"O Croce santa, io mi prostro davanti a te e mille volte ti benedico e mille volte ti amo!"
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Giovedì 5 ottobre il pomeriggio degli ospiti del Don Orione di Fumo è stato allietato dall’esibizione della Corale dell’UNITRE di Broni. Questa bella e importante realtà presente sul territorio, fa parte dell’Associazione Nazionale Università delle tre età con sede a Torino ed è stata fondata nell’anno 2000. Tutte le attività sono a carattere volontario, come è volontaria e gratuita l’attività dei docenti, dei collaboratori e dei membri del Consiglio Direttivo.
Il coro dell’UNITRE rappresenta uno dei molti laboratori che si svolgono nella sede di Broni ed è diretto dal Maestro Maicol Troni. È composto da una ventina di elementi ed ha iniziato il suo percorso musicale nell’anno accademico 2009-2010 con un repertorio di musica operettistica e di musica leggera.
Gli ospiti sono stati felici di ascoltare canzoni che molti di loro ben conoscevano perché parte dei loro ricordi e della loro giovinezza. E, allo stesso modo, il coro è stato contento che tutti fossero partecipi e coinvolti anche nel canto, cosa che non sempre accade! Dopo un piccolo rinfresco i saluti con la promessa da parte della corale di ritornare presto, vista la partecipazione così attiva e gioiosa di tutti.

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Oggi, 18 ottobre, ricordiamo i 25 anni della riapertura della missione in Albania. Il 5 ottobre 1980 il Papa Giovanni Paolo II visitò Otranto e parlando dei martiri di ieri e di oggi, da lì con sguardo profetico disse: “E così nell’odierna circostanza non posso non volgere il mio sguardo, oltre il mare, alla non distante eroica Chiesa in Albania, sconvolta da dura e prolungata persecuzione ma arricchita dalla testimonianza dei suoi martiri: Vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e semplici fedeli.”  Invitando a stare pronti per ritornare ad annunciare il vangelo in quella regione. Nella nuova costituzione approvata nel 1967 il dittatore Enver Oxha, aveva dichiarato l’Albania stato ateo e inasprito la persecuzione contro la chiesa cattolica, le sue istituzioni e le sue proprietà che furono requisite dallo stato. Molte chiese distrutte, altre trasformate, fu proibita qualsiasi manifestazione di fede pubblica e privata. Il Vaticano dichiarato nemico dello stato. Una delle frequenti accuse contro i sacerdoti, i vescovi o laici, per arrestarli era: spie del vaticano.
Il 21 febbraio del 1991 dopo quasi 50 anni di regime ed isolamento dal mondo, la gente abbatté la grande statua del dittatore nella piazza centrale di Tirana e quel fatto segnò la fine del regime comunista. Dopo alcune visite fatte nella primavera del 1992, da Don Giovanni d’Onorio De Meo, superiore della provincia ss. Apostoli il 18 ottobre di quell’anno don Giuseppe De Guglielmo fu il primo orionino che tornò in Albania ad Elbasan perché quella fu la città dove ci indirizzò l’allora nunzio apostolico mons. Ivan Diaz. Parliamo di ritorno perché i primi confratelli in Albania li inviò Don Orione stesso nel 1936. Furono mandati per assistere i numerosi lavoratori italiani che in quel tempo operavano in Albania, ma poi allargarono il loro apostolato prendendo la cura pastorale di varie parrocchie, dell’orfanotrofio di Scutari, aprendo un piccolo seminario e anche una colonia agricola. Terminata la seconda guerra mondiale il partito comunista prese il potere eliminando tutti gli avversari e come prima decisione espulse tutti i missionari cattolici. L’ultimo orionino a lasciare l’Albania fu don Sante Gemelli nel 1946. Dopo i primi anni molto difficili a causa della instabilità politica e sociale e della estrema povertà: rivoluzioni, guerra del Kossovo, clandestini che scappavano, migrazioni interne ed esterne, bande criminali, ci si sta avviando verso una normalizzazione di vita ed anche il lavoro pastorale è più tranquillo. Il 21 giugno del 1998 fu aperta la seconda comunità orionina a Shiroka, villaggio nei dintorni di Scutari, poi nel 2014 è stato realizzato il centro Don Orione a Bardhaj. Nel 2005 abbiamo avuto il primo sacerdote albanese Don Dorian Mjestri di Elbasan ed ora a conclusione di questo 25° ci sarà l’ordinazione del secondo Don Pavlin Preka, di Bardhaj, una gioia per la parrocchia, per la congregazione e per la chiesa.

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Mercoledì 16 ottobre è stato ricordato il 16° anniversario dell'arrivo a L'viv dei primi tre orionini: Don Egidio, Don Felice e Don Joiko.
Persone, fatti, volti, avvenimenti, incontri, costruzioni, bambini, anziani, giovani, disabili, poveri, seminaristi... tutto un mondo che in questi anni si è avvicinato alla nostra opera pastorale e assistenziale per vedere, chiedere, sentire, sperimentare.
Tutto quello che è stato realizzato è stato fatto in nome della Divina Provvidenza.
Tanto resta ancora da fare, da completare, da donare...
Grazie a chi c'era, c'è oggi e ci sarà domani.
Grazie a quanti sostengono con la preghiera, l'amicizia, la solidarietà.
Grazie a quanti hanno accolto il primo invito e con un vero atto di fede hanno risposto positivamente alle proposte.
Grazie alla Divina Provvidenza che ogni giorno ci tiene per mano e guida i nostri passi.
Guardiamo avanti.
Ave Maria e avanti.

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Gli ospiti del Piccolo Cottolengo Don Orione ringraziano i volontari del MOV-TAU nonostante il week-end, a tratti piovoso, hanno mostrato ancora una volta l'affetto che li lega alla nostra Casa.
Questi amici, infatti, hanno passato tre giorni alla "28° festa popolare Madonna della Campagna" con il loro gazebo all'interno dello spazio riservato agli Stand dell'Associazioni Volontari di Seregno.

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Quando si fa attenzione alla qualità di vita, succede anche questo, che un ospite, prenda l’iniziativa di invitare fuori a pranzo un educatore al quale si è affezionato nel corso degli anni, chieda di visitare l’Acquario, potersi comprare scarpe e vestiti nuovi.
I progetti di vita centrati sui domini si pongono l’obiettivo di sviluppare negli ospiti la capacità di decidere in modo autonomo cosa desiderano fare e cercano di legare l’appartenere sociale e comunitario a comportamenti pratici che stimolano la ricerca della compagnia, la scelta dei posti da frequentare e l’utilizzo delle proprie risorse nel tempo libero.
È bello poter scrivere e documentare, allora, come grazie a questo nuova modalità relazionale Oscar sia passato dalla rinunciataria chiusura in se stesso, al desiderio di frequentare gli amici, prendersi cura di sé, esprimere scelte e prendere decisioni.
Una di queste è stata quella di brindare con un buon bicchiere di vino all’amicizia e leccarsi, a fine pasto, le dita intinte nella cioccolata!

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Lunedì, 16 Ottobre 2017

Seregno - Compleanni di settembre

A fine settembre non c'è niente di meglio che concludere il mese con la festa dei compleanni del mese animata dall’amico Franco Ballabio. Al Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno i festeggiati del mese sono stati: Walter, Natalino, Maria, Daniele, Carmelina, Giorgio, Luciano e Rodolfo.

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Mercoledì, 11 Ottobre 2017

MLO - Qualcosa da ricordare

In ogni Nazione di presenza orionina, Religiosi, Suore e Laici orionini hanno costituito dei Coordinamenti del MLO, una struttura stabile di comunione. Alcune Linee operative del Coordinamento del MLO sono di riferimento per un cammino unitario. Favorire il 'collegamento' e la 'formazione al carisma' delle tante e diverse realtà di laici orionini sono i due servizi specifici offerti dal Coordinamento del MLO.
Il coinvolgimento dei laici nello spirito e nella vita di Don Orione e della sua Piccola Opera della Divina Provvidenza, oggi divenuto Movimento Laicale Orionino, ha radici storiche sicure e risponde ad una precisa sensibilità e volontà del Fondatore.
Il cammino del Movimento Laicale Orionino, come attualmente inteso, e cioè unitario, diversificato ma coordinato, organizzato, soggetto autonomo identificato dal carisma di Don Orione, in comunione con tutta la Piccola Opera della Divina Provvidenza, ha una storia recente.
L’inizio è chiaramente riconoscibile nella Mozione 11 del Capitolo generale dei Figli della Divina Provvidenza (1992) e delle Piccole Suore Missionarie della Carità (1993): “Per promuovere tra tutti i Confratelli e nei diversi settori delle attività della Congregazione, l’attuazione delle direttive della Chiesa circa la vocazione e il ruolo dei laici (Cfr. Apostolicam actuositatem, Christifide¬les laici ed altri) si chiede che il Governo coordini la progettazione delle iniziative atte a raggiungere gli obiettivi di promozione della vocazione e del ruolo dei laici”.
Dopo due anni dedicati alla conoscenza della situazione e allo studio della realtà laicale che vive nell’orbita di Don Orione nelle diverse nazioni, il Superiore generale indirizzò a tutti i Figli della Divina Provvidenza un “Lettera programmatica” (18.12.1995) per avviare il Movimento Laicale Orionino; ad essa fece subito seguito quella analoga della Superiora generale (23.12.1995) che impegnava anche le Piccole Suore Missionarie della Carità nel medesimo cammino.
Con un coinvolgimento corale di religiosi, religiose e laici si misero in moto i coordinamenti locali, provinciali e centrale. A Rocca di Papa (9-12 ottobre 1997), si realizzò il primo congresso internazionale del MLO che diede dinamismo e creatività al Movimento. Tale evento, confortato da un particolare Messaggio del Papa, può essere considerato l’atto di nascita ufficiale del Movimento. L´11º Capitolo Generale dei Figli della Divina Provvidenza (1998) ha dato un ulteriore impulso alla crescita del MLO.


Pubblichiamo QUI un documento che ricorda le varie tappe del Movimento.

 

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Mercoledì, 11 Ottobre 2017

Seregno - Amicizie importanti

Ci sono amicizie che non finiscono mai e per al Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno una di queste amicizie è quella con le sorelle del caro Vito che, settimana scorsa, hanno invitato a pranzo le operatrici per ricordare e festeggiare il loro amato fratello.

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Venerdì, 06 Ottobre 2017

Seregno - Pic Nic

In una tipica giornata di fine estate non poteva mancare un pic-nic insieme agli amici e alla compagnia della Comunità Religiosa.
Il gioco aperitivo de “La pignatta” ha fatto da apertura all’evento: 10 ospiti bendati ed “armati” di bastone, hanno cercato di scoppiare i palloncini per vincere dei bellissimi premi.
Dopo il momento di preghiera fatta da Don Graziano supportato da Giuseppe, si è dato il via all’apertura del ricco banchetto con un fresco menù estivo.

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È bello cominciare l’autunno con in mente i ricordi dell’estate appena trascorsa. Anche quest’anno i ragazzi del clan “Aquile Randagie” del gruppo scout Casarsa - San Giovanni 1 (provincia di Pordenone, Friuli Venezia Giulia) sono riusciti a vivere una bellissima esperienza; parola chiave: UMANITÀ.
Ma andiamo con ordine. La route ha avuto inizio tra i lunghi viali di La Spezia, è proseguita nella semplicità e la solitudine dei sentieri delle Cinque Terre e si è conclusa, dopo uno stremante    saliscendi sulle colline sopra Genova, al Villaggio della Carità di Don Orione a Camaldoli dove il clan ha prestato servizio.
Al Villaggio i ragazzi hanno trovato persone meravigliose che hanno insegnato loro come la pazienza, l’attenzione, l’amore verso ciò che si fa e verso chi ci circonda, l’umiltà e l’umanità possano regalare una vita tranquilla e quasi del tutto autonoma a persone in difficoltà, o a chi semplicemente ha raggiunto l’età anziana e si sente abbandonato dai propri cari o si rende conto di ciò che i molti anni sulle spalle gli impediscono di fare.  Hanno conosciuto Paolo, educatore a Camaldoli da più di trent’anni ma che in tutto questo tempo non ha mai avuto nemmeno un paziente; com’è possibile? Semplice ha avuto moltissimi amici, perché si nota chiaramente che con lui nessuno è un malato da curare, ma solo un uomo, seppure con modi differenti di pensare, come ha spiegato Paolo: “Tanti di loro adottano metodi di ragionamento totalmente diversi dai nostri. È come se immaginassimo un quadro di Picasso e uno di Leonardo: entrambi sono quadri cambia solamente il modo di vedere la realtà e di rappresentarla”.
C’era la sensazione di aver trovato un posto dove gli ultimi non esistono, dove pensare e muoversi diversamente non vuol dire essere diversi. I ragazzi scout hanno dato una piccola grande mano a chi cerca di rendere felici i risiedenti, ogni giorno, mettendo in gioco la propria allegria, la propria umanità e se stesso.
Il viaggio ha regalato, grazie anche alla comunità di Don Orione, la consapevolezza ai ragazzi di quanto con i propri gesti e il fare quotidiano si può aiutare chi è in difficoltà.
Un grazie a tutti coloro che sono stati compagni di avventura al Villaggio della Carità.

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Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3