"Leggiamo il Vangelo per conoscere la vita, i gesti, le parole, i sentimenti di Gesù."
Don Orione

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Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Mercoledì, 01 Agosto 2018

Seregno - Gita al Lago di Pusiano

In una bellissima giornata estiva come quella di giovedì 26 luglio, non poteva mancare una gita fuori porta. I nonni del centro Don Orione di Seregno, accompagnati dalle animatrici e dal volontario, hanno trascorso la giornata al lago di Pusiano: un giro sul battello con la guida della proloco di Pusiano, che ha spiegato precisamente flora e della fauna locale, una pizza in compagnia e un fresco gelato in riva al lago hanno regalato ai nonni una giornata indimenticabile, ricca di emozioni e di sensazioni che non provavano da tanto tempo.

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Martedì, 31 Luglio 2018

Bergamo - Festa Country

Sabato 14 luglio nel giardino del centro Don Orione di Bergamo si è esibita una scuola di “Line dance”.
Passi semplici, abbigliamento informale, movimenti di gruppo, senza contatto tra ballerini, musica tipica del “Far West” sono la formula tipica del ballo Country.
Moltissimi i balli in successione, illustrati, volta per volta dal maestro. L’entusiasmo degli spettatori era alle stelle.
Ma non è stato tutto qui. Alla festa erano presenti anche alcuni bikers con le loro fiammanti Harley Davidson, con le quali gli ospiti si sono fatti immortalare da un fotografo presente per l’occasione.
La festa è durata oltre l’ora programmata e i ballerini hanno continuato a grande richiesta, la loro esibizione.
Il ringraziamento del centro va’ al maestro e ai suoi collaboratori che hanno contribuito alla gioia di tutti gli ospiti presenti.

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Spesso il tema salute e la relativa spesa vengono ricondotti solo alla questione sanità, ma la sostenibilità del sistema sanitario è innanzitutto un problema culturale e politico. È quanto sostiene la Fondazione GIMBE (ente di diritto privato costituita dall'associazione Gruppo Italiano per La Medicina Basata sulle Evidenze) nel terzo Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Lo studio prende in esame la situazione del nostro SSN, analizzandolo sotto diversi aspetti qualitativi e quantitativi.

L’aspetto fondamentale che il Rapporto GIMBE sottolinea è che il benessere della popolazione si evince da più fattori: ambiente, contesto politico, sociale ed economico e, ovviamente, stato di salute. In particolare, sono gli indicatori sul nostro stato di salute che valore al nostro Paese: durata e qualità di vita libera da disabilità; capacità di mantenere la salute; benessere psichico; soglia del dolore; capacità di esprimere sentimenti ed emozioni, attitudine a preservare l’ambiente.

“I Governi - afferma la Fondazione GIMBE - devono investire nei sistemi sanitari per garantire ai cittadini la libertà di essere e fare ciò che vogliono, in quanto il fine ultimo di un sistema sanitario consiste proprio nell’offrire ai cittadini le migliori opportunità per scegliere la vita che desiderano vivere. Di conseguenza, il successo di un sistema sanitario non può essere misurato solo con set più o meno ampi di indicatori, ma deve essere valutato soprattutto sulla base delle libertà che il nostro status di salute ci concede per scegliere la vita che desideriamo vivere. Purtroppo, indipendentemente dal colore politico, limiti e contraddizioni dei Governi che si sono alternati negli ultimi 20 anni hanno offuscato aspirazioni e prospettive dei cittadini italiani e, cosa ancora più grave, quelle delle future generazioni”.

La critica mossa dalla Fondazione è che il dibattito pubblico sulla sostenibilità del SSN venga ancora affrontato sotto prospettive di categoria o prendendo in esame singoli aspetti politici, organizzativi ed economici, oppure focalizzandosi su analisi di numero e percentuali attestanti tre certezze (riduzione del finanziamento pubblico, aumento della spesa out-of-pocket e ipotrofia della spesa intermediata).

Tale tipo di approccio, lamenta GIMBE, rischia di far perdere di vista il modello di servizio sanitario pubblico equo e universalistico, alla base della dignità sociale e dell’eguaglianza dei cittadini. Per questa problematica, nel 2013 è stata lanciata la campagna “Salviamo il Nostro Servizio Sanitario Nazionale” (#salviamoSSN). Inoltre nel 2016, il “Rapporto GIMBE per la sostenibilità del SSN 2016-2025” ha ribadito che per salvarlo è fondamentale rimettere al centro dell’agenda politica la sanità pubblica e, più in generale, l’intero sistema di welfare. Nel settembre 2016 è stato quindi lanciato l’Osservatorio GIMBE sulla sostenibilità del SSN, per un monitoraggio continuo e indipendente di tutti gli stakeholders.

Il 3° Rapporto GIMBE si articola in 5 capitoli:

• benchmark internazionali del nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN

• spesa sanitaria 2016

• macro-determinanti della crisi di sostenibilità del SSN

• rivalutazione delle prognosi del SSN al 2025

• piano di salvataggio” del SSN elaborato dalla Fondazione GIMBE

In conclusione, con il 3° Report sulla sostenibilità del SSN, la Fondazione GIMBE afferma con decisione l’importanza della sanità pubblica, a garanzia non solo della salute, ma soprattutto della dignità dei cittadini e della loro capacità di realizzare ambizioni e obiettivi, obiettivi questi alla base della vera politica di investimenti in sanità, nell’ottica di welfare e nella (ri)programmazione sociosanitaria.

QUI il rapporto integrale.

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Al reparto B1 del Don Orione di Bergamo ci sono una settantina di anziani che, ogni martedì, attendono con impazienza l’arrivo di Giambattista Goisis. Quando lo vedono entrare, i loro occhi si illuminano. Molti di loro non riescono più a parlare, ma con un piccolo gesto sanno comunicare tutto il loro affetto. Da quando 18 anni fa è andato in pensione, questo 70enne stezzanese ha deciso di dedicare la propria vita agli altri. Carattere aperto, spontaneo e allegro, Giambattista sa come risollevare il morale di chi, a causa di una malattia o di una disabilità, deve affrontare situazioni difficili. Goisis vive a Stezzano da quando si è sposato con Paola. Hanno un figlio che gli ha regalato due bellissimi nipoti. Ha lavorato per anni come meccanico alla Nuova Magrini Galileo di Bergamo, poi all’età di 52 anni è andato in pensione.


Altro che pensione. È stato in quel momento che ha deciso di dare una svolta alla sua vita: «Umanamente, tenere i contatti con le persone mi aiuta a tenermi giovane – spiega Giambattista –. Quando sono andato in pensione, l’idea di stare a casa tutto il giorno sul divano oppure di andare al bar per passare il tempo non mi piaceva per niente. Così ho pensato subito di dedicarmi al volontariato. Ho prestato servizio al centro ippoterapico di Verdello, dove aiutavo i bambini portatori di handicap ad andare a cavallo. I ragazzi ridevano e scherzavano. Poi il martedì, il giovedì e il sabato alla mattina vado al Museo del contadino di Verdello dove mi offro per sistemare gli oggetti, fare pulizie, tagliare l’erba».


Volontario al Don Orione. Da sei anni e mezzo Goisis è anche volontario Avo. Ogni martedì, dalle 14.30 alle 18, indossa il suo camice bianco e fa sorridere gli anziani della casa di riposo con la sua genuinità. «Ho iniziato a frequentare il Don Orione sette anni fa – racconta –. All’epoca andavo a trovare abitualmente un mio caro amico. Quando è venuto a mancare, mi ero talmente affezionato all’ambiente che appena ho saputo che cercavano un volontario Avo, mi sono proposto. Ho frequentato il corso per imparare le nozioni base e sono stato inserito nel reparto B1, dove ci sono una settantina di pazienti affetti da Alzheimer e demenza senile. Mi sono trovato benissimo anche se devo ammettere che non è sempre facile affrontare chi convive con questa malattia degenerativa». Molti di loro sono abbandonati, non hanno più nessuno, e quando vedono qualcuno che li va a trovare i loro occhi brillano di gioia. Ci sono giorni in cui qualche paziente non sta bene, non è lucido, ha bisogno di più attenzioni degli altri. Alcuni ripetono continuamente le stesse frasi, si impuntano su cose assurde a volte. Altri stanno sempre zitti perché non riescono più a comunicare, eppure con una stretta di mano vigorosa esprimono tutta la loro riconoscenza.
Ogni tanto c’è qualche paziente che spezza all’improvviso l’equilibrio precario che regna in sala. «Voglio la panna, voglio la panna!», inizia a ripetere un anziano all’improvviso. Lo fa in maniera ossessiva, come un mantra recitato senza sosta. Per spezzare il suo disagio, Giambattista lo prende per mano con tenerezza e lo accompagna al bar a far merenda. «Il segreto – ci svela il volontario – è entrare in sintonia con queste persone. Bisogna saperli prendere. Se ci riesci, diventa un’esperienza bellissima, gli anziani mi fanno tanti complimenti. È impossibile non volergli bene. Quando li vado a trovare resto sempre colpito dalla loro tenerezza, pare che non attendano altro che un mio cenno, un sorriso, una carezza per sentirsi meglio. A volte quando arrivo, l’infermiera caporeparto mi segnala che qualcuno non è particolarmente in forma. Allora, io mi impegno per farlo stare meglio. Ho un carattere aperto ed espansivo, mi piace far ridere gli anziani, tirarli su di morale facendo il matto: un bacetto, un abbraccio, qualche scherzetto. Ci sono cinque o sei pazienti che stanno meglio degli altri e posso accompagnarli al bar per bere qualcosa, altri invece ascoltano la musica e cantano le canzoni antiche. Si vede che quando sono in compagnia sono felici. Poi alle 17.30 li porto in mensa e imbocco i non autosufficienti».


L’aspetto più triste di questa esperienza è il momento del distacco che, volente o nolente, prima o poi spezza il legame che con fatica si è cercato di costruire giorno dopo giorno. «Mi affeziono molto ai pazienti – esclama Giambattista – e quando muoiono è dura, si rimane male. L’altro giorno è morta una signora a cui avevano appena amputato una gamba. Tutte le volte che mi vedeva mi dava un bacio. Mi mancherà moltissimo. Al Don Orione ho trovato un bellissimo ambiente, è un bel complesso. I volontari Avo sono una quarantina in tutto, ma c’è sempre bisogno di aiuto. Ho sempre avuto il pallino del volontariato. Devo ringraziare anche mia moglie Paola, perché non mi impone mai di fare nulla, mi lascia libero di seguire le mie passioni».

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Sabato 9 giugno 2018 si è tenuta la Mostra “La relazione …dà frutto” in cui sono stati esposti gli elaborati di un esperimento sociale – educativo – di cura proposto dalla Psicologa Francesca Rendano Coordinatore del Centro diurno Piccolo Cottolengo Don Orione Moresco e dalle Insegnanti Laura Costa Reghini e Chiara Rendano della classe I D della Scuola primaria “C. Palli” dell’Istituto Comprensivo Genova Quarto.
Persone affette da demenza e bambini si sono incontrati durante questo anno e la relazione ha dato “i suoi frutti”.
I bambini hanno ascoltato le storie di vita degli anziani, realizzando loro colorati ritratti e la passione comune per la musica ha accompagnato tutti all’esprimere il proprio sé attraverso il linguaggio del gesto e del movimento.
L’allestimento comprendeva tracce di vita e pensieri spensierati che hanno arricchito il percorso espositivo.
Tale proposta esperienziale “Progetto intergenerazionale. La relazione: spazio e tempo in cui ciascuno è risorsa per l’altro” nasce dalla sintonia e dalla vicinanza di idee e impostazioni tra il Piano di cura e assistenza che riguarda la struttura socio sanitaria diurna e il Progetto di educazione e insegnamento rivolto ai bambini, in entrambi i casi si attribuisce centralità alla relazione.
La demenza colpisce la persona nella sua identità, nell’idea coerente e positiva di sé.
La persona malata si trova a fare i conti con la perdita, dell’autonomia, delle forze, dei ruoli, oltreché dei ricordi e reagisce nel tentativo di riaffermare la propria individualità, l’autodeterminazione e la libertà personale.
Il riaffermare il proprio “esserci” diventa il bisogno più urgente per il malato e, dunque, il prendersi cura si esercita rispondendo a questo, riconoscendo, restituendo una “forma all’esistenza” (Levinas), dando senso, pensiero, parole a ciò che l’altro sente (Bion), sostenendo la motivazione e il desiderio a stare a contatto con la realtà esterna e le altre persone.
La cura si realizza quindi nella relazione e attraverso lo sguardo dell’altro, che struttura e cambia il nostro essere in tutto l’arco della nostra esistenza.
L’esperienza con i bambini ha costruito occasione di interazione autentica, in cui l’anziano con demenza ha potuto ritrovare ed esercitare un ruolo e competenze sociali conservate, essere coinvolto nella globalità di sé, negli aspetti emozionali, affettivi, cognitivi e corporei. Si sono espresse emozioni, commozione, risate, bambini e anziani si sono accarezzati, abbracciati, dati la mano, cercati e in qualche modo attesi.

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Giovedì, 12 Luglio 2018

Sanremo - Il giornalino di luglio

Pubblichiamo il Giornalino dell'Opera Don Orione di Sanremo, un utile mezzo per condividere il progetto orionino e le attività della Casa Ligure.

In questo numero la festa di San Luigi Orione, il mese Mariano trascorso a Villa Santa Clotilde, una testimonianza sull’Alzheimer e l’inaugurazione del giardino Alzheimer per il verde terapeutico, i vari progetti: progetto di orto e giardinaggio iniziato da maggio 2017, il progetto della pizza in giardino appuntamento di giugno, i progetti e le attività di animazione.

Leggi e scarica QUI il giornalino.

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Giovedì, 12 Luglio 2018

Seregno - Karaoke estivo

Una domenica canora al PCDO di Seregno per accogliere ad ugole schierate l’arrivo dell’estate.
Durante il pomeriggio, gli ospiti si sono esibiti cantando le più belle canzoni italiane: Dario, con il suo cavallo di battaglia "Gianna Gianna", ha aperto le danze; Federico e Giuseppe si sono esibiti nella canzone d'eccellenza estiva i "Watussi", mentre Giuseppina ed Ernesta hanno fatto innamorare i presenti con "Rose rosse".
Ma non è finita qui! Tantissime altre sono state le canzoni cantate dagli ospiti: dai grandi classici estivi a quelle romantiche che hanno deliziato i presenti, da quelle più lente a quelle più movimentate che hanno fatto ballare tutti!

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Festa di inizio estate nel reparto Don Sterpi del villaggio della carità di Genova Camaldoli dove grazie alla disponibilità degli operatori e di alcuni amici un pomeriggio come tanti si trasforma in una serata di festa.
Allestiti i tavoli, cucinato salsiccia e carne accompagnate da patatine fritte, la cena sembra non avere fine così come l'allegria e l'amicizia tra i partecipanti alla festa.
Un grazie in particolare ai cuochi per la disponibilità e l'impegno.

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Un altro mese è giunto al termine e al PCDO di Seregno significa solo una cosa: Festa dei compleanni!
Sulle note di “tanti auguri a te”, cantata dall’amico Franco Ballabio che ha intrattenuto per tutto il pomeriggio gli ospiti i familiari ed il personale, hanno spento le candeline sulla tanto attesa e buonissima torta tiramisù: Guido, Filomena, Mirella, Enrico, Emilio, Vittorio, Silvana, Angelo, Giuliano, Edd, Giuseppina, Comba, Luigi, Ferdinando, Tina, Gian Carlo, Anselmo, Enrico, Carlo e Bambina.
Tanti auguri a tutti!

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Venerdì, 06 Luglio 2018

Bergamo - Benvenuta estate

Come tutti gli anni al Contro Don Orione di Bergamo viene inaugurata l’estate con la presenza dei bambini del cre di Mozzo.
Grazie ai bambini l’evento si trasforma in una bella festa che dura tutta la giornata. Per descriverla al meglio riportiamo le parole di un’ospite che faceva la maestra e grazie ai bambini del cre ha potuto rivivere emozioni passate, ma non assopite.

“Oggi è stata una giornata particolare, che ha fatto vibrare i nostri sentimenti e i nostri ricordi. Sono venuti a trovarci i ragazzi del cre di Mozzo. È stato un incontro che ci ha fatto rivivere giorni lontani, sereni e pieni d’amore.
I loro balli, ci hanno subito manifestato la loro gioia di vivere. Davanti a me, c’erano i miei alunni di tanti anni fa: Natale, Gabriella, Paolo e altri…
La nostalgia di quei bei giorni non mi ha mai abbandonato e per questo ho voluto tornare maestra ancora una volta.
Ho preparato una favola che si prestava al dialogo e ho invitato dieci bambini alla lettura, come se fossero, ho detto loro, gli artisti della televisione.
Immaginate il loro entusiasmo e il loro orgoglio. Hanno fatto davvero gli artisti, dimostrando intelligenza e orgoglio. La favola aveva per titolo: –Il parere degli altri. Ho detto loro che non ci si deve far condizionare degli altri nelle proprie decisioni, ma agire sempre secondo la propria volontà e coscienza.
Il voto della maestra per questi artisti è 10 e lode. Molte persone hanno offerto il loro amore ai bimbi. Un professore ha recitato e cantato per loro e gentili Signore hanno recitato poesie e storielle divertenti. È stata una mattinata di nostalgia, di ricordi, di vita che non dimenticheremo mai.”

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Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3