"Breve è il patire ma eterno il godere, ed anche il patire è dolce con Cristo."
Don Orione

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Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Il Centro Medico Don Orione di Savignano Irpino è stato presente con uno stand alla manifestazione "Vicoli e Arte" ad Ariano Irpino. La manifestazione, alla ventunesima edizione, raccoglie arte, musica e tradizioni tra i vicoli dell’Antico Borgo della Guardia, che sono la location di una passeggiata sotto le stelle attraverso il centro storico di un paese situato sull’Appennino Meridionale, a cavallo tra la Puglia e la Campania.

Il Centro, oltre a far conoscere la sua attività, presenta anche il bracciale “DO” (Don Orione), nato da un’idea del dott. Fabrizio Lanciotti, direttore del centro, del dott. Vincenzo Alfano e della dott.ssa Simona Cotugno per celebrare il 50° anniversario della fondazione. In seguito, per volontà della direzione del Centro, si è deciso di caratterizzarlo come strumento di solidarietà in aiuto ai più poveri nel mondo.

L'acquisto di ogni bracciale permetterà di nutrire un bambino della missione orionina di Antsofinondry in Madagascar per 78 giorni. La missione, infatti, aiuta 1521 bambini che frequentano la scuola dando loro un pasto giornaliero che lì vale 0,50 centesimi di euro.

E’ stato possibile progettare e realizzare in serie il bracciale “DO” grazie all’interessamento dell’ ing. Mario Vernacchia – Vernacchia Design Group – e della gioielleria Gold Center di Ariano Irpino che hanno messo a disposizione i loro talenti gratuitamente.

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Ed è proprio sul quel ramo che martedì mattina il gruppo di ospiti dei laboratori artistici di mosaico e ceramica del Piccolo Cottolengo di Seregno, accompagnati dalle educatrici e dai volontari collaboratori, si è recato: un giro sul lungo lago a respirare la brezza estiva ed un pranzo alle Fattorie di Stendhal, hanno reso la giornata indimenticabile e piena di emozioni.


Con questa gita si è voluto ringraziare tutti gli ospiti che in questi anni hanno messo a disposizione le loro qualità e capacità, mettendosi di impegno per realizzare oggetti artistici artigianali.

Un ringraziamento di cuore va anche a ai volontari che con costanza e dedizione hanno sostenuto il progetto “LaboratOrione”. Grazie per tutto quello che fate!

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Vacanza è riposo, natura, divertimento, ma può anche essere un'occasione per fare del bene.

Riportiamo la testimonianza di Lucia, che lavora nel centro Don Orione di Napoli.

Sono di nuovo a Bonouà, in Costa d'Avorio, per il 18esimo anno. Vivo qui  le mie ''vacanze '' di servizio nel centro handicappati , dove formo in modo permanente il personale per fare terapia ai bambini cerebrolesi e supervisiono il servizio nato nel 2000 su una intuizione veramente orionina di don Angelo Girolami.

Torno in famiglia, mi accolgono le volontarie in permanenza, sacerdoti e suore con un affetto riconoscente che non sento di meritare. Certo rinuncio da anni a fare vacanza, certo mi stanco e spesso pago la stanchezza con i malanni...ma volete mettere la gioia di vedere che i bambini che solo 20 anni fa sarebbero stati uccisi come indemoniato, oggi imparano a muoversi giocando in interazione con adulti consapevoli? Impagabile vedere mamme impegnate ad imparare manovre facilitanti per favorire un corretto sviluppo della motricità e del pensiero. Volete mettere a confronto una serata di ballo con le danze dei miei bimbi ''serpenti''...gratuitamente avete avuto gratuitamente date...sono una donna fortunata nata dove posso avere quello che serve ad una vita agiata, come potrei guardarmi allo specchio se non condividendo quanto Dio mi ha permesso di costruire con il mio lavoro? A Napoli lavoro in terapia e formazione e mi occupo di ragazzi a rischio nei quartieri malfamati... qui aiuto gli ultimi nella scala sociale a trovare dignità. Don Orione mi guidi ancora.

 

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Mercoledì, 01 Agosto 2018

Seregno - Gita al Lago di Pusiano

In una bellissima giornata estiva come quella di giovedì 26 luglio, non poteva mancare una gita fuori porta. I nonni del centro Don Orione di Seregno, accompagnati dalle animatrici e dal volontario, hanno trascorso la giornata al lago di Pusiano: un giro sul battello con la guida della proloco di Pusiano, che ha spiegato precisamente flora e della fauna locale, una pizza in compagnia e un fresco gelato in riva al lago hanno regalato ai nonni una giornata indimenticabile, ricca di emozioni e di sensazioni che non provavano da tanto tempo.

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Martedì, 31 Luglio 2018

Bergamo - Festa Country

Sabato 14 luglio nel giardino del centro Don Orione di Bergamo si è esibita una scuola di “Line dance”.
Passi semplici, abbigliamento informale, movimenti di gruppo, senza contatto tra ballerini, musica tipica del “Far West” sono la formula tipica del ballo Country.
Moltissimi i balli in successione, illustrati, volta per volta dal maestro. L’entusiasmo degli spettatori era alle stelle.
Ma non è stato tutto qui. Alla festa erano presenti anche alcuni bikers con le loro fiammanti Harley Davidson, con le quali gli ospiti si sono fatti immortalare da un fotografo presente per l’occasione.
La festa è durata oltre l’ora programmata e i ballerini hanno continuato a grande richiesta, la loro esibizione.
Il ringraziamento del centro va’ al maestro e ai suoi collaboratori che hanno contribuito alla gioia di tutti gli ospiti presenti.

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I ragazzi di Elbasan, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia in particolare con il Comune di Monfalcone, hanno partecipato al progetto "Welfare Youth Development" stando a stretto contatto tra loro, rafforzando così i legami di amicizia reciproca e scoprendo e rivivendo molte emozioni.

Qui di seguito un piccolo racconto illustrato di questo progetto

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Martedì, 24 Luglio 2018

Seregno - Sfida a minigolf

Mercoledì scorso gli ospiti del Don Orione di Seregno hanno vissuto un'avvincente sfida a minigolf.
Il Campione in carica, Patrizio, si è battuto con grande impegno contro gli agguerritissimi sfidanti Angelo, Franco, Federico e Stefano, il suo allenatore, mentre le meno brave in campo sono state le educatrici Sara e Silvia! Ma buon sangue non mente: la sig.ra Maria, nonché mamma di Patrizio, ha sorpreso tutti con un paio di buche mozzafiato. Mentre gli sfidanti gareggiavano l’uno contro l’altro, Claudio, arbitro della partita, ha controllato che tutti rispettassero le regole e tenuto i punteggi.
Oltre ad aver passato un bellissimo pomeriggio, i ragazzi hanno vinto soprattutto la sfida più importante ovvero quella contro se stessi e i propri limiti.

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Al reparto B1 del Don Orione di Bergamo ci sono una settantina di anziani che, ogni martedì, attendono con impazienza l’arrivo di Giambattista Goisis. Quando lo vedono entrare, i loro occhi si illuminano. Molti di loro non riescono più a parlare, ma con un piccolo gesto sanno comunicare tutto il loro affetto. Da quando 18 anni fa è andato in pensione, questo 70enne stezzanese ha deciso di dedicare la propria vita agli altri. Carattere aperto, spontaneo e allegro, Giambattista sa come risollevare il morale di chi, a causa di una malattia o di una disabilità, deve affrontare situazioni difficili. Goisis vive a Stezzano da quando si è sposato con Paola. Hanno un figlio che gli ha regalato due bellissimi nipoti. Ha lavorato per anni come meccanico alla Nuova Magrini Galileo di Bergamo, poi all’età di 52 anni è andato in pensione.


Altro che pensione. È stato in quel momento che ha deciso di dare una svolta alla sua vita: «Umanamente, tenere i contatti con le persone mi aiuta a tenermi giovane – spiega Giambattista –. Quando sono andato in pensione, l’idea di stare a casa tutto il giorno sul divano oppure di andare al bar per passare il tempo non mi piaceva per niente. Così ho pensato subito di dedicarmi al volontariato. Ho prestato servizio al centro ippoterapico di Verdello, dove aiutavo i bambini portatori di handicap ad andare a cavallo. I ragazzi ridevano e scherzavano. Poi il martedì, il giovedì e il sabato alla mattina vado al Museo del contadino di Verdello dove mi offro per sistemare gli oggetti, fare pulizie, tagliare l’erba».


Volontario al Don Orione. Da sei anni e mezzo Goisis è anche volontario Avo. Ogni martedì, dalle 14.30 alle 18, indossa il suo camice bianco e fa sorridere gli anziani della casa di riposo con la sua genuinità. «Ho iniziato a frequentare il Don Orione sette anni fa – racconta –. All’epoca andavo a trovare abitualmente un mio caro amico. Quando è venuto a mancare, mi ero talmente affezionato all’ambiente che appena ho saputo che cercavano un volontario Avo, mi sono proposto. Ho frequentato il corso per imparare le nozioni base e sono stato inserito nel reparto B1, dove ci sono una settantina di pazienti affetti da Alzheimer e demenza senile. Mi sono trovato benissimo anche se devo ammettere che non è sempre facile affrontare chi convive con questa malattia degenerativa». Molti di loro sono abbandonati, non hanno più nessuno, e quando vedono qualcuno che li va a trovare i loro occhi brillano di gioia. Ci sono giorni in cui qualche paziente non sta bene, non è lucido, ha bisogno di più attenzioni degli altri. Alcuni ripetono continuamente le stesse frasi, si impuntano su cose assurde a volte. Altri stanno sempre zitti perché non riescono più a comunicare, eppure con una stretta di mano vigorosa esprimono tutta la loro riconoscenza.
Ogni tanto c’è qualche paziente che spezza all’improvviso l’equilibrio precario che regna in sala. «Voglio la panna, voglio la panna!», inizia a ripetere un anziano all’improvviso. Lo fa in maniera ossessiva, come un mantra recitato senza sosta. Per spezzare il suo disagio, Giambattista lo prende per mano con tenerezza e lo accompagna al bar a far merenda. «Il segreto – ci svela il volontario – è entrare in sintonia con queste persone. Bisogna saperli prendere. Se ci riesci, diventa un’esperienza bellissima, gli anziani mi fanno tanti complimenti. È impossibile non volergli bene. Quando li vado a trovare resto sempre colpito dalla loro tenerezza, pare che non attendano altro che un mio cenno, un sorriso, una carezza per sentirsi meglio. A volte quando arrivo, l’infermiera caporeparto mi segnala che qualcuno non è particolarmente in forma. Allora, io mi impegno per farlo stare meglio. Ho un carattere aperto ed espansivo, mi piace far ridere gli anziani, tirarli su di morale facendo il matto: un bacetto, un abbraccio, qualche scherzetto. Ci sono cinque o sei pazienti che stanno meglio degli altri e posso accompagnarli al bar per bere qualcosa, altri invece ascoltano la musica e cantano le canzoni antiche. Si vede che quando sono in compagnia sono felici. Poi alle 17.30 li porto in mensa e imbocco i non autosufficienti».


L’aspetto più triste di questa esperienza è il momento del distacco che, volente o nolente, prima o poi spezza il legame che con fatica si è cercato di costruire giorno dopo giorno. «Mi affeziono molto ai pazienti – esclama Giambattista – e quando muoiono è dura, si rimane male. L’altro giorno è morta una signora a cui avevano appena amputato una gamba. Tutte le volte che mi vedeva mi dava un bacio. Mi mancherà moltissimo. Al Don Orione ho trovato un bellissimo ambiente, è un bel complesso. I volontari Avo sono una quarantina in tutto, ma c’è sempre bisogno di aiuto. Ho sempre avuto il pallino del volontariato. Devo ringraziare anche mia moglie Paola, perché non mi impone mai di fare nulla, mi lascia libero di seguire le mie passioni».

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Si è conclusa la terza edizione del Summer Camp per bambini speciali, 3 settimane intense nella comunità di Savignano Irpino. QUI abbiamo parlato dell’inizio di questa splendida iniziativa.
La festa conclusiva è coincisa con la festa cittadina dell’inaugurazione dell’area camper, questo ha dato ancora più interesse e maggior partecipazione al Summer Camp.
I momenti che hanno interessato la giornata sono stati molteplici: giochi di gruppo, trenino, truccabimbi, spettacolo canoro e acrobatico, degustazione, lotteria.
La festa ha preso colore e calore grazie ai numerosi partecipanti e soprattutto grazie a tutti i bambini. Arrivati alla terza edizione si può dire che il Summer Camp for special Children è diventato una bella tradizione che è comunicazione e attenzione per star vicini alle famiglie ed ai bambini con disturbi del neurosviluppo, in particolare con disturbi dello spettro autistico.

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Martedì, 17 Luglio 2018

Pescara - Esperienza di volo!

Venerdì 13 luglio il Don Orione di Pescara ha vissuto un momento emozionante e bellissimo insieme all'11° reparto volo della Polizia di Stato presso l'aeroporto di Pescara.
Il Capitano Ettore Rossi attraverso i suoi più stretti collaboratori e alla presenza delle più alte cariche cittadine, provinciali e regionali come: il Questore, il Prefetto, il Sindaco di Pescara, il Sindaco di Sambuceto, Guardia di Finanza, Croce Rossa, Protezione Civile, e tantissime altre autorità presenti, ha dato luogo ad una mattinata meravigliosa, piena di sorprese.
Dopo la proiezione di alcuni video che hanno mostrato le varie attività del Corpo di Polizia, dalla prevenzione al soccorso sul territorio il Comandante Ettore Rossi e tutto il corpo di Polizia hanno fatto ai ragazzi del Don Orione di Pescara e loro famiglie, due infiniti regali. Il primo, quello di Leo e Matteo: Leo il cane che ha salvato la bambina di 11 anni nell'ultimo terremoto e Matteo il suo istruttore, si sono esibiti in spettacolari esercitazioni. La seconda: due piloti della polizia hanno acceso un elicottero e simulato una partenza di volo ed è stato permesso a tutti i bambini del Don Orione, famiglie ed amici, di poter salire a bordo del velivolo e dei vari elicotteri della polizia.
Più di 300 persone hanno potuto vivere momenti emozionanti. Un ringraziamento particolare da parte del Responsabile di struttura Renato Di Fiore e della Dottoressa Lucia della Rovere, Direttrice Sanitaria del Don Orione che hanno partecipato insieme a tutti i ragazzi e molti dipendenti con le loro famiglie. Grazie all' 11° Corpo di volo della Polizia.

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