"Quanto bene fa la bontà! La bontà vince sempre."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Mercoledì, 01 Novembre 2017

Rapporto Istat 2017

Ogni anno, con il suo Rapporto, l’Istat propone al Parlamento e ai cittadini una riflessione sulla situazione economica e sociale del Paese, descrivendone le differenze, le particolarità e indicandone le opportunità e i rischi.
Il Rapporto annuale del 2017 affronta questo compito guardando alla struttura sociale, letta attraverso le caratteristiche dei gruppi che formano la nostra società.
Ciascun gruppo sociale racchiude una pluralità di dimensioni e viene descritto e analizzato da più punti di vista. La scarsa mobilità sociale è stata spesso proposta come uno degli elementi alla base delle difficoltà di crescita del Paese (non soltanto in termini economici, ma anche di avanzamento della democrazia), ma le differenze sociali e l’eterogeneità dei comportamenti rappresentano altrettante potenzialità di ricchezza e di sviluppo.
I gruppi sociali individuati dalle nostre analisi hanno carattere strutturale, e tendono a perpetuarsi nel tempo. Non restituiscono l’immagine di una società liquida, molecolare, circolare, come è stata variamente definita. Contraddicono la diffusa sensazione soggettiva del venire meno dell’identità sociale.
Non rappresentano l’aggregazione temporanea di interessi convergenti, ma hanno contorni definiti a tutto tondo da una molteplicità di dimensioni: relative al reddito e alla ricchezza, ai comportamenti di consumo e di spesa, all’uso del tempo libero, alla partecipazione politica e sociale, alla pratica e ai consumi culturali, all’istruzione, all’asimmetria dei ruoli e alla parità di genere, ai luoghi di residenza e di vita a scala regionale e all’interno dei quartieri delle città. Elementi profondi, radicati, tra loro coerenti, in maggioranza culturali, che danno identità e stabilità ai gruppi sociali individuati.
Solamente una  elevata  e  diffusa  mobilità  sociale  nell’accesso  e  all’interno  del sistema educativo e lavorativo potrebbero cambiarne davvero i connotati.

Clicca QUI per leggere e scarica il rapporto annuale Istat 2017.

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Il centro di Accoglienza il Boschetto deve leggere la sua storia nel passato, il Boschetto nasce nel lontano XV secolo con il nome: Abbazia di San Nicolò del Boschetto, più conosciuta semplicemente come Badia del Boschetto.
Nel 1311, il patrizio genovese Magnone (o Magnano) Grimaldi, fece costruire una cappella, della quale dal 1312 i Grimaldi ed i loro eredi ebbero il giuspatronato. Nel 1410 vi si insediarono i benedettini, ai quali gli eredi di Magnone Grimaldi avevano donato la piccola chiesa intitolata a san Nicola e una piccola casa, che divenne la prima abitazione dei monaci. Tra il Seicento e il Settecento, l'abbazia subì notevoli trasformazioni di gusto barocco, secondo la tendenza dell'epoca, che ne alterarono l'originaria struttura gotica e rinascimentale. Il rifacimento del complesso in stile barocco fu finanziato con una cospicua somma dalla famiglia Grimaldi. Con la guerra di successione austriaca, nella quale fu coinvolta la Repubblica di Genova, per il monastero iniziò un periodo di decadenza. Il monastero fu occupato dalle truppe austriache ed i monaci dovettero trasferirsi in città, i monaci fecero ritorno al termine del conflitto, ma l'occupazione militare aveva prodotto numerosi danni al complesso. Nel maggio del 1797, nel corso dei tumulti popolari che portarono alla definitiva caduta del governo aristocratico, durante un'incursione nella chiesa furono distrutte molte delle insegne gentilizie che ornavano i sepolcri. I monaci dovettero nuovamente lasciare il monastero nel 1810, a seguito delle leggi napoleoniche sulla soppressione degli ordini religiosi. I benedettini tornarono nel 1912; l'abbazia fu definitivamente soppressa nel 1939. Nel 1960 il complesso fu affidato alla Piccola opera della Divina Provvidenza.

“Ho osservato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini perché vi si impegnino. Egli ha fatto ogni cosa proporzionata al suo tempo; ha posto nell’uomo anche una certa visione d’insieme, senza però che gli riesca di afferrare l’inizio e la fine dell’opera che Dio ha fatto” (Qo 3,10-11)

La lettura storica di questo luogo sacro incrociata a quella del libro   “ canto della vita” Il  Qohelet , mi apre il cuore alla interpretazione delle vicende dei giorni d’oggi.
 
Il Boschetto in passato aveva raggiunto una alta soglia di criticità: povertà, miseria e degrado incontravano, nella clandestinità, l’equilibrio di vita.
L’opera Don Orione con la direzione di Alberto Di Feo ha saputo trasformare questo luogo in un centro di accoglienza della Carità allontanando forme di illegalità con il solo strumento della condivisione, dell’amore, della tolleranza e della intransigenza verso i prepotenti. La pazienza di saper aspettare perché “I nostri tempi non sono i suoi tempi”.

Ora Alberto è chiamato ad un nuovo mandato ed il Boschetto si sta preparando a fare un nuovo passo verso il rinnovamento.
L’Opera Don Orione si prepara a fare questo avendo come linee guida:
“… Essere alla testa dei tempi … Al servizio dei poveri … legati alla Divina Provvidenza” (Don Orione)

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Il 29 luglio si è conclusa la Colonia per i Bambini di Don Orione a Reggio Calabria: per il terzo anno consecutivo, grazie alla generosità dei benefattori, che hanno sposato a pieno il Progetto “ I Bambini di Don Orione” del MLO di Reggio Calabria, 19 bambini dagli 8 ai 13 anni, che vivono in condizioni disagiate, hanno trascorso un’estate diversa, ricca di grandi emozioni e divertimenti. Tiziana Praticò, una delle responsabili del Progetto, spiega il tema scelto per il campo 2017, “La Carità è un “Viaggio”  verso il Fratello”: un viaggio a tappe, che ha portato i Bambini a conoscere i vari aspetti della vita, dalla Bibbia, alla Carità di don Orione, alla legalità, al soccorso,  agli anziani,alla storia della propria terra natia e soprattutto la bellezza della parola di Dio.
Prima tappa di questo viaggio è l’incontro con i signori e le signore residenti nella casa di riposo Don Orione, giunti  da Reggio, accompagnati dalle assistenti e dal responsabile di struttura Domenico Talladira. Accolti calorosamente dai bambini,  gli ospiti si sono sentiti subito dei nonni e  hanno raccontato la propria storia e insegnato i giochi che praticavano da ragazzini.
Altra tappa importate del viaggio è stato l’incontro con un Testimone di Giustizia,  Franco Gaetano Caminiti, il quale ha raccontato la sua esperienza di lotta alla ‘ndrangheta e soprattutto ha parlato ai bambini di legalità. Un dialogo fluido grazie anche alla semplicità di Franco, che con molta energia ha raccomandato loro di essere sempre  onesti e di non farsi “ammaliare e tentare” dalla ‘Ndragheta:  “non accettate mai, ricordate se lo  farete, sarete persone senza futuro e schiavi di questo potere malvagio. La Fede in Dio, continua Franco, mi ha dato la forza di andare avanti. É un miracolo se sono uscito illeso da un agguato perpetrato a colpi di pistola da un malavitoso, così come dal’incendio del mio negozio. Ma vi  ripeto, Dio non mi ha abbandonato. Io non ho paura, oggi sono qui con voi e senza scorta, anzi ce l’ho, è mia moglie che non mi lascia mai”.
Il viaggio per i bambini è continuato con un’altra tappa importante, l’amore verso l’altro: al mattina presto della domenica sentono il suono assordante di una  sirena provenire dal cancello di entrata della colonia. Un po’ impauriti e un po’ incuriositi si affacciano dalle finestre delle loro stanze, non sanno che quella ambulanza è per loro e che loro saranno i protagonisti del soccorso. Tutti giù in cortile ad accogliere Lilla e Leo, due Soccorritori specializzati della Confraternita  Misericordie di Reggio: saranno loro ad insegnare ai ragazzi i metodi di soccorso e le procedure da compiere in caso di infortunio a loro o ad altri.
Si parte poi per Bova (Vùa in lingua Greca) un paesino dell’entroterra Reggino  che secondo la leggenda fu fondato da una Regina greca , che sbarcata lungo la costa, sarebbe risalita verso l’interno e fissando la sua residenza sulla cime del colle Bova, presumibilmente entro le rocche dell’antico castello. Qui infatti ancora oggi, oltre al dialetto Reggino e all’italiano si parla e si scrive in Greco.
Ma naturalmente  tutti i viaggi hanno una fine e questo è terminato sabato 29 luglio. Il programma finale è ricco di avvenimenti, si inizia con la recita, preparata durante la permanenza in colonia ,e presentata nel pomeriggio alla presenza dei genitori e dei benefattori. Come ogni nostro campo, anche questo ha un momento solenne, la Celebrazione Eucaristica, che per questo anno è stata officiata da don Primo Coletta arrivato da Velletri. Dopo la festa, non resta che scambiarsi con affetto un arrivederci al 2018!

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Un gruppo di giovani studenti di 17 anni di Camposampiero (Padova) ha vissuto un’intensa settimana di servizio presso il Seminario della Vita di Campocroce di Mirano, la  realtà orionina a servizio dal 2009 di famiglie in difficoltà con bambini piccoli.

Il campo è stato realizzato grazie alla disponibilità dei ragazzi, desiderosi di continuare l’esperienza vissuta nell’estate 2016, e grazie alla supervisione della responsabile della struttura, Katia Landi e dei due educatori Anna e Mattia.
“I ragazzi, dice Katia Landi,  hanno vissuto un'esperienza fatta di cose semplici, genuine, con l'aiuto anche dei volontari storici che frequentano la casa, in uno spirito di vera famiglia o meglio di famiglia di famiglie: l'accompagnamento nello svolgimento dei compiti dei bambini, qualche attività di animazione e di laboratorio, il riordino del guardaroba... ma anche momenti di formazione, di confronto, di riflessione, di scoperta di qualcosa di San Luigi Orione, come è accaduto nella serata del giovedì sera. Grazie alla disponibilità di alcuni amici dell'Orione Musical Group, dal 1990 presente nella casa di Campocroce, si è raccontato qualcosa del Santo della carità e di come il gruppo ha cercato di esprimersi e di seguirne le orme.”

Venerdì è stato il giorno della la gita l'Azienda Agricola di Fabiano a Cà Menego di Summaga di Portogruaro, aperta, nell'occasione, solo per bambini e volontari, con tanto di splendido giro in trattore per la campagna.
L'ultima serata insieme è stata caratterizzata dalla cena multietnica preparata dalle mamme residenti nel Seminario della Vita e poi tanta musica e tante danze, che hanno coinvolto tutti dai grandi ai piccoli, dai volontari ai residenti con musiche caratteristiche anche marocchine ed africane.
Per concludere questa settimana, la domenica mattina nella chiesetta del Seminario, l'economo provinciale don Walter Groppello, con don Claudio, parroco di Camposampiero, ha celebrato la Santa Messa preparata, curata ed animata dai giovani volontari.
La riflessione di don Walter è stata tutto un invito a vivere l'incontro ed il servizio verso il prossimo con gesti e parole autentiche, in un continuo "darsi" agli altri che riempie sempre e non ti svuota mai perché, -sottolineava- quando si è autentici si tocca il cuore di Dio.
Don Claudio, nel ringraziare l'Opera don Orione e la comunità di Campocroce in particolare, ha augurato ai suoi giovani parrocchiani che Gesù possa diventare la sorgente della loro autenticità.
Toccante poi il momento conclusivo quando ogni volontario ha ricevuto dalle mani dei bambini un piccolo vaso di fiori quale segno di ringraziamento per la loro presenza ed il loro servizio in quei giorni.

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Difficile spiegare a parole che cos'è il Centro Accoglienza presso l'Abazia del Boschetto di Genova: difficile perché le parole tante volte vengono vestite dal significato che ciascuno ha nella propria testa. E a volte il significato e il colore delle parole che abbiamo è molto diverso da quello che lo scrittore vuole rappresentare.
Possiamo dire che il Boschetto è una "macedonia" di carità, la carità della accoglienza con il criterio della regola del solo Amore, Luce ed ombra di questa Abazia trasformata in emergenza abitativa. Per capire meglio gli ingredienti di questa macedonia possiamo prendere a modello l’attività più allegra: la tavola comunitaria.La struttura non ha una mensa, ma un locale comune dove ospiti e famiglie accolte possono provvedere in autonomia a prepararsi i pasti. E allora ecco che compare Renzo Pastore che con la sua fidata Jessica preparano da mangiare per sé e per tutti i “nipoti e nipotini acquisiti” della struttura.
Il resto viene tutto da sé: genitori e nonni presenti che chiedono anche loro di aggiungersi alla tavola ed il cuore di Renzo risponde sempre con un semplice sorriso. Così tutti i giorni a mezzogiorno, di tutti mesi di tutto l’anno Jessica, da saggia mamma, prepara un “primo mediterraneo” cucinato per lo più con le verdure provenienti dall’Orto della Abazia e Renzo lo distribuisce ai suoi compagni di tavola. E’ la gioia della Festa, della tavola, la gioia della gratuità del volontariato che dona senza riserve, dona di proprio, del proprio piatto. E’ il dono senza spreco, infatti se qualche bambino non finisce il piatto di pasta non può accedere al dolce sempre presente per chi si ferma fino alla fine del pasto. Una tavola comunitaria in cui prima di iniziare, sempre, Domenico il saggio collaboratore dell’opera, benedice rendendo grazie alla Divina Provvidenza e Don Orione della gioia di questi doni. E’ la festa di bambini che spensierati non vedono le lacrime nascoste dei loro genitori perché non sanno se domani potranno ancora avere un pasto caldo per loro e per i loro figli.
E’ la festa dei popoli! Sì con naturalezza fianco a fianco bambini africani, asiatici, dell’Europa dell’est e del Nord, dei paesi arabi che litigano, giocano, si servono l’acqua reciprocamente ed infine corrono via lasciando tutto sporco ed in disordine. Ma a questo pensano Jessica e Renzo.

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Pubblichiamo le righe di Marco, responsabile di struttura della Casa del Giovane Lavoratore di Milano, che racconta in prima persona la visita canonica (leggi QUI) ricevuta presso la struttura.
A fine maggio presso la realtà Don Orione di Milano c’è stato il ricorsivo appuntamento con la visita canonica
In qualità di responsabile di struttura della Casa Del Giovane Lavoratore mi sentivo molto teso, non dico preoccupato, ma sicuramente pensieroso e nervoso, perché nonostante tutti i miei sforzi non sono riuscito a portare il risultato chiesto e quel disavanzo sul bilancio … Mi infastidiva alquanto …
L’appuntamento è alle 15:00 come uno scolaro alle 14:55 ero sotto gli uffici della provincia … poi la telefonata si rimanda di un’ora …
Ho con me tutti gli appunti ed una decina di files per cercare di “difendermi” …
Ecco mi chiamano … Davanti c’è sempre Lui Paolo con quel “cavolo” di sistema Solinf che non parla la stessa lingua del sistema Ad Hoc che utilizzo io … ed io nelle traduzioni sono sempre stato un disastro …
Ma poi il padre provinciale Don Aurelio mi chiama per nome e mi sorride, Don Walter “la faina” del consiglio mi sorride e mi chiede come stanno i miei nipoti.
Paolo chiude lo schermo del computer e con naturalezza mi chiedono di parlargli della Casa Del Giovane Lavoratore.
Mi sono preparato ho un Power Point da 21 pagine ed inizio l’esposizione … Sono teso perché ho negli occhi “i miei ragazzi della Casa” che sono in difficoltà … la retta del pensionato riescono a pagarla a stento … qualche volta rinunciando alle ultime cene, andando a sfamarsi alle mense dei senza fissa dimora…
Ci ho provato ma non ce l’ho fatta a stare dentro ai costi … Devo però difendere la retta e non farla aumentare …
Sono indaffarato a cercare scuse, promettere di tagliare …  Poi incrocio lo sguardo paterno di Don Pierangelo, … e Don Walter mi ferma e con pacatezza e amore osserva: Il trend dei costi è pressoché costante, i fatturati lentamente aumentano, la struttura sta restituendo i soldi prestati … Cerca di migliorare ma non mancare l’attenzione ai tuoi ospiti …
A quelle parole un senso di calore mi invade sanando il tremore che mi irrigidiva gli arti ed il cuore pian piano ha rallentato la sua corsa …
Che bello sentirsi compresi …
Poi la visita ed in ogni angolo l’incitazione a rendere più bello, a curare … anche se si devono investire dei soldi …
Inizia la messa nella cappella della CDGL, mi immagino i soliti 10 ragazzi ed invece, mentre entrano i sacerdoti sento l’organo che suona ed una corale improvvisata che anima la messa, la cappella non riusciva a contenerci tutti e si è dovuto aprire il separé con la sala riunione  …
Don Aurelio inizia la messa con il segno della croce e con quel sorriso che conforta chi lo incrocia, ci parla con pazienza e ci fa sentire che si trova bene con noi …
Dopo la messa inizia la cena comunitaria Don Walter che scherza con noi operatori, Don Aurelio che si intrattiene a parlare con i ragazzi, i consulenti dell’Equipe provinciale che invece di “guardare la polvere sotto i tappeti” mi suggeriscono una serie di accorgimenti importanti! Con amicizia e rincuoramento.
I ragazzi che festeggiano, Il consiglio che brinda! Quando penso di aver finito con i piatti ecco che “i ragazzi” portano il dolce! Tutto a mia insaputa …
Ma non è questa la visita che mi aspettavo … Mi immaginavo un incontro formale ed attento e mi sono trovato abbracciato dalla mia comunità, l’Opera Don Orione.
Mi aspettavo un esame che cercasse i punti deboli e mi sono trovato un sostegno per dove sono più fragile …
Grazie piccola Opera Della Divina Provvidenza, o più semplicemente, grazie ad ognuno di voi, grazie perché la Visita Canonica per noi della CDGL è stato un po’ come l’incontro con dei fratelli maggiori che hanno condiviso con noi le nostre fatiche incoraggiandoci e facendoci sentire la vostra vicinanza.

 

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Il 29 marzo la camera ha approvato in via definitiva la legge per la protezione dei minori stranieri non accompagnati. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 375 voti a favore, 13 contrari e 41 astenuti. Nel 2016 più di 25.800 minori, tra cui anche bambini con meno di dieci anni di età, sono arrivati in Italia via mare senza genitori o figure adulte di riferimento, più del doppio rispetto al 2015 quando erano 12.360. Dall’inizio dell’anno, secondo le stime di Save the children, sono arrivati più di 3.360 minori, di cui almeno tremila non accompagnati. Ecco cosa cambia con la nuova legge.
Ambito di applicazione della legge
• La legge si applica al "minore straniero non accompagnato": tale è il minorenne non avente cittadinanza italiana o dell'UE che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che è altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell'ordinamento italiano.
Divieto di respingimento
• È stabilito il divieto di respingimento alla frontiera di minori stranieri non accompagnati.
• Con una modifica al T.U. sull'immigrazione (d.lgs. n. 286/1998) si prevede che, quando debba essere disposta in base al t.u. l'espulsione di un minore straniero, il provvedimento potrà essere adottato dal tribunale per i minori, su richiesta del questore, “a condizione comunque che il provvedimento stesso non comporti un rischio di danni gravi per il minore”.
Colloquio e identificazione del minore
• Nel momento in cui il minore entra in contatto o è segnalato alle autorità di polizia o giudiziaria, ai servizi sociali o ad altri rappresentanti dell'ente locale, il personale qualificato della struttura di prima accoglienza dovrà svolgere con il minore un apposito colloquio, con l'ausilio possibilmente di organizzazioni, enti o associazioni di comprovata esperienza nella tutela dei minori.
Un apposito D.P.C.M. dovrà regolare la procedura del colloquio, nel quale comunque sarà assicurata la presenza di un mediatore culturale.
• Quando sussistono dubbi fondati sull'età dichiarata dal minore, ferma restando l'accoglienza da parte delle apposite strutture di prima accoglienza per minori, l'autorità di pubblica sicurezza procede all'identificazione con l'ausilio di mediatori culturali e, se già nominato, con la presenza del tutore o tutore provvisorio.
All'identificazione del minore si procede solo dopo che è gli stata garantita un'immediata assistenza umanitaria.
L'età è accertata in via principale attraverso un documento anagrafico, anche avvalendosi della collaborazione delle autorità diplomatico-consolari.
L'intervento delle autorità consolari è escluso nei seguenti casi:
- quando il presunto minore abbia dichiarato di volersene avvalere;
- quando abbia espresso la volontà di chiedere protezione internazionale;
- quando all'esito del colloquio sia emersa una possibile esigenza di protezione internazionale;
- quando ciò possa causare pericoli di persecuzione.

Clicca QUI per leggere tutti i cambiamenti, QUI il testo integrale

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Lunedì 3 aprile 2017, il Centro diurno Don Orione di Boschetto (Genova), ha ricevuto la gradita visita di Don Ivan Concolato, che ha celebrato la S. S. Eucarestia, attorniato dagli ospiti e dagli operatori della struttura.
Nella celebrazione Eucaristica, Don Ivan ha commentato il Vangelo del giorno, relativo all’incontro tra Gesù e l’adultera, la stessa icona scelta da Papa Francesco per il suo messaggio di Quaresima, intitolato “Misericordia et misera”.
Nell’omelia, infatti, ha ricordato ai presenti che l’atteggiamento misericordioso non soltanto può essere offerto, ma viene anche ricevuto, quando noi stessi facciamo esperienza delle attenzioni e delle cure di un'altra persona. Tutte le nostre storie di vita sono costellate da episodi più o meno gioiosi, e noi siamo chiamati in questo tempo a impegnarci, come siamo in grado di fare, affinché la Misericordia di Dio possa raggiungere tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino, attraverso la nostra umanità.
La Misericordia ha il potere di trasformare la vita di ogni uomo e di “guarire” i nostri rapporti, anche quelli più difficili ed ostici, se non chiudiamo le porte del cuore all’azione di Dio.
Don Ivan ha proseguito, ricordando e ringraziando gli anziani per la loro tenacia e determinazione nel costruire la storia del nostro Paese, un’eredità che costituisce al tempo stesso, un patrimonio sociale e culturale rivolto alle fasce più deboli.
Un patrimonio che deve continuare a produrre dei frutti, attraverso l’opera di quanti raccolgono quest’eredità, affinché non vada smarrita, dimenticata o, peggio ancora, stravolta.
La giornata è proseguita con la condivisione del pranzo, un momento di festa che è terminato con la distribuzione della colomba pasquale e dell’uovo di Pasqua.
Il Centro diurno Don Orione di Boschetto (Genova), è una struttura per anziani convenzionata con la ASL Liguria, gestita dalla Cooperativa Dono. Ospita, in regime di semiresidenzialità, un gruppo di anziani ai quali offre assistenza e accompagnamento grazie ad attività ludico-ricreative e di socializzazione.

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Gli immigrati in Italia superano dal 2014 i 5 milioni ma, secondo le previsioni più accreditate, a metà secolo dovrebbero arrivare al doppio. La popolazione residente straniera aumenterà di quasi 10 milioni, passando dai 4,6 milioni del 2011 a 14,1 milioni nel 2065.
I cittadini italiani per acquisizione, che erano solo 285.785 nel 2001, sono risultati 671.394 al Censimento del 2011, a questi si aggiungono i 65.383 che hanno acquisito la cittadinanza nel 2012, 100.712 nel 2013, 129.887 nel 2014 e 178.035 nel 2015.
Si può calcolare che già 1 milione e 150mila cittadini italiani siano di origine straniera. Se continuerà il trend riscontrato nel 2014 e nel 2015, a metà secolo almeno 6 milioni di cittadini italiani residenti nel Paese saranno di origine straniera e influiranno per oltre il 10% sul totale.
I nuovi ingressi regolari, le nuove nascite e i richiedenti asilo hanno portato la popolazione straniera residente sul territorio nazionale a 5.026.153 di cittadini.
Tra gli stranieri presenti in Italia, i cittadini di paesi terzi regolarmente soggiornanti al 1° gennaio 2016 sono 3.931.133, così ripartiti tra i continenti e le aree di provenienza: al primo posto c’è l’Europa con poco meno del 30% delle presenze, seguita dall’Africa settentrionale con il 20% delle presenze, dall’Asia meridionale (il subcontinente indiano) e orientale (Cina, area indocinese e Filippine) con quote vicine al 14% e poi da America centromeridionale e Africa occidentale con valori poco più bassi del 10%.
Un altro elemento caratteristico della presenza immigrata in Italia è l’età: si tratta infatti di una popolazione relativamente giovane, più della popolazione italiana, composta per oltre il 20% di minori e per il 40% di persone al di sotto dei 29 anni, mentre le classi mediane (30-44 anni) costituiscono oltre un terzo del totale.
Come nella media del contesto europeo, anche in Italia il mercato del lavoro mostra segnali di ripresa durante il 2015, che riguardano anche gli stranieri.
La crescita della manodopera straniera è ascrivibile soprattutto alla componente maschile (+51mila gli uomini e +14mila le donne) e coinvolge tutte le aree geografiche.
Gli occupati stranieri nel 2015 rappresentano il 10,5% del totale, concentrati soprattutto nel terziario e nei lavori manuali dequalificati, più di un terzo degli occupati stranieri svolge professioni non qualificate, una quota quasi uguale quelle operaie, mentre solo 7 su 100 esercitano una professione qualificata.
L’immigrazione è apportatrice di una dimensione interculturale che sta cambiando il volto del nostro paese, gli studenti stranieri iscritti nell’anno scolastico 2015/2016 sono 814.851, il 9,2% del totale degli iscritti, di cui il 54,7% nato in Italia.
Gli studenti universitari stranieri in Italia nell’a.a. 2015/2016 sono stati, invece, 70.339 (il 4,3% di tutti
gli iscritti). Infine tra gli studenti universitari stranieri si segnalano alcune preferenze: raggruppando, come ha fatto il Ministero dell’Università, i corsi di laurea in gruppi omogenei, emerge che il ramo preferito è quello linguistico, che raccoglie il 7,7% degli iscritti, seguito da architettura (6,6%) e da quello delle materie economico-statistiche (5,9%), dal gruppo ingegneria (5,6%) e da quello medico (5,1%).
Clicca QUI per leggere il rapporto di immigrazione e presenza straniera in Italia

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La Giornata mondiale dei Diritti umani, ricorda la proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani nel 1948, ma ancora oggi il diritto di migrare e quello di restare sono entrambi ugualmente negati per un’ampia parte di popolazione mondiale.
Le migrazioni non sono sempre dettate da guerra e povertà e i Paesi del Sud del mondo sono anche terra di destinazione e di “rifugio” della gran parte di coloro che scappano. Un intrico di cause e di flussi molto più complesso di quello che solitamente viene rappresentato: movimenti interni e diretti all’estero, regolari e irregolari, volontari e forzati, circolari o definitivi.

L’Africa, cui è dedicato il focus di questo Dossier della Caritas dal titolo: “Divieto di accesso. Flussi migratori e diritti negati”, è l’emblema di tutto questo. In Europa il sempre più diffuso atteggiamento culturale e politico di paura e chiusura è in contraddizione con tale complessità e finisce per acutizzare anziché contrastare la lesione dei diritti fondamentali delle persone che migrano e di quelle che restano, la naturale circolarità delle migrazioni, lo sviluppo umano dei Paesi più impoveriti. Un cambio di rotta è necessario per riconoscerci tutti nuovamente cittadini dello stesso mondo. Senza divieti di accesso.


Clicca QUI per leggere e scaricare il dossier completo.

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