celebrato la S. S. Eucarestia, attorniato dagli ospiti e dagli operatori della struttura.
Nella celebrazione Eucaristica, Don Ivan ha commentato il Vangelo del giorno, relativo all’incontro tra Gesù e l’adultera, la stessa icona scelta da Papa Francesco per il suo messaggio di Quaresima, intitolato “Misericordia et misera”.
Nell’omelia, infatti, ha ricordato ai presenti che l’atteggiamento misericordioso non soltanto può essere offerto, ma viene anche ricevuto, quando noi stessi facciamo esperienza delle attenzioni e delle cure di un'altra persona. Tutte le nostre storie di vita sono costellate da episodi più o meno gioiosi, e noi siamo chiamati in questo tempo a impegnarci, come siamo in grado di fare, affinché la Misericordia di Dio possa raggiungere tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino, attraverso la nostra umanità.
La Misericordia ha il potere di trasformare la vita di ogni uomo e di “guarire” i nostri rapporti, anche quelli più difficili ed ostici, se non chiudiamo le porte del cuore all’azione di Dio.
Don Ivan ha proseguito, ricordando e ringraziando gli anziani per la loro tenacia e determinazione nel costruire la storia del nostro Paese, un’eredità che costituisce al tempo stesso, un patrimonio sociale e culturale rivolto alle fasce più deboli.
Un patrimonio che deve continuare a produrre dei frutti, attraverso l’opera di quanti raccolgono quest’eredità, affinché non vada smarrita, dimenticata o, peggio ancora, stravolta.
La giornata è proseguita con la condivisione del pranzo, un momento di festa che è terminato con la distribuzione della colomba pasquale e dell’uovo di Pasqua.
Il Centro diurno Don Orione di Boschetto (Genova), è una struttura per anziani convenzionata con la ASL Liguria, gestita dalla Cooperativa Dono. Ospita, in regime di semiresidenzialità, un gruppo di anziani ai quali offre assistenza e accompagnamento grazie ad attività ludico-ricreative e di socializzazione.

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Gli immigrati in Italia superano dal 2014 i 5 milioni ma, secondo le previsioni più accreditate, a metà secolo dovrebbero arrivare al doppio. La popolazione residente straniera aumenterà di quasi 10 milioni, passando dai 4,6 milioni del 2011 a 14,1 milioni nel 2065.
I cittadini italiani per acquisizione, che erano solo 285.785 nel 2001, sono risultati 671.394 al Censimento del 2011, a questi si aggiungono i 65.383 che hanno acquisito la cittadinanza nel 2012, 100.712 nel 2013, 129.887 nel 2014 e 178.035 nel 2015.
Si può calcolare che già 1 milione e 150mila cittadini italiani siano di origine straniera. Se continuerà il trend riscontrato nel 2014 e nel 2015, a metà secolo almeno 6 milioni di cittadini italiani residenti nel Paese saranno di origine straniera e influiranno per oltre il 10% sul totale.
I nuovi ingressi regolari, le nuove nascite e i richiedenti asilo hanno portato la popolazione straniera residente sul territorio nazionale a 5.026.153 di cittadini.
Tra gli stranieri presenti in Italia, i cittadini di paesi terzi regolarmente soggiornanti al 1° gennaio 2016 sono 3.931.133, così ripartiti tra i continenti e le aree di provenienza: al primo posto c’è l’Europa con poco meno del 30% delle presenze, seguita dall’Africa settentrionale con il 20% delle presenze, dall’Asia meridionale (il subcontinente indiano) e orientale (Cina, area indocinese e Filippine) con quote vicine al 14% e poi da America centromeridionale e Africa occidentale con valori poco più bassi del 10%.
Un altro elemento caratteristico della presenza immigrata in Italia è l’età: si tratta infatti di una popolazione relativamente giovane, più della popolazione italiana, composta per oltre il 20% di minori e per il 40% di persone al di sotto dei 29 anni, mentre le classi mediane (30-44 anni) costituiscono oltre un terzo del totale.
Come nella media del contesto europeo, anche in Italia il mercato del lavoro mostra segnali di ripresa durante il 2015, che riguardano anche gli stranieri.
La crescita della manodopera straniera è ascrivibile soprattutto alla componente maschile (+51mila gli uomini e +14mila le donne) e coinvolge tutte le aree geografiche.
Gli occupati stranieri nel 2015 rappresentano il 10,5% del totale, concentrati soprattutto nel terziario e nei lavori manuali dequalificati, più di un terzo degli occupati stranieri svolge professioni non qualificate, una quota quasi uguale quelle operaie, mentre solo 7 su 100 esercitano una professione qualificata.
L’immigrazione è apportatrice di una dimensione interculturale che sta cambiando il volto del nostro paese, gli studenti stranieri iscritti nell’anno scolastico 2015/2016 sono 814.851, il 9,2% del totale degli iscritti, di cui il 54,7% nato in Italia.
Gli studenti universitari stranieri in Italia nell’a.a. 2015/2016 sono stati, invece, 70.339 (il 4,3% di tutti
gli iscritti). Infine tra gli studenti universitari stranieri si segnalano alcune preferenze: raggruppando, come ha fatto il Ministero dell’Università, i corsi di laurea in gruppi omogenei, emerge che il ramo preferito è quello linguistico, che raccoglie il 7,7% degli iscritti, seguito da architettura (6,6%) e da quello delle materie economico-statistiche (5,9%), dal gruppo ingegneria (5,6%) e da quello medico (5,1%).
Clicca QUI per leggere il rapporto di immigrazione e presenza straniera in Italia

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La Giornata mondiale dei Diritti umani, ricorda la proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani nel 1948, ma ancora oggi il diritto di migrare e quello di restare sono entrambi ugualmente negati per un’ampia parte di popolazione mondiale.
Le migrazioni non sono sempre dettate da guerra e povertà e i Paesi del Sud del mondo sono anche terra di destinazione e di “rifugio” della gran parte di coloro che scappano. Un intrico di cause e di flussi molto più complesso di quello che solitamente viene rappresentato: movimenti interni e diretti all’estero, regolari e irregolari, volontari e forzati, circolari o definitivi.

L’Africa, cui è dedicato il focus di questo Dossier della Caritas dal titolo: “Divieto di accesso. Flussi migratori e diritti negati”, è l’emblema di tutto questo. In Europa il sempre più diffuso atteggiamento culturale e politico di paura e chiusura è in contraddizione con tale complessità e finisce per acutizzare anziché contrastare la lesione dei diritti fondamentali delle persone che migrano e di quelle che restano, la naturale circolarità delle migrazioni, lo sviluppo umano dei Paesi più impoveriti. Un cambio di rotta è necessario per riconoscerci tutti nuovamente cittadini dello stesso mondo. Senza divieti di accesso.


Clicca QUI per leggere e scaricare il dossier completo.

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Prima tappa di avvicinamento per Teo verso la Coppa Europa che si terrà in Rep. Ceca a maggio.
A Cassino ieri, 26 marzo, si sono svolti i Campionati Italiani della 20km per le categorie Assolute. Ebbene, Teo ha ricevuto una bella iniezione di fiducia da un 8° posto con un soddisfacente 1h25'22" che è la miglior gara di esordio per lui da sempre. Un buon viatico stante alcune difficoltà legate al post-olimpiade.
Emozionato Teo anche dalla maglia del Don Orione che ha inteso scommettere su di lui per veicolare il messaggio della cultura della diversità.

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Dal mese di novembre, grazie alla sensibilità della direzione, alla Cooperativa Sociale “Le Terre del Villaggio”, nata dall’iniziativa del PCDO di Genova con l’obiettivo di favorire l’inclusione lavorativa di persone appartenenti a fasce deboli, sono stati affidati alcuni piccoli servizi nelle case di Genova di Paverano e Camaldoli.
È nata così la possibilità per i due soci lavoratori della cooperativa, Josè e Ozuma, grazie all’affiancamento degli educatori del Boggiano Pico, di iniziare un percorso di integrazione lavorativa che li vede oggi protagonisti. Tale occasione ha permesso loro di riscattarsi dalle situazioni di difficoltà, ed alle nostre case di essere, ancora una volta, un contesto di accoglienza e valorizzazione della persona umana.
Questa esperienza, che ha coinvolto amici, volontari e collaboratori, ha consentito a tutti di rivivere lo spirito delle prime Case orionine, in cui, tutti insieme, si contribuiva al buon agire.
Come ricordava Don Orione “al piccolo Cottolengo si vive allegramente, si prega e si lavora nella misura consentita dalle forze”.

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S.E. il Cardinale Angelo Bagnasco e il Padre Provinciale della Congregazione, Don Aurelio Fusi, insieme ai Soci Promotori e ai Volontari, hanno inaugurato ieri 13 marzo 2017, a Genova Quarto Castagna, in Via Perasso, il "Borgo Madre della Tenerezza". Erano presenti molti sacerdoti orionini e parte dell’equipe provinciale.
Il Borgo è sorto, in sordina, dal 2013 ad oggi, attraverso la ristrutturazione delle casette limitrofe alla Casa di Accoglienza, già esistente dal 2003, e gestita, per tutti questi anni, da Monica e Giorgio Favali; la fiducia della Congregazione verso i Soci Promotori ha permesso di attuare un progetto di ampliamento che permette di utilizzare il Borgo in regime di Comodato d'uso, come centro di accoglienza polivalente.
Accanto alla precedente attività di accoglienza per le famiglie con bambini degenti negli Ospedali cittadini per gravi patologie, la struttura è ora aperta a ospiti per ferie e vacanze e a progetti condivisi di recupero per famiglie in difficoltà per sfratti, per persone senza fissa dimora, per casi di difficoltà di vita in generale.
I soci e i Volontari abbracciano una scelta di vita che comprende formazione spirituale, almeno mensile, preghiera, Eucarestia, amicizia e condivisione di vita con le persone accolte, nell’ambito degli scopi e degli obiettivi dello Statuto dell’Associazione di Promozione Sociale appositamente fondata. L'Associazione si autogestisce in modo autonomo.
Di questo tesoro ringraziamo il Signore e San Luigi Orione che ha ispirato questa scelta di vita.

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