"Il cuore di Gesù faccia vivere e palpitare i nostri cuori della più grande generosità e carità."
Don Orione

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Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Casa Don Secchiaroli è una graziosa villetta liberty, a Firenze, non lontana dal centro storico.
Fa parte di quel gruppo di strutture Orionine dedite all’Ospitalità Religiosa, cercando di tenersi al passo con i tempi, pur nella modestia e nella familiarità che la caratterizzano. L’inaugurazione odierna della nuova dépendance segna un importante tappa nel cammino di questa casa che potrà ora offrire ulteriori sei camere a chi, di passaggio a Firenze, vorrà fermarsi in un luogo sereno, familiare, accogliente, coccolato ed accolto dalla responsabile, Lucia Magavero, e dalla instancabile e sorridente famiglia Alliu.

La giornata di festa è cominciata sabato 24 marzo con la celebrazione della S. Messa (presieduta da Don Walter Groppello, Economo Provinciale) nella cappella della casa che, come ai “vecchi tempi”, non è riuscita a contenere tutti gli amici giunti per l’occasione e che hanno invaso l’atrio e la grande scalinata per partecipare alla funzione. Subito dopo c’è stato il taglio del nastro (l’onore delle forbici a Don Federico Cattarelli, Direttore dell’istituto Don Orione di Firenze) e la benedizione dei nuovi ambienti (affidata a Don Giuseppe Medda, Economo del PCDO di Genova, ex parroco in S. Marco Vecchio a Firenze e amico storico di Casa Secchiaroli).

Un grazie speciale ai tanti amici intervenuti a far festa: la comunità religiosa dell’istituto Don Orione di Firenze, i ragazzi dell’istituto, gli ex allievi, gli amici di Don Orione e le persone del quartiere, i religiosi giunti da lontano ed i rappresentanti laici delle altre opere d’Italia (Montebello, Fano, Roma, Genova,  Milano) e i complimenti per l’ottimo lavoro svolto e per la grande professionalità a tutte le ditte e agli artigiani che hanno lavorato al restauro, capitanati dagli efficientissimi architetti Amalia Rocco e Domenico Sbarra.

Per chi fosse curioso di sapere qualcosa in più di questa piccola opera, qualche cenno storico:
Iniziò a funzionare come Casa del Giovane Lavoratore nel 1946 e il 10 maggio 1948 entrò a far parte della Piccola Opera della Divina Provvidenza di Don Orione. La Casa fu affidata a Don Umberto Secchiaroli, che la diresse fino al 1994, quando ormai anziano e malato dovette lasciare l’incarico. Dopo qualche tentativo di gestione diversa, si decise di trasformare la struttura in una Casa di Ospitalità Religiosa denominata “Casa Don Secchiaroli”: nel giugno del 2001 ebbe inizio la nuova attività affidata dalla famiglia Basagni.
          
Nei primi anni la vicinanza dell’Ospedale Pediatrico Mayer indirizzò inevitabilmente la Casa verso l’accoglienza dei genitori e parenti con bambini ricoverati, fu stipulata una convenzione con la Direzione dell’ospedale ed in poco tempo la struttura si riempì di persone bisognose: seguirono 5 anni di intenso lavoro di assistenza non solo ai bambini che, dopo le cure soprattutto nel reparto di oncologia, venivano mandati a “casa” in attesa del nuovo ciclo di terapie, ma anche ai genitori bisognosi di supporto psicologico ed economico. La collaborazione con l’Ospedale Mayer continuò fino al 31.12.2008, quando fu trasferito a Careggi, abbastanza distante dalla Casa Don Secchiaroli.

Negli ultimi anni, la Casa ha assunto le sembianze di Casa di Ospitalità Religiosa, aperta a quanti siano di passaggio a Firenze, che siano essi lavoratori, pellegrini o turisti, con l’obiettivo offrire un ambiente familiare e confortevole, permeato dal carisma di Don Orione. Insieme alle altre strutture ricettive, costituisce un punto di riferimento per l’Ospitalità Orionina in Italia: chi sceglie di soggiornare in questa, o nelle altre case di ospitalità, indirettamente partecipa alla missione dell’Opera, contribuendo a sostenere economicamente le opere di carità che, in Italia e nel Mondo, assistono quasi un milione di persone.

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Don Achille Morabito ha incontrato il personale del Piccolo Cottolengo di Genova

Proseguono gli incontri di formazione carismatica professionale al Piccolo Cottolengo di Genova, nell’ambito del tema provinciale per l’anno 2017/18 “Guardiamo il futuro con concretezza e ottimismo: le opere di misericordia”.
Nello scorso mese di febbraio, Don Achille Morabito ha tenuto tre incontri a Paverano, Camaldoli e Castagna, con il personale delle Case genovesi, conducendo una stimolante riflessione dal titolo “Il paradosso del dono, il paradosso della felicità. C’è più gioia nel dare che nel ricevere (Atti 20, 35)”.


C’è un luogo comune da sfatare, secondo il quale un bravo operatore quando entra al lavoro “deve lasciare fuori tutto il resto”, così sarebbe un bravo professionista… In realtà l’operatore, non è possibile altrimenti, porta al lavoro - e quindi anche nella relazione con gli Ospiti e nella relazione con i colleghi - un carico di tristezza, di fatica e di aspirazione alla felicità che anche ogni Ospite e ogni collega porta nel cuore.


«C’è più gioia nel dare che nel ricevere»
“La riflessione sulla felicità (che tutti desideriamo) ripropone verità antiche e disattese” ha detto Don Achille. “La pienezza di vivere viene conseguita quando non la si cerca direttamente, quando, in altre parole, si è riusciti a non essere soltanto piegati verso se stessi e i propri problemi, bensì a rivolgersi agli altri (magari gli stessi Ospiti e gli stessi colleghi che incontro e servo ogni mattina) con gratuità.
Il paradosso del dono esprime il paradosso della felicità, più volte riscontrato: essa può giungere soltanto in sovrappiù, più come un evento che accade che come un obiettivo raggiunto. Quando si dona a qualcuno, si sperimenta una soddisfazione che non può essere paragonata ad alcun guadagno materiale: la gioia del dare non conosce confronti. Kierkegaard notava in proposito: «La porta della felicità si apre verso l’esterno; chi tenta di forzarla in senso contrario, finisce per chiuderla sempre di più».

Quanto più si cerca di possedere la felicità, tanto più essa diventa sfuggente e irraggiungibile: è la parabola del nostro tempo, troppo preoccupato di sé e del proprio star bene, scoprendosi così sempre più triste e incapace di vivere”.

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Sono stati circa un centinaio coloro che hanno raccolto l’invito del Centro “Don Orione” di Savignano alla presentazione del libro di Don Achille Morabito, “Tanto per cominciare” e alla cena di beneficenza dedicata alla nuova missione di Miandrarivo in Madagascar.
L’iniziativa che rientrava nel novero delle celebrazioni del 50° di fondazione della Casa di Savignano, riproponeva la ormai tradizionale manifestazione “Cuori senza confini” che la comunità savignanese porta avanti quale momento di sensibilizzazione ai temi missionari orionini e occasione di concreta testimonianza di carità.
Nel pomeriggio, l’appuntamento presso la sala conferenze della diocesi di Ariano Irpino – LaceDonia è stato vissuto con particolare interesse da parte del pubblico allorché Don Achille, sollecitato anche da interventi dei presenti, ha raccontato con sapidità e passione la genesi del libro e le sue cause ispirative prima di passare ad illustrarne i contenuti. All’incontro, introdotto dal direttore del Centro con la presentazione dell’autore e qualche cenno sul senso della manifestazione, è intervenuto mgr. Melillo, vescovo della diocesi, che nell’esprimere il suo plauso all’iniziativa, da lui benedetta con il patrocinio diocesano, ha riferito di come sia venuto a conoscenza della figura di Don Orione e di come ne vada apprezzando la grande personalità via via che ne approfondisce la conoscenza. A conclusione della presentazione, Don Achille si è amabilmente sottoposto al rito dell’autografo delle copie che purtroppo non sono bastate a soddisfare tutte le richieste.
La serata è quindi continuata presso la “Pignata in Bellavista” noto ristorante del centro irpino che ha gratuitamente messo a disposizione il locale e l’organizzazione per la cena di beneficenza predisposta per raccogliere fondi a beneficio della neonata missione orionina in Madagascar. In sede di ringraziamento ai presenti il direttore del Centro ha voluto sottolineare come la loro adesione assuma implicitamente anche una veste di testimonianza che si contrappone silenziosamente a quel sentimento di avversione verso i diseredati della terra che sembra oggi prevalere nel dibattito pubblico nazionale.
A conclusione della serata, a tutti i partecipanti è stato Donato, come ricordo, l’opuscolo “Incontro con uno strano prete” estratto dal saggio “Uscita di sicurezza” in cui Ignazio Silone rievoca l’avvio della sua profonda amicizia con Don Orione.

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La Festa di San luigi Orione da calendario cade il 16 Maggio, ma per la Congregazione Orionina è importane ricordare anche la data della morte di colui che ha dato vita alle nostre Case della Carità.
Il 12 marzo 1940 Don Orione moriva a Sanremo e lasciava a tutti noi in eredità il compito di portare avanti attraverso i suoi insegnamenti ed il suo carisma il messaggio di tenerezza verso tutti coloro che portano un dolore con sé.
L’11 marzo del 2018, a quasi 80 anni dalla sua morte, la comunità genovese di Castagna torna a festeggiare insieme ai suoi sacerdoti il fondatore che con la sua umile grandezza ci ha avvicinato al servizio verso i più poveri.
 Don Walter Groppello ha presieduto la Santa Messa, concelebrata con alcuni confratelli genovesi e animata dall’immancabile coro del PCDO e dagli ospiti come è oramai consolidato nelle grandi occasioni.
I religiosi hanno poi offerto ad una vasta rappresentanza di tutta la Casa di Castagna ed al vicariato un aperitivo e un pranzo di festa. La giornata è stata vissuta come un momento di unione e di serenità, ma anche di riflessione sul cammino che insieme percorriamo sui passi di San Luigi Orione.

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Lunedì, 19 Marzo 2018

Seregno - la danza è vita!

Ballare è un'arte, è un alimento per il corpo e medicina per il cuore. La musica porta allegria e i balli hanno portato dolci ricordi del passato.

Con questo spirito 21 ballerini si sono esibiti per gli ospiti del Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno. I ballerini si sono cimentati in un ampio repertorio di balli da sala, fox-trot, valzer lento, beguin, balli di gruppo come samba, tarantella, mambo e i classici del ballo liscio come Mazurka, valzer, polka di gruppo.

Il ballo e la musica fanno nascere il sorriso, c'è chi tiene il tempo, chi vorrebbe buttarsi nella mischia e chi ci prova davvero!

Un pomeriggio come questo è piacevole non solo perché si assiste ad uno spettacolo; diventa un pomeriggio speciale per la bellezza della danza e della musica, per la dolcezza che i passi esprimono. In poche parole, un pomeriggio così è un dono, perché viene dalla generosità di chi ha regalato un momento diverso e gioioso.

Quindi, il grazie non può essere generico e generale: vale la pena di ringraziare ogni persona, ogni cuore che ha reso possibile questo piccolo, grande miracolo di generosità: grazie a Giuseppe, Paola, Vittorio, Tatiana, Franco, Laura, Luigi, Nunzia, Giuseppe, Rosa, Gianni, Paola, Luciano, Carmela, Luciano, Alessandra, Renato, Daniela, Matteo, Enza e Dora.

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Martedì 20 marzo parte la prima di molte iniziative previste nell'arco dell'anno per festeggiare il cinquantesimo anniversario del Centro Medico Sociale Don Orione di Savignano Irpino.

La decima edizione di Cuori senza confini si apre con un primo incontro patrocinato dalla Diocesi di Ariano Irpino - Lacedonia: alle ore 18 si terrà la presentazione del libro "Tanto per cominciare" di Don Achille Morabilto, sacerdote orionino esperto in Sacra Scrittura, con gli interventi dell'autore, del direttore del Centro Fabrizio Lanciotti e del Vescovo di Ariano Irpino Monsignor Sergio Melillo.

Alla sera, una cena di beneficienza presso un noto ristorante della zona raccoglierà fondi destinati alla nuova missione di Miandrarivo in Madagascar. Il contributo aiuterà i bambini della missione ad andare a scuola, a ricevere cure mediche e vaccinazioni, assicurare un pasto quotidiano (ciotola di riso), fornire il materiale didattico e vestiario.

Per altre informazioni e adesioni clicca QUI

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TV2000 ricorda Don Orione raccontando l'opera pionieristica degli orionini accanto alle famiglie fragili.

In occasione della festa liturgica di San Luigi Orione, TV2000 la televisione della Conferenza Episcopale Italiana ha dedicato un servizio della trasmissione "Siamo noi" al “Seminario della vita” - Istituto "Marco Soranzo" di Campocroce di Mirano (VE), dove l'Opera Don Orione ha realizzato una struttura di accoglienza per famiglie in situazioni di disagio sociale ed abitativo.

 

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Martedì 20 febbraio il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Milano ha visitato brevemente il Piccolo Cottolengo di Don Orione (ne avevamo parlato QUI).

Visita che lo ha particolarmente colpito, dal momento che la domenica  successiva, 25 febbraio, in un’intervista a Canale 5, nel corso di un programma pomeridiano condotto da Barbara D’Urso, ha spontaneamente citato un momento dell’incontro avuto con l’opera di carità orionina. Nel video (a fondo pagina) estratto dalla trasmissione, Gentiloni plaude al mondo del volontariato considerandolo un dato sociale che esprime il meglio della realtà del nostro paese e che va incoraggiato e sostenuto.

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Insieme si può…
Dopo il progetto Ratatouille e gli interventi di manutenzione a Boscopelato a Genova, la cooperativa Dono ha offerto ai ragazzi migranti, ospiti delle proprie strutture, un corso sull’apicoltura a cui hanno partecipato con grande entusiasmo.
Il corso, tenuto dal Professor Marco Corzetto - docente dell’Istituto Tecnico Agrario “Marsano” – titolare dello Studio Tecnico Del Verde, è stato finanziato grazie alle risorse che i soci della Dono, hanno offerto per la sua realizzazione.
È un segno tangibile di come, anche all’interno di una piccola realtà come la Dono, sia possibile realizzare degli interventi di welfare di comunità.
Grazie a tutti coloro che hanno voluto sostenere economicamente la realizzazione di questo micro-progetto e, in particolare, al Professor Corzetto per l’offerta della propria disponibilità, e ad Endofap Liguria per aver messo a disposizione le aule per la formazione.

corso api

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Lunedì, 12 Marzo 2018

Milano - Da Pontecurone al mondo


Sabato 10 marzo alle ore 16.00 presso la Sala Don Sterpi del Piccolo Cottolengo Milanese Don Arcangelo Campagna, Consigliere del Piccolo Cottolengo  di Seregno e autore di numerose pubblicazioni, ha presieduto il Raduno Amici e ha presentato il libro “Pontecurone – Luoghi orionini”.

Pontecurone è il primo volume di una trilogia di alcuni luoghi legati in modo particolare alla persona e all’attività di Don Orione. Il libro ha uno sviluppo molto semplice: dopo una sintesi storica del paese, parla della famiglia di don Orione, dei luoghi e delle persone da lui frequentate, per terminare con alcune testimonianze e qualche aneddoto. Tutto è arricchito da alcuni ricordi personali di don Orione.

L’ambiente narrato si presenta ricco di stimoli e provocazioni che forgeranno il carattere del Santo, orienteranno le sue scelte operative e daranno forma alla sua spiritualità.

Della storia del paese sono messi in luce alcuni sindaci e personaggi che hanno trasmesso un esempio di interesse civico ed apertura sociale, la piccola borghesia che prende sempre più coscienza del proprio ruolo e dei propri diritti, l’ormai diffuso anticlericalismo e la manovalanza nel lavoro agricolo e nella classe operaia.

I questo contesto si sviluppa la figura di don Orione che vuole essere il santo del bene sociale, figlio fedelissimo alla chiesa e al Papa, difensore dei diritti dell’operaio e della dignità della donna, che si accontenta del necessario dedicandosi senza risparmio al lavoro e all’aiuto dei bisognosi.

Nel clima familiare in cui vive, Don Orione affonda le radici di quella paternità che diverrà espressione costante del suo agire e del rapportarsi col mondo.
Conoscendo la storia di Pontecurone si riesce ad intuire la grandezza di un sacerdote che ha saputo nascondere nella semplicità e nell’ordinarietà la sua eccezionale grandezza.

Al termine dell’incontro tutti i partecipanti hanno potuto prendere parte alla S. Messa concelebrata presso la Cappella del Piccolo Cottolengo.

 



 

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