"La carità è superiore a qualsiasi partito e non è di nessun colore."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Al Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno lo scorso weekend, c’è stata la festa dei compleanni degli ospiti. La grande festa è stata animata dal cantante Pippo.
Sulla tanto amata torta “Tiramisù” hanno spento le candeline: Fulgida, Lucia, Maria, Maria Giovannina, Pier Carlo e il direttore della Casa Don Graziano.
Ancora un grosso augurio a tutti loro!

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Cari amici,
in questi giorni il Piccolo Cottolengo è stato fatto oggetto dell’accusa infamante di aver licenziato una dipendente a causa di un tumore. Tale accusa è stata abilmente diffusa a livello nazionale con repliche successive, causando un gravissimo e immeritato danno alla reputazione dell’Istituto e un grande dispiacere a tutti noi.
In questo momento di prova, mi è stato di grande conforto il vostro spontaneo sostegno, che ha preso la forma di una lettera sottoscritta da un gran numero di voi.

Avreste potuto starvene in disparte come spettatori neutrali per assistere agli sviluppi di questa triste vicenda, invece avete preso decisamente l’iniziativa a difesa non della vostra “azienda”, ma della nostra “grande famiglia del Piccolo Cottolengo”, come voi stessi la definite.
Un grazie particolare a chi ha avuto anche il coraggio di affrontare l’inedita esperienza delle telecamere televisive per raccontare la storia dalla propria malattia. La testimonianza sul sostegno che avete ricevuto da parte di colleghi e direzione del Piccolo Cottolengo è il più efficace antidoto ad ogni forma di menzogna.
So che alcuni tra voi sono qui al Piccolo Cottolengo e lavorano con dedizione anche se provati da forme patologiche piuttosto serie. Potreste cercare anche voi facili vie di disimpegno, invece state facendo la scelta di continuate il vostro servizio con la passione che vi contraddistingue. Lasciate che vi dica tutta la mia ammirazione e il mio grazie, che è anche quello dei nostri cari ospiti che ricevono le vostre cure.

So che in qualcuno si sta generando un po’ di rancore verso chi ci sta facendo del male. Niente rancore, verso nessuno. Non fa parte del nostro stile, non fa parte dei nostri valori!
Ve la ricordate la frase di Don Orione? “Fare del bene sempre, del bene a tutti, del male mai, a nessuno”.
La nostra risposta deve essere un’altra: continuare a servire, tutti uniti, i nostri cari ospiti, i nostri “padroni” come li definiva Don Orione. Il Piccolo Cottolengo è nato per loro, deve rimanere ogni giorno fedele allo spirito del Fondatore.

Grazie a tutti, di cuore!

Don Pierangelo

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Mercoledì, 09 Maggio 2018

Napoli - Ercolano - Imparare ad amare

Solidarietà a piene mani per sostenere il sogno di Alessandro Di Vaio, il giovane disabile morto tre giorni prima dello spettacolo" Imparare ad amare" ispirato al suo libro di poesie "La mia vita è cambiamento".
Centinaia di persone, commosse per il messaggio di fede e di speranza lasciato da Alessandro, hanno partecipato alla raccolta fondi voluta da Don Nellusco Tombacco e Don Roberto Filippini, responsabili dell'istituto Don Orione di Ercolano e Napoli, finalizzata alla realizzazione di una sala multisensoriale per i disabili.
Proprio come voleva Alessandro che in un messaggio di addio trasmesso al termine dello spettacolo di ieri, e registrato una settimana prima della sua scomparsa, ha chiesto di aiutare i sacerdoti e la missione di Don Orione e di finanziare la sala multisensoriale che consentirà agli ospiti orionini di migliorare la qualità della vita.

"Alessandro è il segno tangibile della Provvidenza", spiega il suo padre spirituale Don Roberto Filippini. "Quando ha intuito che il tumore non gli avrebbe consentito di vivere a lungo, ha avuto una reazione del tutto umana: era smarrito e disorientato. Ha provato paura. Ma poi, nella fede incrollabile, ha ritrovato la serenità di affrontare un percorso molto duro. Nell'ultimo periodo ha continuato a rassicurare tutti noi dicendo: sono felice di andare a vedere il mio cielo".
"Siamo grati alle tante persone che hanno risposto all'appello di Alessandro che per primo ha voluto devolvere i regali del suo quarantunesimo compleanno alla realizzazione di quest'opera", commenta il direttore Don Nellusco Tombacco. "Fino ad oggi abbiamo ricevuto donazioni per 14mila euro. L'obiettivo non è ancora stato raggiunto ma possiamo farcela perché il cuore dei benefattori è grande".

Per sostenere il sogno di Alessandro, è possibile acquistare il libro di poesie "La mia vita è cambiamento" in vendita al centro Don Orione di Napoli ed Ercolano e fare donazioni sul conto corrente bancario: IT31 M051 4240 3011 2457 0020 111, causale: Sala Multisensoriale di Napoli.

Questi i contatti del Piccolo Cottolengo Don Orione di Napoli

Tel. 081.77.75.800 - Cell: 389. 43.06.106/184 - Fax 081.73.22.424
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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New entry al PCDO di Seregno: lo scorso sabato pomeriggio, per la prima volta, si è esibito per gli ospiti Salvo il sassofonista!
Salvo si presenta con X raccolte musicali che vanno dagli anni ’30 (“Parlami d’amore Mariù”) agli anni ’70 (“Tanta voglia di lei” e “Ancora ancora ancora”), passando sulle note musicali delle canzoni latino-americane come la samba e il mambo concludendo sulle note di “Imagine” e “What a wonderful word”.
Oltre all’esibizione musicale, Salvo insieme al suo amico Umberto, ha intrattenuto gli ospiti con indovinelli, aneddoti e poesie.
E sulle note de “La vita è bella” ha salutato tutti in attesa della prossima esibizione.

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Al Piccolo Cottolengo Friulano sono arrivati nuovi nuovi arredi e nuovi strumenti per la fisioterapia, pensati proprio per le persone anziane.

La Fondazione Friuli, all'interno del progetto "Bene stare anziani", ha sostenuto la metà della spesa e così è stato possibile potenziare l'area fisioterapica e quella socio-educativa. Con nuovi armadi e divanetti, le Signore hanno potuto personalizzare i propri spazi ed avere la possibilità di riporre a piacimento gli effetti personali. Tutto questo è legato ad un progetto educativo per ogni persona, che ha la finalità di arrivare al massimo livello di autonomia possibile per ciascuno e di integrazione, secondo le potenzialità del singolo.

"Grazie alle donazioni e all’attenzione alle esigenze del territorio di realtà come la Fondazione - dice il direttore Don Luigino Pastrello - riusciamo a rendere giorno dopo giorno migliore la nostra Casa." Ed a migliorare la qualità di vita dei Signori e delle Signore che vivono lì.

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Condividiamo qui di seguito il post Facebook della Signora Reyes, dipendente del Piccolo Cottolengo Milanese, affetta da patologie oncologiche.

"Sono una dipendende di Don Orione di Milano e non m'identifico con la collega.
Anch'io sono affetta da patologie oncologiche, ho ricevuto e ricevo tutt'ora tutto quello che la legge mi consente.
Ma di più è stato il supporto che ho ricevuto da tutti, dal Direttore ai colleghi, è il lato umano che mi fa sentire in famiglia, perchè per me Don Orione è la mia seconda casa, la mia Famiglia.
Mi trovo molto bene lavorando lì, amo ciò che faccio e lo faccio con passione e dedizione.
La gran maggioranza per non dire tutti, siamo rimasti basiti nel vedere infangato il nostro centro lavorativo nonchè la nostra famiglia Orionina"

 post fb dipendente.don.orione.milano

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Il primo maggio si è tenuto a Campocroce il 58° raduno ex-allievi avente per oggetto: "Conoscere qualcosa della Congregazione oggi"

Dopo il saluto di benvenuto del presidente a tutti i convenuti Don Luciano Degan, Assistente ecclesiastico della sezione, ha parlato dell'esortazione apostolica di papa Francesco "Gaudete et exultate" e come la vita dei Santi è sempre stata nella gioia concludento che "Vangelo" vuol dire buona novella, buona notizia e che sempre una buona notizia porta con sé gioia.

Don Walter Groppello "Economo provinciale" ha parlato di una attività oggi della Congregazione: L'istituto M. Soranzo, dove siamo ospiti.
La Casa dopo vari passaggi e trasformazioni accoglie oggi, in sette appartamenti, nuclei familiari in difficoltà. Gli ospiti sono complessivamente 24. Comunità multietnica e di religioni diverse. La finalità della casa è di inserire gli ospiti nella società, in tempi più o meno brevi, economicamente autosufficienti nel rispetto della dignità dell'uomo e delle proprie tradizioni.

Don Agostino Casarin "Direttore e parroco a Sant'Alberto di Butrio" ha parlato della preghiera e del valore della stessa a sostegno delle attività della Congregazione. Come gli Eremiti, con la loro preghiera siano colonna portante per tutti.

Il Presidente ha proseguito con la lettura della relazione dell'anno trascorso, delle attività svolte e dei prossimi impegni: 26/27 maggio 2018 prima festa nazionale degli ex-allievi. Illustrazione del programma e raccolta
delle adesioni, confermate per ora 10.

Nel 2019 ricorre il centenario della casa, ceduta dal Conte M. Soranzo, su sollecitazione del Cardinale La Fontaine a Don Orione, per accogliere mutilatini e orfani della prima guerra mondiale.
Gli ex-allievi hanno dato la loro massima disponibilità alla Congregazione per festeggiare nel modo migliore la riccorrenza.

Dopo una breve pausa è iniziata la S. Messa, concelebrata da Don Luciano Degan, Don Walter Groppello, Don Agostino Casarin, Don Carlo Marin (Direttore dell’Istituto teologico internazionale di Roma, Don Severino Didonè (da Santa Maria la Longa) e Don Ivone Bortolato (della Casa di Trebaseleghe).

A tutti loro una preghiera speciale e ringraziamento per aver condiviso la festa.

E per finire: quattro chiacchere con i piedi sotto il tavolo per il pranzo.
Un abbraccio fraterno a quanti non hanno potuto intervenire e...
Ave Maria e avanti!

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Da circa due anni il Villaggio della Carità di Camaldoli ospita una scuola di Tai Chi, un'antica arte marziale cinese.
Quest'attività, che consta in una ginnastica morbida ed adatta a tutte le età viene praticata al Villaggio da una decina di Ospiti, seguiti da un Educatore e da un Maestro della federazione Italiana del Tai Chi.
Ospiti che si sono cosi appassionati a questa attività e che ormai la praticano con tale maestria, da essersi meritati l'invito a partecipare ad una dimostrazione pubblica nell'ambito della Giornata Mondiale del Tai Chi, che si è svolta a Genova, assieme a tutte le altre scuole della città!

La mattina di sabato 28 aprile, emozionati e motivati, i ragazzi hanno raggiunto l'incantevole “location” del Porto Antico, dove tanti appassionati della disciplina in questione si sono radunati per esibirsi di fronte ad un vasto pubblico!
Grande è stata la soddisfazione dei nostri atleti nel ricevere i meritati applausi, in questa stupenda giornata di Sport, che ha saputo unire persone con diverse abilità, come solo lo Sport sa fare!

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Dal 27 aprile al 1° maggio si è svolto a Torino il corso di Formazione per animatori orionini dal tema "Sale della terra e luce del mondo". Le comunità di Milano, Torino, Fano, Roma, Reggio Calabria e Palermo hanno scelto due giovani che potessero partecipare, impegnati attivamente nella pastorale giovanile orionina, con lo scopo di riportarne i frutti nelle realtà di appartenenza. I consiglieri Don Leonardo e Don Maurizio, aiutati da Francesca De Negri e dai chierici Riccardo Vanoli e Roberto Luciano, hanno guidato i giovani in questo percorso formativo, alla riscoperta delle seguenti tematiche: CHIAMATA, INCONTRO, DONO, STRADA, mettendosi in gioco in attività di ogni genere.

Partendo dall'incontro di mamma Carolina e papà Vittorio Orione fino all’apertura del collegio di San Bernardino, gli animatori hanno fatto memoria delle tappe della vita di Don Orione, fondamentali per la nascita della Congregazione.

Pontecurone, Voghera, Torino e Tortona sono stati i luoghi cardine per la scoperta della sua vocazione, a partire dalla nascita, l'esperienza nell'Ordine Francescano, poi con San Giovanni Bosco e nel seminario diocesano di Tortona. La scelta di vivere quest'occasione di crescita umana e spirituale a Torino è legata al fatto che sia luogo di incrocio di numerosi santi, a cui don Orione si è ispirato per la sua attenzione ai giovani, ai disabili e ai più sofferenti.    
venerdì e sabato, infatti, i giovani hanno avuto l'occasione di visitare il Santuario di Maria Ausiliatrice dei salesiani di Don Bosco, a Valdocco; la chiesa della Consolata, luogo di preghiera di numerosi santi sociali piemontesi; la Piccola Casa della Divina Provvidenza, o comunemente chiamata Cottolengo, fondato da San Giuseppe Benedetto Cottolengo.

Grazie agli incontri con i formatori di ANIMAGIOVANE, i giovani hanno approfondito il significato di ANIMARE, un insieme di Accoglienza, Nucleo, Identità, Metodo, Ambiente, Responsabilità ed Esperienza. Si sono messi in gioco per imparare le tecniche di animazione da palco, attraverso laboratori e lavori di gruppo, e le componenti fondamentali di un incontro di animazione: linguaggio, fisicità e tempo. Hanno messo a disposizione di tutto il gruppo i propri talenti, superando i propri limiti con creatività, fantasia, passione, forza e con una grande voglia di migliorarsi. Hanno subito sperimentato quanto appreso nell’organizzazione di una festa dal tema “The Bridge” per il gruppo di giovani orionini dell’oratorio di Torino, ricordando le parole di Papa Francesco di costruire ponti e abbattere i muri che ci dividono.

Lunedì pomeriggio i ragazzi hanno incontrato Roberto Franchini, il quale ha parlato dell’identità dell’animatore, in cui dovrebbero essere presenti in perfetto equilibrio tre figure: Narciso, Edipo e Animatore e quindi la voglia di divertirsi e fare divertire, il senso del dovere e i valori morali. Ha aiutato i nostri animatori a capire concretamente come dover intervenire a contatto col ragazzo, senza cadere nella tentazione di interrogarlo, valutarlo o consigliarlo ma aiutandolo a trovare da solo la soluzione al proprio problema. L'animatore deve essere empatico!

L’obiettivo da tenere a mente è di rafforzare i ragazzi, riducendo al minimo le regole senza eliminare i rischi, ma piuttosto educarli a gestirli. Ha ricordato le parole di Don Orione: “per educare un fanciullo occorre fare del bene davanti a lui, fare del bene a lui stesso e far fare del bene a lui. In questa dimensione di bene visto, ricevuto e fatto, egli non resisterà a diventare quale lo vorrete”.

Martedì mattina Francesca De Negri ha aiutato i nostri animatori a riflettere insieme sul Metodo paterno-cristiano, che Don Orione ci ha lasciato, rielaborando il metodo preventivo di Don Bosco. L'obiettivo di Don Orione era quello di portare Cristo a tutti e il metodo paterno-cristiano è basato sui tre concetti: Spirito di famiglia, Religione, Ragione e Affettività. Il ragazzo si deve sentire accolto e accettato dal suo animatore pur comprendendo la diversità dei ruoli come in un rapporto paterno. L'educazione dei giovani non è solo questione di cuore ma anche di ragione e di certo il nostro fine è quello di "avvicinare il cuore dei giovani per farne cristiana la vita". La formazione è frutto di relazione, di amore che mette al centro la persona e il suo sviluppo integrale: spirito, mente e cuore.

I giovani che hanno partecipato a questa esperienza hanno messo in luce, in un momento finale di verifica, tutte le emozioni provate in questi giorni, tra tutte la stima e la professionalità che gli è stata mostrata dai propri formatori e la sorpresa di essersi messi in gioco mostrando le proprie capacità e i propri difetti senza riserve; di essersi sentiti accolti dal gruppo, avvolti in uno spirito di famiglia che è proprio della congregazione orionina e che permette ai ragazzi di sentirsi ovunque a casa.

Io non vi raccomando le macchine, vi raccomando le anime dei giovani, la loro formazione morale, cattolica, intellettuale. Curatene lo spirito, coltivate la loro mente, educate il loro cuore! Vi costerà fatica, vi costerà lacrime, disinganni e dolori. Ma volgete lo sguardo a Gesù e pensate che lavorate per Lui”. (San Luigi Orione)

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Sabato pomeriggio gli ospiti del Piccolo Cottolengo di Seregno sono partiti “sonoramente” dalla Valle D’Aosta per passare poi al Piemonte ed alla Lombardia… con i canti di guerra italiani, il coro degli Alpini di Giussano ha portato gli ospiti del PCDO in giro per tutta Italia e soprattutto li ha portati a fare un giro nel viale dei ricordi. Notevole l’apprezzamento di tutti i presenti, commozione ma soprattutto grande partecipazione per quello che è stato un tassello importante della loro vita.

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