"Le madri sono il timone della famiglia."
Don Orione

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Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Per il quarto anno consecutivo sono venuti a trovare i ragazzi del Piccolo Cottolengo di Seregno i fantastici e simpatici attori della compagnia “I girasoli” con lo spettacolo “Il divano sull’aiuola” che hanno regalato tantissime emozioni e anche tantissimo divertimento.
Il tema della rappresentazione ha toccato una tematica molto importante di questi giorni: il rispetto dell’ambiente in cui viviamo, sollecitando a riflettere che siamo tutti responsabili della bellezza del pianeta terra.
Ogni anno l’amicizia tra il PCDO ed i componenti della compagnia cresce sempre di più, tanto che nei giorni precedenti alla rappresentazione, alcuni degli ospiti hanno partecipato attivamente alle prove generali per poi essere coinvolti anche durante lo spettacolo vero e proprio.
Tutti attendono con trepidazione il prossimo spettacolo, sicuri che sarà un grande successo pieno di divertimento!

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Il Distretto di Namehana in Madagascar è sotto la protezione di San Luigi Orione ed è seguito dai religiosi missionari dell'Opera Don Orione.
Anche quest'anno, come ogni anno, nella domenica più vicina al 16 maggio, si sono organizzati alcuni giorni di festa.
Da venerdì 11 a domenica 13 maggio nel grande piazzale della chiesa centrale di Namehana, tra il Liceo San Luigi Orione e la scuola materna, elementare e media, si sono ritrovate tutte le 16 scuole e le 16 chiese della nostra missione.
Venerdì 11 sono state organizzate le competizioni di calcio per i bambini delle scuole oltre ad alcune gare di atletica (Corsa di 800m e di 400m).
Sabato 12 sono continuate le competizioni di calcio per i giovani delle 16 parrocchie. Inoltre, si è tenuto anche un altro evento, le "Question pour un champion" sulla vita di Don Orione e sulla catechesi per i bambini.
Il tutto si è concluso nella grande solennità di domenica 13 maggio.
 
Sul grande palco innalzato presso il Liceo, dalle 8 fino alle 9.30 si sono alternati i 16 cori delle 16 parrocchie esibendo ciascuno almeno un brano musicale.
Alle 9.30 la Santa Messa solenne con la partecipazione di tantissima gente arrivata da ogni villaggio, famiglie, amici, studenti, parrocchiani, bambini, adulti, anziani.
Chi non è riuscito a trovare posto per il pernotto tra i familiari nei dintorni di Namehana, si è fatto ogni giorno decine di chilometri a piedi pur di essere presente a questa occasione così importante nel nome di Don Orione.
La Santa Messa è durata 2 ore e mezza ed ogni villaggio ha presentato una danza liturgica nel momento offertoriale.
Al pomeriggio musica, balli, danze, canti e tantissima gioia con i bambini delle scuole protagonisti nei loro tradizionali costumi ed un gran concerto a conclusione della giornata tenuto dai giovani del Liceo.
Anche in questa occasione si sarebbe riuscito a fare molto poco se non ci fosse stata la grandissima partecipazione e collaborazione da parte dei vari consigli pastorali, degli insegnanti e collaboratori laici dei nostri religiosi.
C'erano mercatini di vendita di prodotti di artigianato, la pesca di beneficienza, una bella tombola, le giostre e tutto è servito per raccogliere contributi per le scuole come ad esempio la possibilità per piccoli e grandi di partecipare a dei giochi in strada.
Ogni parrocchia del distretto aveva a disposizione uno stand nel quale presentava il proprio villaggio ed i prodotti tipici del luogo: agricoltura, allevamento, frutta, artigianato.   

Un grande momento per tutta la Missione malgascia che ad ogni occasione ci permette di sentire quanto Don Orione è amato e quanto sono amati i suoi religiosi, i tanti giovani e le equipe parrocchiali che tanto si prodigano per lo sviluppo della missione.
Anche in questa occasione, come sempre, un pensiero speciale è andato agli amici benefattori che sempre sono presenti nel cuore e nelle preghiere dei loro fratelli malgasci.

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Domenica 6 maggio presso l’auditorium Masetti dell’Opera di Fano si è tenuto il secondo incontro del ciclo “Dove io e te siamo noi. Viaggio nei luoghi della relazione”.
Al cospetto di un pubblico sempre più numeroso la professoressa Rosella Persi, docente di pedagogia all’università di Urbino, ha trattato l’argomento dal titolo “Tra le mura di casa: come vivere relazioni costruttive in famiglia”, chiarendo fin da subito di non essere interessata a fornire risposte facili e preconfezionate bensì a stimolare nell’uditorio spunti di riflessione e di indagine sulla famiglia, parola “magica” come l’ha definita don Giorgio, direttore dell’istituto, nella sua introduzione all’incontro, in quanto proprio lo spirito di famiglia ovvero l’accoglienza è stato il carisma precipuo del nostro don Orione.
Famiglia dunque, ha iniziato la relatrice, che costituisce la struttura fondamentale della nostra società, al cui interno vigono delle regole che proteggono i figli e permettono loro di crescere.
Ma una tale struttura risulta essere così complessa e variegata al punto che la studiosa ne ha individuato 6 tipologie, che sono nell’ordine: delegante, democratica-permissiva, autoritaria, intermittente, sacrificante, iperprotettiva.
Nella famiglia delegante i genitori affidano il proprio ruolo a qualcun altro (i nonni per esempio); così facendo però perdono la propria visibilità e non permettono ai figli di comprendere chi è il loro vero punto di riferimento.
Nel modello democratico-permissivo viene meno il rapporto asimmetrico adulto-bambino, in tal modo si verifica un’assenza di gerarchie: a fronte di un dialogo e di regole concordate manca una linea guida. La flessibilità rischia così di diventare arrendevolezza e i figli dei piccoli tiranni.
Quello autoritario si configura invece nell’esatto opposto: c’è solitamente un marito-padre detentore del potere che impedisce ogni dialogo. I figli allora o si ribellano e prima o poi se ne vanno o ripeteranno il modello a loro volta.
Nella famiglia intermittente si alternano comportamenti e modalità differenti. I genitori non riescono così a trasmettere un messaggio educativo coerente, risultando incapaci di tenere una posizione stabile.
In quella sacrificante i genitori si sacrificano appunto per i figli. Ma questo gesto, di per sé nobile, a lungo andare provoca disagio nel genitore e senso di colpa nel figlio, che si sente responsabile dei patimenti del primo.
L’ultimo modello è quello iperprotettivo, nel quale i genitori sono mossi dall’intenzione di proteggere i propri figli da tutto ciò che li circonda fino al punto da sostituirsi a loro; il loro motto è “non preoccuparti ci sono io”. Ma tale motto risulta deleterio nella misura in cui non viene consentito ai figli di sbagliare e di crescere imparando dai propri errori.
Giunti al termine di questa disanima quale è dunque la condotta migliore per padri e madri? A ben vedere, osserva la Persi, sia la posizione permissiva che quella autoritaria sono inefficaci ai fini di una corretta maturazione dei figli in grado di condurli all’indipendenza di sé.
Ciò che conta davvero, continua, è la relazione comunicativa, la quale deve essere asimmetrica in ragione della posizione di autorevolezza che un genitore deve tenere nei confronti di un figlio.
Tale posizione implica che il primo sappia ascoltare , ovvero decodificare in modo appropriato, le parole e i gesti del secondo. In una simile comunicazione, verbale e non verbale, il genitore deve inoltre saper trasmettere stima e fiducia al figlio, valorizzandolo e lasciandogli la responsabilità della sua crescita.
A conclusione del suo intervento la prof.ssa Persi ha sostenuto che non esiste un unico modello educativo famigliare, esiste bensì un unico obiettivo che è l’autonomia dei nostri ragazzi, per perseguire il quale è auspicabile una collaborazione fra tutti coloro che, da prospettive diverse, hanno a cuore la fondamentale dinamica relazionale genitori-figli.
Sono seguiti la proiezione del bel film di Paolo Virzì “Caterina va in città” pertinente al tema dei rapporti famigliari e l’aperitivo finale offerto a tutti i presenti dall’organizzazione e sempre ben gradito!

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Sono molti gli eventi che anche quest'anno si susseguono a Seregno per la festa di Maria Ausiliatrice, cui è dedicato il Santuario retto dai sacerdoti orionini.

Come da tradizione, sabato si è corsa la trentanovesima edizione della corsa ciclistica amatoriale Due Ruote per Due Campanili: da Tortona, punto di partenza e città di Fausto Coppi, fino a Seregno, per raggiungere il Piccolo Cottolengo.

Domenica, invece, un'iniziativa dedicata alla categoria giovanissimi, il Gran Premio Don Orione, organizzato dalla società sportiva Salus di Seregno.

Tanti modi di fare festa, tanti modi per rendere omaggio alla Madonna Ausiliatrice ed a Don Orione.

 

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“Quanto sarà contento Don Orione per questa bella festa a lui dedicata”, cosi commentava un ospite del Centro Diurno Don Orione di Selargius al termine dell’evento realizzato per solennizzare il 16 maggio. È stato il modo per ringraziare Dio per il dono che ha concesso alla Chiesa e alla società civile nel darci la santità di Don Orione. Alla presenza degli ospiti, familiari, volontari e alcuni dei residenti la Casa di Riposo, gli operatori con i religiosi della comunità hanno animato i momenti della festa.
Prendendo spunto da alcune tracce del musical dell’Orion Group di Chirignago “C’è posto per tutti”, sono stati sottolineati da Don Antonio Ascenzo, insieme a spigolature biografiche su Don Orione, i quattro Amori e la visione che segna i passi dei figli della Divina Provvidenza e di quanti nel suo nome operano nelle realtà caritative orionine. Il coro formato da ospiti e operatori ha animato con alcuni canti la parte finale della festa conclusa con un sobrio ma gustoso buffet nei locali del Centro Diurno

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Anche quest’anno, il 16 maggio, l’Istituto Berna ha festeggiato il suo Santo.

E lo ha fatto in grande stile.

Da una proposta di Don Luca Ingrascì, che a questa festa ci teneva in modo particolare, l’Orione Musical Group è riuscito in un’impresa che fino a qualche mese prima sembrava irrealizzabile.

Lo scorso novembre Don Luca aveva coinvolto il gruppo affinché presentasse episodi della vita di San Luigi Orione inserendo la propria testimonianza di un cammino che dura ormai da 28 anni.

In questo periodo il gruppo ha cercato di far conoscere qualcosa della vita del sacerdote di Tortona con il musical "C’è posto per tutti" ed ha pure provato a vivere esperienze di servizio nell’Opera in varie forme di volontariato verso i ragazzi disabili del Centro di Chirignago, con i bambini della Casa Gialla a Cusano Milanino ed anche con le famiglie del Seminario della Vita di Campocroce oltre a partecipare a numerosi impegni “missionari”.

Sollecitati da Don Luca gli amici dell'Orione Musical Group si sono attivati creando per l’occasione un’opera/testimonianza dal titolo IO CI PROVO!

Recuperando alcuni momenti della vita del Santo, già presenti nel musical ma adeguati per la situazione, inserendo all’interno alcuni passaggi importanti del loro percorso, i quasi 30 componenti presenti, hanno presentato il nuovo lavoro a tutti gli studenti del Berna.

Raccontando soprattutto il Don Orione giovane, l'OMG ha centrato l'attenzione sulla Divina Provvidenza, compagna inseparabile, presente e preziosa anche nel cammino del gruppo; una Provvidenza che si manifesta ma che chiede a ciascuno di noi di essere suo strumento per arrivare a "fare bene il bene" verso i "poveri più poveri".
È stato inoltre sottolineato come gli studenti del Berna in più occasioni si siano fatti Provvidenza, nell'aiuto alla missione in Madagascar, nel prendersi cura in alcuni momenti degli ospiti della Casa di riposo di Trebaseleghe o ancora nel creare una occasione di sensibilizzazione per le popolazioni colpite dal terremoto nelle Marche di due anni fa.

Parti recitate si sono alternate a musiche e canti, immagini e video della storia dell'OMG ed hanno allietato ed incuriosito il pubblico presente.

Tutte le classi, dai ragazzi del Centro professionale a quelli della primaria, hanno partecipato in quattro momenti diversi nella grande Palestra dell’Istituto assistendo alla performance che, in alcune parti è stata adattata anche a seconda dell’età con una conclusione solenne sulle note di «Cantiamo l'amore» con i bambini della primaria scatenati nel canto e nell’animazione ballata.

L’impegno, la bravura e le testimonianze dei ragazzini e giovani (ed ex giovani) …sui passi di Don Orione, hanno entusiasmato tutti… e già molti ragazzini attendono il prossimo anno per poter assistere alla replica.

Una parte dei membri dell’OMG, tutti volontari nell’Opera in un’età compresa tra i 6 e gli 80 anni, nelle vesti di attori, ballerini, cantanti e tecnici, dal 1990 gira l’Italia per presentare il loro spettacolo, un musical di circa 2 ore.
Il 15 maggio 2004 il gruppo ha presentato un breve frammento in Aula Nervi, alla presenza di Papa Giovanni Paolo II, durante l'evento voluto dalla Congregazione per ringraziarlo per il dono della canonizzazione di Don Luigi Orione, avvenuta il giorno successivo.

La giornata di mercoledì 16 è poi continuata con la celebrazione della Santa Messa solenne ed un ricco buffet al quale ha partecipato, in particolare, il personale docente con i propri famigliari oltre ad amici e benefattori dell’Istituto.

Il Berna ha onorato quindi con un grande evento il suo Santo e si prepara ad altri interessanti e ormai prossimi appuntamenti.

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Sabato 12 maggio, nella parrocchia di Ognissanti (Roma) sono iniziati i festeggiamenti in onore del nostro Santo fondatore, che termineranno il 16 maggio.
Sabato è stato organizzato un pranzo con i poveri, ormai tradizione per la nostra parrocchia, per dare l’avvio a questi giorni di festa nel migliore dei modi: la carità. Sono state ospitato più di 100 persone bisognose con l’aiuto di alcuni volontari dell’M.G.O. (Movimento Giovanile Orionino) e del M.O.V. (Movimento Orionino Volontari) ed alcuni novizi dell’Opera Don Orione. Vi è stata la presenza di tutta la Comunità, formata da Don Giuseppe Valiante, Don Francesco Mazzitelli e Don Francisc Lacatus.

Per gli ospiti è stato come passare un sabato in famiglia: hanno mangiato e parlato, ascoltato della musica e sono andati via soddisfatti e felici, con un bel ricordo da portare con loro. Anche i volontari hanno “ricevuto” qualcosa: vedere il sorriso sul volto di queste persone, far dimenticare loro per un paio di ore le difficili situazioni in cui si trovano, li ha resi felici e ha permesso loro di poter essere più vicini al prossimo e, quindi, a Gesù attraverso il servizio.

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Al Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno lo scorso weekend, c’è stata la festa dei compleanni degli ospiti. La grande festa è stata animata dal cantante Pippo.
Sulla tanto amata torta “Tiramisù” hanno spento le candeline: Fulgida, Lucia, Maria, Maria Giovannina, Pier Carlo e il direttore della Casa Don Graziano.
Ancora un grosso augurio a tutti loro!

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Cari amici,
in questi giorni il Piccolo Cottolengo è stato fatto oggetto dell’accusa infamante di aver licenziato una dipendente a causa di un tumore. Tale accusa è stata abilmente diffusa a livello nazionale con repliche successive, causando un gravissimo e immeritato danno alla reputazione dell’Istituto e un grande dispiacere a tutti noi.
In questo momento di prova, mi è stato di grande conforto il vostro spontaneo sostegno, che ha preso la forma di una lettera sottoscritta da un gran numero di voi.

Avreste potuto starvene in disparte come spettatori neutrali per assistere agli sviluppi di questa triste vicenda, invece avete preso decisamente l’iniziativa a difesa non della vostra “azienda”, ma della nostra “grande famiglia del Piccolo Cottolengo”, come voi stessi la definite.
Un grazie particolare a chi ha avuto anche il coraggio di affrontare l’inedita esperienza delle telecamere televisive per raccontare la storia dalla propria malattia. La testimonianza sul sostegno che avete ricevuto da parte di colleghi e direzione del Piccolo Cottolengo è il più efficace antidoto ad ogni forma di menzogna.
So che alcuni tra voi sono qui al Piccolo Cottolengo e lavorano con dedizione anche se provati da forme patologiche piuttosto serie. Potreste cercare anche voi facili vie di disimpegno, invece state facendo la scelta di continuate il vostro servizio con la passione che vi contraddistingue. Lasciate che vi dica tutta la mia ammirazione e il mio grazie, che è anche quello dei nostri cari ospiti che ricevono le vostre cure.

So che in qualcuno si sta generando un po’ di rancore verso chi ci sta facendo del male. Niente rancore, verso nessuno. Non fa parte del nostro stile, non fa parte dei nostri valori!
Ve la ricordate la frase di Don Orione? “Fare del bene sempre, del bene a tutti, del male mai, a nessuno”.
La nostra risposta deve essere un’altra: continuare a servire, tutti uniti, i nostri cari ospiti, i nostri “padroni” come li definiva Don Orione. Il Piccolo Cottolengo è nato per loro, deve rimanere ogni giorno fedele allo spirito del Fondatore.

Grazie a tutti, di cuore!

Don Pierangelo

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Mercoledì, 09 Maggio 2018

Napoli - Ercolano - Imparare ad amare

Solidarietà a piene mani per sostenere il sogno di Alessandro Di Vaio, il giovane disabile morto tre giorni prima dello spettacolo" Imparare ad amare" ispirato al suo libro di poesie "La mia vita è cambiamento".
Centinaia di persone, commosse per il messaggio di fede e di speranza lasciato da Alessandro, hanno partecipato alla raccolta fondi voluta da Don Nellusco Tombacco e Don Roberto Filippini, responsabili dell'istituto Don Orione di Ercolano e Napoli, finalizzata alla realizzazione di una sala multisensoriale per i disabili.
Proprio come voleva Alessandro che in un messaggio di addio trasmesso al termine dello spettacolo di ieri, e registrato una settimana prima della sua scomparsa, ha chiesto di aiutare i sacerdoti e la missione di Don Orione e di finanziare la sala multisensoriale che consentirà agli ospiti orionini di migliorare la qualità della vita.

"Alessandro è il segno tangibile della Provvidenza", spiega il suo padre spirituale Don Roberto Filippini. "Quando ha intuito che il tumore non gli avrebbe consentito di vivere a lungo, ha avuto una reazione del tutto umana: era smarrito e disorientato. Ha provato paura. Ma poi, nella fede incrollabile, ha ritrovato la serenità di affrontare un percorso molto duro. Nell'ultimo periodo ha continuato a rassicurare tutti noi dicendo: sono felice di andare a vedere il mio cielo".
"Siamo grati alle tante persone che hanno risposto all'appello di Alessandro che per primo ha voluto devolvere i regali del suo quarantunesimo compleanno alla realizzazione di quest'opera", commenta il direttore Don Nellusco Tombacco. "Fino ad oggi abbiamo ricevuto donazioni per 14mila euro. L'obiettivo non è ancora stato raggiunto ma possiamo farcela perché il cuore dei benefattori è grande".

Per sostenere il sogno di Alessandro, è possibile acquistare il libro di poesie "La mia vita è cambiamento" in vendita al centro Don Orione di Napoli ed Ercolano e fare donazioni sul conto corrente bancario: IT31 M051 4240 3011 2457 0020 111, causale: Sala Multisensoriale di Napoli.

Questi i contatti del Piccolo Cottolengo Don Orione di Napoli

Tel. 081.77.75.800 - Cell: 389. 43.06.106/184 - Fax 081.73.22.424
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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