"Amiamoci di un amore paziente e soave, di un amore puro e santo."
Don Orione

Cerca nel sito DOI

VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

#seguilastella

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Da alcuni anni la classe del '47 di Seregno ha dimostrato affetto ed amicizia nei confronti del Piccolo Cottolengo di Don Orione di Seregno.
Tante, infatti, sono state le attività, le iniziative, il supporto e le strutture operative che i nati in quell'anno hanno regalato alla Casa Seregnese, contribuendo a farla diventare indubbiamente più bella e più moderna.
Per questa ragione, tutte le persone che vivono al PCDO di Seregno, vogliono rivolgere un pubblico ringraziamento a questi concittadini, affidando il compito al loro Direttore Religioso che, guardacaso, è proprio un coscritto del '47, Don Graziano De Col:
"Carissimo Giuseppe e Amici tutti del '47! Come è bello avere degli AMICI VERI come voi! Siamo a ringraziarvi per l'attenzione che sempre dimostrate nei confronti degli ospiti del PCDO tutte le volte che si presenta qualche necessità. Sappiamo che, bussando al vostro cuore, avremo sempre una risposta alle nostre richieste: ci siamo accorti che, con voi, ogni problema trova la soluzione. Siete grandi. Il Signore vi ricompensi e noi vi assicuriamo il ricordo nella preghiera con gli ospiti quotidianamente facciamo per voi, per i vostri familiari e per le vostre attività. questo ulteriore intervento di sostituire le ormai "vetuste" tende da sole con le nuove, splendide e di colore indovinato, portano tanto refigerio agli ospiti. GRAZIE ancora, carissimi VERI AMICI!"

Condividi su:

Ma che estate sarebbe senza una pizza in compagnia?  
E così a Trebaseleghe hanno deciso di prendersi una pausa gustosa, sono andati tutti assieme alla nuova pizzeria “Burbello” che è stata aperta al centro del paese e in allegria hanno mangiato una fragrante pizza.
Margherita, capricciosa, 4 stagioni… Tante pizze a deliziare i diversi palati e tante risate assieme perché fare qualcosa di diverso ogni tanto fa bene proprio a tutti.
Grazie al Direttore Don Bruno che ha accompagnato gli ospiti assieme alla responsabile di struttura Marisa e agli operatori che hanno organizzato e reso possibile questo momento.
Il ricordo di questa simpatica giornata rimarrà nel cuore di tutti.

Condividi su:

Ho Amici in Paradiso, il film di Fabrizio Maria Cortese che ha come protagonisti i ragazzi dell’Opera Don Guanella di Roma, arriva in tv domani, lunedì 31 luglio, per la prima serata di Rai 1.  Vi proponiamo l’intervista di Giulia Martinelli che ne ha parlato con Simonetta Magari, Direttrice Sanitaria dell’Istituto.
Selezionato al festival “Los Angeles, Italia. Film, Fashion and Art Fest”; vincitore di molteplici riconoscimenti tra cui il premio per la cinematografia Antonio De Curtis; il premio Domenico Meccoli come “Miglior opera prima” al regista Fabrizio Maria Cortese; il premio Cubo Social Award Festival come “Soggetto originale” e il premio Cinecastello per la regia. Basterebbe solo questo per suscitare la curiosità di vedere Ho Amici in Paradiso. Il film è stato presentato anche alla Camera dei deputati e in udienza da Papa Francesco. Accanto ad attori professionisti come Valentina Cervi, Fabrizio Ferracane, Antonio Catania, Antonio Folletto, Enzo Salvi ed Emanuela Garuccio, ci sono i ragazzi del Don Guanella, protagonisti di una commedia che racconta in chiave ironica l’inclusione sociale e la disabilità. Ne parliamo con la direttrice dell’istituto, Simonetta Magari.
Simonetta, ci ricorda come è nata l’idea del film?
Il film nasce da un’esperienza del regista, che ha iniziato a conoscere la nostra realtà venendo a visitare un amico ospitato dal centro. Nel tempo, osservando i ragazzi, Fabrizio Maria Cortese si è reso conto delle loro potenzialità, non solo nelle attività quotidiane ma soprattutto nei rapporti, nella loro capacità di mettersi in relazione con gli altri. Così tre anni fa è nata l’idea. Inoltre tra le attività riabilitative del centro c’è anche quella teatrale: il regista ha potuto così osservare i ragazzi e scegliere gli otto protagonisti del film. Sono seguiti due anni di laboratori, e a grande sorpresa ci siamo resi conto che i nostri ragazzi erano molto abili nell’immedesimarsi nei personaggi, quasi più velocemente degli attori professionisti, grazie alla mancanza di filtri che permette loro di passare da un’emozione ad un’altra con più facilità.
Quando le hanno proposto per la prima volta questo progetto, cosa ha pensato?
Il centro ha subito accolto perché la proposta è arrivata nel momento in cui si celebrava il centenario della morte di Don Guanella: quindi poteva essere un’occasione per ricordare la sua figura, e mostrare cosa un carisma come il suoha generato e donato alla società. Da parte mia, come direttore sanitario, era un’ottima occasione per dare ai nostri disabili la possibilità di realizzare i loro sogni. Noi lavoriamo per aumentare la qualità di vita di questi ragazzi, con un lavoro educativo e riabilitativo, che possa aiutarli ad esprimere al massimo le loro potenzialità: e di questo progetto loro sono stati da subito entusiasti.
Ed infatti il regista ha più volte ricordato che sul set i ragazzi si dimenticavano di prendere le terapie…
È vero. Quello che normalmente noi dobbiamo tenere sotto controllo con i farmaci, come per esempio l’ansia, l’agitazione o anche l’aggressività, per loro sembrava non essere più necessario, tanto era gratificante quello che stavano facendo. Il regista ha avuto poi la grande capacità di cogliere le potenzialità di ognuno e metterle in scena valorizzando tutto quello che i ragazzi sanno fare. La sceneggiatura è stata scritta su di loro, e alla fine i ragazzi hanno interpretato loro stessi.
Possiamo dire allora che la forza del film è proprio in questo: i ragazzi hanno interpretato loro stessi e raccontato la loro disabilità con ironia e con il sorriso…
Esatto: normalmente si affronta la disabilità in modo pietistico oppure sono attori che interpretano la disabilità, invece in questo caso sono i ragazzi che parlano di loro stessi e ne parlano per come sono. La disabilità intellettiva è un modo diverso di essere al mondo, non è una malattia o qualcosa da curare, ma semplicemente è un qualcosa da esprimere nella bellezza della diversità. Dal punto di vista riabilitativo, il film ci ha permesso di raccontare al grande pubblico quello che stiamo facendo da anni, allontanando lo stereotipo comune del disabile che non potrà mai fare nulla. Invece questi ragazzi possono fare molto e possono anche aiutarci. La trama del film è pensata proprio per mostrare quello che loro sono, cioè persone pronte, anche nella loro incoscienza, a voler bene a tal punto da rischiare tutto pur di salvare un amico.
Ci sono state paure iniziali?
Forse un po’ di preoccupazione per l’entrata nel centro di una troupe cinematografica che avrebbe potuto scombinare l’organizzazione quotidiana, non sapevamo poi come avrebbero potuto reagire le persone ospitate. Ma dopo poco ci siamo resi conto che ne valeva la pena.
Vi aspettavate tutto questo successo?
Devo essere sincera, io non lo immaginavo. Conoscevo sicuramente i nostri ragazzi, e per me anche solo vederli sul set era una grande soddisfazione. Da parte nostra noi li abbiamo sempre incoraggiati, e per loro è stato fondamentale vedere che credevamo in loro e nel progetto.
Come si sono preparati i protagonisti?
Hanno seguito il laboratorio teatrale e di recitazione organizzato dal regista, chi sapeva leggere ha studiato il copione, gli altri invece hanno cercato di capire ed immedesimarsi nella parte. Le riprese sono andate avanti per tante ore, anche di notte.
Che aria si respirava sul set?
I ragazzi erano felicissimi. La maggior parte di loro ama guardare film e andare al cinema: alcuni sono anche esperti di cinematografia, quindi poter essere sulla scena come protagonisti invece che dall’altra parte dello schermo li ha fatti sentire veri attori. Più volte il centro Don Guanella è stato set di film o documentari e molti avevano già fatto le comparse, questa volta però la bravura del regista è stata quella di averli resi attori.
Da direttrice sanitaria del centro, cosa vuol dire stare continuamente a contatto con queste persone?
Vuol dire imparare quali sono le cose importanti della vita. È la stessa esperienza che ha fatto anche il regista, che più volte ha ricordato che nel film racconta il suo cambiamento di vita. Le persone con disabilità intellettive non hanno i filtri che possono avere le persone normo dotate, sono trasparenti e mi insegnano tutti i giorni l’importanza di levarsi le maschere e di tirare fuori il bello che si ha dentro. Mi insegnano poi i valori essenziali della vita: il voler bene, l’accettazione del dolore, loro devono convivere con dei limiti ma lo fanno nella normalità, ed è un’importante lezione per noi che spesso ci creiamo problemi anche dove non ce ne sono. Noi che lavoriamo qui siamo molto fortunati, diamo la nostra competenza ma riceviamo molto di più. Il film esprime proprio questa reciprocità.
Cosa ha lasciato questa esperienza agli attori professionisti che si sono messi in gioco?
Sono stati loro i primi a parlarci di questo film come di un’esperienza di vita. La maggior parte del film è stato girato nel centro, ci sono poche scene esterne girate in Puglia e la produzione è ancora qui, non riescono ad andare via.
Quindi il film racconta anche la vita all’interno dell’opera Don Guanella?
Anche. Di reale c’è l’idealità che viene presentata da don Pino nel film, che spiega la mission del centro; ma non è un documentario, quindi ad esempio nel film compaiono sempre e solo gli educatori e non le figure sanitarie, infermieri e medici, ma perché non si voleva puntare a questo.
Insomma una pellicola che racconta la vostra realtà e che ha ricevuto anche diversi riconoscimenti.
Esatto, i nostri ragazzi ci hanno portato a Hollywood. Il film è stato infatti selezionato al festival “Los Angeles, Italia. Film, Fashion and Art Fest” nella settimana prima degli Oscar, ma anche al festival di Palma di Mallorca. Dal mese di settembre inoltre verrà distribuito anche in Spagna sottotitolato in spagnolo e catalano, e riceverà un premio all’Italian Movie Award che si terrà a Pompei dall’11 al 17 settembre. In programma ci sono anche due viaggi a Cuba e Philadelphia. Inoltre il film ha interessato anche il mondo sanitario: ha aperto ad esempio il Congresso nazionale della Società italiana per i disturbi del neurosviluppo, e a settembre lo presenteremo a Lussemburgo al Congresso mondiale sulla disabilità intellettiva.
È importante allora continuare ed andare avanti, quali sono i progetti per il futuro?
I nostri ragazzi vorrebbero continuare magari con una serie tv e il regista ha raccolto la proposta. Il 31 luglio intanto il film verrà trasmesso in prima serata su Rai 1 e vedremo come andrà. Quello che ci preme di più è che la società si renda conto di che valore hanno questi ragazzi e la qualità di vita che possono avere, poi sarebbe bello se la produzione non si fermasse al film, ma non diciamo altro!

Fonte

Condividi su:

Ieri, venerdì 28 luglio, per il Piccolo Cottolengo di Seregno è stata una giornata importantissima, anche se dal sapore dolce-amaro in quanto è stato l’ultimo giorno di lavoro con Andrea Altini e per festeggiare ed augurare a lui che la sua nuova esperienza professionale possa essere stimolante e bella, si è pensato di organizzare un piccolo momento di festa con i colleghi e le persone che abitano la Casa, brindsi, pasticcini e salatini.
Andrea che svolge a Seregno il lavoro di Referente dell’animazione e ha coordinato nell’ultimo anno i progetti di vita delle persone residenti al Piccolo Cottolengo ha chiesto e ottenuto di poter vivere una nuova esperienza professionale presso l’Istituto Don Orione di Firenze.
Sicuramente dispiace molto perdere, anche solo temporaneamente, una professionalità così importante che ha contribuito con tutti i collaboratori ad ottenere grandissimi risultati in termini di qualità del servizio all’interno della Casa.
Vogliamo quindi augurare a lui di lasciare a Firenze il segno importante che oggi lascia qui a Seregno, nella speranza e nella consapevolezza che siamo comunque parte di una grande famiglia e quindi ci occuperemo sempre l’uno degli altri.
Grazie Andrea in bocca al lupo per la tua nuova esperienza professionale.

Condividi su:

Martedì, 25 Luglio 2017

Seregno - Un mare di vita

Non c’è nulla di più allegro di un gruppo in vacanza. E quando due gruppi si incontrano in vacanza c’è ancora più allegria. Domenica 9 luglio, un gruppo di 12 residenti del Piccolo Cottolengo di Don Orione di Seregno, ragazzi e nonni, ha fatto con trepidazione le valigie per una settimana all’insegna di mare, sapori, balli, risate e amicizie. Come per il gruppo di ospiti partito la settimana precedente la meta era Ronchi di Marina di Massa. Assoluti protagonisti assieme ai vacanzieri c’erano però questa settimana, accompagnati da due operatori, anche gli ospiti dell’Istituto Don Orione di Firenze, che hanno condiviso con i ragazzi di Seregno la vita all’albergo Villa Olga e allo stabilimento balneare Barrumba. Capitanati dalla referente di trasferta Maria, i cinque operatori del PCDO di Seregno si sono presto meravigliati dei piccoli grandi successi che l’aria e il contesto nuovo hanno favorito in tutti i gli ospiti in termini di autonomie e, ancora di più, in termini di socialità e voglia di vivere.
In un’atmosfera di continue iniziative e relazioni anche spontanee tra ospiti dei due gruppi, la settimana è volata in vortice di canti, bagni, uscite e giochi ogni giorno. Sfogliando l’album delle foto dell’estate non si possono dimenticare le uscite a Marina di Massa, i lunghi bagni in mare a colpi di pallone, le gare di bocce sulla sabbia, la sfida alle onde con il pedalò, i balli di gruppo che hanno elettrizzato la spiaggia, la chitarra che accompagnava le canzoni cantate tutti insieme alla sera in albergo, gli appassionanti tornei di carte, la festa di compleanno di uno dei ragazzi e i numerosi aperitivi sorseggiati nella veranda dello stabilimento, che sembrava allestita apposta.
Il bagno infatti si è particolarmente distinto per la sensibilità, l’allegria e l’accoglienza dimostrata, mettendo a disposizione ogni confort che i vacanzieri, anche con quelli con più difficoltà, potessero richiedere. Tutti ad esempio hanno goduto della freschezza di un bel bagno in mare grazie ad attrezzature facilitanti. I ragazzi hanno inoltre goduto di accoglienza e di una location incantevole anche al bagno Maria Pia di Marina di Massa, dove hanno gustato una cena di pesce intavolata direttamente sulla spiaggia. Oltre a servire portate gustose, il personale di Villa Olga assieme a tutti gli altri villeggianti dell’albergo hanno imparato sempre più ad amare i ragazzi e si sono presto fatti travolgere con entusiasmo dalla loro allegria. Una sera la villa si è trasformata in un’arena dove tutti hanno gustato un’anguriata organizzata dagli stessi ragazzi e hanno partecipato come giudici a uno spassosissimo talent show condotto dall’operatore Massimo. Lo spettacolo è stato organizzato e preparato dagli ospiti seregnesi e fiorentini orgogliosi di esibire i loro più svariati talenti in un momento di entusiasmante integrazione. Di ritorno dalla vacanza, è impossibile non guardare colleghi e partecipanti con occhi nuovi, consapevoli di avere condiviso un’esperienza unica di vita insieme con i ragazzi vacanzieri, da ricercare ogni giorno nella quotidianità delle nostre Case e nelle relazioni tra le Case.

Condividi su:

Lunedì, 24 Luglio 2017

Pescara - Campo Scuola

Il sindaco Marco Alessandrini con Antonio Romano, presidente dell'Associazione di Protezione Civile Val Pescara e tutti i volontari dell'Associazione sono stati presenti alla giornata inaugurale del campo "A scuola di protezione Civile", che si è tenuto nella pinetina dell'Istituto Don Orione di Pescare.
Il campo è nella rete delle iniziative promosse dal Dipartimento nazionale e per una settimana, i ragazzi hanno imparato le nozioni base di intervento per la Protezione Civile, rudimenti di primo soccorso, di navigazione in sicurezza sul web e molte altre attività che hanno riempito la loro giornata e che si sono sommate anche alle attività estive promosse dall'Istituto Don Orione per i ragazzi disabili e per la cittadinanza.
L'iniziativa, giunta ormai alla 3^ edizione nell'ambito del progetto nazionale #AnchIoSonoLaProtezioneCivile. Il campo è stato allestito con tende e attrezzature varie nell'incantevole area verde attrezzata del centro per consentire ai partecipanti di trascorrere al meglio i sei giorni di attività ludico-didattiche ed esercitazioni, agli istruttori di sensibilizzare gli adolescenti (ragazzi/e dagli 11 ai 17 anni) allo spirito del volontariato interagendo sapientemente anche con gli ospiti della struttura assistenziale.

Condividi su:

La sera di giovedì 22 giugno, alcuni nonni del Centro Don Orione di Seregno, hanno partecipato alla “9^ Festa dei Vigili del Fuoco Volontari”.
La festa, tenutasi presso il Fuin di Seregno è iniziata con una deliziosissima cena ed è proseguita con balli e canti che hanno regalato tanto tanto divertimento a tutti i presenti
Uno speciale ringraziamento va agli organizzatori ed al Presidente che hanno riservato un tavolo speciale in ottima posizione per tutti i ragazzi.

Condividi su:

Mercoledì, 19 Luglio 2017

Fumo - I Clown in RSA

Venerdì 12 maggio un gruppo di volontari chiamati Alice S.O.S CLOWN. ha allietato il pomeriggio degli ospiti della RSA di Fumo.  
Un’ora di giochi di prestidigitazione, piccole e ridicole gag, musica ed intrattenimento che ha portato una ventata di spensieratezza agli ospiti ed a tutti i loro familiari che hanno avuto il piacere di poter presenziare.
Una rivelazione Andrea, il massofisioterapista del centro Don Orione, che non si è solo lasciato coinvolgere ma ha partecipato attivamente a qualche sketch unitamente al cabarettista, con lo stupore dei nonni divertiti per il suo intervento di squisita ilarità.
Il coinvolgimento diretto nei vari numeri proposti, sia dei nonni, loro accompagnatori ed operatori, ha reso ancora più apprezzato lo spettacolo offerto.
Spettacolo dai mille colori, scenico e leggero con un dolce ristoro offerto al termine, un’ottima crostata di frutta fresca preparata da Ornella, aiuto cuoca della cucina della struttura.
Si ringrazia il trio comico che aggiunge: “Questa partecipazione del cuore è ciò che veramente ci arricchisce; a Voi la nostra promessa che ci rivedremo dopo l’estate…!!!” Un saluto che ha reso soddisfatti i nonni e regalato serenità grazie a questa esperienza di comicità pura, discreta e premurosa.
Grazie agli amici clown esilaranti che hanno regalano un Sorriso e positività all’anima di tutti.

Condividi su:

Una bella giornata di festa quella vissuta sabato 8 luglio a Savignano Irpino nell’ambito del campo estivo dedicato a minori con sindrome autistica chiamati a vivere un tempo di vacanza insieme a coetanei affetti da altre patologie neurologiche, integrati da minori neuro tipici. La giornata di sabato, pensata quale momento di sensibilizzazione al tema delle patologie neurologiche nell’età evolutiva, era stata disegnata attraverso un percorso di festa che partito nel pomeriggio con uno spazio dedicato ai bambini si è poi protratto con giochi di piazza e spettacoli di arte varia a beneficio degli intervenuti. Insieme ad un centinaio di ospiti giunti da Napoli per testimoniare il loro impegno nell’opera di coinvolgimento alle problematiche legate all’autismo, l’intero paese con l’intento di suggellare una sorta di legame adottivo nei confronti dei piccoli ospiti e rappresentare in questo modo il sostegno all’iniziativa del campus, ha espresso il proprio spirito di accoglienza con generosa partecipazione.
La visita al castello è stata integrata da un’esibizione di danza aerea apparsa ancor più suggestiva dai caldi riverberi del sole all’ora del tramonto. Il programma, dopo alcuni interventi di saluto e ringraziamento rivolti alla platea dall’organizzazione con cui si è voluto ricordare ancora una volta come l’idea del campo sia nata come progetto di inclusione tra bambini di diversa condizione, si è poi protratto fino a notte con uno spettacolo di pizzica per le vie del borgo. Tutti i partecipanti si sono quindi ritrovati nella piazza per condividere una cena all’aperto allestita con la cooperazione generosa di volontari che hanno donato il loro tempo e i loro talenti per il buon esito della manifestazione. A mezzanotte, una lotteria festosa ha chiuso la serata con l’arrivederci al prossimo anno.

Guarda i video a fondo pagina!

Condividi su:

Il Vesuvio continua a bruciare. Non si attenua l'ondata di incendi che sta facendo stare in apprensione un'intera provincia con la questione che ora diviene nazionale.
In via precauzionale la direzione del nostro centro di assistenza per disabili Don Orione di Ercolano, che dista poche centinaia di metri in linea d'aria dal fronte del fuoco, ha deciso di evacuare tutti gli ospiti e trasferirli nella sede del Don Orione di Napoli. Tutti gli ospiti stanno bene fanno sapere dalla centrale operativa dei soccorsi di stanza sul Vesuvio ma, per evitare disagi legati alla coltre di fumo che avvolge la zona, si è deciso di liberare la palazzina che ospita i disabili.

 

 

In foto il nostro Centro di Ercolano dall'alto

centro don orione ercolanoercolano dallalto

Condividi su:

Pagina 10 di 28

Cerca nel sito DOI

VII Convegno Apostolico

convegno apostolico 6

#seguilastella

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3