"Onoriamo Maria deponendo l’orgoglio e vivendo in grande umiltà."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Lunedì 3 aprile 2017, il Centro diurno Don Orione di Boschetto (Genova), ha ricevuto la gradita visita di Don Ivan Concolato, che ha celebrato la S. S. Eucarestia, attorniato dagli ospiti e dagli operatori della struttura.
Nella celebrazione Eucaristica, Don Ivan ha commentato il Vangelo del giorno, relativo all’incontro tra Gesù e l’adultera, la stessa icona scelta da Papa Francesco per il suo messaggio di Quaresima, intitolato “Misericordia et misera”.
Nell’omelia, infatti, ha ricordato ai presenti che l’atteggiamento misericordioso non soltanto può essere offerto, ma viene anche ricevuto, quando noi stessi facciamo esperienza delle attenzioni e delle cure di un'altra persona. Tutte le nostre storie di vita sono costellate da episodi più o meno gioiosi, e noi siamo chiamati in questo tempo a impegnarci, come siamo in grado di fare, affinché la Misericordia di Dio possa raggiungere tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino, attraverso la nostra umanità.
La Misericordia ha il potere di trasformare la vita di ogni uomo e di “guarire” i nostri rapporti, anche quelli più difficili ed ostici, se non chiudiamo le porte del cuore all’azione di Dio.
Don Ivan ha proseguito, ricordando e ringraziando gli anziani per la loro tenacia e determinazione nel costruire la storia del nostro Paese, un’eredità che costituisce al tempo stesso, un patrimonio sociale e culturale rivolto alle fasce più deboli.
Un patrimonio che deve continuare a produrre dei frutti, attraverso l’opera di quanti raccolgono quest’eredità, affinché non vada smarrita, dimenticata o, peggio ancora, stravolta.
La giornata è proseguita con la condivisione del pranzo, un momento di festa che è terminato con la distribuzione della colomba pasquale e dell’uovo di Pasqua.
Il Centro diurno Don Orione di Boschetto (Genova), è una struttura per anziani convenzionata con la ASL Liguria, gestita dalla Cooperativa Dono. Ospita, in regime di semiresidenzialità, un gruppo di anziani ai quali offre assistenza e accompagnamento grazie ad attività ludico-ricreative e di socializzazione.

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Gli immigrati in Italia superano dal 2014 i 5 milioni ma, secondo le previsioni più accreditate, a metà secolo dovrebbero arrivare al doppio. La popolazione residente straniera aumenterà di quasi 10 milioni, passando dai 4,6 milioni del 2011 a 14,1 milioni nel 2065.
I cittadini italiani per acquisizione, che erano solo 285.785 nel 2001, sono risultati 671.394 al Censimento del 2011, a questi si aggiungono i 65.383 che hanno acquisito la cittadinanza nel 2012, 100.712 nel 2013, 129.887 nel 2014 e 178.035 nel 2015.
Si può calcolare che già 1 milione e 150mila cittadini italiani siano di origine straniera. Se continuerà il trend riscontrato nel 2014 e nel 2015, a metà secolo almeno 6 milioni di cittadini italiani residenti nel Paese saranno di origine straniera e influiranno per oltre il 10% sul totale.
I nuovi ingressi regolari, le nuove nascite e i richiedenti asilo hanno portato la popolazione straniera residente sul territorio nazionale a 5.026.153 di cittadini.
Tra gli stranieri presenti in Italia, i cittadini di paesi terzi regolarmente soggiornanti al 1° gennaio 2016 sono 3.931.133, così ripartiti tra i continenti e le aree di provenienza: al primo posto c’è l’Europa con poco meno del 30% delle presenze, seguita dall’Africa settentrionale con il 20% delle presenze, dall’Asia meridionale (il subcontinente indiano) e orientale (Cina, area indocinese e Filippine) con quote vicine al 14% e poi da America centromeridionale e Africa occidentale con valori poco più bassi del 10%.
Un altro elemento caratteristico della presenza immigrata in Italia è l’età: si tratta infatti di una popolazione relativamente giovane, più della popolazione italiana, composta per oltre il 20% di minori e per il 40% di persone al di sotto dei 29 anni, mentre le classi mediane (30-44 anni) costituiscono oltre un terzo del totale.
Come nella media del contesto europeo, anche in Italia il mercato del lavoro mostra segnali di ripresa durante il 2015, che riguardano anche gli stranieri.
La crescita della manodopera straniera è ascrivibile soprattutto alla componente maschile (+51mila gli uomini e +14mila le donne) e coinvolge tutte le aree geografiche.
Gli occupati stranieri nel 2015 rappresentano il 10,5% del totale, concentrati soprattutto nel terziario e nei lavori manuali dequalificati, più di un terzo degli occupati stranieri svolge professioni non qualificate, una quota quasi uguale quelle operaie, mentre solo 7 su 100 esercitano una professione qualificata.
L’immigrazione è apportatrice di una dimensione interculturale che sta cambiando il volto del nostro paese, gli studenti stranieri iscritti nell’anno scolastico 2015/2016 sono 814.851, il 9,2% del totale degli iscritti, di cui il 54,7% nato in Italia.
Gli studenti universitari stranieri in Italia nell’a.a. 2015/2016 sono stati, invece, 70.339 (il 4,3% di tutti
gli iscritti). Infine tra gli studenti universitari stranieri si segnalano alcune preferenze: raggruppando, come ha fatto il Ministero dell’Università, i corsi di laurea in gruppi omogenei, emerge che il ramo preferito è quello linguistico, che raccoglie il 7,7% degli iscritti, seguito da architettura (6,6%) e da quello delle materie economico-statistiche (5,9%), dal gruppo ingegneria (5,6%) e da quello medico (5,1%).
Clicca QUI per leggere il rapporto di immigrazione e presenza straniera in Italia

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La Giornata mondiale dei Diritti umani, ricorda la proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani nel 1948, ma ancora oggi il diritto di migrare e quello di restare sono entrambi ugualmente negati per un’ampia parte di popolazione mondiale.
Le migrazioni non sono sempre dettate da guerra e povertà e i Paesi del Sud del mondo sono anche terra di destinazione e di “rifugio” della gran parte di coloro che scappano. Un intrico di cause e di flussi molto più complesso di quello che solitamente viene rappresentato: movimenti interni e diretti all’estero, regolari e irregolari, volontari e forzati, circolari o definitivi.

L’Africa, cui è dedicato il focus di questo Dossier della Caritas dal titolo: “Divieto di accesso. Flussi migratori e diritti negati”, è l’emblema di tutto questo. In Europa il sempre più diffuso atteggiamento culturale e politico di paura e chiusura è in contraddizione con tale complessità e finisce per acutizzare anziché contrastare la lesione dei diritti fondamentali delle persone che migrano e di quelle che restano, la naturale circolarità delle migrazioni, lo sviluppo umano dei Paesi più impoveriti. Un cambio di rotta è necessario per riconoscerci tutti nuovamente cittadini dello stesso mondo. Senza divieti di accesso.


Clicca QUI per leggere e scaricare il dossier completo.

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Prima tappa di avvicinamento per Teo verso la Coppa Europa che si terrà in Rep. Ceca a maggio.
A Cassino ieri, 26 marzo, si sono svolti i Campionati Italiani della 20km per le categorie Assolute. Ebbene, Teo ha ricevuto una bella iniezione di fiducia da un 8° posto con un soddisfacente 1h25'22" che è la miglior gara di esordio per lui da sempre. Un buon viatico stante alcune difficoltà legate al post-olimpiade.
Emozionato Teo anche dalla maglia del Don Orione che ha inteso scommettere su di lui per veicolare il messaggio della cultura della diversità.

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Dal mese di novembre, grazie alla sensibilità della direzione, alla Cooperativa Sociale “Le Terre del Villaggio”, nata dall’iniziativa del PCDO di Genova con l’obiettivo di favorire l’inclusione lavorativa di persone appartenenti a fasce deboli, sono stati affidati alcuni piccoli servizi nelle case di Genova di Paverano e Camaldoli.
È nata così la possibilità per i due soci lavoratori della cooperativa, Josè e Ozuma, grazie all’affiancamento degli educatori del Boggiano Pico, di iniziare un percorso di integrazione lavorativa che li vede oggi protagonisti. Tale occasione ha permesso loro di riscattarsi dalle situazioni di difficoltà, ed alle nostre case di essere, ancora una volta, un contesto di accoglienza e valorizzazione della persona umana.
Questa esperienza, che ha coinvolto amici, volontari e collaboratori, ha consentito a tutti di rivivere lo spirito delle prime Case orionine, in cui, tutti insieme, si contribuiva al buon agire.
Come ricordava Don Orione “al piccolo Cottolengo si vive allegramente, si prega e si lavora nella misura consentita dalle forze”.

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S.E. il Cardinale Angelo Bagnasco e il Padre Provinciale della Congregazione, Don Aurelio Fusi, insieme ai Soci Promotori e ai Volontari, hanno inaugurato ieri 13 marzo 2017, a Genova Quarto Castagna, in Via Perasso, il "Borgo Madre della Tenerezza". Erano presenti molti sacerdoti orionini e parte dell’equipe provinciale.
Il Borgo è sorto, in sordina, dal 2013 ad oggi, attraverso la ristrutturazione delle casette limitrofe alla Casa di Accoglienza, già esistente dal 2003, e gestita, per tutti questi anni, da Monica e Giorgio Favali; la fiducia della Congregazione verso i Soci Promotori ha permesso di attuare un progetto di ampliamento che permette di utilizzare il Borgo in regime di Comodato d'uso, come centro di accoglienza polivalente.
Accanto alla precedente attività di accoglienza per le famiglie con bambini degenti negli Ospedali cittadini per gravi patologie, la struttura è ora aperta a ospiti per ferie e vacanze e a progetti condivisi di recupero per famiglie in difficoltà per sfratti, per persone senza fissa dimora, per casi di difficoltà di vita in generale.
I soci e i Volontari abbracciano una scelta di vita che comprende formazione spirituale, almeno mensile, preghiera, Eucarestia, amicizia e condivisione di vita con le persone accolte, nell’ambito degli scopi e degli obiettivi dello Statuto dell’Associazione di Promozione Sociale appositamente fondata. L'Associazione si autogestisce in modo autonomo.
Di questo tesoro ringraziamo il Signore e San Luigi Orione che ha ispirato questa scelta di vita.

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Il Video del Papa di Febbraio 2017.

Papa Francesco ci ricorda che nel nostro mondo ci sono molte persone che si sentono angosciate, in povertà: sono rifugiati o emarginati dalla società. Preghiamo per loro con Francesco perché trovino nelle nostre comunità accoglienza e sostegno.

Così ci dice: “Viviamo in città che costruiscono torri e centri commerciali e realizzano grandi affari immobiliari, ma lasciano una parte ai margini, in periferia.

Come conseguenza di questa situazione, grandi masse di popolazione si vedono escluse ed emarginate: senza lavoro, senza orizzonti, senza via d'uscita.

Non li abbandonate. Pregate con me per chi è oppresso, soprattutto per i poveri, i rifugiati e gli emarginati, perché trovino accoglienza e sostegno nelle nostre comunità”.

Qui sotto il breve video.

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Si celebra oggi, 11 febbraio 2017, la 25à Giornata Mondiale del Malato dal tema: “Stupore per quanto Dio compie: «Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente...» (Lc 1,49)”. Fabio Mogni da Tortona ci porta una sua riflessione riprendendo il messaggio del Santo Padre amalgamandola con quanto “il servizio al malato sia un dono reciproco”.

Il Santo Padre, possiamo dire, pone come obiettivo di questa giornata un nuovo slancio nella cultura del donare: “In occasione della Giornata Mondiale del Malato possiamo trovare nuovo slancio per contribuire alla diffusione di una cultura rispettosa della vita, della salute e dell’ambiente; un rinnovato impulso a lottare per il rispetto dell’integralità e della dignità delle persone, anche attraverso un corretto approccio alle questioni bioetiche, alla tutela dei più deboli e alla cura dell’ambiente”.

È davvero una giornata in cui possiamo coniugare due parole quali “stupore” e “ringraziamento” e le troviamo nel Magnificat, il canto per eccellenza della Vergine Maria che è il cantico serale di ogni credente che alla sera si unisce a tutta la Chiesa nella preghiera del Vespro. Sono parole che risuonano come meditazione e come programma per il servizio di ogni operatore… “cfr. … ha innalzato gli umili, ricolmato di beni gli affamati…” è lo stupore di quanto il Signore ha fatto “guardando l’umiltà della sua serva”; è lo stupore con cui vogliamo anche noi vivere il nostro quotidiano nel servire il prossimo che tende la mano verso di noi per raggiungere una “pienezza di relazione” come quella della Bella Signora con Bernardette.

Il Santo Padre per quanti sono al servizio dei fratelli ricorda che tale Giornata dev’essere un ringraziamento per “la vocazione ricevuta dal Signore di accompagnare i fratelli ammalati”. Ecco il grazie che si vuole unire all’unisono con quelle della Vergine “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”.

E ai nostri ammalati la parola di conforto spirituale che vuole raggiungere tutti i loro cuori: “vivere cristianamente la propria vita, arrivando a donarla come autentici discepoli missionari di Cristo”.

Quante responsabilità ci dona questa giornata! Maria salute degli infermi, consolatrice degli afflitti sia la nostra stella luminosa, il nostro sostegno per guidarci verso Cristo suo figlio e nostro fratello, e aiuto nell’affidarci al Padre che compie grandi cose.

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Venerdì, 10 Febbraio 2017

Numeri Pari

La rete dei “Numeri pari” ha come obiettivo il contrasto alla disparità ed alla disuguaglianza sociale a favore di una società più equa, fondata sulla giustizia sociale ed ambientale. Si impegna a rafforzare l’azione tra “eguali” nei territori, costruendo iniziative locali che uniscano tutte le forze delle diverse organizzazioni e dei cittadini disponibili ad impegnarsi in azioni ed interventi concreti, dando luogo a significative sperimentazioni che forniscano idee e gambe per un effettivo welfare municipale.
Numeri Pari è promossa da Gruppo Abele, Libera, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) e Rete della Conoscenza, a cui stanno aderendo centinaia di realtà sociali diffuse su tutto il territorio nazionale, tra associazioni, cooperative, parrocchie, reti studentesche, comitati di quartiere, campagne, progetti di mutualismo sociale, spazi liberati, reti, fattorie sociali e semplici cittadini che condividono l’obiettivo di garantire diritti sociali e dignità a quei milioni di cittadini a cui sono stati sottratti in questi anni nel nostro Paese. L’iniziativa prende idealmente il testimone dalla campagna Miseria Ladra, promossa negli anni scorsi con le stesse finalità, e dall’incontro mondiale del 5 novembre scorso dei movimenti popolari con papa Francesco.
“Numeri pari” sottende uguale dignità tra tutti gli attori. La rete dei Numeri Pari si articola in Nodi territoriali composti dai soggetti aderenti che in maniera autonoma portano avanti attività, vertenze e progetti sui territori, condividendo a livello nazionale l’impegno e gli obiettivi definiti dal documento generale promosso da tutti i soggetti della rete. I Numeri Pari portano avanti forme di democrazia partecipativa e comunitaria che garantiscono orizzontalità, massima partecipazione e trasparenza nella presa di decisione, rispondendo così alla grave crisi della rappresentanza politica che continua a ridurre gli spazi della partecipazione e della deliberazione, aumentando ulteriormente le disuguaglianze. La rete dei Numeri Pari costruisce un’alleanza orizzontale che in ogni realtà locale autonomamente decide il da farsi, converge o confligge con l’Amministrazione in base alle diverse assunzioni di responsabilità da parte della stessa.
La Rete dei Numeri Pari non pretendere di generare una nuova struttura, ma promuove il coordinamento di quelle esistenti ed il lavoro condiviso; sviluppa strumenti e opportunità di cooperazione nel territorio, in luoghi dove non esistono; mette a disposizione meccanismi di partecipazione in modo che siano sostenibili non solo per gli attivisti, ma per la cittadinanza in generale; promuove attività e progetti che rafforzano la partecipazione, prendendo decisioni che siano vincolanti.
Il movimento dei Numeri Pari fa parte dei Movimenti Popolari protagonisti del 3° incontro mondiale che si è tenuto a Roma lo scorso 5 novembre su iniziativa di Papa Francesco. Le parole pronunciate il 5 novembre scorso da Papa Francesco a conclusione dell’incontro, sono state emblematiche ed insieme al documento emerso dall’incontro con i Movimenti Popolari rappresentano un importante riferimento per il nostro movimento a livello globale. Condividiamo lo stesso pianeta, la stessa casa comune, nostra Madre Terra. Per questo il movimento dei Numeri Pari si rivede nella visione dell’ecologia integrale che mette al centro la necessità urgente di un cambio strutturale definitivo del modello produttivo e di sviluppo. Condividiamo l’invito di Papa Francesco sulla “necessità di un cambiamento perché la vita sia degna, un cambiamento di strutture” e ci piace il forte sollecito rivolto a tutti noi, “inoltre voi, i movimenti popolari, siete seminatori di cambiamento, promotori di un processo in cui convergono milioni di piccole e grandi azioni concatenate in modo creativo, come in una poesia; per questo ho voluto chiamarvi “poeti sociali”; e abbiamo anche elencato alcuni compiti imprescindibili per camminare verso un’alternativa umana di fronte alla globalizzazione dell’indifferenza:
1. mettere l’economia al servizio dei popoli;
2. costruire la pace e la giustizia;
3. difendere la Madre Terra.”

Leggi QUI il Manifesto.

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“Incoraggio quanti sono impegnati ad aiutare uomini, donne e bambini schiavizzati, sfruttati, abusati come strumenti di lavoro o di piacere e spesso torturati e mutilati. Auspico che quanti hanno responsabilità di governo si adoperino con decisione a rimuovere le cause di questa vergognosa piaga... Ognuno di noi si senta impegnato...” queste le parole del Papa all’angelus dell’8 febbraio 2015, prima giornata contro la Tratta.
«Sono bambini! Non schiavi» è il tema della III Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone voluta da Papa Francesco e indetta per l’8 febbraio 2017, giorno in cui la Chiesa fa memoria di Santa Giuseppina Bakhita, sudanese, che decise di consacrarsi dopo aver vissuto le atroci sofferenze e umiliazioni della schiavitù.
Sabato 4 febbraio, alle ore 16, nella parrocchia orionina di Roma, Ognissanti, il vescovo Gianrico Ruzza, ausiliare per il settore Centro, ha presieduto una veglia di preghiera promossa dall’Usmi, Unione superiore maggiori d’Italia, «contro ogni mancanza di rispetto nei confronti dei bambini dalle più gravi, la schiavitù, lo sfruttamento sessuale, a quelle più sottili, ma non meno gravi come il bullismo che genera profonda sofferenza nei minori – spiega padre Giuseppe Midili, incaricato diocesano per la vita consacrata –. Una società che non tutela i minori e che in qualche modo tollera atteggiamenti di bullismo distrugge l’infanzia dei bambini. È importante che essa prenda piena coscienza dell’esistenza del fenomeno e si impegni a evitare il suo perpetuarsi valorizzando la dignità dei più piccoli e difendendone l’innocenza».
Basta solo far notare che ogni due minuti, una bambina o bambino è vittima dello sfruttamento sessuale. Nel mondo, più di 200 milioni di minori lavorano, di cui 73 milioni hanno meno di 10 anni. Di questi piccoli, ogni anno ne muoiono 22 mila a causa di incidenti di lavoro. Negli ultimi trent’anni, si calcola che sono stati circa 30 milioni i bambini coinvolti nella tratta.

 

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