"Anime e anime! Ecco tutta la nostra vita. Ecco il nostro grido."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Lunedì, 25 Settembre 2017

Seregno - Gita a colle brianza

Giovedì 21 settembre i nonni del Don Orione di Seregno hanno fatto una gita in mezzo al verde raggiungendo Colle Brianza.
Questa volta la gita è stato un vero e proprio tuffo nel passato per Luigi che è tornato nel luogo dove è nato e vissuto fino a 20 anni fa.
Ha così potuto incontrare i vecchi amici ed i parenti. Luigi si è emozionato nel rivedere la propria casa e i terreni dove allevava i cavalli.
È stata una giornata di grandi emozioni per i nonni, che la ricorderanno sicuramente.

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Stamattina a Selargius inizia una giornata dedicata al tema dell'Alzheimer, in occasione della XXIV giornata internazionale dedicata a questa patologia, che cade il 21 settembre. Il centro diurno Don Orione di Selargius, organizzatore dell'evento, è una struttura educativa e riabilitativa che accoglie persone affette dal morbo di Alzheimer, da altre forme di demenza o da disagi psichici. L'evento mette insieme  momenti  scientifici, culturali e di sensibilizzazione  con veri e propri momenti di Festa, perchè i " veri attori" della giornata a loro dedicata non siano, come speso succede, isolati.

La giornata comincia con un convegno ECM gratuito, offerto a operatori e familiari, in collaborazione con l'AIP (ASSOCIAZIONE ITALIANA DI PSICOGERIATRIA), la GEROS, e l'ENDOFAP Liguria ( Ente di Formazione Don Orione): nell'incontro il dottor Ivo Cilesi e la dottoressa Giusy Carrubba illustreranno le novità delle terapie non farmacologiche nel campo delle demenze (Doll Therapy, Validation Therapy, la terapia del viaggio) ,la dottoressa Sara Contu presenterà un'esperienza di pet therapy e il dott Felice Salis, direttore sanitario del Centro Diurno Don Orione, racconterà la vita e le attività del Centro.

Nel tardo pomeriggio aperta a tutti,  una festa vera e propria con gli ospiti del Centro e i loro familiari e tutti quelli che vorranno partecipare. Gli artisti Rossella Faa, Renzo Cugis, Fabio Marceddu, Antonello Murgia  e la TLC B band faranno sorridere, cantare e ballare i presenti  e un delizioso buffet farà da gustoso corinice alla musica.

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Mercoledì, 20 Settembre 2017

Genova - 25° in famiglia

Giornata di festa ieri al Piccolo Cottolengo Genovese: tutta la comunità ha infatti celebrato il venticinquesimo anniversario dell'ordinazione sacerdotale di Don Alessandro D'Acunto, direttore del PCDO. Alle 10, il Vescovo emerito di Tortona, Monsignor Martino Canessa ha presieduto la messa, animata dal coro, che ha indossato per la prima volta la sua nuova divisa. La chiesa era  gremita di ospiti, familiari, operatori con la divisa bianca o azzurra, le cappe rosa delle volontarie, amici e collaboratori dell'opera.

Il Vescovo nell'omelia ha ricordato la stretta amicizia che lo lega a Don Alessandro e ha posto a tutti una domanda molto diretta: perché festeggiare un venticinquesimo? È la Chiesa che lo vuole, per ringraziare il Signore del dono della fedeltà: questo l'augurio a Don Alessandro, continuare il suo cammino di sacerdote nella fedeltà alla sua chiamata, nella fedeltà a Cristo, nella fedeltà al carisma di Don Orione, portando ancora a tante persone la carità che tutti accoglie e abbraccia.

Don Alessandro, nel ringraziare i presenti, ha delineato con poche battute lo spirito della giornata: "Questa è la vita del Piccolo Cottolengo: il telefono di un ospite che suona, uno che deve andare in bagno, un altro che chiede se è già ora di fare la comunione. Nella sua semplicità, questa è la nostra vita ed è bello essere qui, insieme". Il Direttore ha poi letto il messaggio di un operatore il quale, non potendo essere presente, gli ha scritto un messaggio: "le auguro di essere sempre in grazia di Dio". Con questo augurio rivolto a tutti i fedeli si è chiusa la celebrazione, perché, come ha ricordato Don Alessandro, " se c'è la grazia di Dio c'è tutto".

 

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L’Associazione “Rosa Vitillo Pet therapy” insieme al Centro Medico Sociale “Don Orione” per un progetto di zooterapia a sostegno agli ospiti della struttura di Savignano Irpino.
Partito ad agosto, è stato presentato pubblicamente domenica 10 settembre il progetto “Care” che il Centro Don Orione di Savignano, insieme all’associazione “Rosa Vitillo Pet Therapy” di Ariano, ha promosso a beneficio degli anziani assistiti in residenza.
L’iniziativa, che rientra nell’ambito di quelle dedicate al miglioramento della qualità di vita che il Centro persegue da anni, mira a sviluppare protocolli di intervento riabilitativi alternativi di tipo psicopedagogico, ad integrazione delle attività di cura assistenziale, sanitaria, sociale e psicomotoria di base, con l’intento di agire positivamente sui processi cognitivi, emotivi e relazionali che contraddistinguono la vita quotidiana degli ospiti all’interno della struttura stessa, spazio fisico e sociale spesso permanente ed unico per la maggior parte di loro.
Sul piano psicologico è ormai dimostrato che per gli anziani l’interazione con gli animali è di grande giovamento; in particolare, nei soggetti con demenza il contatto con un animale può contribuire a diminuire l’ansia e ad aumentare la sensazione di calma e benessere. Gli animali possono inoltre contribuire a migliorare la relazione del paziente con il mondo circostante.
Le attività a contatto con gli animali sono in questo caso finalizzate a rendere più piacevole la permanenza di una persona nella struttura e quindi a migliorarne le condizioni di vita.
Il progetto “Care”, ricompreso all’interno del bando di micro progettazione finanziato dal Centro servizi per il volontariato “Irpinia Solidale”, è strutturato a beneficio degli anziani ospiti con particolare riferimento a quelli affetti da deterioramento cognitivo ed Alzheimer. Nello specifico, accanto agli interventi di stampo più tradizionale come la ROT, sono inserite sessioni di Pet-Therapy, una tipologia di co-terapia che ha dimostrato di aver effetti benefici nell’area fisica, psicologica, sociale. I servizi quindi che il Centro offre ai propri ospiti, saranno arricchiti da incontri di zooterapia, curati dal personale dell’associazione “Rosa Vitillo pet therapy” che si alterneranno a quelli già attivi di musicoterapia e alle altre attività occupazionali.

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Chi l'ha detto che solo le brutte notizie finiscono sui giornali? Talvolta il bene fatto con semplicità e autenticità è così forte da spingere chi l'ha ricevuto a non accontentarsi di un ringraziamento in privato, ma ad aver bisogno di dirlo a tutti.

Così è successo alla signora Margherita. Dopo un ricovero ospedaliero è stata ospite al Piccolo Cottolengo Don Orione di Sanremo e, prima di tornare a casa, ha voluto esprimere a tutto il personale che l'ha assistita il suo grazie tramite un trafiletto pubblicato su una rivista locale. La signora parla di professionalità e grande umanità: con queste parole racchiude il lavoro quotidiano di tanti operatori, che attraverso le loro azioni cercano di rendere la vita di ogni ospite serena, dignitosa e confortevole. Anche il Piccolo Cottolengo di Sanremo ha avviato da qualche anno un progetto finalizzato alla Qualità di Vita della persona che vive nella struttura: il progetto valorizza i momenti della giornata, come il pranzo, le attività libere, le visite, per cucire su misura la quotidianità rispetto alle caratteristiche ed esigenze di ogni persona. E se anche queste attenzioni fossero sufficienti, al Piccolo Cottolengo di Sanremo si aggiunge qualcosa in più: l'amore per gli ospiti. Anche  Madre Teresa di Calcutta diceva: Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore. Ecco la radice della professionalità e umanità che la signora Margherita ha respirato e assaporato a Sanremo.

Per conoscere meglio il Piccolo Cottolengo Don Orione di Sanremo clicca QUI

L'Istituto Don Orione sorge sulla più bella e storica collina di Sanremo, ai piedi della Madonna della Costa, di fronte ai giardini Regina Elena e la vecchia città della Pigna che declina verso il mare, raggiungibile in dieci minuti di cammino dal centro. A sinistra, lo sguardo si posa su Porto Sole fino a raggiungere Capo Verde, e a destra si spinge verso Capo Nero e la Francia. La struttura ha subito negli ultimi anni una totale rifacimento che ne ha ampliato il volume e trasformato gli interni. Ora il nostro Istituto si presenta accogliente, moderno, funzionale. Il Piccolo Cottolengo si dispone in quattro corpi distinti e comunicanti.
Il Primo che si incontra entrando è il Settore A, la parte più antica e monumentale. All’ingresso si trovano gli uffici, al piano superiore i saloni per le attività e il tempo libero, una zona bar, un chiostro artistico al cui centro svetta l’araucaria piantata nel 1910 dal medico Semeria, visibile da tutta Sanremo.
La struttura nel complesso dispone di 200 posti letto. Al suo interno si trovano 3 moduli di RSA di mantenimento ( di cui un modulo è predisposto per pazienti con altissimo fabbisogno assistenziale e sanitario, e un altro specifico per ospiti affetti da demenza tipo Alzheimer), un modulo di RP e un modulo di RSA post acuzie. L’offerta di RSA post acuzie comprende un totale di 20 posti convenzionati ASL1Imperiese. Lo stesso reparto comprende 10 posti letto di RSA di mantenimento con un alto livello di assistenza riabilitativa.

 

 

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Il 4 agosto scorso, dal Centro don Orione di Chirignago gli educatori Giacomo e Simonetta sono partiti con 14 giovani di Martellago (VE), che stavano terminando il loro campo di servizio, per approdare a Casa Don Orione di Trebaseleghe.
Da un'idea sperimentale, nata un po' per scommessa e realizzata in piena collaborazione con Camilla, Stefania e Marisa di Trebaseleghe, gli operatori dei due Centri hanno voluto far incontrare mondi, linguaggi, esperienze diversi per una mezza giornata ricchissima di umanità, di scambio e di volti straordinariamente belli.
Il tempo è trascorso veloce tra momenti di gioco e condivisione: la tombola animata dai giovani, il pranzo offerto e curato fin nei minimi dettagli, la chiacchierata al momento del caffé corredata di alcune canzoni più o meno intonate ma molto coinvolgenti, la visita della Casa con il direttore don Bruno Libralesso, gli abbracci teneri e forti degli ospiti e le promesse di rivedersi presto. Forse ad alcuni un incontro tra  giovani e anziani può sembrare un azzardo se non addirittura un'assurdità, ma la prova che questa iniziativa è stata un successo è data da un'immagine semplice ma significativa: i giovani volontari che pur di far cantare gli anziani ospiti cercano il testo di "Quel mazzolin di fiori" : un gesto tecnologico tipico dei ragazzi a servizio di un incontro genuino e gioioso con chi ha un po' più di anni sulle spalle.

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Giovedì, 17 Agosto 2017

Seregno - #PCDORADIO

Tra sette giorni anche il Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno sarà On Air. Il Piccolo Cottolengo di Santa Maria La Longa (UD) ha già avviato un'esperienza radiofonica con Radio Cotto-lenga, condotta dal simpaticissimo Mr. Pon Pon che racconta la vita e le attività del centro. Perché proprio la radio? La radio è uno strumento duttile che molti di noi ascoltano in automobile, a casa, tramite lo smartphone. Grazie alla tecnologia disponibile oggi, diventa un'occasione accessibile per portare "fuori il dentro" e viceversa, ovvero per raccontare la vita dentro le case orionine a chi non le conosce e per far sentire chi ci vive parte di un gruppo, di una società più grande, che spesso è percepita come un fuori molto distante.
Di fronte a un microfono anche le persone che soffrono di disturbi psichici possono reagire in maniera piacevolmente inaspettata, regalando momenti di complicità, condivisione e, perché no, divertimento. Le esperienze di altre radio, già attive da diversi decenni, hanno evidenziato come questo tipo di attività abbia effetti molto positivi sulle persone, favorendone l’inclusione sociale e una sensazione di appagamento nel loro percorso verso una vita il più possibile dignitosa e degna di essere vissuta.
Per fortuna oggi non serve un vero e proprio studio radiofonico: basta scaricare la App Speaker e si possono registrare o trasmettere in diretta la trasmissione dal computer o dal telefono. E gli ascoltatori, dal sito www.speaker.com, possono scaricare il podcast delle trasmissioni e ascoltarlo con le cuffiette mentre vanno a fare running nel parco.

Per ascoltare le ultime trasmissioni di Radio Cotto-lenga, clicca QUI.

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Mercoledì, 16 Agosto 2017

Fubine - Ricordando un angelo custode

Venerdì 28 luglio 2017 è tornato alla Casa del Padre una figura storica per chi in questi anni ha visitato la nostra casa di Fubine: Romeo Carmine.
Romeo era nato a Reggio Calabria il 12 novembre 1923, ma diverse testimonianze lo collocavano a Fubine già dal 1944, probabilmente con il primo gruppo di orfani trasferito da Alessandria, al Castello di Fubine, per disposizione del Prefetto, a seguito dei bombardamenti che colpivano la città. Secondo di tre fratelli, nel lontano 1950 era stato tentato un riavvicinamento alla famiglia di origine, tentativo fallito per volontà di Romeo che, dopo neanche un paio di mesi nella sua terra natia, ritornava  a Fubine dai sacerdoti. Riconoscente e rispettoso per quanto a lui dato, si era inserito bene nella comunità fubinese, tanto da essere integrato dal gruppo della leva del 1923 e invitato a tutti gli incontri.  Ha sempre vissuto con i sacerdoti di don Orione, accanto alle Comunità Religiose che  si sono  alternate  a Fubine per oltre 60 anni e con loro ha sempre lavorato: Don Angelo Galluzzi, Don Giuseppe Velo, Don  Silvio  Omenetto, Don Carlo Puppin, Don Luigi Riondato, Don Alice Andrea, Don Giorgio Ancelliero,  Don Enrico Brunetta, Don Gino Pasinato, Don Luigino Pastrello, Don Lucio Felici.
Sordo, probabilmente dalla nascita,  non aveva mai imparato a parlare, ma con le mani  e la mimica facciale comunicava con tutti, come quando ricordava i momenti della guerra, delle bombe e gesticolando ne imitava i danni e la paura. Molto paziente,  ripeteva a volte lo stesso concetto molte volte per farsi capire meglio, spesso aiutandosi con gli oggetti che potevano essere il nodo della conversazione.  Il calendario era il suo  mezzo per rimanere collegato con il tempo, tutti i giorni  lo controllava e chiedeva conferma che fosse il giorno giusto:  il colore rosso  gli ricordava che era un giorno di festa, il giorno in cui con il completo della domenica e la cravatta andava a messa nella chiesa parrocchiale, poi faceva una passeggiata per il paese ed una capatina al bar, dove tutti lo conoscevano.
Oltre che dai sacerdoti, Romeo era stato adottato anche dai Fubinesi ed in particolare da una famiglia,  che lo aiutava come se fosse un figlio. Il suo profondo senso di riconoscenza lo aveva  portato a dedicarsi e a prendersi cura della Signora che lo aveva aiutato e seguito, quando ormai anziana era ricoverata nella casa di riposo.  Romeo, come un figlio,  le è rimasto accanto fino agli ultimi istanti di vita, tenendole la mano per evitare che lei si sfilasse la flebo.
Era un uomo  intelligente, buono, educato, rispettoso delle regole e delle consuetudini, instancabile, testardo. La sua disabilità non era un limite: comunicava con lo sguardo profondo ed intenso di persona riflessiva, ascoltava con gli occhi e parlava con le mani.
L’ultimo ad andare a dormire e il primo ad alzarsi, era l’unico che spegneva le luci e rimproverava tutti di sprecare. Il suo passo era leggero per non disturbare, ma diventava più pesante se voleva attirare l’attenzione.
Negli anni 1945-1970, aiutava in cucina e preparava la sala da pranzo per i ragazzi nel periodo in cui presso il Castello, su volere della Contessa Bricherasio, veniva avviata l’attività di collegio e la scuola elementare che, accanto agli orfani,  accoglieva i figli degli operai della Fiat e alcuni Fubinesi.
All’inizio degli anni ’70 era il prezioso “ tuttofare” nella piccola Casa per Anziani aperta nell’edifico dell’ex asilo, dove svolgeva anche piccole commissioni per i religiosi e per gli ospiti.
Ottimo giardiniere, bravo potatore ed esperto ad innestare piante, era instancabile nel lavorare grandi e forniti orti,  che erano il primo sostentamento delle attività.
Fu “custode” (era solito girare con un grande mazzo  di chiavi di tutti i cancelli) e “primo giardiniere” del parco del Castello (quotidianamente controllava che tutto fosse in ordine), dove agli inizi degli anni ’90 era stata trasferita la Casa di Riposo: il corridoio e il portichetto erano i suoi posti preferiti, possiamo definirli le sue “postazioni di controllo” da cui controllava chi entrava e chi usciva, in  compagnia delle sue care piante che con cura e amore faceva crescere.
Da ragazzo aveva imparato l’arte del calzolaio e aveva lavorato in una bottega come garzone, mantenendo sempre una meticolosa “pignoleria” nella scelta e nell’acquisto delle scarpe.
Alla sua capacità di osservazione e alla sua memoria fotografica non sfuggiva nulla,  ricordava con estrema lucidità e sicurezza il posto degli oggetti, conosceva tutte le persone accolte nella nostra Casa (e ne sono passate tante): per tutte aveva uno sguardo attento, a volte di controllo, soprattutto con le persone che passeggiavano in  giardino e correva a cercare aiuto se qualcuno degli ospiti meno autonomi tentava di uscire dal cancello da solo.
Nonostante il peso dell’età, negli ultimi anni si preoccupava  di portare fuori le scatole di cartone che recavano disordine, accettando i disagi e le difficoltà come “regalo del tempo che passa”.
Si,  Romeo era il “Custode del Castello”! Ora, dal Cielo, continua a vegliare per noi.

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Ma che estate sarebbe senza una pizza in compagnia?  
E così a Trebaseleghe hanno deciso di prendersi una pausa gustosa, sono andati tutti assieme alla nuova pizzeria “Burbello” che è stata aperta al centro del paese e in allegria hanno mangiato una fragrante pizza.
Margherita, capricciosa, 4 stagioni… Tante pizze a deliziare i diversi palati e tante risate assieme perché fare qualcosa di diverso ogni tanto fa bene proprio a tutti.
Grazie al Direttore Don Bruno che ha accompagnato gli ospiti assieme alla responsabile di struttura Marisa e agli operatori che hanno organizzato e reso possibile questo momento.
Il ricordo di questa simpatica giornata rimarrà nel cuore di tutti.

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Ieri, venerdì 28 luglio, per il Piccolo Cottolengo di Seregno è stata una giornata importantissima, anche se dal sapore dolce-amaro in quanto è stato l’ultimo giorno di lavoro con Andrea Altini e per festeggiare ed augurare a lui che la sua nuova esperienza professionale possa essere stimolante e bella, si è pensato di organizzare un piccolo momento di festa con i colleghi e le persone che abitano la Casa, brindsi, pasticcini e salatini.
Andrea che svolge a Seregno il lavoro di Referente dell’animazione e ha coordinato nell’ultimo anno i progetti di vita delle persone residenti al Piccolo Cottolengo ha chiesto e ottenuto di poter vivere una nuova esperienza professionale presso l’Istituto Don Orione di Firenze.
Sicuramente dispiace molto perdere, anche solo temporaneamente, una professionalità così importante che ha contribuito con tutti i collaboratori ad ottenere grandissimi risultati in termini di qualità del servizio all’interno della Casa.
Vogliamo quindi augurare a lui di lasciare a Firenze il segno importante che oggi lascia qui a Seregno, nella speranza e nella consapevolezza che siamo comunque parte di una grande famiglia e quindi ci occuperemo sempre l’uno degli altri.
Grazie Andrea in bocca al lupo per la tua nuova esperienza professionale.

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