"Non venderò una virgola sola della mia Fede per nessun piatto di lenticchie."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Sabato, 31 Marzo 2018

Seregno – Lavanda dei piedi

"Dalla testa ai piedi": è questo il percorso fatto al Piccolo Cottolengo di Seregno dal Mercoledì delle Ceneri (la testa) al Giovedì Santo (i piedi).
In un clima di raccoglimento, di fede e di fervore si è svolto nel salone dell'Istituto, insieme agli ospiti e loro parenti, gli operatori, amici e volontari, il suggestivo rito della lavanda dei piedi.
Durante la S. Messa, predisposti a semicerchio davanti all'altare, a dodici ospiti (i dodici apostoli, uomini e donne) il Celebrante ha lavato i piedi, richiamando l'importanza dei gesti e degli atteggiamenti di amore che deve compiere ognuno di noi.
"Quello che ho fatto io - dice Gesù - fatelo anche voi!".

Non è stata una cerimonia folkloristica, ma una celebrazione toccante che certamente aiuterà a crescere come famiglia con un'attenzione importante verso gli altri fratelli e sorelle.

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Giovedì, 29 Marzo 2018

Genova - Doni inaspettati

La Pasqua crea strane alleanze! È stato possibile vederlo a Genova domenica delle Palme lungo un affollato lungomare Corso Italia, dove disabili e adulti della Comunità di Sant'Egidio si sono riuniti per donare a chi passava un ramoscello di ulivo benedetto, in segno di pace.

Tra i disabili non potevano mancare anche alcuni rappresentanti dell'Istituto di Don Orione che hanno preso sul serio l'invito di papa Francesco a uscire per testimoniare a tutti la misericordia della tenerezza. Quale momento migliore della domenica delle Palme quando si ricorda l'ingresso di Gesù a Gerusalemme: lui mite re di pace entra ancora oggi nelle nostre città e noi vogliamo accoglierlo con gioia e incontrare le persone con simpatia e amicizia.

Non sempre è facile vincere la diffidenza o la fretta di chi si incontra così come non è sempre facile vincere la nostra timidezza o imbarazzo!
Ma se si è insieme quella che è debolezza, diventa una forza: la simpatia e l'entusiasmo dei ragazzi disabili si uniscono alle parole dei volontari per spiegare il significato di un gesto incredibilmente gratuito.
Allora tanti volti paurosi e diffidenti si sono aperti al sorriso e allo stupore.

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Lunedì 26 marzo, non è stato solo l’inizio della Settimana Santa al PCDO di Seregno, ma anche l’inizio di un nuovo capitolo del libro, come dice l’Economo Provinciale Don Walter Groppello, “Il Piccolo Cottolengo di Don Orione”, il cui Autore è la Divina Provvidenza e la Casa editrice la congregazione orionina.
Questo nuovo capitolo inizia in Villa Colli, punto di partenza del PCDO di Seregno, dando il benvenuto al nuovo Responsabile di Struttura, il Dott. Alberto Bianchi, insieme a Don Walter Groppello, in comunione con il Padre Provinciale e i membri dell’equipe e della Comunità Religiosa di Seregno; successivamente continua con i membri del comitato di Gestione ed i Referenti per poi concludersi con una plenaria con tutti i dipendenti della Casa.
Sono momenti molto significativi in cui si rimettono in gioco originalità, innovazione, professionalità ed esperienze nuove.

Durante la presentazione, Don Walter ricorda l’importanza dello spirito di famiglia e il senso di un’accoglienza piena e rispettosa calati in un percorso di grande corresponsabilità con lo sguardo rivolto sempre ai “veri padroni dell’Opera: gli OSPITI”.
Il restante lo si costruirà giorno dopo giorno e andrà a sommarsi ad una storia ricchissima e lunga, fatta di incontri, di progetti, di sfide, di fallimenti e di successi.

Per quanto riguarda il dott. Alberto Bianchi, arriva da un’esperienza ventennale di gestione di strutture di accoglienza e negli ultimi 15 anni ha svolto il suo prezioso servizio alla Lega del Filo d’Oro di Lesmo (MB); è laureato in giurisprudenza e scienze politiche, con all’attivo diverse formazioni specifiche, ha accresciuto con l’esperienza le sue competenze gestionali e di direzione.

Per il Dott. Alberto la Casa di Seregno è ricca di significato, pur nella sua complessità, e questo gli piace molto e lo proietta ad una proficua collaborazione.
Figure apicali e operatori tutti, sono per lui una fonte di forza e ricchezza. Confida nel supporto di tutti e soprattutto in quello della Comunità Religiosa che saprà affiancarlo e guidarlo prima alla scoperta e poi alla diffusione del Carisma orionino.

Benvenuto tra noi Alberto e buon inizio alla scoperta della famiglia orionina.

 

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Casa Don Secchiaroli è una graziosa villetta liberty, a Firenze, non lontana dal centro storico.
Fa parte di quel gruppo di strutture Orionine dedite all’Ospitalità Religiosa, cercando di tenersi al passo con i tempi, pur nella modestia e nella familiarità che la caratterizzano. L’inaugurazione odierna della nuova dépendance segna un importante tappa nel cammino di questa casa che potrà ora offrire ulteriori sei camere a chi, di passaggio a Firenze, vorrà fermarsi in un luogo sereno, familiare, accogliente, coccolato ed accolto dalla responsabile, Lucia Magavero, e dalla instancabile e sorridente famiglia Alliu.

La giornata di festa è cominciata sabato 24 marzo con la celebrazione della S. Messa (presieduta da Don Walter Groppello, Economo Provinciale) nella cappella della casa che, come ai “vecchi tempi”, non è riuscita a contenere tutti gli amici giunti per l’occasione e che hanno invaso l’atrio e la grande scalinata per partecipare alla funzione. Subito dopo c’è stato il taglio del nastro (l’onore delle forbici a Don Federico Cattarelli, Direttore dell’istituto Don Orione di Firenze) e la benedizione dei nuovi ambienti (affidata a Don Giuseppe Medda, Economo del PCDO di Genova, ex parroco in S. Marco Vecchio a Firenze e amico storico di Casa Secchiaroli).

Un grazie speciale ai tanti amici intervenuti a far festa: la comunità religiosa dell’istituto Don Orione di Firenze, i ragazzi dell’istituto, gli ex allievi, gli amici di Don Orione e le persone del quartiere, i religiosi giunti da lontano ed i rappresentanti laici delle altre opere d’Italia (Montebello, Fano, Roma, Genova,  Milano) e i complimenti per l’ottimo lavoro svolto e per la grande professionalità a tutte le ditte e agli artigiani che hanno lavorato al restauro, capitanati dagli efficientissimi architetti Amalia Rocco e Domenico Sbarra.

Per chi fosse curioso di sapere qualcosa in più di questa piccola opera, qualche cenno storico:
Iniziò a funzionare come Casa del Giovane Lavoratore nel 1946 e il 10 maggio 1948 entrò a far parte della Piccola Opera della Divina Provvidenza di Don Orione. La Casa fu affidata a Don Umberto Secchiaroli, che la diresse fino al 1994, quando ormai anziano e malato dovette lasciare l’incarico. Dopo qualche tentativo di gestione diversa, si decise di trasformare la struttura in una Casa di Ospitalità Religiosa denominata “Casa Don Secchiaroli”: nel giugno del 2001 ebbe inizio la nuova attività affidata dalla famiglia Basagni.
          
Nei primi anni la vicinanza dell’Ospedale Pediatrico Mayer indirizzò inevitabilmente la Casa verso l’accoglienza dei genitori e parenti con bambini ricoverati, fu stipulata una convenzione con la Direzione dell’ospedale ed in poco tempo la struttura si riempì di persone bisognose: seguirono 5 anni di intenso lavoro di assistenza non solo ai bambini che, dopo le cure soprattutto nel reparto di oncologia, venivano mandati a “casa” in attesa del nuovo ciclo di terapie, ma anche ai genitori bisognosi di supporto psicologico ed economico. La collaborazione con l’Ospedale Mayer continuò fino al 31.12.2008, quando fu trasferito a Careggi, abbastanza distante dalla Casa Don Secchiaroli.

Negli ultimi anni, la Casa ha assunto le sembianze di Casa di Ospitalità Religiosa, aperta a quanti siano di passaggio a Firenze, che siano essi lavoratori, pellegrini o turisti, con l’obiettivo offrire un ambiente familiare e confortevole, permeato dal carisma di Don Orione. Insieme alle altre strutture ricettive, costituisce un punto di riferimento per l’Ospitalità Orionina in Italia: chi sceglie di soggiornare in questa, o nelle altre case di ospitalità, indirettamente partecipa alla missione dell’Opera, contribuendo a sostenere economicamente le opere di carità che, in Italia e nel Mondo, assistono quasi un milione di persone.

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Don Achille Morabito ha incontrato il personale del Piccolo Cottolengo di Genova

Proseguono gli incontri di formazione carismatica professionale al Piccolo Cottolengo di Genova, nell’ambito del tema provinciale per l’anno 2017/18 “Guardiamo il futuro con concretezza e ottimismo: le opere di misericordia”.
Nello scorso mese di febbraio, Don Achille Morabito ha tenuto tre incontri a Paverano, Camaldoli e Castagna, con il personale delle Case genovesi, conducendo una stimolante riflessione dal titolo “Il paradosso del dono, il paradosso della felicità. C’è più gioia nel dare che nel ricevere (Atti 20, 35)”.


C’è un luogo comune da sfatare, secondo il quale un bravo operatore quando entra al lavoro “deve lasciare fuori tutto il resto”, così sarebbe un bravo professionista… In realtà l’operatore, non è possibile altrimenti, porta al lavoro - e quindi anche nella relazione con gli Ospiti e nella relazione con i colleghi - un carico di tristezza, di fatica e di aspirazione alla felicità che anche ogni Ospite e ogni collega porta nel cuore.


«C’è più gioia nel dare che nel ricevere»
“La riflessione sulla felicità (che tutti desideriamo) ripropone verità antiche e disattese” ha detto Don Achille. “La pienezza di vivere viene conseguita quando non la si cerca direttamente, quando, in altre parole, si è riusciti a non essere soltanto piegati verso se stessi e i propri problemi, bensì a rivolgersi agli altri (magari gli stessi Ospiti e gli stessi colleghi che incontro e servo ogni mattina) con gratuità.
Il paradosso del dono esprime il paradosso della felicità, più volte riscontrato: essa può giungere soltanto in sovrappiù, più come un evento che accade che come un obiettivo raggiunto. Quando si dona a qualcuno, si sperimenta una soddisfazione che non può essere paragonata ad alcun guadagno materiale: la gioia del dare non conosce confronti. Kierkegaard notava in proposito: «La porta della felicità si apre verso l’esterno; chi tenta di forzarla in senso contrario, finisce per chiuderla sempre di più».

Quanto più si cerca di possedere la felicità, tanto più essa diventa sfuggente e irraggiungibile: è la parabola del nostro tempo, troppo preoccupato di sé e del proprio star bene, scoprendosi così sempre più triste e incapace di vivere”.

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Sono stati circa un centinaio coloro che hanno raccolto l’invito del Centro “Don Orione” di Savignano alla presentazione del libro di Don Achille Morabito, “Tanto per cominciare” e alla cena di beneficenza dedicata alla nuova missione di Miandrarivo in Madagascar.
L’iniziativa che rientrava nel novero delle celebrazioni del 50° di fondazione della Casa di Savignano, riproponeva la ormai tradizionale manifestazione “Cuori senza confini” che la comunità savignanese porta avanti quale momento di sensibilizzazione ai temi missionari orionini e occasione di concreta testimonianza di carità.
Nel pomeriggio, l’appuntamento presso la sala conferenze della diocesi di Ariano Irpino – LaceDonia è stato vissuto con particolare interesse da parte del pubblico allorché Don Achille, sollecitato anche da interventi dei presenti, ha raccontato con sapidità e passione la genesi del libro e le sue cause ispirative prima di passare ad illustrarne i contenuti. All’incontro, introdotto dal direttore del Centro con la presentazione dell’autore e qualche cenno sul senso della manifestazione, è intervenuto mgr. Melillo, vescovo della diocesi, che nell’esprimere il suo plauso all’iniziativa, da lui benedetta con il patrocinio diocesano, ha riferito di come sia venuto a conoscenza della figura di Don Orione e di come ne vada apprezzando la grande personalità via via che ne approfondisce la conoscenza. A conclusione della presentazione, Don Achille si è amabilmente sottoposto al rito dell’autografo delle copie che purtroppo non sono bastate a soddisfare tutte le richieste.
La serata è quindi continuata presso la “Pignata in Bellavista” noto ristorante del centro irpino che ha gratuitamente messo a disposizione il locale e l’organizzazione per la cena di beneficenza predisposta per raccogliere fondi a beneficio della neonata missione orionina in Madagascar. In sede di ringraziamento ai presenti il direttore del Centro ha voluto sottolineare come la loro adesione assuma implicitamente anche una veste di testimonianza che si contrappone silenziosamente a quel sentimento di avversione verso i diseredati della terra che sembra oggi prevalere nel dibattito pubblico nazionale.
A conclusione della serata, a tutti i partecipanti è stato Donato, come ricordo, l’opuscolo “Incontro con uno strano prete” estratto dal saggio “Uscita di sicurezza” in cui Ignazio Silone rievoca l’avvio della sua profonda amicizia con Don Orione.

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La Festa di San luigi Orione da calendario cade il 16 Maggio, ma per la Congregazione Orionina è importane ricordare anche la data della morte di colui che ha dato vita alle nostre Case della Carità.
Il 12 marzo 1940 Don Orione moriva a Sanremo e lasciava a tutti noi in eredità il compito di portare avanti attraverso i suoi insegnamenti ed il suo carisma il messaggio di tenerezza verso tutti coloro che portano un dolore con sé.
L’11 marzo del 2018, a quasi 80 anni dalla sua morte, la comunità genovese di Castagna torna a festeggiare insieme ai suoi sacerdoti il fondatore che con la sua umile grandezza ci ha avvicinato al servizio verso i più poveri.
 Don Walter Groppello ha presieduto la Santa Messa, concelebrata con alcuni confratelli genovesi e animata dall’immancabile coro del PCDO e dagli ospiti come è oramai consolidato nelle grandi occasioni.
I religiosi hanno poi offerto ad una vasta rappresentanza di tutta la Casa di Castagna ed al vicariato un aperitivo e un pranzo di festa. La giornata è stata vissuta come un momento di unione e di serenità, ma anche di riflessione sul cammino che insieme percorriamo sui passi di San Luigi Orione.

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Lunedì, 19 Marzo 2018

Seregno - la danza è vita!

Ballare è un'arte, è un alimento per il corpo e medicina per il cuore. La musica porta allegria e i balli hanno portato dolci ricordi del passato.

Con questo spirito 21 ballerini si sono esibiti per gli ospiti del Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno. I ballerini si sono cimentati in un ampio repertorio di balli da sala, fox-trot, valzer lento, beguin, balli di gruppo come samba, tarantella, mambo e i classici del ballo liscio come Mazurka, valzer, polka di gruppo.

Il ballo e la musica fanno nascere il sorriso, c'è chi tiene il tempo, chi vorrebbe buttarsi nella mischia e chi ci prova davvero!

Un pomeriggio come questo è piacevole non solo perché si assiste ad uno spettacolo; diventa un pomeriggio speciale per la bellezza della danza e della musica, per la dolcezza che i passi esprimono. In poche parole, un pomeriggio così è un dono, perché viene dalla generosità di chi ha regalato un momento diverso e gioioso.

Quindi, il grazie non può essere generico e generale: vale la pena di ringraziare ogni persona, ogni cuore che ha reso possibile questo piccolo, grande miracolo di generosità: grazie a Giuseppe, Paola, Vittorio, Tatiana, Franco, Laura, Luigi, Nunzia, Giuseppe, Rosa, Gianni, Paola, Luciano, Carmela, Luciano, Alessandra, Renato, Daniela, Matteo, Enza e Dora.

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Martedì 20 marzo parte la prima di molte iniziative previste nell'arco dell'anno per festeggiare il cinquantesimo anniversario del Centro Medico Sociale Don Orione di Savignano Irpino.

La decima edizione di Cuori senza confini si apre con un primo incontro patrocinato dalla Diocesi di Ariano Irpino - Lacedonia: alle ore 18 si terrà la presentazione del libro "Tanto per cominciare" di Don Achille Morabilto, sacerdote orionino esperto in Sacra Scrittura, con gli interventi dell'autore, del direttore del Centro Fabrizio Lanciotti e del Vescovo di Ariano Irpino Monsignor Sergio Melillo.

Alla sera, una cena di beneficienza presso un noto ristorante della zona raccoglierà fondi destinati alla nuova missione di Miandrarivo in Madagascar. Il contributo aiuterà i bambini della missione ad andare a scuola, a ricevere cure mediche e vaccinazioni, assicurare un pasto quotidiano (ciotola di riso), fornire il materiale didattico e vestiario.

Per altre informazioni e adesioni clicca QUI

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TV2000 ricorda Don Orione raccontando l'opera pionieristica degli orionini accanto alle famiglie fragili.

In occasione della festa liturgica di San Luigi Orione, TV2000 la televisione della Conferenza Episcopale Italiana ha dedicato un servizio della trasmissione "Siamo noi" al “Seminario della vita” - Istituto "Marco Soranzo" di Campocroce di Mirano (VE), dove l'Opera Don Orione ha realizzato una struttura di accoglienza per famiglie in situazioni di disagio sociale ed abitativo.

 

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