"Solitario ed ignorato, come il fiore del deserto, errante come l’uccello senza nido, sempre, sempre, o Signore, uscirà dalla mia bocca: Fiat!Fiat!"
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Verso fine anno a Genova, sette magnifici ragazzi del reparto Don Sterpi di Camaldoli sono andati a pranzo fuori. Piccola passeggiata a Porto Antico e poi al ristorante la cui insegna vale un invito “Da Leccarsi i Baffi”.

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Oggi la Chiesa propone un tema scottante, che riempie le dichiarazioni dei politici di tutte le parti del mondo, spesso con toni volgari, carichi di razzismo e di odio: l'accoglienza ai migranti.

Ma chi sono questi migranti?

Sono uomini e donne. Sono bambini. Sono esseri umani in fuga dalla povertà, dalle calamità naturali, dalla guerra, dalle persecuzioni politiche e religiose. Cercano una vita migliore, cercano la libertà, un lavoro, una casa. Spesso sui quotidiani e nelle trasmissioni televisive sono solo numeri, percentuali astratte o notizie di cronaca nera che favoriscono l'audience del macabro.

Per Don Orione, e per chi lavora oggi nel suo nome, sono semplicemente uomini e donne che portano un dolore: non importa come si chiamano, di che colore hanno la pello, se sono giovani o vecchi, se vengono dall'Africa o dall'Asia, se sono cristiani o no. La porta è sempre aperta: "a chi entra non domanda se abbia un nome, una religione, ma soltanto se abbia un dolore, perché la nostra carità non serra porte" scriveva Don Orione.

Ecco allora i nomi, le storie, i volti di questi uomini, donne e bambini che vivono nelle opere orionine: non sono numeri, ma volti segnati dal dolore che hanno ritrovato la speranza, la fiducia e la dignità. Sono famiglie che hanno una nuova casa, sono giovani che imparano un mestiere, sono bimbi che nascono. Sono operatori che cercano ostinatamente di trovare risposte, sono volontari che donano il loro tempo ed il loro affetto.

Per leggere le loro storie clicca QUI

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Pubblichiamo le notizie arrivate da Don Moreno della nostra missione a L’Viv in Ucraina.
Al termine dell'Angelus di domenica 7 gennaio 2018, per la festa dell'Epifania, Papa Francesco ha rivolto il suo augurio a tutte le Chiese cristiane che festeggiano il Natale seguendo il calendario giuliano.
"Alcune Chiese orientali, cattoliche e ortodosse, - ha ricordato il Papa- celebrano in questi giorni il Natale del Signore, ad esse rivolgo il mio augurio più cordiale".
Secondo quanto riferisce l’Osservatore Romano, a celebrare domenica 7 gennaio 2018 la Solennità del Natale del Signore sono stati poco più di trecento milioni di fedeli cristiani di tradizione orientale: dall’Egitto all’Etiopia, dalla Russia all’Ucraina, passando per moltissimi Paesi del Medio Oriente e dell’Europa dell’Est.
A L’Viv, essendo inseriti in una chiesa di rito orientale (Chiesa Greco-cattolica ucraina) abbiamo festeggiato il Santo Natale... in questi giorni.
Sabato 6, vigilia del grande giorno, ci sono stati i vespri solenni (la vechirnja).
In chiesa già ardeva il cosiddetto “fuoco di Betlemme”, una fiamma da cui tutti hanno poi acceso il loro lume che è stato portato a casa, lungo le strade buie, e deposto al centro della tavola per la Santa Cena.
Santa Cena che noi abbiamo consumato assieme ai nostri 4 amici disabili che per ragioni varie non sono rientrati in famiglia. Al centro della tavola c'era il “kutja” un caratteristico dolce di miele, grano cotto e noci; il dolce tipico del Natale che si gusta prima di iniziare la cena. Al termine, come da tradizione, abbiamo concluso con il canto delle “koljadky”, le tenere nenie natalizie, che tutti sanno a memoria fin dall’infanzia.
Quest'anno in parrocchia è stata celebrata, per la prima volta, anche una "Divina Liturgia" (S. Messa) alle 23.00. La partecipazione è stata più alta di quanto previsto.
Domenica 7, giorno di Natale, la prima Divina Liturgia è stata preceduta dalle lodi solenni (Utrenjia). Alle 10.00 il coro "Radunytzia" ha animato la celebrazione, tenendo alla fine un piccolo concerto di canti natalizi.
Le celebrazioni si sono concluse con la Divina liturgia delle 12.00 alla presenza di tanti bambini e delle famiglie che si sono scambiati gli auguri davanti al presepio con il saluto tipico del periodo natalizio: “Cristo nasce!”. “Lodiamolo!”.
Dopo pranzo, i nostri amici di Casa-Cafarnao con alcuni volontari hanno potuto raggiungere il centro città per seguire alcune delle manifestazioni che si alternano in questi giorni.
Lunedì 8 abbiamo celebrato la festa della "Santa Famiglia". Dopo la Divina Liturgia delle 12.00 c'è stata una bella rappresentazione del "Vertep -scenetta natalizia-" offerta dalla compagnia "Teatro Meta".
Anche in serata, come da tradizione, il gruppo dei giovani che fanno capo all' YMX (Giovani Universitari della Chiesa Greco-cattolica) sono venuti per offrire a noi e agli amici di casa-Cafarnao il loro "Vertep".
Martedì 9, ultimo giorno di festa, abbiamo ricordato Santo Stefano protomartire.
In occasione del Santo Natale sono stati allestiti ben tre presepi. Uno nel monastero dei Santi Apostoli Pietro e Andrea. Un secondo nella chiesa parrocchiale e un terzo all'estero della chiesa stessa.
"Ho potuto riscontrare una alta partecipazione di fedeli - ha voluto sottolineare Don Jurіj Blаzyjevs'кyj, parroco della parrocchia Divina Provvidenza", - a partire dalle confessioni nei giorni precedenti la festa, come nelle diverse celebrazioni messe in calendario. A tutti abbiamo chiesto, come recita lo slogan scelto per il Natale di quest'anno, di "condividere la gioia con i propri vicini", e conclude: "Un solo rammarico: aver trascorso le feste natalizie...senza la neve!".

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Giovedì, 11 Gennaio 2018

Bergamo - Una Befana di qualità

Nonostante il tempo avverso e la pioggia, anche il Centro Don Orione di Bergamo ha avuto la sua Motobefana!
I bikers del Bergamo Chapter hanno colto l’invito del direttore dell’Istituto per festeggiare l’Epifania con gli ospiti del Centro e in sella alle loro rombanti Harley Davidson, sono stati accolti da Don Alessio, che ha benedetto le moto e ha speso bellissime parole, sottolineando che solo nell’immaginario collettivo i bikers sono duri, sporchi e cattivi ma nella realtà sono persone impegnate nella beneficenza e sempre disponibili a dare il contributo per buone cause.
Le Befane hanno poi fatto visita a tutti i reparti portando dolci e caramelle a ogni ospite.
La visita è terminata con un aperitivo nel salone delle feste dove, a loro volta, i “nonni” li hanno omaggiati di un angioletto in gesso realizzato nei laboratori organizzati in occasione del Natale.

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Mercoledì, 10 Gennaio 2018

Seregno - Pomeriggio danzante

Pomeriggio danzante al PCDO di Seregno, dove il figlio della nonna Filomena, insieme ad un gruppo di amici, ha regalato a tutti gli ospiti ed educatori delle esibizioni di balli da sala e non solo: mazurka, valzer, polka, fox trot, valzer lento, country, boogie woogie e balli di gruppo.
Alla prossima esibizione!!!

Qui di seguito il video!

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Mercoledì, 10 Gennaio 2018

Bergamo - Santa Messa in reparto

Pubblichiamo un articolo scritto dai parenti degli ospiti del reparto Stati Vegetativi del Centro Don Orione di Bergamo.

Venerdì 24 novembre 2017 non è stata una giornata come tutte le altre nel reparto S. Giuseppe, Stati Vegetativi, Centro Don Orione di Bergamo, ma un avvenimento importante ha riunito i dirigenti, le operatrici, i malati e i parenti.
L’occasione era di celebrare la S. Messa col nuovo direttore con un altare improvvisato nel centro del reparto: tovaglia candida bellissima, i paramenti dei sacerdoti oro e rossi a ricordo del martire di quel giorno: S. Andrea.
Tutti si sono prodigati perché ogni cosa fosse sistemata al meglio.
Il profondo silenzio per l’attesa, annunciava una grande emozione.
All’inizio e durante la celebrazione, molta devozione. Le preghiere ed i canti molto sentiti.
Chi ha voluto questo?
Chi poi si è prodigato per l’ottima riuscita del ritrovo conviviale?
Tutti, con umiltà ed entusiasmo.
Noi parenti abbiamo partecipato commossi e numerosi ed abbiamo riportato un grande conforto, il coraggio di proseguire serenamente e riconoscenza per il direttore Don Alessio Cappelli, per il dott. Guizzetti e per gli operatori.
All’istituto Don Orione giungano i nostri più sentiti ringraziamenti.

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Lunedì, 08 Gennaio 2018

Milano - La Befana arriva in moto

Hanno sfidato il cattivo tempo e si sono presentati in 1.500 al Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano: sono i centauri che ogni anno danno vita all’evento della Befana Benefica, ormai arrivata alla sua 51^ edizione.

Organizzata dal Moto club Ticinese la manifestazione ha lo scopo di portare qualche dono agli ospiti dei vari nuclei e soprattutto dare un segno di amicizia e di presenza solidale. E’ uno spettacolo veder arrivare il corteo aperto dalle motociclette della Polizia e dei Carabinieri con i lampeggianti accesi e a sirene spiegate. Dietro segue tutto il flusso degli altri motociclisti. Non mancano donne e bambini in sella alla moto guidata dai papà.

D’altra parte il Cottolengo apre le sue porte all’accoglienza attraverso il lavoro dei dipendenti e volontari che allestiscono banchetti di ristoro con dolci e salatini, bibite e vin brûlé.

Ma a godere di più dell’iniziativa sono gli ospiti che da giorni sono in attesa della Befana. E’ bello vedere mescolarsi tra loro i partecipanti, assistere all'abbattimento dei confini tra un dentro e il fuori,  ritrovando quella semplicità e quella spontaneità che la società civile sembra aver perso.

Intanto la voce dello speaker si alterna alla musica che invade il cortile: “Solo la carità salverà il mondo”. Il pensiero di Don Orione viene diffuso in briciole, piccole ma nutrienti.

  

 

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Se udite dei vagiti di neonato stando nel cortile del Piccolo Cottolengo di Milano, non vi meravigliate. È la voce cristallina della piccola Bibiana che vuole informarvi del suo arrivo. Abita qui da quando è nata, il 22 dicembre dello scorso anno, quasi a voler anticipare la nascita di Gesù.
I suoi genitori, Sam e Joi, non hanno trovato le porte chiuse, come è capitato a Maria e Giuseppe quando giunsero a Betlemme. Fortunatamente si sono imbattutiti in quelle del Piccolo Cottolengo che sono larghe e sempre aperte, come voleva Don Orione quando scriveva: “La porta del Piccolo Cottolengo non domanda a chi entra se abbia un nome, una religione, una razza ma soltanto se abbia un dolore”.
Ed il dolore che li ha costretti a partire dal loro paese, la Nigeria, deve essere stato davvero grande. Arrivati sulle coste del Mediterraneo, hanno accettato di salire su un barcone malandato senza sapere se avrebbero raggiunto l’altra riva o il fondo del mare. Tra il dolore che avevano alle spalle e il pericolo che si profilava davanti agli occhi, hanno scelto quest’ultimo. La logica ha i suoi argomenti, ma bisogna ammettere che la disperazione ha le sue ragioni.
Sam e Joi al “Don Orione” di Milano sono arrivati insieme ad un’altra coppia, Josuha e Chariti. Non è stato facile trovare una sistemazione nell’Istituto. Le minuziose normative sanitarie e quelle scrupolosissime sulla sicurezza sembravano rendere impossibile l’accoglienza. È stato a questo punto che è entrata in gioco la fantasia degli operatori. Avevano troppa voglia di fare un po’ di bene, per arrendersi davanti alle difficoltà. Ed ecco realizzarsi il piccolo miracolo: una cameretta per ognuna delle due coppie ed una piccola cucina in comune. Il tutto perfettamente a norma.
Per altri quattro giovani profughi è stato invece più facile destinare una stanza attrezzata presso l’adiacente Casa del Giovane Lavoratore. Qui hanno trovato la simpatia e la solidarietà di altri coetanei che hanno capito il dramma da cui erano fuggiti.
A questo punto che dire? Solo che non è stato fatto niente di straordinario, ma semplicemente quel poco che era possibile.
Papa Francesco aveva chiesto ad ogni istituto religioso di aprire le porte all’accoglienza. Come non capire che le parole del Papa non facevano altro che riecheggiare quelle di Gesù: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare, ero forestiero e mi avete ospitato!”.
Il Piccolo Cottolengo è nato tanti anni fa come una casa a servizio della vita, soprattutto quella debole e non protetta. Oggi continua a rispondere alla sua vocazione facendo spazio, secondo le sue possibilità, a tutti quelli che chiedono un soccorso.
Viviana, dalla cameretta che dà sul cortile, continua ad offrire le note del suo pianto. Forse fra qualche anno la sua voce di bambina inonderà il giardino con un dolce canto. E il Piccolo Cottolengo sarà ancora più bello.

Di seguito le foto di alcuni ospiti dell'Opera Don Orione.

 

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Sabato, 30 Dicembre 2017

Genova - Natale in Basilica

Tantissime le persone che anche quest'anno a Genova hanno festeggiato il Natale con il tradizionale pranzo organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio nella Basilica di San Lorenzo.

Tra questi anche 28 ospiti del Villaggio della Carità di Camaldoli, legati alla Comunità da una amicizia che dura ormai da molti anni. Anche i nostri ospiti hanno trovato il loro posto nella Basilica dell'Annunziata dove hanno fatto festa insieme a stranieri, anziani, famiglie, disabili.

Prima del pranzo, ottimo come sempre, i saluti del Cardinale Angelo Bagnasco e del Sindaco di Genova Marco Bucci. Al termine l'arrivo di Babbo Natale con i regali pensati per ognuno dei partecipanti.

Una giornata dove amicizia e gratuità hanno trovato la loro giusta collocazione, nel Presepe realizzato all'interno della Basilica, accanto a quel Bambino che per noi è nato, che non ha trovato posto negli alberghi.

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Ancora una volta i residenti del Seminario della Vita hanno accolto i loro amici e volontari per vivere insieme un bel momento di festa, nella gioia e nel rispetto delle tradizioni, delle culture, delle religioni di tutti.

L’appuntamento all’Istituto Soranzo di Campocroce era per le ore 16: Babbo Natale aveva promesso che avrebbe fatto visita ai bambini ma anche alle famiglie che risiedono nel Seminario della Vita.
E Babbo Natale è stato puntuale e non è giunto a mani vuote anzi.
Tanti regali, tutti personalizzati per ogni bimbo, per le famiglie e tante coccole a quei bimbi che guardavano incuriositi quel gran barbone bianco vestito di rosso.

La festa è continuata tutto il pomeriggio-sera con l’arrivo di tanti amici e volontari,accolti dalla responsabile Katya Landi e dall’economo provinciale Don Walter Groppello che ha dato il benvenuto e benedetto tutti ringraziando chi è sempre presente e spesso provvidenziale per il buon andamento della “vita di famiglia” del Seminario della Vita.

C’è chi settimanalmente aiuta i bambini nei compiti, chi si occupa della manutenzione ordinaria della Casa, chi non manca mai per un momenti di festa e di animazione, chi risponde “eccomi” alla richiesta di aiuto e di sostegno, chi si diletta nella bella e attrezzata cucina a preparare le pietanze che anche sabato sera hanno riempito le tavole.

Ma prima di concludere il pranzo, una meravigliosa sorpresa!
Quei bambini che prima era stati visitati da Babbo Natale e da lui avevano ricevuto gli attesi doni, sono diventati loro stesso dei piccoli Babbo Natale ed hanno cominciato a distribuire doni a tutti i presenti, don Walter compreso. E’ stato un momento davvero bellissimo e commovente guardare la loro gioia (quasi più grande di quando avevano ricevuto i doni) mentre donavano quel pacco, quel presente, i loro sorrisi, i loro grazie, i loro abbracci agli amici ed ai volontari.

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