"Chi è in pace con Dio è uomo giusto ed è in pace col prossimo."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

“Vi raccomando le anime dei giovani. Curatene lo spirito, coltivate la loro mente, educate il loro cuore! Sono essi il sole o la tempesta di domani”. Parole fortissime, parole dolcissime, parole che al Villaggio della Carità di Camaldoli, sulle alture di Genova, hanno preso sul serio. Sì, perché non c’è miglior posto per avvicinare i giovani alla carità e alla fede che un luogo dove la sofferenza e la gioia possono essere toccate con mano. Anziani, disabili, psichiatrici… l’essere umano è presente in tutte le sue sfumature ed è per questo che calarsi in una realtà così vera non può che toccare il cuore e la mente di chi passa di qui. Ed è per questo che si è deciso di mettere a disposizione, all’interno del Villaggio, un luogo dove poter accogliere e fare attività, per tutti quei gruppi giovanili che ricercano esperienze “forti”, di quelle che lasciano il segno.
In questa prospettiva, il 16 e il 17 aprile, il GEDA (Gruppo Escursionisti degli Angeli) gruppo della parrocchia Nostra Signora degli Angeli, ha deciso di fare un bivacco aperto ai ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 16 anni. In questi due giorni gli escursionisti e i loro educatori, si sono resi disponibili ad animare e a fare servizio in alcuni dei reparti anziani e disabili, ed anche al fianco dei più piccini, nella struttura l’Abbraccio di don Orione, dove soggiornano bambini (età tra 0 e 8 mesi) in attesa di rientrare nelle proprie famiglie, in famiglie adottive o affidatarie.
Chiacchierare, giocare a carte, offrire una bella merenda, ballare e poi sorridere, ascoltare, abbracciare, stringere le mani, scherzare… ecco cosa hanno fatto i ragazzi del GEDA in questi giorni. Ciò che hanno ricevuto è senz’altro di più e non facilmente descrivibile a parole.
L’affetto e la disarmante semplicità con cui gli ospiti del Villaggio della Carità donano tutto il loro essere, non lascia MAI indifferenti. E la maggior parte delle volte, chi passa a Camaldoli…prima o poi ritorna!

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Un travolgente pomeriggio di danza ha meravigliato gli ospiti del Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno la scorsa domenica 3 aprile.  Una trentina di allieve dell’Accademia di Danza In Punta Di Piedi di Cesano Maderno ha regalato a nonni e ragazzi della struttura esibizioni di danza moderna, contemporanea, classica e di zumba dance, accompagnate dalla direttrice della scuola Marta Delvecchio. Danzatrici di ogni età (le più piccole 12 anni) e di livello sia amatoriale che professionale, hanno condiviso un’emozione nuova rispetto agli esami e ai concorsi, ballando di fronte a un salone caldo e gremito, dove ad acclamarle c’erano anche molti dei loro familiari e amici.

“L’accademia di danza”, spiega Marta, “dall’apertura nel 2012 ha avuto un buon riscontro raggiungendo già 260 iscrizioni”. “Oltre ai vari contest e al saggio di giugno al cinema teatro Excelsior, abbiamo l’onore e il piacere di far cogliere agli allievi occasioni di gioioso confronto sociale come questo, per farli crescere non solo artisticamente ma come persone”.

La proposta degli animatori della residenza all’accademia nasce proprio dall’idea di una delle giovani allieve, Desirè, che ha vissuto l’esperienza di tirocinio scolastico accanto ai nonni,  in supporto all’animazione del Piccolo Cottolengo.

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Anche quest’anno al Paverano di Genova un grande laboratorio di intreccio palme è stato realizzato nella sala soggiorno. Gli Ospiti, i familiari, gli animatori e i volontari si sono attivati per dare vita ancora una volta a questo evento così antico.
La pratica dell’intreccio di foglie di palma è una tradizione molto antica, diffusa In Liguria e, in particolare, nell’estremo ponente ligure. La tradizione dei “parmureli” risalirebbe addirittura al 1586 ed è proseguita fino ai giorni nostri; porta ogni anno alla realizzazione delle palme utilizzate dai Vescovi e dal Pontefice durante la benedizione della Domenica delle palme. Come vuole la tradizione genovese infatti, la domenica precedente la Domenica delle palme, gruppi di signore giovani e anziane si riunivano davanti alla Chiese ad intrecciare, una abilità che si tramandava di madre in figlia. Lungo i vicoli della città venivano esposte grandi ceste con questi capolavori. Era abitudine, durante gli incontri, pregare insieme e prepararsi alla Pasqua.
La progettazione degli interventi di animazione oggi, dà sempre più spazio ad attività in cui l’anziano possa vivere ed esprimere liberamente emozioni, con il piacere di raccontarsi. In questo senso l’animazione non va vista soltanto come intrattenimento, ma come un approccio globale alla persona, un’azione orientata a sostenere e facilitare gli scambi sociali e le occasioni di incontro.
Essa consiste nel programmare insieme attività condivise che mirano al miglioramento della qualità della vita, mantenendo vivo quel patrimonio della persona che è la sua identità relazionale, dentro un’atmosfera familiare nella quotidianità. Le attività sono proposte grazie ad un’attenta conoscenza della persona, una conoscenza fatta di ascolto, attenzione, relazione e scambio. Si ringraziano tutti coloro che hanno reso possibile l’iniziativa, le Ospiti, che hanno lavorato nei reparti per realizzare i mazzetti e nastrini per le decorazioni, in particolare Franca Piras del reparto Don Sterpi che si è dedicata con costanza alla vendita. Un grazie va anche le animatrici, le volontarie, i familiari e i ragazzi tirocinanti del liceo che hanno imparato questa bella tradizione.

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Mercoledì, 23 Marzo 2016

Indicatori demografici ISTAT

Cosa sono gli indici demografici?
Gli indici demografici, detti anche indicatori demografici, sono dei dati che permettono di conoscere alcuni fenomeni relativi alla popolazione di una certa zona geografica.
Quali sono i principali indicatori demografici?     
I principali indicatori demografici sono: il tasso di natalità, il tasso di mortalità, il saldo naturale, la crescita naturale, la speranza di vita alla nascita, la fecondità media, il saldo migratorio, il saldo della popolazione.
Il tasso di natalità indica il numero di bambini nati vivi in un anno ogni 1.000 abitanti.
Esso viene calcolato con riferimento alla popolazione media dell'anno determinata sommando la popolazione all'inizio del periodo con la popolazione alla fine del periodo e dividendo il risultato per due.
Il tasso di mortalità indica il numero di persone morte in un anno ogni 1.000 abitanti.
Esso viene calcolato con riferimento alla popolazione media dell'anno determinata sommando la popolazione all'inizio del periodo con la popolazione alla fine del periodo e dividendo il risultato per due.
Il saldo naturale indica la differenza tra il numero dei nati vivi e quello dei morti in una certa area in un determinato periodo di tempo.
La crescita naturale è la differenza tra il tasso di natalità e il tasso di mortalità riferiti ad una determinata area e ad un certo lasso di tempo.
La speranza di vita alla nascita indica il numero di anni che mediamente un individuo di un certo paese ha davanti a sé al momento della nascita a condizione che non si verifichino sensibili variazioni delle condizioni economiche e sociali del paese.
La fecondità media indica il numero di figli che, in media, hanno le donne in età fertile, cioè le donne di età compresa tra i 15 e i 50 anni. Questo indice permette di conoscere il futuro demografico di un paese.
Un indice di fecondità media inferiore a 2,1 indica che la popolazione totale non cresce in quanto non vi è ricambio generazionale. In altre parole se una donna ha 2 figli questi sostituiranno i genitori quando questi moriranno e dunque la popolazione rimane costante. Solo se l'indicatore è superiore c'è una crescita della popolazione.
Per saldo migratorio si intende la differenza tra il numero degli stranieri che si sono stabiliti in un paese e il numero dei cittadini di quel paese che sono emigrati all'estero in un certo arco di tempo.
Il saldo della popolazione è dato dalla somma del saldo naturale e del saldo migratorio. Esso indica l'andamento demografico di una popolazione, cioè la sua crescita o la sua diminuzione complessiva in una certa area e in un certo periodo per effetto delle nascite, delle morti e dei flussi migratori.


Pubblichiamo QUI, l'articolo diffuso dall'ISTAT con le stime degli indicatori demografici per l'anno 2015. Il documento ci da un'importante punto di vista, dati alla mano, di qual è il trend del nostro paese, regione per regione.

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Ieri, 18 marzo a Montebello della Battaglia molte opere sociosanitarie della Provincia Religiosa Madre della Divina Provvidenza si sono ritrovate per ragionare insieme su uno degli aspetti maggiormente caratterizzanti il lavoro con gli “ospiti nostri padroni”: la progettazione di vita, o progettazione individuale, tradotta nel suo strumento concreto, ovvero la Cartella Personale (o Fascicolo Sociosanitario).

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Pochi giorni fa in rete è apparsa una notizia poco chiara che riguarda da vicino il mondo orionino, più precisamente il Centro Don Orione di Napoli. L'articolo parla delle proteste dei familiari degli anziani disabili che sarebbero stati sfrattati dal Centro.

Don Alberto Alfarano, Direttore dei Centri per disabili Don Orione di Ercolano e Napoli, ha inviato una mail alle redazioni chiedendo la modifica e la correzione di quanto pubblicato, qui di seguito la mail inviata:

Gentile XXXXXXX,
Leggo sul vostro sito l’articolo: Napoli, disabili sfrattati: protesta dei parenti al centro “Don Orione”.
In merito, mi preme precisare che il Centro Don Orione non ha mai sfrattato nessuno ed è completamente estraneo a quanto sostenuto nell’articolo.
circa quindici anni addietro, quando è stato chiuso il Centro psichiatrico della ASL, di notte e senza nessun preavviso hanno portato i pazienti al Centro Don Orione.
Il direttore di allora ha accolto i pazienti senza nessuna trattativa e i sacerdoti, allora presenti nella struttura, hanno preparato il reparto per l’accoglienza.
il reparto era stato appena ristrutturato e tutto il mobilio era nuovo.
Solo in seguito il Centro Don Orione e la ASL Napoli 1 hanno stipulato un contratto di affitto del reparto ad un costo irrisorio.
Successivamente oltre al reparto è stato messo a disposizione, senza alcun compenso, il terrazzo adiacente al reparto, debitamente messo in sicurezza, e il cortile interno.
Quanto alla gestione del reparto è di esclusiva competenza della ASL Napoli 1.
Ad oggi, non esiste alcuna disdetta di contratto, né c’è alcuna lite in merito tra il don Orione e la ASL.

Scopo del “Don Orione" è prendersi cura dei più deboli che per noi “sono la carne di Cristo” e non di buttarli in mezzo alla strada.
Con i più cordiali saluti
Don Alberto Alfarano, Direttore

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Lunedì, 22 Febbraio 2016

La legge "Dopo di Noi"

Alla Camera, è stato approvato in prima lettura il Testo Unificato delle proposte di legge inerenti il cosiddetto "Dopo di noi". Da tempo il vasto mondo dell’associazionismo delle persone con disabilità chiede attenzione al tema della presa in carico delle persone con disabilità, in seguito alla morte dei genitori o dei congiunti più prossimi.
L'approvazione va quindi accolta con favore, anche se il Testo lascia aperte ancora diverse questioni. L'occasione poteva consentire una presa di posizione decisa in favore della de-istituzionalizzazione e della promozione   di   una   rete   integrata   di   servizi   e strumenti a supporto della vita indipendente di tutte le persone con disabilità. Si è invece scelto di limitare l'azione alle sole persone con disabilità "grave", certificata ai sensi della legge 104/92, di lasciare ad una successiva decretazione ministeriale la definizione degli obiettivi di servizio da raggiungere e di porre una forte attenzione sugli strumenti di detraibilità e agevolazione fiscale rivolti a trust e polizze assicurative. La dicitura “affette da disabilità grave” è stata oggetto di numerose critiche, in quanto la Convenzione ONU evidenzia come la disabilità non sia una patologia ma una condizione data dall’interazione tra la persona e l’ambiente di vita.
Positivo l’intento di accogliere le richieste delle associazioni delle persone con disabilità, unificando sei progetti di legge in una disciplina organica a sostegno delle famiglie con disabili gravi al proprio interno. Purtroppo l’intera proposta si rivolge però esclusivamente ai “gravi”, senza prevedere nessuna forma di tutela verso il vasto mondo dei disabili che non hanno tale certificazione.
Pubblichiamo QUI il testo integrale, un Testo, questo, molto importante per il mondo Orionino presente sul territorio nazionale con Centri Sanitari, Case di Cura, RSA, Centri Diurni.

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Venerdì 12 febbraio si è tenuta al Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno una serata di presentazione del nuovo progetto di Danza-Movimentoterapia, al via ieri, 16 febbraio, promosso dal servizio animazione con la collaborazione e la conduzione dell’associazione La Porta Socchiusa - Centro Studi Arti Terapie.

All’incontro hanno partecipato residenti, familiari, volontari, dipendenti e membri della comunità religiosa della struttura, interessati a comprendere il possibile impatto dell’iniziativa sulla qualità di vita dei partecipanti.

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Sabato 12 febbraio, la Diocesi di Reggio-Bova ha celebrato il Giubileo dell’ammalato e del sofferente nella Cattedrale di Reggio Calabria. Quest’anno per la prima volta hanno preso parte all’evento gli ospiti della Casa di riposo Don Orione. La partecipazione dei Nonnini è stata voluta, oltre che dal parroco don Crucitti, anche dal nuovo responsabile della Casa di Riposo di Reggio Calabria Domenico Talladira, il quale coadiuvato da alcuni collaboratori, ha organizzato il trasferimento in Cattedrale. Importante è stato il contributo dei ragazzi della protezione Civile Le Pantere Verdi sezione Don Orione e i ragazzi del servizio civile operanti all’interno della casa.  
La prima parte della celebrazione è avvenuta all’esterno della Cattedrale con l’accoglienza da parte degli operatori dell’UNITALSI. In attesa dell’inizio della celebrazione, i Nonnini hanno parlato con il sacerdote Orinino, don Vittorio Quaranta viceparroco della parrocchia Santuario S. Antonio di Padova e direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Vita Consacrata. Don Vittorio ha anche spiegato il programma dell’evento: l’accoglienza dei sofferenti nella piazza antistante la Cattedrale, subito dopo, in processione si attraversa la Porta Santa entrando in Cattedrale, dove ci sarà la celebrazione dell’Eucarestia, l’unzione degli ammalati con il vescovo e i sacerdoti presenti.
Momento commovente quello della processione giubilare, durante il quale i Nonnini hanno attraversato la Porta Santa, aiutati dai ragazzi della Protezione civile e dai dipendenti della casa di riposo Don Orione, mediante le carrozzine ed altri a braccetto. La gioia traspariva dai loro volti, alcuni quasi increduli di vivere questa meravigliosa esperienza. Nell’omelia l’Arcivescovo Morosini ha ricordato, in un primo momento, il messaggio di Papa Francesco, affermando che Il mistero della sofferenza e della malattia, è profondo, difficile da capire e che questa è l’occasione per comprendere il senso della vita di chi è malato e di chi è sano. In seguito ha aggiunto “Tanti di voi sono sulle carrozzelle, bisognosi degli altri. Il malato è uguale al sano, fragile e creatura di Dio. La forza o la debolezza, non risiede nell’efficienza o nell’improduttività, solo se ci mettiamo accanto a chi è bisognoso e dipendente dagli altri, comprendiamo un po’ e ci accorgiamo che il battito del nostro cuore non dipende da noi ma dalla misericordia del Padre, solo da Lui. Dipendiamo in tutto dalla Provvidenza del Padre eterno. Vi chiedo che la sofferenza, di sani e malati, sia offerta a Cristo per la riparazione dei peccati. Offrite, fratelli e sorelle, tutto il dolore che avete nel cuore, dolore che non si sopporta, che fa gridare, disperare, dolore il cui grido raggiunge il cuore di Cristo. Offritelo a Cristo e la vostra sofferenza sarà più preziosa di ogni cosa, Gesù Cristo ci guarda e continua ad avere pietà e misericordia verso di noi”. Il vescovo e i sacerdoti hanno compiuto l’unzione degli infermi, a cui i Nonnini non si sono sottratti. Momento toccante anche per gli operatori; vedere i loro volti accoglienti l’unzione, è stato rileggere la loro storia, il progredire incessante della Vita.

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Il 6 febbraio 1911, a Chiariano, nasce una bambina di nome Angela… chi lo avrebbe mai detto che sarebbe arrivata a 105 anni?
Ha trascorso la sua vita a San Donà del Piave, dove, all’età di 21 anni è convolata a nozze con Attilio Boccato (classe 1907) e con il quale ha avuto 5 figli: Silvana, Malvina, Maria, Rino ed Edda.
Mentre il marito faceva il trasportatore di cavalli, lei lavorava dei campi, e ancora oggi, dall’alto dei suoi 105 anni, ricorda quei tempi duri e difficili come quelli della prima e seconda guerra mondiale.
Ma sabato 6 febbraio 2016 è stato un momento di gioia: circondata dalla figlia Maria, nipoti, pronipoti, il vice sindaco e la “famiglia” del centro Don Orione di Seregno (dove risiede da 8 anni) rappresentata da Don Graziano e Don Severino, questi 105 anni, la rendono la nonna più anziana della città.
I regali, un mazzo di fiori giallo e la musica hanno reso il tutto un magico pomeriggio, reso ancora più magico dai sorrisi regalati da nonna Angela.
Aspettiamo il prossimo anno per festeggiare i 106!!! Tanti auguri ancora!!!

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