"Essere dalla testa ai piedi tutti di Gesù: essere roba di Gesù."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Oggi pomeriggio si inaugurano a Fumo di Corvino San Quirico (Pavia) gli appartamenti della residenza “Il Focolare”.

Il progetto denominato "Il Focolare", presentato dalla Provincia Religiosa con il supporto di Endofap, ha ottenuto un finanziamento dalla Fondazione Cariplo, all'interno del Bando Housing sociale per persone fragili. Il progetto ha previsto il recupero di uno stabile, che era in disuso,  per realizzare un’abitazione civile destinata ad anziani e longevi autosufficienti, che pur essendo in grado di gestire la quotidianità, faticano a seguire la casa e le sue incombenze, temono la solitudine, ricercano un supporto senza rinunciare alla loro autonomia.

La casa è formata da 9 mini appartamenti di circa 40 mq, composti da cucina/soggiorno, camera da letto e bagno: possono ospitare da un minimo di 9 ad un massimo di 18 persone.

Tali appartamenti vanno a creare una nuova attività all’interno di quelle già presenti presso l’Opera Don Orione di Fumo, il Santuario dedicato alla Madonna di Caravaggio, il pensionato e un  asilo nido, e daranno la possibilità a nove persone di essere accolte nell’unità abitativa messa a loro disposizione, all’interno di un contesto protetto, grazie alla presenza del Pensionato e dei relativi operatori.

L’evento inizierà alle ore 18.30 e, dopo un primo momento di saluti, verranno benedetti i locali e si brinderà a questo nuovo progetto di accoglienza con un buffet offerto ai presenti.

 

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Domani è la giornata mondiale dedicata alla malattia di Alzheimer, la forma di demenza più diffusa oggi e destinata ad aumentare esponenzialmente nei prossimi decenni, secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

In questa occasione, per il secondo anno, il Centro Diurno Don Orione e la Casa di Riposo si sono fatti promotori di un convegno di studio che approfondisce le terapie non farmacologiche possibili in questo tipo di disturbo: un modo per diffondere un'immagine diversa di questa malattia, un modo per ricordare che, oltre il muro che l'Alzheimer erige, c'è sempre la persona.

Il Convegno si svolgerà domani a Cagliari ed è organizzato grazie ad un lavoro corale: oltre al Centro Diurno Don Orione, che vive quotidianamente la realtà della malattia, hanno dato il patrocinio l'Azienda Tutela Salute della Sardegna, l'Associazione Italiana di Psicogeriatria, GeRoS, associazione onlus specializzata in servizi e ricerca in Gerontologia e Psicogeriatria e Endofap.

Il convegno è accreditato da Endofap Liguria per rilasciare i crediti formativi per le professioni sanitarie, secondo quanto previsto dall'educazione continua in medicina: sono stati esauriti i cento posti disponibili per l'evento.

Nel pomeriggio, al Centro Diurno Don Orione, sono previsti i laboratori esperienziali per familiari, volontari e operatori sulle tecniche di riattivazione nei disturbi cognitivi,  coordinati da Daniela Viale, psicologa del Centro Alzheimer dell'USL di Cagliari, Gesuina Asoni, psicologa del Centro valutazione Alzheimer dell'USL di Oristano, e Marta Malgarise, psicologa del Centro diurno Don Orione.

 

Clicca QUI per il programma completo del convegno.

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Martedì, 11 Settembre 2018

Scuola - Pronti...si riparte!

Anche gli alunni dei Centri di Formazione Professionale delle sedi Endofap  e delle scuole orionine sono pronti a iniziare un nuovo anno scolastico, per prepararsi a essere protagonisti del proprio futuro attraverso il lavoro. Da Mestre a Palermo, da Fano a Roma, da Borgonovo Val Tidone a Paternò sono tutti pronti: alunni, formatori, tutor e famiglie, aziende e personale scolastico.

In un periodo in cui la crisi coinvolge tutte le agenzie educative tradizionali, le parole di Papa Francesco all'udienza dell'Associazione Italiana Genitori (AGE) sono il migliore augurio per questo nuovo anno scolatico. Francesco rilancia l'alleanza scuola-famiglia, invitando le famiglie a fidarsi degli insegnanti ed a creare una collaborazione attiva nell'educazione dei giovani, il dono più prezioso per i genitori e il tesoro più prezioso di una comunità.

Allora buon nuovo anno scolastico a tutti gli alunni, perché diventino, come voleva Don Orione, "buoni cristiani e onesti cittadini", ai formatori, perche sappiano educare secondo i verbi indicati da Don Orione "vegliare, amare, sopportare, perdonare e pascere in Domino", alle famiglie, perchè siano parte viva e attiva della comunità educante.

 

Clicca  QUI per leggere il discorso completo di Papa Francesco.

 

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Lunedì, 10 Settembre 2018

Reggio Calabria - Vacanze speciali

Anche quest'anno, nel mese di luglio, si è svolto un periodo di vacanze nella  colonia estiva “ S.Antonio” a  Gornelle nelle montagne dell'Aspromonte, organizzate dal MLO di Reggio Calabria e dalla Parrocchia Santuario S.Antonio di Padova. A queste vacanze speciali hanno partecipato sedici ragazzi, con varie problematiche sociali, provenienti dalla città di Reggio Calabria, con un'età compresa tra gli 8 e i 13 anni.

I ragazzi hanno potuto svolgere numerose attività a contatto della natura nella stupenda cornice del Parco Nazionale d'Aspromonte. Vivere l’esperienza comunitaria, stare a contatto con la natura, esercitare la responsabilità sono alcuni degli obiettivi pedagogici che la colonia residenziale permette di raggiungere con il soggiorno lontano dalla famiglia. Ogni bambino è al centro della propria vacanza e ritrova il proprio posto nella micro-comunità che è la colonia. Il tema scelto per questo anno dagli educatori è stato "Amore a Dio e al Prossimo, due Fiamme, un solo Fuoco".

Tra le varie attività, quest'anno ha visto alune importanti novità: la presenza di Bruna Mangiola, responsabile diocesana per gli sbarchi dei migranti e della Caritas nonché del progetto Emergenza freddo. Bruna ha raccontato ai bambini come il suo incontro con Dio l'ha portata a mettersi al servizio degli altri, facendosi portatrice  di opere di Carità a favore dei fratelli bisognosi, istituendo una mensa  di strada, tra i migranti e i minori non accompagnati favorendo la nascita di case dove ospitarli.

Molto apprezzzata la visita alla fattoria didattica dell'amico Caratozzolo, il quale prima di far visitare la fattoria ai ragazzi, ha spiegato loro le varie fasi della giornata. Momento divertentissimo per i  bambini è stato riempire di fieno le mangiatoie dei bovini e, nella struttura adibita a caseificio, iniziare a lavorare il latto che avevano muntoprima per la produzione, prima del formaggio e poi della ricotta. Il pranzo è stato proprio a base di ricotta prodotta dai bambini e pane appena sfornato.

Un'altra giornata indimenticabile per i ragazzi è stata vissuta al Parco Avventura dove ad attenderli c'era il titolare Giuseppe Polimeni, che ha voluto ancora per questo anno ospitarli, per farli divertire con le attrazioni da Indiana Jones.

Altri ospiti sono venuti a incontrare i ragazzi: i coniugi Sottilotta Monea rappresentanti illustri dell'Associazione Amici di Jose Carlos, Franco in qualità di Presidente, Maria come consigliere. Hanno parlato ai bambini della Carità espressa e vissuta da Josè, sacerdote e vescovo Orionino che negli anni in cui è stato a Reggio ha dato tanto amore e sollievo ai poveri del quartiere Fondo Versace. In quegli anni ha  creato, insieme a don Gernaldo sacerdote Orionino allora parroco della chiesa di Santo Stefano al Fondo Versace, un gruppo di giovani che, ancora adesso  continuano l'opera di Carità insegnatagli dai due sacerdoti.

La domenica è il giorno dei saluti ma non prima di esibirsi davanti ai genitori con la recita magistralmente diretta e curata da Laura che ha ottenuto un grande successo. Subito dopo, la celebrazione Eucaristica presieduta dal parroco don Graziano, il quale ha avuto parole di elogio per il lavoro svolto e ha spronato gli educatori a continuare sulla strada della carità verso i bambini e gli ultimi così come ci ha insegnato San Luigi Orione.    

L’estate della Colonia si conclude molto positivamente con 10gg di colonia intenso e divertente, grazie all’impegno del personale educativo e di servizio presente e alle stupende proposte culturali,ludiche e sportive. Un ringraziamento particolare va a tutti gli educatori ed educatrici, Marina, Maria, Alessandra, Flavia, Laura, Luca, Domenico, alla paziente cuoca Rossella ed agli instancabiliresponsabili del progetto Tiziana e Mimmo. Un grazie anche a tutti i Benefattori che ogni anno regalano giorni di serenità e spensieratezza ai bambini. Allora, arrivederci al prossimo anno.

  

 

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Mercoledì, 05 Settembre 2018

Rapporto Istat 2018: le reti di sostegno

Proseguendo nell’analisi del Rapporto Istat 2018, incentrata sulle relazioni socio-economiche della popolazione italiana, il presente articolo si sofferma sulle reti di sostegno. L’ampiezza della rete dipende da caratteristiche personali, socio-economiche e territoriali. L’indagine rileva come il numero totale di persone che formano la rete di riferimento di ogni individuo (parenti stretti, parenti su cui contare, amici, persone disposte a dare un aiuto economico) cambi a seconda di alcuni fattori individuali (sesso ed età), economici (situazione lavorativa), culturali (titolo di studio) territoriali e sociali.

Viene innanzitutto individuato un gruppo comune (popolazione italiana sopra i 18 anni), da cui si dipanano altri sottogruppi. La prima variabile esaminata è il titolo di studio: vengono in tal modo create due sottocategorie: persone con almeno il diploma e persone con al massimo la licenza media. Già questa prima suddivisione dimostra che le persone diplomate hanno reti relazionali più ampie delle persone con basso titolo di studio (vantaggio del 20%). La maggior permanenza nel percorso formativo permette di entrare in contatto con cerchie più estese rispetto a quelle di origine.

L’ulteriore ripartizione prende in esame la condizione occupazionale. Sia i diplomati che coloro che hanno solo la licenza media sono, a loro volta, suddivisi in: occupati e inattivi/in cerca di occupazione. Gli occupati mostrano un vantaggio del 25% rispetto ai non occupati per quanto riguarda le relazioni sociali. Ciò dimostra che il lavoro rappresenti un basilare elemento di socializzazione.

Nell’ultima suddivisione si individuano 8 profili finali, che hanno come discriminante fattori diversi per i vari rami della classificazione:
• Discriminante titolo di studio rispetto agli occupati con almeno il diploma ed agli occupati laureati. I secondi sono avanti di 27 punti percentuali rispetto ai primi, per l’ampiezza delle reti sociali.
• Discriminante età rispetto ad inattivi/in cerca di occupazione: i più giovani (18-24 anni) hanno reti di sostegno più grandi rispetto alle persone di 25 anni ed oltre (a prescindere del titolo di studio).
• Discriminante territorio rispetto agli occupati con licenza media: coloro che vivono nelle zone urbane più svantaggiate del Sud hanno percentuali più basse del 25% rispetto a coloro che vivono nel resto del territorio nazionale. Ma in tale situazione di ristrettezza di reti di sostegno si trova solo il 2% della popolazione totale (ossia un milione di persone).
• Infine discriminante età, rispetto agli inattivi/inoccupati con scuola media, con vantaggi (anche in tal caso) per i più giovani, in termini relazionali.

Nel complesso, ciò che si evince è che la rete di sostegno sarà tanto più vasta quanto è più elevato il livello di istruzione. Secondo fattore determinante è la partecipazione al mercato lavorativo. Tali due elementi insieme (titolo di studio e lavoro) agiscono in modo positivo sull’ampiezza delle reti sociali degli individui.

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Domenica, 02 Settembre 2018

Palermo - Preti di frontiera

Riportiamo un'intervista realizzata da Livesicilia, sulla vicenda della nave Diciotti;  tra gli altri interviene don Domenico Napoli, parroco orionino della Parrocchia Madre della Provvidenza.

"Ma che terra è questa che ha scambiato gli occupanti della Nave Diciotti per barbari invasori, indifferente al loro dolore? Ma che volto hanno certi impalpabili difensori di una patria immaginaria che, nell'inafferrabilità dei social, reclamano la sacra protezione dei confini, con una prova autarchica e muscolare sulla pelle dei disgraziati? Perché, davvero, la questione delle migrazioni è colossale: ma chi poteva pensare che si risolvesse, una volta per tutte, con una disfida all'ultimo tweet, mentre donne e bambini aspettavano lo sbarco a Catania?

Restiamo umani? Sarebbe già tanto, forse, non apparire troppo disumani. Siamo ancora un po' generosi, un po' solidali, un po' più sensibili di come le parole in calce ci descrivono? Alcuni sacerdoti palermitani, chiamati al capezzale del tempo, per via del loro impegno notissimo e della loro altrettanto risaputa sensibilità, provano a rispondere.

Inizia Don Cosimo Scordato, prete delle mille frontiere dall'Albergheria: “Io penso che questo paese sia un po' diverso da come, talvolta, si mostra. E' come se ci fossero due livelli. Uno umano in cui la gente è capace di solidarietà e uno politico. I problemi sono tantissimi e non dobbiamo semplificarli, convincendoci che ci sia una competizione e che non accogliere i migranti significhi dare più spazio agli italiani. Comunque, siamo decisamente migliori di quello che sembra”.

“La questione è chiara – dice Don Mimmo Napoli, parroco della nostra parrocchia orionina 'Madonna della Provvidenza', – se hai la fede, segui il Vangelo. Nessuno ti obbliga, ma se sei credente devi prenderti la responsabilità di testimoniarlo. L'ho ripetuto in una omelia. Gesù non si può equivocare: avevo fame e mi avete dato da mangiare, ero forestiero e mi avete accolto. Non ha detto: ero forestiero però... Registro un clima che si sta degradando, per via delle frasi che vengono propinate. C'è un egoismo che serpeggia anche nella comunità ecclesiale, ma chi pensa che non siamo tutti fratelli, non ha motivo di pregare con il Padre nostro”.

Non solo sacerdoti; pure Renzo Messina, della Comunità di Sant'Egidio, tocca la povertà quando con i suoi compagni di missione gira per le strade, con ogni tempo. Renzo è preoccupato: “Scorgo un paese impoverito nei suoi valori, terrorizzato da notizie gonfiate ad arte. Abbiamo smarrito il senso minimo dell'umanità, qualcosa ha cambiato il nostro sguardo. Ora, i poveri di casa nostra cominciano a ripetere lo slogan: prima gli italiani e qualcuno cerca di prevaricare i migranti. Viviamo un brutto momento”.

Don Maurizio Francoforte, parroco di Brancaccio, dolcemente sbotta: “Quale che sia la situazione, non si possono avanzare rivendicazioni sulla pelle degli altri, a prescindere dalla circostanza che siano giuste o sbagliate”.

Tuttavia, Don Maurizio ha un'esperienza di segno contrario da raccontare: “Ci chiesero di ospitare venticinque migranti. Dovevano restare un giorno che si allungò per ventotto giorni. Dopo qualche momento di iniziale diffidenza, nacque una bellissima intesa con la gente del quartiere. Ci furono pianti da una parte e dall'altra quando il soggiorno terminò. Ricordo una signora che non aveva niente, il marito era stato appena licenziato, eppure si presentò per regalare del sapone liquido: 'Almeno, padre, potranno lavarsi', mi disse”. Accadeva qualche anno fa. Chissà, oggi, come sarebbe la storia."

Fonte

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Vacanza è riposo, natura, divertimento, ma può anche essere un'occasione per fare del bene.

Riportiamo la testimonianza di Lucia, che lavora nel centro Don Orione di Napoli.

Sono di nuovo a Bonouà, in Costa d'Avorio, per il 18esimo anno. Vivo qui  le mie ''vacanze '' di servizio nel centro handicappati , dove formo in modo permanente il personale per fare terapia ai bambini cerebrolesi e supervisiono il servizio nato nel 2000 su una intuizione veramente orionina di don Angelo Girolami.

Torno in famiglia, mi accolgono le volontarie in permanenza, sacerdoti e suore con un affetto riconoscente che non sento di meritare. Certo rinuncio da anni a fare vacanza, certo mi stanco e spesso pago la stanchezza con i malanni...ma volete mettere la gioia di vedere che i bambini che solo 20 anni fa sarebbero stati uccisi come indemoniato, oggi imparano a muoversi giocando in interazione con adulti consapevoli? Impagabile vedere mamme impegnate ad imparare manovre facilitanti per favorire un corretto sviluppo della motricità e del pensiero. Volete mettere a confronto una serata di ballo con le danze dei miei bimbi ''serpenti''...gratuitamente avete avuto gratuitamente date...sono una donna fortunata nata dove posso avere quello che serve ad una vita agiata, come potrei guardarmi allo specchio se non condividendo quanto Dio mi ha permesso di costruire con il mio lavoro? A Napoli lavoro in terapia e formazione e mi occupo di ragazzi a rischio nei quartieri malfamati... qui aiuto gli ultimi nella scala sociale a trovare dignità. Don Orione mi guidi ancora.

 

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In queste giornate di grande caldo, molti sono forse più impegnati a cercare refrigerio dall'afa che a cogliere la portata di alcune notizie di attualità.

Tra queste non può essere trascurata la notizia che papa Francesco ha approvato una modifica al Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2267, sulla pena di morte.

Il nuovo testo è il seguente:

“Per molto tempo il ricorso alla pena di morte da parte della legittima autorità, dopo un processo regolare, fu ritenuta una risposta adeguata alla gravità di alcuni delitti e un mezzo accettabile, anche se estremo, per la tutela del bene comune. Oggi è sempre più viva la consapevolezza che la dignità della persona non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi. Inoltre, si è diffusa una nuova comprensione del senso delle sanzioni penali da parte dello Stato. Infine, sono stati messi a punto sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la doverosa difesa dei cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono al reo in modo definitivo la possibilità di redimersi. Pertanto la Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che «la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona», e si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo".

Si tratta di una citazione di un passo del discorso del Santo Padre  ai partecipanti all’incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, l’11 ottobre 2017. L'approvazione è avvenuta nel corso dell’udienza al prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Luis F. Ladaria, l’11 maggio scorso, e la firma è datata 1° agosto 2018, memoria di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

Papa Francesco aggiunge anche questo tassello al suo impegno, affinché in ogni parte del mondo, in ogni condizione sociale, sia rispettata e promossa l'inviolabilità e la dignità di ogni uomo.

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Propizio è avere ove recarsi. Ma non sempre il tetto sopra la testa è quello della propria abitazione privata. Gli affitti, poi, hanno prezzi alle stelle. Per fortuna studenti, lavoratori e pensionati, da oltre 50 anni, possono trovare rifugio alla Casa del Giovane Lavoratore di via Caterina da Forlì a Milano. Una palazzina all’interno del Don Orione che offre per 11 mesi (ad agosto è chiuso per sanificazione) 112 posti letto. La struttura nasce nel 1963 per iniziativa del cardinal Montini, futuro Papa Paolo VI. «All’inizio accoglievamo emigrati dal Sud. L’utenza adesso si è diversificata, ma il servizio è il medesimo: un alloggio a chi, per i motivi più diversi, non può accedere alle normali strutture alberghiere» racconta il direttore, Marco Pirotta, 58 anni ed ex manager progettista (anche per la Ferrari), che ci accompagna a visitare i sei piani dello stabile.

Al seminterrato c’è la cucina, il refettorio e la lavanderia. La Casa non è un albergo, il cibo lo si prepara da soli usando piastre ad induzione. Quello che si compra al supermercato lo si mette in frigo. C’è lo sguardo delle telecamere. Perché ovviamente vige il divieto di rubare. Con dei distinguo: «Chi sottrae due wurstel a un altro ospite perché non mangia da 48 ore riceve un richiamo, non l’espulsione». Che scatta in automatico quando si porta una donna nella propria camera, per droga o a causa della prepotenza: «La legalità è un nostro punto fermo» dice il responsabile, che sa essere uomo di cuore quanto di polso.

Il piano terra è spazio comune dove c’è Internet, terrazza, televisione, angolo studio e Cappella. Gli altri quattro piani ospitano le camere: 17 stanze quadruple, nei primi due piani (a 260 euro a persona) e 22 doppie (il prezzo sale a 340 euro). Singole non esistono. Ciascuna è equipaggiata con scrivania e armadio. Incluso nel costo cambio di lenzuola e pulizia.

Nell’anno a cavallo fra settembre 2015 e luglio 2016 (il dato più recente disponibile) si sono registrate 229 persone per un totale di 35.882 presenze (ogni utente che soggiorna una notte è una presenza). Gli ospiti sono per il 25% universitari, uno su quattro, il 30% lavoratori regolari. Anche del mondo della scuola o degli ospedali. Il 30% ha un contratto temporaneo o è stagista. Sono 8.630 le presenze totalizzate da residenti di Milano (24%). A seguire i siciliani con 6179 presenze (17%), i campani (4018, 11%) e i pugliesi (3178 ingressi, 9%). Dal resto della Lombardia il 7% dell’utenza (2585). Gli stranieri sono solo 5% (2203).

Più della metà degli ingressi (18884) è di giovani sotto i 29 anni. Poi ci sono 6946 presenze di trentenni. I 40enni ne hanno accomulate 7165. Anche padri separati. «Al momento sono 17, il 15% dell’utenza. Compresi manager che lasciano la casa alla moglie e devono tirare fuori il mantenimento». Il 15% è over 55. La struttura è sold out per dieci mesi all’anno, tranne a luglio. Il soggiorno medio è di quattro mesi. Ma c’è chi è qui da 6 anni. «Situazioni che noi cerchiamo di evitare. Sono il primo ad essere consapevole che la Casa non è la soluzione più degna in assoluto. Una persona ha diritto a qualcosa di più che dormire in una stanza con sconosciuti invece che con la donna che ama» dice Pirotta.

Fonte.

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Ogni 30 luglio ricorre la giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, promossa dalle Nazioni Unite: è un fenomeno che coinvolge indistintamente uomini e donne, adulti e bambini. Sono destinati allo sfruttamento lavorativo, alla prostituzione, al traffico di organi, all'accattonaggio e alla delinquenza.

L'Onu dedica la giornata del 2018 ai più piccoli, che oltre ad essere vittima di conflitti armati e crisi umanitarie, sono spesso preda di abusi e sfruttamento attraverso mezzi informatici. Tra essi l'organizzazione Save the Children ricorda i minori stranieri non accompagnati in un rapporto pubblicato in concomitanza con questa ricorrenza, intitolato "Piccolo schiavi invisibili" (clicca QUI per leggere il rapporto). Anche i quotidiani italiani hanno pubblicato le notizie di giovani migranti che offrivano sesso in cambio del passaggio alla frontiera francese.

Papa Francesco ha voluto ricordare questa giornata durante la preghiera dell'Angelus di ieri: ha ricordato che non è un fenomeno lontano, "anche qui a Roma" ha detto, è un problema molto vicino alla nostra realtà, perché le rotte migratorie servono a reclutare nuove vittime della tratta.

"Denunciare le ingiustizie e contrastare con fermezza questo vergognoso crimine è responsabilità di tutti" ha detto il Papa.

 

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