"Noi ti vogliamo amare e servire in carità grande e santa letizia amando e vivendo delle cose umili e povere."
Don Orione

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Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Martedì, 15 Maggio 2018

Sanremo - Giardino Alzheimer

Mercoledì 16 maggio 2018, nel giorno del 14° anno dalla canonizzazione di San Luigi Orione, L’Opera Don Orione di Sanremo si prepara ad inaugurare il suo nuovo Giardino Alzheimer, progettato dall’agronoma Dott.ssa Francesca Benza e seguito per la parte sanitaria dal Direttore Sanitario Dott.ssa Ana Popovic.
Si tratta di un bel progetto di verde terapeutico, studiato appositamente per gli utenti che abitano il modulo Giovanni Paolo II, che ha molteplici finalità, tra cui ridurre problemi comportamentali (come il disorientamento e gli spostamenti afinalistici), rallentare il declino delle capacità funzionali e compensare i deficit cognitivi causati dalla demenza.
Lo spazio è strutturato in percorsi ben segnalati, piacevoli aree di sosta, zone attrezzate per le attività orticolturali da vivere in gruppo o con personale specializzato, ambienti acquatici e agresti che stimolino i cinque sensi di chiunque vi passi.
La giornata inizia con la S.Messa celebrata dal Vescovo Mons. Suetta alle ore 10 presso il teatro della struttura. In seguito, prenderanno la parola il Direttore Don Gianni Castignoli per ringraziare i tanti benefattori che hanno partecipato al crowfunding per poter realizzare questo progetto, e il Direttore Sanitario Dott.ssa Ana Popovic, che illustrerà le fasi salienti della sua realizzazione e gli obiettivi che si propone di perseguire. Se il tempo lo permetterà, vi sarà il taglio del nastro nel giardino e verranno consegnati profumati pensierini, creati dagli stessi residenti del modulo, con l’aiuto degli educatori. Seguirà un rinfresco per tutti i presenti.
La Dott.ssa Popovic riporterà questa esperienza anche il 25 maggio presso il Teatro dell’Opera del Casinò, al convegno “Parole Mute” organizzato dall’Associazione Italiana Donne Medico, nel suo intervento dal titolo: “Healing garden- Il giardino che cura: la nostra esperienza”.

 

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Al Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno lo scorso weekend, c’è stata la festa dei compleanni degli ospiti. La grande festa è stata animata dal cantante Pippo.
Sulla tanto amata torta “Tiramisù” hanno spento le candeline: Fulgida, Lucia, Maria, Maria Giovannina, Pier Carlo e il direttore della Casa Don Graziano.
Ancora un grosso augurio a tutti loro!

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New entry al PCDO di Seregno: lo scorso sabato pomeriggio, per la prima volta, si è esibito per gli ospiti Salvo il sassofonista!
Salvo si presenta con X raccolte musicali che vanno dagli anni ’30 (“Parlami d’amore Mariù”) agli anni ’70 (“Tanta voglia di lei” e “Ancora ancora ancora”), passando sulle note musicali delle canzoni latino-americane come la samba e il mambo concludendo sulle note di “Imagine” e “What a wonderful word”.
Oltre all’esibizione musicale, Salvo insieme al suo amico Umberto, ha intrattenuto gli ospiti con indovinelli, aneddoti e poesie.
E sulle note de “La vita è bella” ha salutato tutti in attesa della prossima esibizione.

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Al Piccolo Cottolengo Friulano sono arrivati nuovi nuovi arredi e nuovi strumenti per la fisioterapia, pensati proprio per le persone anziane.

La Fondazione Friuli, all'interno del progetto "Bene stare anziani", ha sostenuto la metà della spesa e così è stato possibile potenziare l'area fisioterapica e quella socio-educativa. Con nuovi armadi e divanetti, le Signore hanno potuto personalizzare i propri spazi ed avere la possibilità di riporre a piacimento gli effetti personali. Tutto questo è legato ad un progetto educativo per ogni persona, che ha la finalità di arrivare al massimo livello di autonomia possibile per ciascuno e di integrazione, secondo le potenzialità del singolo.

"Grazie alle donazioni e all’attenzione alle esigenze del territorio di realtà come la Fondazione - dice il direttore Don Luigino Pastrello - riusciamo a rendere giorno dopo giorno migliore la nostra Casa." Ed a migliorare la qualità di vita dei Signori e delle Signore che vivono lì.

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Da circa due anni il Villaggio della Carità di Camaldoli ospita una scuola di Tai Chi, un'antica arte marziale cinese.
Quest'attività, che consta in una ginnastica morbida ed adatta a tutte le età viene praticata al Villaggio da una decina di Ospiti, seguiti da un Educatore e da un Maestro della federazione Italiana del Tai Chi.
Ospiti che si sono cosi appassionati a questa attività e che ormai la praticano con tale maestria, da essersi meritati l'invito a partecipare ad una dimostrazione pubblica nell'ambito della Giornata Mondiale del Tai Chi, che si è svolta a Genova, assieme a tutte le altre scuole della città!

La mattina di sabato 28 aprile, emozionati e motivati, i ragazzi hanno raggiunto l'incantevole “location” del Porto Antico, dove tanti appassionati della disciplina in questione si sono radunati per esibirsi di fronte ad un vasto pubblico!
Grande è stata la soddisfazione dei nostri atleti nel ricevere i meritati applausi, in questa stupenda giornata di Sport, che ha saputo unire persone con diverse abilità, come solo lo Sport sa fare!

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Domani il Pontefice si recherà in visita al santuario del Divino Amore a Roma, un luogo caro ai romani e a Don Orione.

Don Umberto incontrò Don Orione per la prima volta a 29 anni e così ne parla nel suo diario: - Mi ha ascoltato, mi ha benedetto e mi ha detto: “Si lasci condurre secondo la regola di S. Francesco: nulla domandare, nulla rifiutare”. Dà l’idea d’un gran santo: che la sua benedizione mi aiuti".
È uno dei documenti trovati nell'archivio dell'Opera Don Orione a Roma. Una serie di testimonianze scritte del rapporto che legò in maniera speciale San Luigi Orione a Padre Umberto Terenzi fondatore del Santario del Divino Amore.
"Don Orione - scrive ancora Don Terenzi - al principio dell'Opera della Madonna, mi disse tutto quello che sarebbe avvenuto, ma non mi disse il tempo. Un orizzonte vasto di opere ancora più grandiose, anch'esse dette da Don Orione, ma non tutte quella sera. Alcune cose già dette prima, altre dette dopo nei miei lunghi colloqui con lui fino al 1940, fino alla sera della sua morte, 12 marzo. Quanta confidenza con Don Orione! E quanta riconoscenza a Dio. Egli, più che un Padre spirituale, fu per me un profeta che mi prese per mano e mi accompagnò facendomi vedere l’orizzonte da lontano nel cammino del Divino Amore".
"Racconta Don Terenzi: - Era quello il tempo in cui ricevevo molte pressioni da parte di non pochi amici autorevoli, di autorità per lasciare la vita parrocchiale e dedicarmi alla vita della segreteria di Stato, della diplomazia, ecc., non ne ho avuto mai il minimo desiderio. Per cessare definitivamente questo tentennamento dei Superiori verso la mia povera persona, domandai una sera a Don Orione: vado contro la volontà di Dio rifiutando sempre ai Superiori quello che mi vorrebbero far fare! No, no, lasciate che vadano altri, il vostro destino è al Divino Amore, dove sarete Rettore, sarete Parroco e farete tante opere! E sulla vostra tomba ne nasceranno molte di più di quelle che farete voi, anzi il vero sviluppo delle opere della Madonna del Divino Amore, sarà sulla vostra tomba!".

"Continua - spiega ancora Don Terezi - mi ha detto, non lasciare la Madonna, sarà la città di Maria il Divino Amore. Segui le norme del cardinale e aspetta che tutto si verificherà. Già dall’altra volta ti ho sconsigliato assolutamente di proporre di affidare ai religiosi il Santuario: il Santuario deve essere Diocesano ed opera del clero romano: un’opera ci starà bene vicina, perché è necessario che il Santuario mantenga un’opera di bene; ma tutto deve dipendere dal Santuario. Non t’impaurire delle lotte, perché ne dovrai avere, essendo un’opera di Dio. Che sante parole! Ave Maria e coraggio!".
"Nel 1933 Don Orione ripete a Terenzi che il santuario diventerà una cittadella: - "Ho obbiettato: Ma quando? Perché la Madonna tarda tanto? – Ha risposto: presto, molto presto, vedrete quel che sta per succedere al Divino Amore! (questo pensiero me l’ha ripetuto più volte nel colloquio, con molta insistenza). Avrete dei lasciti, farete tutto. Comprate più terreno che potrete, perché vedrete che succederà presto. Voi farete la città della Madonna del Divino Amore. Tra circa quindici anni, sì, ve lo dico, siatene certi, al Divino Amore ci sarà una città come Pompei, e verrà tanta, tanta gente alla Madonna.
Predice la confondatrice dell’opera. "Mi disse - prosegue Terenzi - con tanta vivacità e tanta convinzione, prendendomi per un braccio e stringendomi a sé, davanti all’altare di Pompei: state attento, tramonterà la gloria di Pompei, di Lourdes e di Fatima. E sorgerà per il mondo e per la salvezza del mondo la gloria del Divino Amore! Se lo diceva lui con tanta assicurazione, con tanta fede, era certamente perché vedeva che questo Divino Amore dovrà portare il trionfo di Dio, che il Cuore Immacolato di Maria deve trionfare".


M.T. è una signora di 81 anni, nata in provincia di Rieti da una famiglia di contadini, delle persone semplici e legate alla propria terra; lei è una dei tanti ospiti della ‘Casa del Divino Amore per Anziani’, una struttura che si trova nel cuore del Santuario tanto caro ai romani, gestita dalla Nuova Sair. In questa struttura trovano riposo, calore ed accoglienza 24 ospiti over 75. In questi giorni sono tutti impazienti ed emozionati per il possibile incontro con Papa Francesco in occasione della sua vista al Santuario prevista per domani, martedì 1° maggio.

La struttura, situata nella zona antistante il Santuario, accoglie i nonni e le nonne di Roma, spesso con delle storie particolari come nel caso di M.T. che nel corso della vita, oltre ad esser stata una cristiana convinta e devota, ha avuto la fortuna (così racconta lei) di vedersi apparire in sogno, per due volte, la Madonna.

«Diversi anni fa – esordisce M.T. – ebbi dei problemi con la circolazione del sangue che, non si sa’ come, aveva rallentato fino quasi a fermarsi. Presa dalla paura e spaventata chiesi consiglio a delle persone del mio paese di origine che mi indicarono una fattucchiera, insomma una donna in grado di togliermi il malocchio che in quel momento tutti mi dicevano di avere. Il giorno prima di incontrarla, in sogno, mi sono ritrovata seduta su uno dei muretti del mio paese, di fronte ad un palazzo che però era ben diverso dal solito e sopra, in cima alla struttura, c’era la Madonna come raffigurata nell’Immacolata Concezione. Per prima cosa reagì facendomi il segno della Croce e proprio lì la Madonna mi parlò, dicendomi di pregare e farmi il segno della croce e di non seguire le indicazioni della fattucchiera. Da quel giorno la mia fede si rinsaldò ancora di più e non permisi alla medium di avvicinarsi a me. Ovviamente il problema alla circolazione non durò ancora molto».

«Alcuni anni dopo – continua M.T. -, ero già diventata mamma e mia figlia era la classica bambina esuberante e brillante e tanti, in paese, credendo a una vecchia diceria, mi dicevano di far attenzione perché era “troppo intelligente” e quindi sarebbe “morta presto”. Queste frasi mi misero tanta agitazione e mi spinsero a pregare, pregare e pregare di nuovo perché volevo proteggere mia figlia. Una notte, in sogno, mi sono trovata la Madonna seduta sulle scale di fronte all’ingresso di casa mia, di nuovo come nell’Immacolata Concezione, che mi disse semplicemente poche parole: “non sentire quello che ti dicono”, riferendosi alle voci di paese, e mi porse una stella che aveva attaccata al suo vestito: “dalla a tua figlia” concluse, offrendomi quindi la protezione che tante volte le avevo chiesto in preghiera per la mia piccola».

M.T. sono sette anni che è ospite della “Casa del Divino Amore per Anziani” gestita dalla Nuova Sair, cioè da quando è morto il marito. «Le mie esigenze da anziana oggi – conclude la signora - sono complicate e non voglio gravare sui miei figli; in questa struttura inoltre mi trovo benissimo, sia per la bravura delle persone che mi accudiscono, sia perché stiamo al Divino Amore e questo mi permette di vivere la mia fede come meglio credo, tutti i giorni. Essere qui spero mi dia questa ultima grande gioia di poter vedere Papa Francesco, incontrarlo mi riempirebbe il cuore di felicità».

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Martedì 17 aprile 2018 sono iniziati ufficialmente i festeggiamenti per il 30 anniversario del Centro Don Orione di Bergamo. Nel pomeriggio è stata organizzata una merenda per tutti gli ospiti allietati dalle belle voci di Carla e Renza e dalla musica del maestro Santini che già nei primi anni del centro intrattenevano gli ospiti con pomeriggi danzanti.

Mercoledì 18 si è tenuta la Santa Messa a cui è seguita la premiazione degli ospiti Lino e Piero, che per primi hanno fatto ingresso nell’Istituto che per loro è diventata la propria casa.
È stato poi offerto un aperitivo in giardino per tutti i partecipanti.
Ma tutto ciò è solo L inizio e nel corso dell’anno ci saranno altre occasioni per celebrare Don Orione e l’istituto.

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Venerdì 6 aprile presso il centro Don Orione di Bergamo c’è stato il primo incontro per sperimentare la pet therapy.
Paolo, dog tranier, e Peppa il suo “bassotto gigante” hanno fatto conoscenza con alcuni ospiti della Casa che hanno sempre avuto un cane prima del ricovero in RSA.

Nel corso dell’incontro sono state diverse le emozioni provate dai partecipanti dallo stupore, alla gioia fino al pianto di commozione, e tutto ciò ha spinto gli organizzatori a programmare altri incontri tra Peppa e i “nonni”.

È un progetto a cui gli operatori tenevano tanto e ringraziano Don Alessio che ha dato loro la possibilità di realizzarlo!

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Sono molte le strade per rendere la vita delle persone che abitano al Piccolo Cottolengo di Genova una vita di qualità.

Tra le tante ha un posto importantissimo  l'ascoltare i desideri espressi o quelli “buttati li” tra un ricordo ed un altro, desideri talvolta espressi come un qualcosa che non sarebbe stato possibile realizzare mai più, scatenando nostalgia e rassegnazione: questi sono per gli operatori dei semi da far germogliare.

Già da tempo nel reparto Santa Caterina 1, è stato accolto un cane che vive con le signore in reparto e che ha dato maggiormente il senso di famiglia; poi rivedere il mare e fare il bagno in estate; creare un'edicola dove servirsi per poter leggere le riviste preferite; cucinare e condividere il pasto insieme; adottare un nipotino a distanza dal Madagascar. Ma dentro all'uovo di Pasqua, quest'anno, le signore hanno trovato.....un bar! Precisamente il “MILLY BAR” (in onore di Milou, detta Milly, la cagnolina di reparto).
Molte signore sono autonome e possono recarsi fuori dal reparto per gustare un “caffè vero” (come dicono loro per distinguerlo da quello d'orzo) o una brioches, un cioccolatino; altre non hanno la stessa possiblità.

E allora....se la persona non può andare al bar, il bar va da loro! In  reparto è stata allestita una struttura con tanto di macchinetta del caffè, fornetto elettrico, dispencer di bibite come al bar, espositore con patatine, biscottini, canestrelli, dolcetti a loro disposizione, sotto il controllo discreto degli operatori. Dietro al bar, le operatrici e alcune Signore che hanno accolto con gioia il fare e l'essere le padrone di casa.

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Sabato, 07 Aprile 2018

Bergamo - Yoga della risata

Nel mese di marzo 2018 presso il Centro Don Orione di Bergamo ha preso il via il progetto “yoga della risata” grazie a Cristiana, esperta in questa materia e nipote di una ospite.
È appurato che man mano che si procede con gli anni, la capacità di comprendere la comicità diminuisce, anche a causa dell’incombere della demenza senile, del morbo di Alzheimer e di altri disturbi. Anche i compiti più elementari possono sembrare complessi e il livello di frustrazione aumenta.

In queste condizioni lo yoga della risata è ideale: la risata aiuta a creare legami d’affetto ed è uno degli strumenti più efficaci per combattere la depressione.
Poiché la risata viene praticata come esercizio fisico, lo yoga della risata non richiede nessuna abilità mentale e aiuta le persone anziane a comprendere l’umorismo senza dover ricorrere alle proprie facoltà mentali.
Per ora sono stati fatti solo i primi incontri, ma è indubbio che gli ospiti hanno accolto molto positivamente l’iniziativa e attendono con ansia i prossimi incontri.

Ringraziando Cristiana, autrice del progetto e teacher di yoga della risata, è bello riproporre le parole con cui ha presentato l’iniziativa: “Ritengo ad oggi, vista la presenza di mia nonna Elena come vostra ospite, per ringraziarvi delle cure che ogni giorno riceve con dedizione, nulla mi è dovuto ma tutto ciò che donerò sarà a piene mani e con il cuore”.

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Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3