"Dobbiamo avere in noi la musica profondissima e altissima della carità."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

"La peggiore malattia oggi e' il non sentirsi desiderati ne' amati, il sentirsi abbandonati.
Vi sono molte persone al mondo che muoiono di fame, ma un numero ancora maggiore muore per mancanza d'amore.
Ognuno ha bisogno di amore. Ognuno deve sapere di essere desiderato, di essere amato, e di essere importante per Dio.
Vi e' fame d'amore, e vi e' fame di Dio" Madre Teresa di Calcutta

Vogliamo pubblicare una testimonianza dei ragazzi del Servizio Civile Don Orione di Roma:

Le parole di Madre Teresa sintetizzano, in pochi versi, quelle che sono state le prime impressioni e le prime aspettative di noi ragazzi del Servizio Civile. Come tali, siamo chiamati ad aiutare il prossimo; siamo chiamati ad imparare e a metterci al servizio di chi ha bisogno del nostro aiuto. Non siamo supereroi e tantomeno dei ragazzi che vogliono sentirsi dire: “Che bravi ragazzi! Fanno tutto questo per aiutare i bisognosi. Sono veramente altruisti”. Il volontariato è prima di tutto una scelta, un modo come tanti per crescere, per imparare quelle cose che di certo non troverai scritte sui libri di scuola. Insomma, è un’esperienza di vita, un’esperienza speciale, una delle poche esperienze che in questa società, materialista e poco solidale, può essere vissuta in modo umano e caritatevole. La cosa bella del volontariato è sicuramente il fatto che in qualche modo si contribuisce alla realizzazione del diritto di una persona dalle diverse problematiche fisiche e psichiche ad avere una vita dignitosa, pari a quella di ogni individuo. Come? Non è difficile: si contribuisce con piccoli gesti, con dei sorrisi, con la semplice presenza o con piccolissime azioni. Niente di eccezionale, ma ciononostante la straordinarietà risiede nel fatto che quei piccoli gesti vengono apprezzati, condivisi, resi speciali. Noi ragazzi del Servizio Civile abbiamo trovato i ragazzi del Centro Don Orione aperti, con tanta voglia di fare; individui con tante storie toccanti, disposti a farsi aiutare (quando occorre). I ragazzi sono affettuosi … molto affettuosi. La nostra mascotte è un ragazzo sulla carrozzina di nome Manolo, che ogni mattina ci aspetta all’ingresso del Centro con trepidazione, quasi fossimo delle superstar hollywoodiane. Molti dei ragazzi, più che di qualche aiuto particolare, sono alla ricerca di essere capiti e di essere accettati per quel che sono. Vengono lì e – come Vittorio - ti danno un bacino; chi, invece, ti da semplicemente la mano perché ha solo bisogno di un contatto umano, di quel calore che possa fargli capire: “Ci sono io al tuo fianco. Non ti preoccupare”. Emanuele, per esempio, dopo averti toccato il naso prima con la mano destra e poi con la mano sinistra, ti abbraccia e non ti lascia più. Che strana cosa che è l’abbraccio!  Oggi come oggi, gli abbracci veri stanno diventando sempre più rari, se non addirittura banali. Eppure, è proprio in un abbraccio che si manifesta tutta la propria umanità, tutta la propria vitalità e tutta quell’energia positiva che possa trasmettere un po’ di pace e serenità a chi in quel momento si ritrova a vivere attimi di sconforto e di agonia. Emanuele viene e ti abbraccia senza esitazione e senza paura perché l’affetto e quel momento di condivisione lo pretende, lo vuole. Infondo è una cosa naturale. Invece noi, indaffarati, sempre presi da mille faccende burocratiche, ci dimentichiamo che oltre la scuola e il lavoro esistono cose banalmente bellissime come può essere un abbraccio, come possono essere l’amore o l’amicizia. Se imparassimo da Emanuele ad abbracciarci, invece di pretendere qualche sadica vendetta, metà delle problematiche che caratterizzano la nostra società potrebbero diventare semplice utopia. Il volontariato è anche scoperta. Sì, perché oltre alla perenne allegria dei ragazzi e al fatto che siano affettuosissimi, ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo.  Si scopre, per esempio, che il ruolo del volontario non è quello di assecondare una persona perché non è in grado di far qualcosa, ma al contrario di spronarla a superare i propri limiti, facendo sì che i propri difetti diventino punti di forza.  Il ruolo del volontario è quasi anticonformista perché deve essere un animatore di carità, una persona in grado di andar oltre il materialismo e i soliti punti di vista stereotipati. Molti ragazzi, nonostante i disturbi motori e l’ostacolo della carrozzina, hanno una forza esplosiva da permettere loro di superare la disabilità e ad andare oltre l’apparente limite fisico. Può sembrare sciocco, ma vedere un signore in carrozzina riuscire a preparare il caffè, è a dir poco straordinario. Sia chiaro: noi ragazzi del servizio civile ancora dobbiamo toccare terra e non perché tre di noi, domenica 11 ottobre, sono stati ad una regata con i ragazzi del Centro, ma perché come ogni inizio di ogni esperienza, c’è bisogno di adattarsi ad un posto nuovo. Ciononostante sembra già passata un’eternità! Sia tra noi ragazzi del Servizio Civile sia con i ragazzi del centro sta nascendo una certa complicità. Forse, perché, come si è soliti dire: “Non conta ciò che fai, ma come lo fai”. Il volontariato - come già detto prima- è una scelta, una scelta d’amore in cui – per l’appunto - non conta ciò che fai, ma tutta la passione, l’impegno e l’amore che si è in grado di mettere. Andando oltre la prima impressione, il Servizio Civile insegna ad apprezzare le piccole cose; il Servizio Civile ti apre gli occhi, facendoti capire di quanto si possa essere pigri perché oltre ai futili problemi di tutti i giorni, non si ha la costanza e la caparbietà di meditare su se stessi, sui propri pregi e sui propri difetti. Invece no: come questi ragazzi, che cercano di fare della propria disabilità un punto di forza, dobbiamo pretendere di lamentarci meno e cercare di migliorarci, soprattutto umanamente, imparando ad amare e ad apprezzare ogni singola cosa. I ragazzi, in una settimana, ci hanno già dato tanto, ma sicuramente: “Il bello deve ancora venire”!

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Mercoledì, 21 Ottobre 2015

Roma - Domenica del cuore

Domenica, 18 Ottobre, il Centro Don Orione - Monte Mario di Roma ha ospitato, per il secondo anno, l’iniziativa “Le Domeniche del Cuore”.  
Esse si collocano all’interno di un programma più ampio avente come obiettivi fondamentali: l’Assistenza, la Formazione e la Ricerca.
Rappresentano, inoltre, l’evidenza di una concreta solidarietà umana a carattere sanitario.  
Nel corso della giornata, i Volontari dell’Associazione “Dona la Vita con il Cuore”, a cui si deve tale iniziativa, hanno offerto su base volontaria le loro competenze professionali a 20 ospiti del Centro Don Orione al fine di prevenire e/o monitorare le patologie cardiologiche.
L’Associazione che, come afferma il Prof. M. Massetti, presidente dell’Associazione, “tende a rispondere alle difficoltà di molte famiglie ad accedere alle cure mediche, in rapporto alla riduzione delle risorse finanziare destinate alla sanità pubblica”, ha mostrato la sua sensibilità offrendo il suo operato anche ai nostri ragazzi disabili e pazienti geriatrici.

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Camminare alla testa dei tempi… ascoltando il passo dell'altro

Carissimi...
i cambiamenti in atto nel nostro Centro ci invitano a proporre un percorso di formazione anche per chi, come voi, presta servizio come volontario in modo da essere aggiornati e “al passo con i nostri tempi” e a ripensarsi nel servizio stesso alla luce di motivazioni di senso che lo sostengano nel farsi buon samaritano a chi ha bisogno della sua persona

Iniziava così la lettera inviata dall'Équipe Cura del volontariato a tutti i volontari che frequentano il Centro Don Orione di Chirignago per invitarli a partecipare al Corso di formazione iniziato ieri sera, martedì 13 ottobre.
Il primo appuntamento, al quale hanno partecipato quasi 40 volontari in rappresentanza di vari gruppi in servizio a Chirignago e con la partecipazione anche di 5 amici giunti addirittura da Santa Maria La Longa, dopo la recita dei Vespri guidata da Don Nello, li ha visti impegnati in due momenti diversi:
* nel primo si è ritenuto opportuno riflettere sul brano di Giovanni 13 della “Lavanda dei piedi”, con quell'insegnamento lasciatoci da Gesù che diventa per noi cristiani, per noi orionini, la norma della nostra vita, l'orientamento generale per la nostra vita, il “fuoco” che ha dato origine all'essere “prossimi” di chi ci troviamo ad avere vicini. Saremo riconosciuti “del Cristo”, suoi discepoli e discepoli di don Orione, non per le nostre parole, ma dalla nostra vita.
Il miglior commento che si potrà fare all'annuncio del Cristo e al nostro messaggio cristiano sarà proprio concretizzato da una vita di servizio, umile, quotidiano, reso stando “al di sotto” degli altri.
Ci si è soffermati sulle azioni compiute da Gesù in quel momento, azioni che, brevemente sono state commentate da ogni partecipante chiamato a esprimere e a condividere la propria riflessione.
Ed è stata davvero una grande ricchezza cogliere la profondità di molti dei pensieri condivisi;
* il secondo momento li ha visti soffermarsi su alcune indicazioni di massima utili per un servizio che vede i volontari protagonisti nel Centro in una continua interazione con i ragazzi, con gli Operatori, con le finalità e le modalità dell'Opera di carità di Chirignago.
La serata si è conclusa con il momento conviviale che ha permesso di continuare il bel clima di festa e fraternità tra i presenti.
Il corso, che continuerà con altri 6 appuntamenti nell'arco ottobre-marzo e vedrà la partecipazione tra i relatori anche del Direttore Provinciale Don Aurelio Fusi, del dottor Roberto Franchini e del dottor Angelo Righetti, ha lo scopo di far crescere i volontari nello spirito di un servizio autentico, nella conoscenza del carisma di San Luigi Orione, nella scoperta del cammino verso il quale è rivolto il Centro e delle potenzialità dei ragazzi che, come Opera ed anche con l'aiuto e la collaborazione dei volontari, si desidera riuscire a mantenere e sviluppare affinché la vita delle “perle” del centro possa avere sempre maggior qualità.

 

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Angelo Righetti, psichiatra, epidemiologo, esperto dell'OMS, noto per il suo testo sul budget di salute, ha fatto ancora una volta una sorpresa, un regalo agli ospiti del Centro Don Orione di Chirignago, Venezia. A loro, infatti è stato affidato  un "impegno" grande: essere presenti all'EXPO di Milano in rappresentanza di tutta l'Opera orionina nel mondo.

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Mercoledì, 02 Settembre 2015

UN TEMPO DI GRAZIA

"Signore, come i discepoli siamo saliti sul monte Tabor un po' scettici, ma ora è giunto il momento di scendere e tornare a casa. Per qualcuno di noi questa esperienza certamente ha lasciato il segno, altri continueranno ad essere scettici.
Nonostante tutto, questa sera volevamo dirti il nostro GRAZIE perché a contatto con i ragazzi abbiamo scoperto i nostri limiti, le nostre povertà, le nostre insufficienze, ma anche le nostre doti, le nostre qualità e quelle capacità più nascoste che neppure noi conoscevamo.
Aiutaci a camminare sulla strada del servizio che abbiamo intrapreso, consapevoli che chi si mette al servizio dei fratelli serve Dio".
Così hanno pregato alla fine della Santa Messa i volontari di Ponte Crepaldo (Eraclea–VE), che dal 23 al 29 agosto hanno vissuto il loro campo di servizio/lavoro presso il Centro Don Orione di Chirignago.

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Sono state adottate le linee indirizzo per l’annualità 2015 per la presentazione di progetti sperimentali di volontariato di cui all'articolo 12, comma 1, lettera d), della legge n. 266 del 1991, finanziati con il Fondo per il volontariato. Le Linee di indirizzo sono finalizzate alla presentazione di progetti sperimentali ed innovativi di volontariato, da parte di organizzazioni di volontariato legalmente costituite da almeno due anni e regolarmente iscritte nei registri regionali e provinciali del volontariato. Anche per il 2015 ai contributi per la realizzazione delle proposte progettuali sono destinati 2.000.000,00 di euro, che saranno disponibili una volta completato l'iter per la riassegnazione, ai rispettivi capitoli di bilancio del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, delle risorse finanziarie derivanti dal riparto del Fondo nazionale per le politiche sociali per l'anno 2015. Le Linee di indirizzo sono state trasmesse agli Organi di controllo per le verifiche di competenza. La richiesta di contributo, il progetto descrittivo, il piano economico e il Patto di integrità (contenuti nel formulario allegato alle Linee di indirizzo) devono essere compilati ed inviati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Direzione generale del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese, esclusivamente attraverso la piattaforma informatica messa a disposizione dal Ministero all'indirizzo: www.direttiva266.it, entro le ore 12:00 del 21 settembre 2015.  Le organizzazioni di volontariato che non siano già registrate sulla piattaforma informatica potranno effettuare la registrazione entro le ore 12:00 del 18 settembre 2015.
Per approfondimenti clicca QUI

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Al Centro don Orione di Chirignago, da domenica 2 a sabato 8 agosto, si è svolto un altro campo di servizio e lavoro.
Questa volta sono stati nostri ospiti 12 ragazzi di V superiore del gruppo di Azione Cattolica delle parrocchie di Martellago e Maerne, accompagnati dai loro 5 educatori che hanno condiviso con loro tutto il percorso.

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Ed eccoci giunti alla conclusione di questo fantastico meeting dei giovani orionini, tante tantissime le emozioni che in questi giorni i ragazzi hanno provato.. Ieri sera nella piazza principale di Avezzano i giovani hanno compiuto un’iniziativa di animazione ed evangelizzazione di piazza ed a seguire il pellegrinaggio a piedi alla luce delle torce fino al Santuario della Madonna di Pietraquaria con l’Adorazione e le Confessioni.

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Un coordinamento di 80 volontari di varie associazioni stringe un patto con la Prefettura per aiutare nell'accoglienza ogni volta che una nave di salvataggio giunge in porto con centinaia di profughi. "Non ci sostituiamo a nessuno, puntiamo a dare sollievo e dignità a chi arriva: le autorità l'hanno capito e grazie al nostro esempio ci dicono di lavorare meglio, superando i pregiudizi",

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I ragazzi del Centro don Orione al concerto di Vasco Rossi a Padova

“Ciao Luca,
allora hai organizzato per il concerto di Rossi?”

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