"Viviamo in un secolo che è pieno di gelo e di morte nella vita dello spirito."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Sabato, 30 Settembre 2017

Ottobre Missionario 2017

Carissimi Confratelli e Comunità,
siamo ormai alla vigilia dell’Ottobre missionario, di questo "tempo forte" offerto dalla Chiesa per tenere vivo l’ardore missionario nelle nostre comunità e per alimentare la comunione e la cooperazione con le Missioni della Chiesa universale. Per noi orionini è l’occasione per sentirci uniti ed accompagnare in modo particolare i confratelli e le nostre missioni.
Siamo una piccola realtà, tuttavia viva ed efficace: ricordo che il 12 settembre 3 religiosi della provincia “Notre Dame d’Afrique” accompagnati dal Provinciale, don Basile Aka, sono partiti da Lomé (Togo) per aprire una nuova tenda orionina nel Benin a Malanville.
Inoltre nel Madagascar si è aperta una nuova residenza con tre nostri confratelli a Miandrarivo, che per volere del Vescovo è diventato un distretto distinto da quello di Faratsiho, in modo da avvicinare i sacerdoti alla gente ed agevolare anche l’impegno dei nostri missionari costretti a fare ore ed ore di viaggio, spesso a piedi.
In uno scorrere del tempo che a volte rischia di essere un po’ monotono, un mese missionario scandito da un itinerario di cinque settimane (Contemplazione – Vocazione – Responsabilità – Carità – Ringraziamento) può essere l’occasione per pregare e far pregare con più fede e con un’intenzione particolare.

Il tema scelto per quest’anno è “la Messe è molta”, in stretta relazione con il prossimo anno che sarà “ma gli operai sono pochi”. E’ l’occasione per guardare con stupore la messe immensa desiderosa dell’incontro con il Salvatore, il “grano maturo”, pronto ad accogliere la gioia del Vangelo che tutto rinnova.  Ma è anche l’opportunità per risvegliare in noi la chiamata missionaria, per sentire ancora una volta lo sguardo di predilezione di Gesù che ci chiama ad essere discepoli-missionari in ogni luogo, verso ogni persona, a cominciare dai più vicini...

Ricordo gli obiettivi:
1. Vivere un tempo di grazia per sollecitare le nostre Comunità e i fedeli a noi affidati ad un recupero della vocazione battesimale-missionaria.
2. Dare un abbraccio al mondo creando sempre più ponti di comunione, collaborazione e sostegno alle nostre missioni.
3. Accompagnare il cammino dei missionari con la preghiera.
4. Incoraggiare, spronare e sostenere le vocazioni missionarie, soprattutto nei giovani.
5. Invitare i malati ad offrire il mistero del dolore e della sofferenza per la redenzione del mondo.

L’Ottobre Missionario è l’occasione per tenere ben aperto il grande “Libro della Missione”, per imparare a vivere la nostra fede con uno spirito veramente “cattolico”, per sostenere le comunità ed opere in terra di prima evangelizzazione. Ma è bello soprattutto ricordare i volti dei nostri Missionari e delle nostre Missionarie e portarli sull’altare nella nostra preghiera grata a Dio per il loro servizio pastorale.
Come sempre non mancano i sussidi per vivere il mese missionario e che almeno alle parrocchie saranno giunti dagli Uffici Missionari Diocesani. Agli altri centri abbiamo provveduto a spedirli. Tuttavia potrete scaricarli anche QUI sul sito e cliccando sul “bottone” della sezione Ottobre missionario nel lato destro.
Infine, nell’arco del mese, vi suggerisco di invitare i nostri confratelli sacerdoti studenti africani, indiani, sudamericani presenti a Sette Sale o anche qualche chierico del teologico (previo accordo con il direttore). E’ l’occasione per conoscere meglio il confratello, le missioni orionine, ma anche per un’animazione più efficace sia nelle parrocchie che negli istituti con i nostri ospiti, dipendenti e laici orionini.
A tutti un cordiale saluto e l’augurio di buon cammino!

Don Felice Bruno
Consigliere provinciale

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Domenica 24 settembre presso il Villaggio della carità a Genova Camaldoli si è svolta l’annuale festa della casa sotto il bel titolo mariano di “Maria fonte della nostra gioia”. A presiedere la solenne celebrazione, il direttore provinciale Don Aurelio Fusi con accanto il direttore delle case orionine genovesi Don Alessandro D’Acunto e l’animatore spirituale della casa Don Bruno Lucchini che quotidianamente segue con tanto affetto gli ospiti. L’animazione della liturgia è stata affidata, come sempre per le “grandi occasioni”, dal coro riunito delle case genovesi composto dagli ospiti ed animatori. Un ringraziamento particolare al responsabile di struttura Vincenzo Russo, che come ha detto Don D’Acunto, “il suo nome vuole rappresentare tutti i collaboratori, volontari, amici e parenti che hanno reso possibile e bella questa giornata”.   

Un appuntamento annuale che si ripete con grande successo. E questo “successo” è dato all’apparenza da cose semplici, ma molto significative nel cuore di ognuno. Il perché è fotografato nel vedere gli ospiti “veri padroni della casa”, che accolgono, donano un sorriso e una parola a modo loro: un modo speciale ed unico. Accanto a loro i parenti e tanti, quasi tutti, i dipendenti che operano nella casa insieme alcuni ai lori figli parenti e un bel gruppo di volontariato.
È festa già all’inizio della celebrazione eucaristica perché il chierichetto Enzino nella processione d’ingresso non tiene le mani giunte ma le allunga verso ognuno dei presenti per salutarli e dar così, a suo modo, il benvenuto. Il padre provinciale nell’omelia si rivolge in particolar modo agli ospiti della casa e insieme a loro rivive la pagina evangelica proclamata che narra degli operai della vigna sottolineando una delle meravigliose caratteristiche di Dio che “dà a ciascuno secondo quanto egli ha bisogno perché conosce bene cosa c’è nel nostro cuore, quali sono le necessità di ciascuno e provvede secondo quanto necessita”. Concludendo la riflessione Don Aurelio evidenza cosa Dio ci vuole dire con questa parabola ovvero che Lui è “davvero un Padre che conosce cosa c’è nel cuore di ognuno di noi e per questo attraverso il suo Figlio Gesù si è fatto il Dio vicino”.
Il pranzo di condivisione ha visto tutti riuniti nei saloni della casa per condividere non solo un bel pasto preparato con tanta cura e amore ma per scambiare alcune chiacchiere e ridere insieme. Nel pomeriggio nel teatro è stato proposto un bellissimo spettacolo di burattini ed una merenda ha concluso la giornata.
Si potrebbe concludere dicendo che “si ritorna al quotidiano!”. In un certo qual modo sì ma un quotidiano che sa di famiglia, che scorge nel sorriso degli operatori e di coloro che collaborano la bellezza di rendere la vita colorata di tante emozioni proprio come quelle bandiere che sventolavano intorno alla statua di Don Orione all’ingresso del Villaggio.
È proprio dalle parole del nostro Don Orione che vogliamo dire: “È l’amore di Dio che ci spinge a darci fraternamente la mano per camminare insieme!”.

 

 

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Tanti bambini in cammino con don Orione

Giornata davvero speciale quella di domenica 24 settembre. Quasi 500 persone si sono messe in cammino nel nome di Don Orione: la parrocchia San Pietro di Voghera ha compiuto i suoi primi 50 anni e li ha festeggiati con questa manifestazione di “Colorundoci”. Il ritrovo era in via Kennedy nell’ex caserma dove è avvenuta la distribuzione di “magliette parlanti” e l’accoglienza degli animatori dell’oratorio. Dopo l’arrivo verso le 15 della statua di don Orione accompagnata da una delegazione di Pontecurone con in testa il sindaco Rino Feltri e i bimbi del Piccolo Cottolengo di Tortona, il parroco Don Loris Giacomelli ha dato inizio alla camminata con una benedizione rivolta a tutti i partecipanti. Il corteo si è subito snodato per le vie della città: in piazza Duomo Don Gianni Captini ha salutato i partecipanti; procedendo in via Emilia verso la Parrocchia San Pietro al gruppo si sono uniti il sindaco Carlo Barbieri e Don Pietro Bezzi, direttore della Casa di Riposo Don Orione di Pontecurone. Davanti alla chiesa San Pietro si sono svolte le premiazioni e finalmente si è dato inizio alla festa. Nella Greenway molti animatori hanno bersagliato simpaticamente i partecipanti con colori variopinti, trasformando molti partecipanti in improbabili arlecchini colorati dalla testa ai piedi, quindi tutti al parcheggio della Dechatlon a rinfrescarsi.
Lo spirito orionino della carità e della condivisione festosa è stato sublimato dalla splendida giornata settembrina di fine estate. Don Loris ha formulato l’auspicio che questa sia stata soltanto la prima edizione di “Colorundoci”.

 

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Sabato 23 settembre 2017 in piazza Segni a Seregno si è svolta una grande “Festa di ringraziamento” all’insegna del divertimento, con Nicola Bruni di Spazio Bizzarro, dedicata ai Volontari che svolgono il loro servizio al Piccolo Cottolengo di Don Orione. Sono tantissimi ed impegnatissimi.
La Comunità Religiosa e la Direzione della Casa hanno ampiamente celebrato un momento così intenso.
Chi ha pensato a questa iniziativa ha voluto fare le cose in grande e creare un evento gioioso, stravagante, che dire “bizzarro” che però racchiudesse in sé un grande significato.
Al centro un cerchio, l’allegria, la fantasia e un pizzico di magia. È bello pensarli come in un circo magico, in un girotondo … anziani, disabili, volontari, familiari, amici … tutti che si danno la mano!
La parola “bizzarro” fa pensare a qualcosa che cattura l’attenzione proprio per la sua stranezza e originalità e sono un po’ così: pieni di fantasia e un poco stravaganti.
Nicola dentro il suo cerchio ha fatto danzare con una magia carica di emozioni, le stesse emozioni che ogni giorno anche i volontari fanno provare con la loro gratuità.
Papa Francesco in uno dei suoi tanti discorsi alle famiglie ha citato tre parole semplici, ma dirompenti che racchiudono in sé il significato di questo evento: permesso, grazie, scusa.
Nella famiglia non dobbiamo aver paura di usarle.
Chiedere permesso per non essere invadenti nella casa dei “nostri padroni” ci aiuta a dare un significato di attenzione verso coloro che abitano al Piccolo Cottolengo.
Dire grazie per i doni ricevuti ci aiuta a non dare per scontato il ricevere.
Chiedere scusa ci ricorda che tutti sbagliamo e a volte, qualcuno si offende in famiglia, ma chiedere scusa apre la porta ad un nuovo inizio.

Il volontario è colui che dona senza chiedere nulla in cambio, è colui che parla anche nel silenzio della sua presenza, che non ha bisogno di fare cose grandi, ma che fa piccole cose con grande amore, come ha insegnato Madre Teresa.
I volontari sono preziosi e formano una squadra eccezionale assieme a tutti gli operatori del Piccolo Cottolengo. L’unicità di ciascuno carica di energia ogni giorno e permette di fare cose ordinarie straordinariamente bene.
Ogni volto ha la sua storia, ha la sua ricchezza e con questa festa si è cercato di esaltare ciascuno, se non lo si è fatto fino in fondo, lo si farà meglio, ma dicendo grazie divertendosi si è potuta confermare la grande stima e il grande valore verso ogni volontario, giovane o maturo, appena arrivato o di lunga data. Non c’è differenza, quello che conta è l’esserci.
Un grazie va anche agli operatori, a chi ha pensato, a chi ha realizzato e a chi è rimasto a Casa continuando a sostenere le cose ordinarie. Tutti hanno contribuito.

festa volontari seregno

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Don Walter Groppello, economo provinciale, domenica 24 settembre si è recato in visita a Casamicciola, comune dell’isola di Ischia colpito dal sisma del 21 agosto scorso. L’Opera Don Orione ha a Casamicciola una casa di risposo, “Villa Joseph”, gestita dal sig. Nando Scarpa, già amico e collaboratore dell’Opera di Ercolano; lo scopo di questa visita è proprio la casa di riposo.
Don Walter, partito in traghetto da Pozzuoli in compagnia del sig. Scarpa, durante il viaggio è stato informato ed aggiornato sulla situazione post terremoto, sui disagi che ancora vivono gli isolani, sui programmi di riqualificazione e su quanto le amministrazioni stanno mettendo in cantiere per restituire all’isola la sua vita normale. Approdati al porto di Casamicciola, c’è stato il tempo per una breve perlustrazione alle zone più colpite dal terremoto, dove si è potuto constatare che molte abitazioni ed alberghi sono inagibili e chiusi. Diversi sono ancora gli sfollati e parecchie le attività ricettive che non hanno potuto riaprire i battenti.
Arrivando a Villa Joseph, si è potuto notare come anche la casa orionina abbia subito gli effetti del sisma: salta subito all’occhio la piccola chiesa sulla destra, percorsa da una ragnatela di crepe e fratture, soprattutto in corrispondenza del timpano e del tetto. Il luogo di culto è stato dichiarato inagibile (come quasi tutte le chiese della zona), alcuni decori esterni erano pericolanti e sono stati rimossi e prima di poter tornare a pregarvi, saranno necessarie opere di consolidamento e, probabilmente, il rifacimento completo del tetto che, in corrispondenza delle travi orizzontali, appare chiaramente distaccato dal resto della struttura.
Accanto alla chiesa sorge la casa di riposo, di epoca più recente; fortunatamente, ha ben resistito al sisma ed ha riportato solo danni superficiali. Ovunque sono presenti piccole crepe, intonaci lesionati, qualche calcinaccio distaccato, ma si è già provveduto a tamponare i danni e mettere in sicurezza gli ambienti.  Questo ha consentito di non sfollare i 34 anziani ospitati (in un primo momento si era paventata anche questa ipotesi), ma addirittura di trasformare la struttura in un centro di accoglienza per le persone rimaste senza casa.
Villa Joseph è stata da subito in prima linea nell’aiuto e nell’accoglienza, diventando rifugio e tetto sicuro per chi, quella sera del 21 agosto, ha perso tutto: il numero di persone accolte varia molto di settimana in settimana (qualcuno trova accoglienza presso amici e parenti, altri riescono a rientrare nelle proprie case), rispetto ai numeri dei primi giorni la situazione va assestandosi ed oggi gli sfollati accolti sono 21. A questi si aggiungono 6 anziani non autosufficienti che, dimessi dall’ospedale, non avevano un posto dove andare o chi si prendesse cura di loro: sono stati accolti a Villa Joseph dove ricevono l’assistenza e le cure di cui hanno bisogno.
Completato il sopralluogo alle strutture, don Walter ha celebrato la Santa Messa insieme agli ospiti, nel salone polifunzionale della casa temporaneamente adattato a cappella: un bel momento di comunione e fraternità a cui gli anziani hanno partecipato con gioia, animando anche la messa con qualche canto.
A seguire, il pranzo in compagnia delle vittime del terremoto dei collaboratori della struttura. Nel pomeriggio il rientro ad Ercolano.
Don Walter ha ricordato ai presenti che non sono soli e che continuerà a tenersi in contatto, come fatto finora, per monitorare e sostenere il ritorno ad una piena funzionalità della casa.
Un grazie particolare a Nando Scarpa per la passione che, insieme alla sua famiglia, mette nella gestione della casa; i buoni frutti che ne derivano sono la testimonianza migliore del lavoro svolto. Grazie anche a Pasquale e a sua moglie, impegnati in prima linea nella conduzione della casa e nella gestione delle emergenze.

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Lunedì, 25 Settembre 2017

Seregno - Gita a colle brianza

Giovedì 21 settembre i nonni del Don Orione di Seregno hanno fatto una gita in mezzo al verde raggiungendo Colle Brianza.
Questa volta la gita è stato un vero e proprio tuffo nel passato per Luigi che è tornato nel luogo dove è nato e vissuto fino a 20 anni fa.
Ha così potuto incontrare i vecchi amici ed i parenti. Luigi si è emozionato nel rivedere la propria casa e i terreni dove allevava i cavalli.
È stata una giornata di grandi emozioni per i nonni, che la ricorderanno sicuramente.

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Mercoledì, 20 Settembre 2017

Genova - 25° in famiglia

Giornata di festa ieri al Piccolo Cottolengo Genovese: tutta la comunità ha infatti celebrato il venticinquesimo anniversario dell'ordinazione sacerdotale di Don Alessandro D'Acunto, direttore del PCDO. Alle 10, il Vescovo emerito di Tortona, Monsignor Martino Canessa ha presieduto la messa, animata dal coro, che ha indossato per la prima volta la sua nuova divisa. La chiesa era  gremita di ospiti, familiari, operatori con la divisa bianca o azzurra, le cappe rosa delle volontarie, amici e collaboratori dell'opera.

Il Vescovo nell'omelia ha ricordato la stretta amicizia che lo lega a Don Alessandro e ha posto a tutti una domanda molto diretta: perché festeggiare un venticinquesimo? È la Chiesa che lo vuole, per ringraziare il Signore del dono della fedeltà: questo l'augurio a Don Alessandro, continuare il suo cammino di sacerdote nella fedeltà alla sua chiamata, nella fedeltà a Cristo, nella fedeltà al carisma di Don Orione, portando ancora a tante persone la carità che tutti accoglie e abbraccia.

Don Alessandro, nel ringraziare i presenti, ha delineato con poche battute lo spirito della giornata: "Questa è la vita del Piccolo Cottolengo: il telefono di un ospite che suona, uno che deve andare in bagno, un altro che chiede se è già ora di fare la comunione. Nella sua semplicità, questa è la nostra vita ed è bello essere qui, insieme". Il Direttore ha poi letto il messaggio di un operatore il quale, non potendo essere presente, gli ha scritto un messaggio: "le auguro di essere sempre in grazia di Dio". Con questo augurio rivolto a tutti i fedeli si è chiusa la celebrazione, perché, come ha ricordato Don Alessandro, " se c'è la grazia di Dio c'è tutto".

 

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L’Associazione “Rosa Vitillo Pet therapy” insieme al Centro Medico Sociale “Don Orione” per un progetto di zooterapia a sostegno agli ospiti della struttura di Savignano Irpino.
Partito ad agosto, è stato presentato pubblicamente domenica 10 settembre il progetto “Care” che il Centro Don Orione di Savignano, insieme all’associazione “Rosa Vitillo Pet Therapy” di Ariano, ha promosso a beneficio degli anziani assistiti in residenza.
L’iniziativa, che rientra nell’ambito di quelle dedicate al miglioramento della qualità di vita che il Centro persegue da anni, mira a sviluppare protocolli di intervento riabilitativi alternativi di tipo psicopedagogico, ad integrazione delle attività di cura assistenziale, sanitaria, sociale e psicomotoria di base, con l’intento di agire positivamente sui processi cognitivi, emotivi e relazionali che contraddistinguono la vita quotidiana degli ospiti all’interno della struttura stessa, spazio fisico e sociale spesso permanente ed unico per la maggior parte di loro.
Sul piano psicologico è ormai dimostrato che per gli anziani l’interazione con gli animali è di grande giovamento; in particolare, nei soggetti con demenza il contatto con un animale può contribuire a diminuire l’ansia e ad aumentare la sensazione di calma e benessere. Gli animali possono inoltre contribuire a migliorare la relazione del paziente con il mondo circostante.
Le attività a contatto con gli animali sono in questo caso finalizzate a rendere più piacevole la permanenza di una persona nella struttura e quindi a migliorarne le condizioni di vita.
Il progetto “Care”, ricompreso all’interno del bando di micro progettazione finanziato dal Centro servizi per il volontariato “Irpinia Solidale”, è strutturato a beneficio degli anziani ospiti con particolare riferimento a quelli affetti da deterioramento cognitivo ed Alzheimer. Nello specifico, accanto agli interventi di stampo più tradizionale come la ROT, sono inserite sessioni di Pet-Therapy, una tipologia di co-terapia che ha dimostrato di aver effetti benefici nell’area fisica, psicologica, sociale. I servizi quindi che il Centro offre ai propri ospiti, saranno arricchiti da incontri di zooterapia, curati dal personale dell’associazione “Rosa Vitillo pet therapy” che si alterneranno a quelli già attivi di musicoterapia e alle altre attività occupazionali.

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Mercoledì, 06 Settembre 2017

Seregno - In alto i calici!

“In alto i boccali” e “stay tuned” sono stati i motti che hanno caratterizzato gli 11 giorni della 6° edizione dell’Oktoberfest Brianza, i residenti e gli operatori del Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno hanno vissuto con la presenza in un’area dedicata: in questo spazio ospiti, volontari, famigliari e operatori hanno presentato la Casa e i servizi offerti al territorio. Lo stand è stato la vetrina dei lavori artigianali realizzati dagli ospiti durante l’anno nei laboratori artistici di ceramica e mosaico.  A rallegrare le serata dei più piccoli, la presenza anche di uno spazio truccabimbi.Novità di quest’anno la postazione radio che ogni sera, per 45 minuti, ha trasmetto la diretta dell’evento e ha raccontato di come si vive al Don Orione. Special guest di queste prime puntate della PCDO Radio sono stati: il Sindaco di Seregno, Edoardo Mazza, l’assessore allo sport, Stefano Casiraghi, e, ovviamente, gli ospiti.
Durante i pranzi delle domeniche, i “nonni” e i “ragazzi” hanno accettato con piacere l’invito ad aiutare lo staff in cucina e a servire ai tavoli; un gustoso pranzo di ringraziamento a tema bavarese è stato offerto loro dagli organizzatori dell’evento.
È arrivata così, dopo 11 giorni di canti, balli, “mangiate e bevute”, domenica sera e con essa anche la fine di questa edizione: dopo l’estrazione dei biglietti della lotteria, è stato consegnato al Dott. Paolo Favori, Resp. Di Struttura del Don Orione, e a Mauro Brambilla, Presidente dell’Anffas, un assegno gigante dal valore di € 5665,00.
La somma raccolta grazie alla generosità di chi ha acquistato i biglietti della lotteria, verrà utilizzata per la realizzazione di progetti che aiuteranno a migliorare la qualità di vita dei ospiti del Don Orione e degli amici di Anffas.

Se vi siete persi le puntate della PCDORADIO scaricate la app Speaker o andate sul sito www.speaker.com e cercate PCDORadio.

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Martedì, 05 Settembre 2017

Marghera - Corri con noi!

La prima edizioni è iniziata nel 2014, per solidarietà a Filippo ed alla sua famiglia nella loro battaglia contro una rara malattia genetica, la CDKL5.

A parlare sono i numeri della quarta edizione: 2000 runner iscritti, 15.000 euro raccolti.

Per comprendere lo spirito che anima gli organizzatori ed i partecipanti vi lasciamo allo loro stesse parole:

"Nel 2014 abbiamo cominciato sperando che la nostra idea fosse buona. Arrivati al 4 anno continuiamo a sperare la stessa cosa. Ma con una consapevolezza in più: che la corsa non è uno sport individuale!

Dal 2014 CREDIAMO (insieme a voi) di poter essere un piccolo aiuto per Filippo e tutti gli altri bambini che in tutta Italia vorrebbero correre al nostro fianco.

Dal 2014 vi CHIEDIAMO di lasciare a casa la pietà e di portare con voi la FEDE che le cose si possono cambiare, già oggi!

Dal 2014 con tutti voi siamo "CORRI CON NOI" e vi chiediamo di amare perché CHI AMA CORRE!

Edizione 2017, magari bagnata ma con lo stesso spirito della prima! Per Filippo e per chi ama correre!"

Visita il sito della corsa, clicca QUI

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Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

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