"Io desidero che si canti, che si lodi e si sollevi lo spirito a Dio con il canto."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Nei giorni scorsi il “tavolo migranti e povertà”, gruppo di liberi cittadini che supporta con attività di vario genere la nostra Opera di Seregno, ha presentato all’Amministrazione comunale un progetto che mira ad impiegare i richiedenti asilo in lavori socialmente utili per il Comune di Seregno.
“È un’apertura a persone ben inserite nell’Opera di Don Orione cha hanno già collaborato in maniera efficace con l’amministrazione. Persone pienamente ambientate, alloggiate in una struttura seria come il Don Orione” con queste parole il sindaco Edoardo Mazza precisa il senso del progetto in fase di definizione per avviare i richiedenti asilo ai lavori socialmente utili. “Credo sia un’iniziativa utile per i migranti e per la città. È inutile dire che alcuni servizi sono lacunosi, c’è bisogno di supportare le nostre risorse e c’è bisogno dell’aiuto di tutti: volontari, cittadini, migranti, tutti possono essere utili per dare alla città risposte che sta aspettando da tempo; penso alla pulizia dei cimiteri, dei parchi spesso lasciati pieni di immondizia da parte di persone incivili” Il primo cittadino precisa che il progetto non è ancora stato discusso in Giunta ma non vede particolari difficoltà.
Ottimisti sono anche i seregnesi (chiaramente con qualche eccezione), è stata infatti accolta positivamente dalla maggior parte dei cittadini la proposta del sindaco, molti apprezzano perché così facendo questi ragazzi saranno impegnati, perché potranno costruirsi una rete relazionale e sociale, perché saranno di supporto a rendere migliore la città; la voce delle eccezioni punta soprattutto alla loro necessità di essere qui, c’è chi li vede non come migranti scappati dal pericolo e i più temono la possibilità di conflitti sociali vista la difficile situazione dei cittadini italiani.
Anche sul fronte politico le opinioni sono diverse ma accomunate dalla consapevolezza che comunque è necessario trovare una soluzione che possa dare chiarezza a queste persone.
Non si tratta di decisioni imminenti, quindi seguiremo tutti assieme l’evolversi di queste opportunità per i ragazzi ospiti presso la nostra Casa, ma il dato positivo è che grazie anche all’attività delDon Orione la città di Seregno sta cominciando a considerare che queste persone ci sono e in un modo o nell’altro vanno considerate; sicuramente per la nostra Opera e per la città di Seregno è un altro modo per dirsi “alla testa dei tempi”.

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Martedì, 25 Luglio 2017

Seregno - Un mare di vita

Non c’è nulla di più allegro di un gruppo in vacanza. E quando due gruppi si incontrano in vacanza c’è ancora più allegria. Domenica 9 luglio, un gruppo di 12 residenti del Piccolo Cottolengo di Don Orione di Seregno, ragazzi e nonni, ha fatto con trepidazione le valigie per una settimana all’insegna di mare, sapori, balli, risate e amicizie. Come per il gruppo di ospiti partito la settimana precedente la meta era Ronchi di Marina di Massa. Assoluti protagonisti assieme ai vacanzieri c’erano però questa settimana, accompagnati da due operatori, anche gli ospiti dell’Istituto Don Orione di Firenze, che hanno condiviso con i ragazzi di Seregno la vita all’albergo Villa Olga e allo stabilimento balneare Barrumba. Capitanati dalla referente di trasferta Maria, i cinque operatori del PCDO di Seregno si sono presto meravigliati dei piccoli grandi successi che l’aria e il contesto nuovo hanno favorito in tutti i gli ospiti in termini di autonomie e, ancora di più, in termini di socialità e voglia di vivere.
In un’atmosfera di continue iniziative e relazioni anche spontanee tra ospiti dei due gruppi, la settimana è volata in vortice di canti, bagni, uscite e giochi ogni giorno. Sfogliando l’album delle foto dell’estate non si possono dimenticare le uscite a Marina di Massa, i lunghi bagni in mare a colpi di pallone, le gare di bocce sulla sabbia, la sfida alle onde con il pedalò, i balli di gruppo che hanno elettrizzato la spiaggia, la chitarra che accompagnava le canzoni cantate tutti insieme alla sera in albergo, gli appassionanti tornei di carte, la festa di compleanno di uno dei ragazzi e i numerosi aperitivi sorseggiati nella veranda dello stabilimento, che sembrava allestita apposta.
Il bagno infatti si è particolarmente distinto per la sensibilità, l’allegria e l’accoglienza dimostrata, mettendo a disposizione ogni confort che i vacanzieri, anche con quelli con più difficoltà, potessero richiedere. Tutti ad esempio hanno goduto della freschezza di un bel bagno in mare grazie ad attrezzature facilitanti. I ragazzi hanno inoltre goduto di accoglienza e di una location incantevole anche al bagno Maria Pia di Marina di Massa, dove hanno gustato una cena di pesce intavolata direttamente sulla spiaggia. Oltre a servire portate gustose, il personale di Villa Olga assieme a tutti gli altri villeggianti dell’albergo hanno imparato sempre più ad amare i ragazzi e si sono presto fatti travolgere con entusiasmo dalla loro allegria. Una sera la villa si è trasformata in un’arena dove tutti hanno gustato un’anguriata organizzata dagli stessi ragazzi e hanno partecipato come giudici a uno spassosissimo talent show condotto dall’operatore Massimo. Lo spettacolo è stato organizzato e preparato dagli ospiti seregnesi e fiorentini orgogliosi di esibire i loro più svariati talenti in un momento di entusiasmante integrazione. Di ritorno dalla vacanza, è impossibile non guardare colleghi e partecipanti con occhi nuovi, consapevoli di avere condiviso un’esperienza unica di vita insieme con i ragazzi vacanzieri, da ricercare ogni giorno nella quotidianità delle nostre Case e nelle relazioni tra le Case.

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Lunedì, 24 Luglio 2017

Pescara - Campo Scuola

Il sindaco Marco Alessandrini con Antonio Romano, presidente dell'Associazione di Protezione Civile Val Pescara e tutti i volontari dell'Associazione sono stati presenti alla giornata inaugurale del campo "A scuola di protezione Civile", che si è tenuto nella pinetina dell'Istituto Don Orione di Pescare.
Il campo è nella rete delle iniziative promosse dal Dipartimento nazionale e per una settimana, i ragazzi hanno imparato le nozioni base di intervento per la Protezione Civile, rudimenti di primo soccorso, di navigazione in sicurezza sul web e molte altre attività che hanno riempito la loro giornata e che si sono sommate anche alle attività estive promosse dall'Istituto Don Orione per i ragazzi disabili e per la cittadinanza.
L'iniziativa, giunta ormai alla 3^ edizione nell'ambito del progetto nazionale #AnchIoSonoLaProtezioneCivile. Il campo è stato allestito con tende e attrezzature varie nell'incantevole area verde attrezzata del centro per consentire ai partecipanti di trascorrere al meglio i sei giorni di attività ludico-didattiche ed esercitazioni, agli istruttori di sensibilizzare gli adolescenti (ragazzi/e dagli 11 ai 17 anni) allo spirito del volontariato interagendo sapientemente anche con gli ospiti della struttura assistenziale.

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Sono stati approvati, in via definitiva, i decreti di attuazione della legge delega, che si vanno ad aggiungere agli altri due che hanno già ricevuto il via libera del Consiglio di Ministri: quello che costituisce la Fondazione Italia sociale e quello sul Servizio civile universale. Il Consiglio, presieduto dal premier Paolo Gentiloni, ha completato il quadro approvando i decreti sul 5 per mille, sull’Impresa sociale e sul Codice del terzo settore. «Si tratta di un lavoro importante», ha dichiarato il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Guliano Poletti, perché in un lavoro lungo due anni abbiamo affrontato e regolato una materia complessa, che riguarda un mondo costituito da 300mila associazioni, 1 milione di lavoratori e oltre 5 milioni di volontari. Quelle del terzo settore sono organizzazioni essenziali per la coesione sociale e la buona vita delle comunità», ha proseguito il ministro, «che impegnano molti nostri cittadini e che oggi ricevono un riconoscimento politico e normativo per cercare di superare gli elementi di frammentazione presenti nella normativa attuale, e produrre elementi di innovazione».
Il ministro ha poi sottolineato l’importanza del dialogo con il Forum del Terzo settore e con le altre associazioni coinvolte, che hanno offerto «un grande contributo di dialogo e suggerimenti» così come, ha sottolineato Poletti, occorre dare atto al Parlamento per l’importante lavoro fatto e per i pareri motivati e di merito che sono stati per larga parte accolti.
Una riforma che segna un cambiamento decisivo nel paese, la possibilità cioè di avere una regolazione generale di tutto quel complesso di attività che nascono dal libero associazionismo, dal volontariato civico e solidaristico portato avanti da 6 milioni di cittadini e più di 300mila organizzazioni, tante quante sono quelle interessate dalla riforma.

I punti essenziali dei ddl approvati:
1 - La definizione di terzo settore
Per la prima volta si definisce per legge cosa è terzo settore, uscendo dalle formula sociologiche e indicando chiaramente nella legge e nei decreti quali enti e soggetti lo compongono. Il legislatore ha comunque scelto non di inseguire i soggetti ma di dare una forma di regolazione generale.
2 - Il Registro Unico
Questa regolazione trova il suo baricentro e architrave in un unico Registro del Terzo settore, che supera le tante situazioni non sempre trasparenti: avviato il Registro, ci sarà invece un unico punto di riferimento, monitorato e gestito dalle Regioni ma su un’unica piattaforma nazionale.
3 - Una dotazione finanziaria
La legge ha una dotazione finanziaria di 190 milioni, per il 60% dedicati a incentivi di carattere fiscale (come per esempio l’incremento delle detrazioni sulle donazioni a favore di organizzazioni con finalità civiche solidaristiche e di utilità sociale, in particolare per le organizzazioni di volontariato questa detrazione sarà pari al 35%), mentre le altre risorse sono destinate a implementare il Registro nazionale, a sviluppare il Fondo per i progetti innovativi di queste organizzazioni, che nel primo anno avrà una dotazione di 65 milioni.
4 - Il Decreto sull’impresa sociale
Una legge particolarmente innovativa, per quattro ragioni: la prima, perché amplia i campi di attività delle imprese sociali, allargandole a settori come il commercio equo, l’alloggio sociale, il microcredito, l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e l’agricoltura sociale. In secondo luogo, grazie al decreto sarà possibile la (parziale e limitata) distribuzione degli utili delle imprese sociali, a remunerazione del capitale cappata; in terzo luogo, potranno partecipare a queste organizzazioni sia i soggetti del terzo settore ma anche, sia pure in forma limitata e non di controllo, i soggetti profit, imprese o amministrazioni pubbliche. Infine, si è varata con questo provvedimento una misura di incentivo agli investimenti analoga a quella già sperimentata per le start up innovative: chi investe 100 in queste imprese potrà riavere - grazie a deduzione o detrazione - il 30 delle risorse investite. Importanti gli incentivi all’investimento di capitale per le nuove imprese sociali: il 30% dell’investimento potrà essere fiscalmente deducibile o detraibile analogamente a come avviene oggi per le startup innovative tecnologiche. Nel mese di luglio prenderà altresì avvio il Fondo di garanzia e per il credito agevolato dedicato proprio alle imprese sociali. Il Fondo ha una dotazione di 200 milioni.
5 - 5 per mille
Le novità della riforma stanno in un meccanismo di erogazione più veloce, che tagli di netto i due anni oggi necessari per vedere le somme destinate dai contribuenti, in una diversa ripartizione delle risorse, per evitare le distorsioni che in questi anni si sono accumulate e, in un meccanismo di trasparenza per il quale i beneficiari dovranno rendere conto a tutti, trasmettendo informazioni sostanziali, come impiegheranno queste risorse loro date dal cittadino.
Clicca QUI per leggere il decreto 5 per 1000 – decreto legislativo 111 del 3 luglio 2017.
Clicca QUI per leggere e scaricare il decreto Codice unico del Terzo Settore.
Clicca QUI per leggere il decreto impresa sociale.

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Pubblichiamo qualche riga di riflessione del giovane Francesco Volpe, che ci invita a far nostre le parole di San Luigi Orione "camminare alla testa dei tempi"

Se Ulisse incontrasse Cristo mentre decide di fermarsi a Eboli, di certo lo spronerebbe a salpare e a varcare le Colonne d’Ercole. Allo stesso tempo, se Don Orione fosse ancora in mezzo a tutti noi, ci consiglierebbe di andare oltre. Lo dice anche il Papa; anzi, la società stessa ce lo dimostra oggettivamente ogni giorno. Orionini, quindi, ponetevi questa domanda: “Chi sei? Dove sei? Stare alla testa dei tempi ti sta forse sfuggendo di mano?”
Le realtà onionine sono tante, ma non in tutte le parti del mondo.  Se Don Orione non fosse morto il 12 Marzo 1940, sicuramente avrebbe continuato a espandersi e a varcare tutti quei confini mentali e territoriali che perennemente bloccano l’uomo, non permettendogli di conoscere Dio, o semplicemente, la grande bellezza del creato. Creare è un dono che bisogna saper coltivare, progettare e tutelare. Le idee non nascono dall’oggi al domani, ma dalla consapevolezza di prefissarsi un obiettivo e di raggiungerlo con costanza. Ecco, quindi, perché si parte e si lasciano le proprie origini. Per creare! Se un albero si fermasse alle sole radici, non esisterebbe nessun fiore, nessun frutto e nessuna magica foglia cadente che ogni autunno ci ricorda che l’inverno è alle porte.
Don Orione ha insegnato tanto ai suoi “seguaci”, ma l’insegnamento più grande si può sintetizzare in queste due parole: andare oltre. Le frontiere mentali e territoriali devono essere varcate per abbattere quei muri che ancora si continuano a costruire per paura del diverso o dell’ignoto. Andare oltre è un rischio, ma che qualcuno deve pur correre per migliore quello che di marcio ancora persiste. Perché mai un Don Orione se ne sarebbe andato in giro per il mondo? Agli inizi dell’900, l’Italia era strapiena di bisognosi. Invece Don Orione ha fatto le valigie e si è fatto pioniere di iniziative che se oggi venissero contestualizzate a dovere, permetterebbero di affrontare l’emergenza immigrazione e la crisi interreligiosa in modo del tutto intelligente.
Abbattere le frontiere, inoltre, è l’unico metodo per salvare il mondo attraverso la carità. Fortuna vuole che grazie a Papa Francesco, essere cattolici, non è più sinonimo di chiusura mentale. La Chiesa si sta rinnovando, cambiando e sta andando oltre le Colonne d’Ercole, non cristallizzandosi a quei principi che un tempo andavano anche bene, ma che oggi risultano discriminatori e inopportuni. Per farlo, però, bisogna confrontarsi con quello che ancora non è stato scoperto.
Tranquilli, quindi! Andare via è il miglior modo per non andarsene affatto perché scoprendo nuove realtà, si avranno più conoscenze e più progetti da portare a termine. In altre parole, la staticità non esiste. Anzi, stare significa avere la capacità di seguire i propri impulsi e di muoversi, di sentirsi motivati, di scoprire qualcosa di alternativo, sperimentando idee nuove e questo si sviluppa esclusivamente con il confronto con il diverso e altre realtà. Integrazione e diversità, quindi! Per farlo, bisogna fare le valigie e andare via.  La sfida, quindi, è proprio quella di farsi carico degli insegnamenti di Don Orione e di portarseli in giro per il mondo, arrivando dove Lui - ahimè - non è arrivato sia a livello territoriale, che anche a livello ideologico. I tempi sono cambiati. Andiamo oltre!

 

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La sera di giovedì 22 giugno, alcuni nonni del Centro Don Orione di Seregno, hanno partecipato alla “9^ Festa dei Vigili del Fuoco Volontari”.
La festa, tenutasi presso il Fuin di Seregno è iniziata con una deliziosissima cena ed è proseguita con balli e canti che hanno regalato tanto tanto divertimento a tutti i presenti
Uno speciale ringraziamento va agli organizzatori ed al Presidente che hanno riservato un tavolo speciale in ottima posizione per tutti i ragazzi.

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Mercoledì, 19 Luglio 2017

Fumo - I Clown in RSA

Venerdì 12 maggio un gruppo di volontari chiamati Alice S.O.S CLOWN. ha allietato il pomeriggio degli ospiti della RSA di Fumo.  
Un’ora di giochi di prestidigitazione, piccole e ridicole gag, musica ed intrattenimento che ha portato una ventata di spensieratezza agli ospiti ed a tutti i loro familiari che hanno avuto il piacere di poter presenziare.
Una rivelazione Andrea, il massofisioterapista del centro Don Orione, che non si è solo lasciato coinvolgere ma ha partecipato attivamente a qualche sketch unitamente al cabarettista, con lo stupore dei nonni divertiti per il suo intervento di squisita ilarità.
Il coinvolgimento diretto nei vari numeri proposti, sia dei nonni, loro accompagnatori ed operatori, ha reso ancora più apprezzato lo spettacolo offerto.
Spettacolo dai mille colori, scenico e leggero con un dolce ristoro offerto al termine, un’ottima crostata di frutta fresca preparata da Ornella, aiuto cuoca della cucina della struttura.
Si ringrazia il trio comico che aggiunge: “Questa partecipazione del cuore è ciò che veramente ci arricchisce; a Voi la nostra promessa che ci rivedremo dopo l’estate…!!!” Un saluto che ha reso soddisfatti i nonni e regalato serenità grazie a questa esperienza di comicità pura, discreta e premurosa.
Grazie agli amici clown esilaranti che hanno regalano un Sorriso e positività all’anima di tutti.

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Mercoledì, 19 Luglio 2017

Mestre - Il Berna non si ferma!

L’Istituto Berna non chiude per ferie. Nonostante l’afosissima estate, la settimana appena conclusa ha visto ben 250 ragazzi popolare la struttura di via Bissuola: 140 dei centri estivi, scattati appena finite le scuole e che continueranno fino al primo settembre con una pausa solo a ferragosto, e 110 del camp “Push the rock” che, invece, venerdì ha chiuso i battenti.
Il tutto con una serie importante di lavori in corso, in particolare la ristrutturazione completa della cucina e la creazione di nuovi bagni. Senza, però, tralasciare la sicurezza: percorsi ad hoc, infatti, sono stati creati per tenere il più possibile lontano i bambini dai cantieri.
«Quest’anno – spiega soddisfatto il coordinatore didattico Pierangelo Salin – con “Verdestate” abbiamo fatto segnare il record assoluto di presenze dal 1999, quando abbiamo iniziato questa attività. Abbiamo deciso comunque di aprire i cantieri perché qualche anno fa, sempre per altre ristrutturazioni, avevamo interrotto i centri estivi e poi è stata dura recuperare, tornare ai numeri che avevamo lasciato».
Attività estive, queste, che sempre più diventano strumenti di welfare, con le famiglie che, una volta chiuse le scuole, devo ingegnarsi per trovare un posto ai loro figli.
«Al di là dei più piccoli – spiega il coordinatore – registriamo, però, un’altra esigenza sociale sempre più sentita: quella degli adolescenti dai 14-15 anni in su, fuori età per i centri estivi, ma che d’estate si annoiano, e delle loro famiglie, che vorrebbero saperli al sicuro e non in giro per strada. Così da un paio d’anni ne accogliamo alcuni che vengono qui, a titolo di volontariato, a fare gli aiuto-animatori o, quelli che amano il basket, gli aiuto-coach, al camp “Push the rock”».
Un’esperienza formativa completa, per questi adolescenti che poi tanto svogliati non sono. «Imparano tante cose sul campo – prosegue Salin –, a stare con le persone, a relazionarsi con i bambini più piccoli. Imparano soprattutto la gratuità del servizio, a mettersi a disposizione degli altri, a fare gruppo, a rispettare le regole, ad avere un certo contegno, a dare il buon esempio, ad assumersi un impegno».
A guidare, ormai da 18 anni, i centri estivi del Berna uno staff composto per lo più da alcuni insegnanti che lavorano nell’istituto e che provengono da esperienze di formazione, legate ad esempio all’Azione cattolica o agli scout. «Loro sono gli apripista – spiega – poi ci sono gli animatori. Sono persone che abbiamo conosciuto e coltivato negli anni, molti nostri ex alunni».
E, cosa che non guasta, i centri estivi servono anche a dare più visibilità alla scuola. «Molti bambini – conclude Salin – vengono qui d’estate, familiarizzano con il Berna e poi diventano nostri studenti.
Una cosa è utile all’altra: si creano sinergie, un circuito virtuoso».

QUI l'articolo completo pubblicato sul settimanale diocesano Gente Veneta.

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Ieri, lunedì 17 luglio, un gruppo di giovani laiche consacrate provenienti dalla Polonia e appartenenti all’ISO (Istituto Secolare Orionino), ha fatto visita al Piccolo Cottolengo di Milano.
Dopo i saluti iniziali, Don Pierangelo Ondei ha dato loro il benvenuto raccontando le origini dell’Istituto. Presentando le caratteristiche strutturali il Direttore ha poi illustrato la molteplicità dei servizi erogati.
Successivamente il gruppo, accompagnato dal Segretario Generale dell’Opera Don Orione Don Silvestro Sowizdrzal, è stato indirizzato a visitare alcuni nuclei per anziani e disabili per guardare da vicino questa realtà entrando in relazione con i veri "padroni di casa".
La visita è proseguita verso la Chiesa Parrocchiale di San Benedetto sotto la guida del Parroco Don Valeriano Giacomelli.

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Una bella giornata di festa quella vissuta sabato 8 luglio a Savignano Irpino nell’ambito del campo estivo dedicato a minori con sindrome autistica chiamati a vivere un tempo di vacanza insieme a coetanei affetti da altre patologie neurologiche, integrati da minori neuro tipici. La giornata di sabato, pensata quale momento di sensibilizzazione al tema delle patologie neurologiche nell’età evolutiva, era stata disegnata attraverso un percorso di festa che partito nel pomeriggio con uno spazio dedicato ai bambini si è poi protratto con giochi di piazza e spettacoli di arte varia a beneficio degli intervenuti. Insieme ad un centinaio di ospiti giunti da Napoli per testimoniare il loro impegno nell’opera di coinvolgimento alle problematiche legate all’autismo, l’intero paese con l’intento di suggellare una sorta di legame adottivo nei confronti dei piccoli ospiti e rappresentare in questo modo il sostegno all’iniziativa del campus, ha espresso il proprio spirito di accoglienza con generosa partecipazione.
La visita al castello è stata integrata da un’esibizione di danza aerea apparsa ancor più suggestiva dai caldi riverberi del sole all’ora del tramonto. Il programma, dopo alcuni interventi di saluto e ringraziamento rivolti alla platea dall’organizzazione con cui si è voluto ricordare ancora una volta come l’idea del campo sia nata come progetto di inclusione tra bambini di diversa condizione, si è poi protratto fino a notte con uno spettacolo di pizzica per le vie del borgo. Tutti i partecipanti si sono quindi ritrovati nella piazza per condividere una cena all’aperto allestita con la cooperazione generosa di volontari che hanno donato il loro tempo e i loro talenti per il buon esito della manifestazione. A mezzanotte, una lotteria festosa ha chiuso la serata con l’arrivederci al prossimo anno.

Guarda i video a fondo pagina!

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3