"E’ con sacrificio che dobbiamo amare anche coloro che ci fanno del male, che ci offendono, che parlano male di noi."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Da anni (fin dall’inizio), il M.O.V. Marsica-Sezione di Avezzano, tra le varie attività, collabora in modo interattivo e coinvolgente con i dipendenti dell’Istituto Don Orione: assistenti ricreativi ed operatori sanitari, animando e organizzando feste di compleanno dei nonni e di ricorrenze particolari, come il Natale, l’Epifania, il Carnevale, la Pasqua.
In alcune circostanze, si è avuta la partecipazione di realtà presenti nel territorio, come l’UNITALSI, che con il Presidente Sig.ra Ivana Lustri e collaboratori, hanno contribuito ad allietare il Carnevale.
Musica, canti, balli e dolci a volontà offrono a tutti i nonnini momenti lieti e sereni, all’insegna della spensieratezza e del buon umore, rivissuti da loro poi, con la visione di cartelloni fotografici che li ritraggono in passaggi caratteristici: spegnimento delle candeline sulle torte, balli con dipendenti e parenti, scambi di tenerezze con nipotini e parenti, riuniti per circostanze speciali.
Ecco alcuni di questi momenti sopra descritti.

 

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Sensibilità e dedizione. Da venticinque anni, nel cuore di un’intera comunità Reggina, con altruismo e spirito di servizio. Un lungo percorso che l'opera Antoniana delle Calabrie, tramite l'allora direttore Don Giovanni Vanoli volle dedicare agli anziani soli e in difficoltà. Nata nel 1992, la Casa di Riposo “Don Orione” rappresenta uno dei felici esiti dell’insegnamento che da sempre ha ispirato il nostro Fondatore San Luigi Orione “nel servire i vecchi, è necessaria, invece, una grande, vera virtù”.
Abbiamo chiesto a Stanislao Razananparanz, nativo di Antananarivo capitale del Madagascar venuto in Italia  e stabilitosi a Reggio Calabria dopo aver conosciuto l'Opera don Orione di raccontarci come è nata la casa di riposo, visto che è stato anche uno dei primi operatori; 25 anni fa, <<È stato tagliato il nastro inaugurale della “Casa per Anziani” di Reggio Calabria, erano le 8.30 del mattino, di quel lunedì  2 marzo 1992. L'attività della casa si è avviata con 8 anziani di cui 4 li ricordo ancora oggi benissimo, Giuseppina Scardi, che fu anche la prima centenaria festeggiata dalla casa, Jole Dranich (Italo/Slovena), Antonio Romeo e Pasquale Barreca.  Dopo tre giorni dall'apertura arrivò a Reggio con l'incarico di Cappellano della casa di riposo e di supporto a Don Giovanni, il padre Orionino Don Vincenzo Zumbo. Nell'arco di tre mesi la casa si riempì di ospiti che provenivano da tutta la provincia visto il passaparola che si era generato tra i devoti e i fedeli. L’armonia e l'ottima gestione dei due padri Orionini dava i suoi frutti, Don Vanoli si occupava delle relazioni socioculturali e Don Zumbo dell'aspetto spirituale con le celebrazioni eucaristiche, il rosario e le preghiere. Don Zumbo ebbe una grande intuizione, fare installare in ogni camera la filodiffusione, affinché anche gli allettati potessero ascoltare la parola di Dio.”
Tanti ancora sono i ricordi di Stanislao, ma conclude ricordando i nomi di quei sacerdoti che si sono avvicendati nella vecchia struttura. Oltre ai due già citati ci sono Don Pandiani, Don Vighi, Don Scordo, Don Manduca, Don Cabras e Don Stoppani.
Nell'anno 2006, con l'arrivo di Don Bruno Fraulin le cose cambiano. Viste le precarie condizioni in cui versava l'edificio che ospitava i nonnini, si decise il loro trasferimento nella struttura dove prima dove prima venivano ospitati gli orfani, decisamente più consona alle esigenze degli ospiti.
Oggi, la struttura, più attiva, accogliente e funzionale che mai, (sala mensa, camere e le sale dove si svolgono attività ludiche e didattiche con il supporto dei ragazzi del servizio civile) per  offrire agli ospiti servizi efficienti con personale altamente qualificato e formato al Carisma di San Luigi Orione. L'anziano non è un numero ma una persona da amare, accudire e custodire gelosamente.
L'importante traguardo, è stato festeggiato con una cerimonia semplice, alle ore 17.00 la celebrazione Eucaristica presieduta da Don Domenico Crucitti alla presenza di tutti gli operatori della casa di riposo, degli ospiti e dei parenti. Nell'omelia Don Domenico ha voluto ricordare i fondatori della casa di riposo e i successori che oggi non ci sono più, rimarcando che l'opera che i collaboratori svolgono deve essere basata sui sani principi insegnatoci da San Luigi Orione, “La Carità è alla base di tutto, non si può fare questo lavoro se non si ha uno spirito Orionino, noi ci differenziamo dagli altri per questo”. Ha ancora detto, “Il 25 anniversario coincide con l'inizio della Quaresima, questo è un appuntamento importante per noi Cristiani. In questo periodo noi Cristiani siamo invitati a vivere la nostra Fede in modo più forte attraverso le liturgie Penitenziali, le privazioni volontarie come il digiuno e la condivisione fraterna.”
 È stata anche l'occasione per inaugurare il nuovo salone comunitario, voluto e supportato, ha ricordato Don Domenico, dal Padre Provinciale e da tutto il consiglio. Al termine della celebrazione il responsabile di struttura Domenico Talladira ha invitato tutti i presenti in sala mensa a fare festa con i Nonnini, degustando le ottime pietanze preparate per l'occasione dalle cuoche. Il taglio della torta ha concluso questo momento importantissimo dell'anniversario della Casa di Riposo...i suoi primi venticinque anni.

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Siamo vecchi, i più vecchi d’Europa, col 22,4% della popolazione che ha più di 65 anni ed il 6,8% che ne ha più di 80, ha certificato lunedì l’Istat.  

Nel 2050, quando nel mondo ci saranno più over 60 che giovani sotto 16 anni, cosa mai avvenuta prima nella storia, gli anziani in Italia saranno ben 21,8 milioni, ovvero il 34,3% della popolazione, secondi al mondo solo al Giappone. Un abitante su 3 sarà insomma anziano, bisognoso di cure e assistenza. Il cui fabbisogno è destinato a crescere in maniera esponenziale come i costi, mentre le risorse destinate a questi servizi sono sempre meno. La conferma è arrivata quasi in contemporanea alla diffusione dei nuovi indicatori demografici quando si è scoperto che per rispettare i vincoli della spending review governo e Regioni si sono accor d ate per assestare un nuovo taglio, l’ennesimo, sia al fondo per l’autosufficienza (che perde 50 milioni di euro), sia a quello per le politiche sociali, a cui ne vengono tolti addirittura più di 211. Inevitabili, ovviamente, le proteste di tutte le associazioni che si occupano di disabili e del Forum del Terzo settore. La situazione italiana è infatti di vera emergenza. «Quello demografico è un dato di fatto, un trend inarrestabile - avverte Enzo Costa presidente dell’Auser, l’associazione per l’invecchiamento attivo -. E’ una situazione che non lascia spazio a tentennamenti».


La débâcle del sistema
Stando all’ultimo rapporto del «Network Non Autosufficienza» il nostro sistema di servizi e trasferimenti monetari, oggettivamente, non è in grado di fronteggiare la domanda di cura e di sostenere i costi generali della non autosufficienza. Ad oggi, denuncia a sua volta uno studio realizzato dall’Auser, «per la prima volta nella storia del Paese la copertura dei servizi e degli interventi per anziani non autosufficienti presenta tutti segni negativi». Diminuiscono infatti gli anziani presi in carico nei servizi (-9,1% tra il 2009 e il 2013) e calano quelli che beneficiano dell’indennità di accompagnamento, scende la spesa per servizi sociali per anziani degli enti locali (-7,9% tra il 2009 ed il 2013), mentre il Fondo nazionale per le politiche sociali per effetto dei tagli continui l’anno passato è arrivato a disporre del 78% di risorse in meno rispetto al 2009. E come se non bastasse adesso viene tagliato di nuovo.   

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Mercoledì, 08 Marzo 2017

Seregno - Tale e Quale Orione Show

3 settimane, 17 concorrenti e 4 giudici. Questi sono gli ingredienti principali che hanno dato vita al “Tale e Quale Orione Show”.
Ma non solo! Per gli ospiti, sono state settimane di tanto divertimento ma anche di duro lavoro: ogni giorno sono stati impegnati tra prove canto, trucco e parrucco, prove costume, tutto per regalare agli spettatori, ma soprattutto alla giuria, una performance da 10 e lode! (In questo caso 40 e lode).
Chi da solo, chi in compagnia del familiare o dell’operatore, i concorrenti si sono esibiti portando sul palco il meglio della canzone italiana: da “Felicità” di Albano e Romina a “Rose rosse” di Massimo Ranieri, da “Azzurro” di Celentano a “Montagne verdi” di Marcella Bella.
Ma purtroppo, come un ogni competizione, il vincitore è solo uno e la vincitrice del “Tale e Quale Orione Show” è stata Ernesta, che con il punteggio massimo di 40 punti si è portata al primo posto con la canzone “Vola bianca colomba” di Nilla Pizzi. Al secondo posto troviamo Fabio (39 punti) e la sua “Ciao” di Pupo, mentre al terzo posto troviamo Luigi, Emilio, Sergio e Giovanni (38 punti) con “Anima mia” dei Cugini di Campagna.
A rendere ancora più speciale questo spettacolo di carnevale è stata la gustosissima merenda di panna e frittelle ripiene alla crema fatte a mano dal cuoco Stefano.
Che altro dire? Al PCDO di Seregno è stato un altro pomeriggio meraviglioso, che tutti quanti si porteranno nel cuore con la certezza che questa è stata la prova generale per tanti futuri eventi da vivere insieme.

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È arrivata la fine del mese di febbraio e insieme a questa anche la festa dei compleanni con la famosa torta tiramisù che questa volta è stata accompagnata anche da una torta al cioccolato realizzata dalla figlia di una festeggiata.
I festeggiati del mese di febbraio sono Angelo, Valentina, Teresa, Anna Maria, Erminia, Mario e Carolina. Come di consuetudine il pomeriggio è stato animato da Franco Ballabio, con la sua musica, balli e canti.
I prossimi festeggiamenti a fine marzo con i compleanni del mese.

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Per un pomeriggio la casa di Riposo per anziani “Don Orione” di Reggio Calabria si è trasformata in una vera e propria piazza in festa, animata dalle maschere di Carnevale. Gli operatori, Don Crucitti, direttore dell'Opera Antoniana delle Calabrie, il responsabile di struttura, il personale di cucina e servizio mensa, hanno voluto allietare e regalare un sorriso agli ospiti, vestendosi e travestendosi nei modi più simpatici e disparati, creando una vera atmosfera di festa in maschera.  La musica e i balli con gli anziani hanno reso l’atmosfera festosa. Molto acclamata l’esibizione del gruppo musicale “Retro Bottega” composto da liberi professionisti e medici in pensione che hanno voluto esibirsi, gratuitamente, per offrire agli ospiti momenti musicali e canori con brani degli anni della loro giovinezza. Insomma tutti gli ingredienti per uno show completo, naturalmente il tutto arricchito da ottime “Chiacchiere” e la Pignolata, dolce tipico di Reggio Calabria. Tutti gli ospiti indossavano una mascherina, creata da loro nei giorni precedenti. La festa ha avuto il principale obiettivo di regalare un sorriso agli ospiti e ai parenti e si è dimostrata un ottimo antidoto contro gli acciacchi e le difficoltà dell’età. Come era già successo in altre occasioni, è stato l’entusiasmo e la voglia di partecipare ad un sano divertimento che ha permesso una salda unione tra gli operatori e che ha creato nuovamente nell’ospite quella voglia di mettersi in gioco per sentirsi ancora parte attiva del sistema chiamato vita”. L’ottima riuscita della festa è merito della grande fantasia delle ragazze del “Servizio Civile” che operano nella casa di riposo da alcuni mesi, Sabrina, Simona e Cristina, ma soprattutto del grande spirito di corpo che ha saputo infondere il Responsabile di Struttura Domenico Talladira, il quale con orgoglio afferma, “La nostra struttura offre all’ospite un taglio su misura per ogni percorso riabilitativo, dove poniamo molta attenzione sulla sicurezza sia degli ospiti che dei lavoratori. La collaborazione con i familiari dei nostri ospiti fa parte della terapia, per questo gli ospiti sperimentano un tipo di vita molto simile a quella condotta fino all’ingresso in residenza dove la famiglia continua a svolgere il ruolo affettivo e trova la giusta accoglienza. Da noi il sorriso è di casa”.

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Lo scorso 22 febbraio il liceo Mazzini di Sampierdarena (Genova), nell’ambito delle proprie attività di promozione del volontariato, ha organizzato per gli studenti un incontro di conoscenza della realtà del Paverano. Hanno partecipato il dott. Davide Gandini e le dottoresse Laura Crovetti e Maria Grazia Tosi (che collaborano alla rete di accoglienza dei volontari).
«Due anni fa –

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Si celebra oggi, 11 febbraio 2017, la 25à Giornata Mondiale del Malato dal tema: “Stupore per quanto Dio compie: «Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente...» (Lc 1,49)”. Fabio Mogni da Tortona ci porta una sua riflessione riprendendo il messaggio del Santo Padre amalgamandola con quanto “il servizio al malato sia un dono reciproco”.

Il Santo Padre, possiamo dire, pone come obiettivo di questa giornata un nuovo slancio nella cultura del donare: “In occasione della Giornata Mondiale del Malato possiamo trovare nuovo slancio per contribuire alla diffusione di una cultura rispettosa della vita, della salute e dell’ambiente; un rinnovato impulso a lottare per il rispetto dell’integralità e della dignità delle persone, anche attraverso un corretto approccio alle questioni bioetiche, alla tutela dei più deboli e alla cura dell’ambiente”.

È davvero una giornata in cui possiamo coniugare due parole quali “stupore” e “ringraziamento” e le troviamo nel Magnificat, il canto per eccellenza della Vergine Maria che è il cantico serale di ogni credente che alla sera si unisce a tutta la Chiesa nella preghiera del Vespro. Sono parole che risuonano come meditazione e come programma per il servizio di ogni operatore… “cfr. … ha innalzato gli umili, ricolmato di beni gli affamati…” è lo stupore di quanto il Signore ha fatto “guardando l’umiltà della sua serva”; è lo stupore con cui vogliamo anche noi vivere il nostro quotidiano nel servire il prossimo che tende la mano verso di noi per raggiungere una “pienezza di relazione” come quella della Bella Signora con Bernardette.

Il Santo Padre per quanti sono al servizio dei fratelli ricorda che tale Giornata dev’essere un ringraziamento per “la vocazione ricevuta dal Signore di accompagnare i fratelli ammalati”. Ecco il grazie che si vuole unire all’unisono con quelle della Vergine “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”.

E ai nostri ammalati la parola di conforto spirituale che vuole raggiungere tutti i loro cuori: “vivere cristianamente la propria vita, arrivando a donarla come autentici discepoli missionari di Cristo”.

Quante responsabilità ci dona questa giornata! Maria salute degli infermi, consolatrice degli afflitti sia la nostra stella luminosa, il nostro sostegno per guidarci verso Cristo suo figlio e nostro fratello, e aiuto nell’affidarci al Padre che compie grandi cose.

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È stata presentata, lunedì 6 febbraio, la “Nuova Carta degli Operatori sanitari”, un manuale rivolto agli operatori che desiderano operare in conformità con il Magistero della Chiesa. Alcune delle novità al suo interno: il diritto e il dovere del medico di sottrarsi a volontà diverse dalla propria coscienza; l'eutanasia è richiesta in piena coscienza dal soggetto interessato e nessun operatore sanitario può farsi tutore esecutivo di un diritto inesistente. Viene ricordato inoltre la tutela della dignità della morte, rispettando il malato nella fase terminale della vita, escludendo sia l’eutanasia, sia l’accanimento terapeutico; il congelamento del tessuto ovarico viene ritenuto una risposta eticamente sostenibile nel caso di terapie oncologiche che possono alterare la fertilità della donna; ribadita inoltre la gravità morale dell’aborto e le sperimentazioni su minori e adulti incapaci a decidere.


Fabio Mogni, responsabile delle risorse umane del Centro “Mater Dei” di Tortona ci offre una sua riflessione con un riflesso orionino: “Se in una tasca come ci invita Papa Francesco, dovremmo avere il Vangelo, nell’altra non può mancare questo prezioso manuale! Attraverso questi strumenti la Chiesa ed in questo caso tramite il Dicastero del Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ci aiuta a comprende quanto la formazione umana, cristiana e professionale siano pezzi preziosi di un mosaico che formano la parola servizio. Per far ancora più nostro questo strumento desidero, riprendendo il prezioso quaderno n. 82 dei Messaggi di Don Orione dal tema “Il messaggio di carità nelle opere assistenziali”, dar voce a Don Orione sulle tre sezioni con cui l’attuale manuale è stato suddiviso: generare, vivere e morire. Questo ci sia di aiuto per una rilettura ed approfondimento di ciò che il Santo Fondatore desiderava ardentemente nelle sue opere.


- Don Orione genera e desidera apertura a tutti i bisogni della società

“Sono tempi nuovi? Via i timori, non esitiamo; muoviamo alla loro conquista con ardente e intenso spirito di apostolato, di sana, di intelligente modernità. Gettiamoci alle nuove forme, ai nuovi metodi di azione religiosa e sociale, con fede ferma, ma con criteri e spirito largo. Tutte le buone iniziative siano in veste moderna, pur di seminare e arare Gesù Cristo nella società”. Don Orione pertanto segna il passaggio da un’assistenza ai poveri basata unicamente sui loro bisogni elementari ad un aiuto differenziato e specializzato a seconda dei molteplici bisogni della società.

- Don Orione vive e tramanda il desiderio di espressioni di delicatezza verso i poveri e collaborazione con tutti.

“I nostri cari poveri … sono i padroni e noi i loro servi; così si serve il Signore” Usate bontà! La bontà vince sempre! Usate pazienza: con la furia, la superbia, con la parola che punge, con quel fare avvelenato si allontanano i cuori e non si fa più bene!”. “La nostra politica dovrà consistere nel portare a Dio e alla Chiesa la povera gioventù e le anime … la nostra politica è la carità grande e divina che fa del bene a tutti!” Desiderio di Don Orione era la collaborazione con le istituzioni governative e statali.


- Don Orione sprona alla carità nella verità in una visione di eternità

“… Dobbiamo aumentare un coraggio superiore di ogni gran lunga alle forze che sentiamo … non lasciatevi sgomentare dalle difficoltà o dal poco frutto, e siate uniti nella carità di Gesù Cristo!”.
E’ in una fede salda che anche davanti alla morte Don Orione si mette in totale abbandona al Padre elevando dal cuore consolanti parole: “La fede mi fa sentire la vicinanza dei miei cari defunti, come si sente nel silenzio il battito del cuore di un amico che veglia su di noi. O fede! Come consoli l’anima in questi giorni in cui tutto è mestizia e dolore! Ogni foglia che cade mi avverte che la vita si dilegua; ogni rondine che emigra mi ricorda i miei cari che lasciarono la terra per l’eternità e mentre la natura non mi parla che di dolore, la fede non mi parla che di speranza”.
Ed infine ci detta un programma di azione: protocollo di affidamento alla Divina Provvidenza: “Noi potremo piantare e innaffiare, ma solo Dio può dare l’incremento, e però il mezzo più efficace di aiutare le opere nostre, le nostre fatiche, è quello che preghiate per tutti noi con fervore e costanza!”.

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Si riaprono le danze con gli ospiti della RSA del PCDO di Seregno: un nuovo progetto di danza-movimento terapia intende proseguire il lavoro iniziato lo scorso anno con l’obiettivo di generare un miglioramento del benessere psico-fisico e della qualità della vita degli ospiti.
I partecipanti vengono invitati ad esprimersi con l’ausilio dell’ascolto di brani musicali selezionati accompagnati dal movimento corporeo e attraverso l’espressione grafico-pittorica.
Quest’anno si punterà particolarmente l’attenzione sul facilitare le relazioni interpersonali, aumentare la coesione del gruppo, favorire l’espressione dei propri racconti di vita e la condivisione in gruppo delle emozioni passate e presenti. Questo consentirà di avere un quadro più chiaro e dettagliato di come l’ospite sta vivendo la sua presenza nella Casa per cercare di garantirgli una maggiore qualità di vita.

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Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

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