"Agli umili, ai puri e semplici di cuore e ai vigilanti il Signore tiene in serbo le sue consolazioni."
Don Orione

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Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato presentiamo le attività della Congregazione a favore degli immigrati.

Il "Seminario della Vita" è un’opera di carità, che risponde alla richiesta di Enti istituzionalmente riconosciuti ad accogliere giovani donne in gravidanza, madri sole o separate con figli a carico e nuclei familiari in situazioni di disagio sociale e abitativo, attraverso vari tipi di accoglienze: la prima in comunità con un progetto di totale accompagnamento e condivisione, la seconda con un’ospitalità in semi autonomia in alcuni minialloggi di recente realizzazione presenti nella struttura principale e infine con alcuni posti riservati all’accoglienza di famiglie e donne con figli profughe richiedenti asilo.
Oltre all’accoglienza di queste famiglie e dei loro bambini, l’opera vuole con loro recuperare il valore e la visione di vita umana sotto vari aspetti, con una particolare attenzione al prendersi cura e all’educazione dei propri figli, inoltre il grande obiettivo che si pone è l'accompagnamento e la preparazione di tali famiglie a una nuova vita autonoma e a un’adeguata presenza nella vita sociale, anche orientandole, qualora fosse necessario, al conseguimento di un titolo di studio e in seguito ad un impegno lavorativo e alla ricerca di una casa.
Il Seminario della Vita desidera essere la dimora di chi è solo, sfiduciato, abbandonato, povero, sofferente, facendoci compagni di viaggio e pellegrini sulla strada della conversione e della rinascita a nuova vita; una comunità che s’impegna a vivere e organizzarsi secondo lo stile di famiglia estesa, nella quale si creano e si vivono relazioni umane significative, dove al centro è messa l’unicità e l’irripetibilità della persona umana e dove ciascuno è chiamato a dare il proprio contributo donando qualcosa di sé e mettendosi a servizio per il bene di tutti, sperimentando quotidianamente la provvidenza di Dio e la maternità della Chiesa, concetti a cuore di San Luigi Orione.

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Giovedì, 12 Gennaio 2017

Roma - Pranzo di Natale

I ragazzi del centro Don Orione, gli operatori e i volontari del Servizio Civile Don Orione come ogni anno sono stati ospiti per il pranzo natalizio, il giorno 22 dicembre, dell’Hilton di Via Cadlolo, 101, nella zona di Belsito, a Roma.
Si tratta di una tradizione ormai consolidata da moltissimi anni, e i ragazzi l’aspettano con entusiasmo e grande piacere.
Un grazie a tutto lo staff dell’Hilton, in particolare a Fausto Ciarcia e a Giada Lamantia, come sempre gentilissimi e ospitali.

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Lunedì, 09 Gennaio 2017

Volontario? Volentieri!

Sono molte le persone che anche in questi giorni di festa hanno continuato a donare il proprio tempo insieme ad un sorriso.
Sono i numerosi volontari che collaborano attivamente a fare famiglia nelle tante strutture orionine in Italia: da Milano a Palermo, da Selargius a Trebaseleghe, da Sanremo a Messina.
Tra essi ci sono i giovani del Servizio Civile Nazionale, ma anche persone in pensione desiderose di rendere il proprio tempo libero pregno di significato, familiari degli ospiti, studenti delle scuole vicine, professionisti che vivono intensamente l’appartenenza alla famiglia di Don Orione.
A tutti, il ringraziamento per il loro servizio, con le parole che Papa Francesco ha rivolto ai volontari, riuniti per il loro giubileo il 3 settembre 2016 e concluso con la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta:
“Voi esprimete il desiderio tra i più belli nel cuore dell’uomo, quello di far sentire amata una persona che soffre. Nelle diverse condizioni del bisogno e delle necessità di tante persone, la vostra presenza è la mano tesa di Cristo che raggiunge tutti. La credibilità della Chiesa passa in maniera convincente anche attraverso il vostro servizio”.

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Al Piccolo Cottolengo Milanese, ieri 6 Gennaio, c’è stata una grandissima affluenza e tanto entusiasmo per la Befana Motociclistica che quest'anno ha raggiunto la 50esima edizione!
Migliaia i motociclisti che ogni anno aderiscono a questa manifestazione organizzata dal Moto Club Ticinese donando "un sorriso per un giorno" agli ospiti milanesi.
L'immenso gruppo di centauri è stato accolto da un messaggio da parte del Direttore Don Pierangelo Ondei, che ha voluto esprimere, a nome di tutti coloro che vivono al Piccolo Cottolengo, la grande riconoscenza per la vicinanza e l'affetto dimostrato in tutti questi anni.
 "Solo l'Amore salverà il mondo, grazie per i vostri sorrisi! Grazie per i vostri doni! Grazie!"

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Tirana, Albania - Le organizzazioni civiche albanesi hanno iniziato una campagna di 10 giorni per raccogliere fondi per i bambini della Siria.
L'iniziativa è stata lanciata martedì dalla cooperazione tra il Centro Interreligioso e la Croce Rossa Albanese nella città centrale di Elbasan, con la moschea locale, contribuendo al primo importo di 500.000 lek (3.634 euro).
Sokol Lulgjuraj al Centro Interreligioso ha detto che il denaro sarebbe stato incanalato alla Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale che operano in Siria "per dare un modesto aiuto ai bambini siriani bisognosi e a tutti coloro che soffrono le conseguenze del conflitto."
L'Albania è orgogliosa della sua armonia interreligiosa, con una maggioranza musulmana e comunità ortodosse e cattoliche tra i suoi 3 milioni di persone, tra le quali la comunità orionina di Elbasan.

Leggi QUI l'articolo completo

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Dopo aver pubblicato sul sito del Don Orione Italia, l’articolo sul presepio a Gavardo (BS) (clicca QUI per leggerlo), il laico Massimiliano Redaelli appresa la notizia ed avendo una cara amicizia con l’Arcivescovo di Spoleto-Norcia Mons. Renato Boccardo, gli ha subito comunicato questa iniziativa e l’Arcivescovo ha inviato immediatamente all’Associazione dei presepisti una bellissima lettera di ringraziamento. Questa è la famiglia orionina che il Santo fondatore desidera e dal cielo “dove regna glorioso” sarà sicuramente felice di vedere come presuli e laici si uniscano in armonia per il bene dei fratelli nel bisogno.
Ecco il testo della lettera dell’Arcivescovo Boccardo: “All'Associazione "Borgo del Quadrel" di Gavardo (Brescia) Ho saputo che quest'anno il presepe che avete realizzato è ambientato a Norcia, come segno di solidarietà verso quelle popolazioni "ferite" dal terremoto, e che volete sostenerle anche con un aiuto economico. E tutti e ciascuno ringrazio cordialmente. Sapere di non essere soli nell’affrontare questo periodo particolare della nostra storia ci consola e conferma la nostra speranza: ricominciare è possibile e doveroso, nonostante talvolta le circostanze esteriori possano indurre allo scoraggiamento e alla rassegnazione. È vero che il terremoto ha distrutto le case e i progetti e le prospettive di futuro, ha fatto venire giù le chiese che raccontavano una storia di secoli e l’identità delle popolazioni, ma la grande catena di solidarietà che si è costituita attorno a noi e ci avvolge come un abbraccio in un qualche modo ci “costringe” a ricominciare. Questa riflessione motiva e giustifica il nostro grazie. Con un augurio cordiale per il nuovo anno appena iniziato: sia ricco delle più belle benedizioni del Signore!”  + Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia.

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Al villaggio della Carità di Camaldoli Sabato 31dicembre è trascorso in un clima di famiglia, insieme agli amici della Parrocchia degli Angeli e della Comunità di Sant'Egidio che hanno organizzato ed animato i diversi momenti della bella giornata vissuta insieme.
Dopo aver condiviso la preghiera di ringraziamento per tutti i giorni che abbiamo vissuto nel 2016 la festa è iniziata con il grande pranzo della Famiglia Don Sterpi, allargata per l'occasione ad ospiti degli altri reparti del Villaggio, con la partecipazione di amici e parenti.
Seppure in ritardo, al termine del pranzo, ha fatto la sua comparsa un Babbo Natale ricco di doni per i nostri amici.
Liberata la sala dalle tavole sono iniziati giochi e danze alle quali hanno partecipato anche le amiche "beniamine" del Paverano venute ospiti al villaggio della Carità per l’occasione.
Come da tradizione il tutto si è concluso con il conto alla rovescia e lo scambio degli auguri di rito.
A tutti  l'augurio di un sereno anno nuovo.

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Giovedì, 29 Dicembre 2016

Gesù nasce anche in Madagascar

Giorni di festeggiamenti, di feste in famiglia e di succulenti pranzi: il problema diventa trovare il modo, dopo queste giornate, di ritrovare il peso forma.
Non per tutti, purtroppo, è così: ci sono ancora troppi uomini nel mondo che vivono nella miseria, troppe donne che non hanno cibo a sufficienza per i propri figli, a cui il futuro promette solo altra miseria.
Per questo, ricordiamo le attività che i missionari orionini portano avanti ogni giorno, per dare una speranza e dignità a migliaia di malati, di bambini, di disabili.
Sei ancora in tempo per fare un regalo di Natale a questi bambini!
Natale può essere ogni giorno dell’anno, se facciamo nascere il Bambino di Betlemme nel nostro cuore, se facciamo nascere gesti d’amore e di bene.
Non aspettare il prossimo anno, puoi fare anche ora un bonifico sul conto IT42T0503401438000000012357 e non dimenticare di indicare nella causale XXX (nome del paese).
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I giovani orionini di Monte Mario si riuniscono ancora una volta. Questa volta, l’incontro è stato presieduto dal chierico Roberto Luciano e da Don Giuseppe Valiante.  Secondo Don Orione: "Bisogna stare alla testa dei tempi e mai alla coda”. I giovani orionini di Monte Mario questo lo hanno capito bene. Chi non era all’incontro fisicamente, è riuscito ad essere presente grazie alla famosissima applicazione, WhatsApp.
In occidente il virtuale è ormai una realtà di fatto. Utilizzare queste nuove piattaforme è come mangiare un semplice panino con il prosciutto crudo. Esistono, tuttavia, dei luoghi in cui i tempi non sono mai andati avanti e le cui priorità sono diverse.  Ci sono posti in cui ancora manca l’elettricità, WhatsApp è utopia e dove una pseudo - dimora diventa l’alloggio di dieci persone. In altre parole, esistono dei Paesi in cui le necessità primarie vengono negate. Basti pensare al Madagascar, uno dei primi argomenti trattati durante l’ultimo incontro del MGO Monte Mario. Il chierico Roberto parla del suo viaggio missionario in questa Terra (leggi il racconto intero QUI e QUI). Soggiornando sull’isola per un mese e mezzo ha potuto toccare con mano l’estrema povertà dei diversi posti, prendendo atto anche degli aspetti positivi.
“Ho mangiato meglio in Madagascar che in Italia” ha affermato Roberto, sorprendendo tutti i presenti. “Sull’isola ho perso 10 kg non perché non mangiassi, ma per essermi nutrito in modo sano”.  In Madagascar si vive prevalentemente di agricoltura e, a differenza di molte città italiane, i prodotti sono naturali e biologici. Ciò significa che il sapore è autentico e che il cibo è di qualità. Purtroppo, andando oltre la semplicità rupestre, la realtà politica del paese è disastrosa. Le spese sono enormi e le cose da dover fare sono tantissime.  Un elevato tasso di criminalità, di povertà e di mortalità incombe sulla cartina geo – politica del Paese.
In occidente, il concetto di povertà è diverso. Più che materiale, il problema è spirituale. La parola passa a Don Giuseppe Valiante e si parla della Confessione. Secondo l’economo del Centro Don Orione di Monte Mario: “La Confessione è una radiografia dell’anima che mette in luce gli aspetti più bui della persona.  La confessione è la miglior medicina dello spirito”. Dalle parole del sacerdote si evince che la Confessione è un’esigenza, un’apertura dello spirito, necessaria per superare alcuni dubbi o mali interiori.  La necessità di sentirsi completi è un bisogno primario da soddisfare per essere realmente produttivi nella società.  L’ultimo incontro del MGO Monte Mario è stata un’occasione per riflettere su due tipi di società che sono reali e necessitano di superare i loro punti deboli. C’è chi vive una forma di povertà più materiale, ma anche chi non riesce a vivere la propria vita a causa di mali più spirituali. Quale sarà la cura?

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Martedì, 27 Dicembre 2016

Genova - Natale in Basilica

Circa 8000 persone hanno partecipato ai pranzi di Natale organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio che si sono tenuti nella città di Genova. Tra questi 330 erano raccolti nella Basilica dell’Annunziata trasformata nella sala bella che ha accolto tanti: stranieri che qui hanno costruito il loro futuro, richiedenti asilo che ancora lo cercano, anziani troppo soli, famiglie impoverite dalla crisi, disabili che chiedono protezione e accoglienza. Tra questi anche 26 ospiti del Villaggio della Carità di Camaldoli legati alla Comunità di Sant’Egidio da un’amicizia che dura ormai da tanti anni.
“Allora anche voi siete poveri visto che mangiate con noi” ci ha chiesto un ospite stupito dalla mensa condivisa, “è che qui non ci sono poveri e ricchi ma fratelli e sorelle” gli ha risposto qualcuno: “Questo mi piace ancora di più” ha risposto sorridendo.
Davvero in questo giorno abbiamo potuto toccare con mano la bellezza di una famiglia larga come il mondo, dove non ci sono divisioni ma tutti si scoprono fratelli e sorelle, dove chi è più debole e fragile trova accoglienza amorevole e attenta. In questa famiglia i nostri amici di Camaldoli hanno un posto speciale perché sanno comprendere meglio di tanti sapienti la bellezza dell’amicizia e della gratuità.
Tutto questo condito da buon cibo, la visita sempre gradita del Cardinale Bagnasco e, ultimo ma non meno importante, l’arrivo di Babbo Natale con le sue slitte colme di regali pensati per ciascuno.
Un grazie di cuore alla Comunità di Sant'Egidio da parte di tutti gli ospiti del Villaggio della Carità.

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