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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Venerdì, 23 Giugno 2017

Genova - Insieme si può!

All’interno della struttura Villa Canepa sita a Genova in Salita degli Angeli 67, coesistono tre servizi gestiti dalla Cooperativa Sociale Dono: l’asilo nido “L’arca di Noè”, una comunità di prima accoglienza per minori e un appartamento per donne adulte richiedenti asilo.
La programmazione educativa del nido per l’anno scolastico 2016/2017 è stata sviluppata sui cinque sensi con particolare attenzione alla natura e alle piante: grazie alla presenza di un ampio giardino e ad un terrazzino antistante la sezione, si può consentire ai bambini iscritti di rapportarsi alla natura sin dalla più tenera età, godendo di tantissime e preziose esperienze all’aria aperta.
I piccoli hanno avuto la possibilità di giocare con elementi naturali come l’acqua, la terra, l’erba, le piante e imparare  ad occuparsi degli alberi presenti in giardino come peri ed ulivi: dal mese di maggio , le educatrici del nido insieme alle educatrici della comunità di Villa Canepa hanno deciso di sviluppare un progetto educativo di collaborazione bambini/minori.
Nel giardino dell’asilo è stato dedicato uno spazio dove i ragazzi hanno coltivato la terra e piantato pomodori, insalata, carote e altri prodotti. Ogni mattina alle 9.30 i minori e i bambini si incontrano in giardino per innaffiare l’orto e per prendersi cura delle piante e fiori che lo circondano. Quando l’asilo è chiuso gli operatori della casa seguono i ragazzi nello svolgimento di questa attività quotidiana che hanno accolto con impegno e costanza. Durante la pausa di agosto si occuperanno, con le educatrici, di pitturare lo steccato che delimita l’area-gioco dei bambini.

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Il 29 marzo la camera ha approvato in via definitiva la legge per la protezione dei minori stranieri non accompagnati. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 375 voti a favore, 13 contrari e 41 astenuti. Nel 2016 più di 25.800 minori, tra cui anche bambini con meno di dieci anni di età, sono arrivati in Italia via mare senza genitori o figure adulte di riferimento, più del doppio rispetto al 2015 quando erano 12.360. Dall’inizio dell’anno, secondo le stime di Save the children, sono arrivati più di 3.360 minori, di cui almeno tremila non accompagnati. Ecco cosa cambia con la nuova legge.
Ambito di applicazione della legge
• La legge si applica al "minore straniero non accompagnato": tale è il minorenne non avente cittadinanza italiana o dell'UE che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che è altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell'ordinamento italiano.
Divieto di respingimento
• È stabilito il divieto di respingimento alla frontiera di minori stranieri non accompagnati.
• Con una modifica al T.U. sull'immigrazione (d.lgs. n. 286/1998) si prevede che, quando debba essere disposta in base al t.u. l'espulsione di un minore straniero, il provvedimento potrà essere adottato dal tribunale per i minori, su richiesta del questore, “a condizione comunque che il provvedimento stesso non comporti un rischio di danni gravi per il minore”.
Colloquio e identificazione del minore
• Nel momento in cui il minore entra in contatto o è segnalato alle autorità di polizia o giudiziaria, ai servizi sociali o ad altri rappresentanti dell'ente locale, il personale qualificato della struttura di prima accoglienza dovrà svolgere con il minore un apposito colloquio, con l'ausilio possibilmente di organizzazioni, enti o associazioni di comprovata esperienza nella tutela dei minori.
Un apposito D.P.C.M. dovrà regolare la procedura del colloquio, nel quale comunque sarà assicurata la presenza di un mediatore culturale.
• Quando sussistono dubbi fondati sull'età dichiarata dal minore, ferma restando l'accoglienza da parte delle apposite strutture di prima accoglienza per minori, l'autorità di pubblica sicurezza procede all'identificazione con l'ausilio di mediatori culturali e, se già nominato, con la presenza del tutore o tutore provvisorio.
All'identificazione del minore si procede solo dopo che è gli stata garantita un'immediata assistenza umanitaria.
L'età è accertata in via principale attraverso un documento anagrafico, anche avvalendosi della collaborazione delle autorità diplomatico-consolari.
L'intervento delle autorità consolari è escluso nei seguenti casi:
- quando il presunto minore abbia dichiarato di volersene avvalere;
- quando abbia espresso la volontà di chiedere protezione internazionale;
- quando all'esito del colloquio sia emersa una possibile esigenza di protezione internazionale;
- quando ciò possa causare pericoli di persecuzione.

Clicca QUI per leggere tutti i cambiamenti, QUI il testo integrale

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Papa Francesco ci ha ricordato che ci sono ancora molti, troppi che si sentono dei "sassolini scartati". Ecco una testimonianza di come un giovane sradicato dal suo paese può trovare di nuovo un senso alla sua vita, grazie alle persone che lo hanno accolto. Questa sono le parole di Francesca, la responsabile della comunità per minori stranieri di Borgonovo Val Tidone (PC), gestita dalla Cooperativa Sociale le Nuvole. " Vorrei condividere con voi la storia di un ragazzo che è stato ospitato da noi come minore straniero non accompagnato. Per motivi di privacy e anche per praticità lo chiamerò Luca. Luca è un ragazzo di 17 anni, che circa un anno fa, ha deciso di lasciare il Pakistan, la sua famiglia, i suoi amici e la sua casa per venire in Italia. Il suo viaggio è cominciato con altri 200 ragazzi che a piedi e con mezzi di fortuna hanno attraversato il Pakistan poi l’Iran, l’Iraq, la Turchia, la Bulgaria, la Serbia, la Croazia e infine l’Austria dove hanno preso un treno fino in Italia. I media lo chiamano viaggio della speranza. Di fatto è occorso circa un mese (ma su questo Luca è molto confuso) per arrivare a destinazione. Quello che è accaduto durante tutto il percorso è a dir poco traumatico. La paura, gli scontri con gli altri ragazzi e uomini, anch’essi impauriti, alcuni crudeli, le condizioni igieniche, il passaggio in Paesi colpiti dalla guerra, la fame, la sete e la fatica hanno trasformato un ragazzo sano in un uomo che oggi ha tanti problemi. A Luca è stato diagnosticato qui in Italia un disturbo post traumatico da stress. A questo punto vi domanderete, perché ha deciso di partire a queste condizioni? Luca è partito dal Pakistan perché il padre versa in pessime condizioni di salute. Ha due fratelli più piccoli e una madre che li accudisce. Inoltre il regime di terrore che i talebani applicano nei piccoli borghi e paesini, prevede che il figlio più grande di ogni famiglia si arruoli per proseguire la causa degli estremisti. Ecco perché Luca è partito. Vorrebbe trovare casa e lavoro in Italia, e in un futuro far arrivare qui il resto della sua famiglia, per poter dare le migliori cure al padre ed un futuro migliore ai suoi fratelli. Vi chiedo un ulteriore sforzo. Pensate ora ai genitori di Luca. Provate ad immaginare un genitore che saluta un figlio che ha di fronte il già descritto “viaggio della speranza”. Che non ha idea di dove arriverà e di come riuscirà a sopravvivere il proprio ragazzo. A volte è difficile, presi come siamo dai nostri problemi, dal lavoro, dai figli e tutto il resto, accettare e trovare il tempo per aiutare altre persone. Spesso i media fomentano l’odio per lo straniero che può accedere a servizi pagati dal nostro Stato che, purtroppo, ha già risorse così limitate. Ma se riuscissimo a fermarci e a metterci nei panni dei genitori di Luca, a sentire l’ansia che devono provare ogni giorno a sapere il figlio così lontano da loro, forse cambierebbe il nostro approccio. Mi piace pensare che oggi possano essere più sereni, perché Luca, dall’altra parte del mondo, ha trovato la nostra famiglia orionina che ogni giorno si prende cura di lui e lavora con lui per un futuro più dignitoso. Ecco quello che facciamo in comunità ogni giorno con questi ragazzi. Diamo speranza e un briciolo di serenità alle famiglie in diverse parti del mondo."

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C'è voluto non poco tempo e molte energie. Un progetto, un pensiero ed un obiettivo da raggiungere. Mentre ogni giorno, più o meno strumentalmente, si parlava di comunità o di bambini strappati ingiustamente ai genitori, l'Autorità Garante per l'infazia e l'adolescenza ha fatto chiarezza sui minorenni fuori famiglia. Non è solo il ruolo che ricopre ad aver imposto questo passo, ma anche il timore crescente che generalizzazioni pericolose non facciano il bene di bambini già segnati da storie famigliari difficili e non permettano di affrontare le vere criticità.
Chiedendo alle ventinove Procure minorili idati in loro possesso sul numero dei minorenni collocati in comunità, hanno tutte aderito al progetto ed ora sappiamo che al 31 dicembre 2014 i minorenni a vario titolo collocati nelle comunità erano 19mila, di cui circa il 40% di origine straniera. E’ importante essere riusciti ad ottenere questo dato; ricordando che, sebbene la famiglia, possibilmente quella di origine, sia il luogo dove ogni bambino dovrebbe stare, la realtà è più dura ed è un dovere fare in modo che a quei bambini che nella loro famiglia non possono stare, vengano assicurati gli stessi diritti dei loro coetanei.
Dietro alla scelta di affidare una ragazza o un bambino ad una comunità ci sono spesso storie difficili e dolorose, responsabilità complesse, che non esentano nessuno. Un bambino viene allontanato dalla famiglia per il principio sacro del bene del minorenne sopra ogni cosa. E in quell’azione sono coinvolti molti soggetti: i genitori, i servizi socio-sanitari, il Tribunale per i minorenni e il Procuratore minorile, la Regione e tutte quelle realtà, pubbliche e private, che insieme contribuiscono al percorso formativo per un bambino, per un ragazzo. Devono perciò essere supportati e messi nella condizione di lavorare al meglio, con risorse, economiche e non solo, e strategie chiare. Così come deve essere supportata anche la famiglia in tutte le problematicità che si trova ad affrontare, sia per prevenire gli allontanamenti che per rimuoverne le cause quando questi sono inevitabili e fare in modo che il bambino possa ritornare a casa. Più tutti gli “attori in scena” lavorano in armonia, tenendo l’attenzione sul bambino o sulla bambina, meglio potranno fare il suo bene. È importante che facciano sistema, che “si parlino”e si coordinino.
Per questo, è stata pubblicata la prima raccolta dati sperimentale per la Tutela dei minorenni in comunità; clicca QUI per leggere la pubblicazione e clicca QUI per leggere il Terzo Rapporto sugli Istituti Penali per Minori

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Con un voto bipartisan, 385 voti a favore e solo due contrari, l'aula della Camera ha dato il via libera definitivo alla nuova legge sulla continuità affettiva, che introduce una corsia preferenziale per le adozioni da parte delle famiglie che hanno avuto in affido minori in stato di abbandono e adottabilità. (Consulta QUI dal senato.it)

La legge dice una cosa semplice: le famiglie affidatarie hanno una corsia preferenziale nell'adozione. Ovvero d'ora in poi il tribunale dei minori ha il dovere di "tenere conto dei legami affettivi significativi e del rapporto stabile e duraturo consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria" prima di decidere i genitori adottivi dei minori in stato di abbandono. A tal fine, dovrà essere obboligatoriamente acquisito il parere dei serivizi sociali.

Una norma che dovrebbe essere naturale, scontata, visto che con quelle madri e padri " a tempo" hanno magari già trascorso un pezzo di infanzia o di adolescenza. Invece in Italia ci sono voluti circa quindici anni, e un lavoro di mediazione certosina, perché si arrivasse ad una legge che permetterà, da domani, anche ai genitori dell'affido di " concorrere" all'adozione del ragazzino e della ragazzina dei quali, di fatto, sono già figure fondamentali. Evitando così traumi e lacerazioni.

Dalla norma sono però esclusi single e coppie di fatto, punto su cui si è incentrato lo scontro politico. "E' importante - ha detto in aula il ministro della Giustizia Andrea Orlando prima del varo della nuova legge - che tutte le forze politiche abbiamo superato insieme le divisioni per abbattare una barriera a favore dei minori più deboli. E' un primo passo positivo. Ed averlo fatto tutti insieme è un segnale forte e chiaro che la politica che si divide sa unirisi quando serve ed è chiaro l'approdo di dove si vuole andare con il nostro paese".

Le novità:
Affidatari in corsia preferenziale. In caso di adozione è prevista una corsia preferenziale a favore di chi ha il bambino in affido. Il tribunale dei minori dovrà infatti tener conto, nel decidere sull'adozione, dei 'legami affettivi significativi' e del 'rapporto stabile e duraturo' consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria. La corsia preferenziale opera però solo se gli affidatari rispondono ai requisiti per l'adozione (stabile rapporto di coppia, idoneità all'adozione e differenza di età con l'adottato).

Tutela della continuità affettiva. Nell'interesse del minore è garantita continuità affettiva con gli affidatari (come ad esempio il diritto di visita) anche in caso di ritorno alla famiglia di origine e adozione o nuovo affido ad altra famiglia. Il giudice peraltro, nel decidere sul ritorno in famiglia, sull'adozione o sul nuovo affidamento dovrà ascoltare anche il minore.

Più poteri in tribunale. Si ampliano i diritti degli affidatari: chi ha il minore in affido è legittimato a intervenire (c'è l'obbligo di convocazione a pena di nullità) in tutti i procedimenti civili in materia di responsabilità genitoriale, affidamento e adottabilità relativi al minore. E' poi prevista la facoltà di presentare memorie nell'interesse del minore.

Adozione degli orfani. Accanto ai parenti (fino al sesto grado) e alle persone legate da un rapporto stabile preesistente alla perdita dei genitori, anche l'affidatario potrà ora chiedere l'adozione di un orfano. In tal caso l'adozione è consentita anche alle coppie di fatto e alle persone singole.

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“World Mental Health Day 2015”. Oggi 10 ottobre sarà la “Giornata mondiale per la salute mentale”, l’appuntamento istituzionale globale attraverso il quale l’Organizzazione mondiale della sanità intende sensibilizzare sui diritti, le cure, l’integrazione delle persone con disagi psichici.

Tema portante dell’edizione 2015 della giornata è Dignità di salute mentale. Vivere con dignità, inclusione, lotta all’emarginazione, alla discriminazione.

Nel Mondo attualmente migliaia di persone con problemi legati alla propria salute mentale vivono in condizioni di privazione, di stigmatizzazione e sono soggette ad abusi fisici ed emotivi. È su questi allarmi che si concentra quindi l’Oms invitando istituzioni e società a impegnarsi nel diritto e in politiche attive e che comportino rispetto e inclusione.

Salute e dignità. Ovvero:

- libertà dalla violenza e abusi;
- libertà dalla discriminazione;
- autonomia e autodeterminazione;
- inclusione nella vita comunitaria;
- partecipazione al processo decisionale.

Maggiori informazioni sul sito dell'OMS cliccando QUI

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L’Ordine Assistenti Sociali della Liguria, per la disponibilità dell’Opera Piccolo Cottolengo Don Orione che ha offerto la capiente e bella sala, organizza il secondo seminario nel territorio del ponente incentrato, quest’anno, sui bambini come popolazione fragile che ha necessità di attenzione e protezione.
I contenuti della giornata formativa sono stati curati da un Comitato Scientifico interprofessionale costituita da Assistenti Sociali, Psicologi, Avvocati.
La giornata è organizzate in due sezioni con “il minore al centro”:
- la mattinata è dedicata più prettamente agli aspetti di tutela del Minore con l’intervento delle diverse figure professionali e di un giudice del Tribunale dei Minori a testimonianza di un approccio collaborativo che ne evidenzi difficoltà ed opportunità ed avvii una riflessione culturale che si auspica si possa approfondire nel tempo;
- il pomeriggio è destinato a prestare attenzione ai Minori Stranieri Non Accompagnati, che nell’emergenza umanitaria che l’Europa sta vivendo, e che il ponente ha ancora più direttamente vissuto, rischiano di non disporre del necessario per affrontare la vita e le possibilità di crescita; la riflessione cerca di fornire alcune conoscenze essenziali agli operatori che hanno manifestato l’esigenza di affrontare questo fenomeno.
Dai drammatici dati resi noti dal rapporto di Save The Children sulla povertà dei bambini e degli adolescenti si rende ancora più evidente la necessità di interventi urgenti per la tutela complessiva dei minori e delle loro famiglie e l’Ordine Assistenti Sociali di concerto con l’Ordine Psicologi e l’Ordine Avvocati di Imperia si stanno impegnando per quanto loro possibile in un percorso di riflessione su questo tema.


Genova, 2 ottobre 2015


La Presidente OAS Liguria
Paola Cermelli

Clicca QUI per leggere e scaricare la brochure.

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Il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali  pubblica le Linee guida per la presentazione da parte delle Regioni di proposte di adesione al Programma di Interventi per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione dei Minori (PIPPI) . In coerenza con la Raccomandazione Europea del 2013 "Investire nell’infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale” le Linee Guida finanziano percorsi di prevenzione della marginalità e della devianza, attraverso programmi di educazione precoce fondati sulla casa, sulla comunità e sulla famiglia. Le Regioni possono, coerentemente con il principio della sussidiarietà, coinvolgere nella progettazione Organizzazioni del Terzo Settore. I programmi vanno presentati entro il 5 ottobre.

Clicca QUI per leggere e scaricare il documento.

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Martedì, 21 Luglio 2015

Il fenomeno dei Migranti

Di fronte al fenomeno oramai di proporzioni “bibliche” delle migrazioni, la nostra responsabilità cristiana e orionina ci chiede di analizzare quanto sta accadendo, e, laddove possibile, di organizzare l’accoglienza e il sostegno a percorsi di inclusione e lavoro.


E’ quello che sta già accadendo in qualche nostra casa. Naturalmente il lavoro è il cuore di veri percorsi di accoglienza: senza di esso, si rischia la deriva di un pericoloso assistenzialismo. Come trasformare i nostri progetti da pura ospitalità a progetti di inclusione? Per approfondire, si possono leggere i due rapporti del Ministero del Lavoro (clicca QUI per il V Rapporto sui migranti nel mercato del lavoro) e di ANCI/Cittalia (clicca QUI per il XII Rapporto sui Minori Stranieri Non Accompagnati)

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Venerdì, 06 Marzo 2015

Ignazio Silone e Don Orione

Ignazio Silone, nato a Pescina, in Abruzzo, fu uno dei pochi superstiti della propria famiglia, distrutta dal terribile terremoto del 13 gennaio del 1915, che colpì la Marsica; accolto come orfano da Don Orione insieme a molti altri bambini e ragazzi, ci ha lasciato una testimonianza preziosa per conoscere da vicino Don Orione, l'uomo e il santo.

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