"Dio solo deve essere il giudice della nostra condotta interna ed esterna."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Domenica, 24 Dicembre 2017

Roma - Ciao Italo!

Al termine del tempo di Avvento che ci porta alla nascita di Gesù Bambino e al Santo Natale, c’è una preghiera particolare che ci accomuna: quella che accompagna in Cielo il nostro Italo Zeppieri, Ospite per tanti anni nella Casa di Monte Mario e poi collaboratore al centralino dell’Istituto dei Mutilatini, che si è spento improvvisamente la notte scorsa.

Molti lo avranno incontrato sulla sua carrozzina speciale, sia in portineria sia di fronte all’ingresso, e avranno avuto modo di incrociare il suo sguardo e il suo sorriso che trasmettevano  serenità e gioia di vivere.

Per coloro che non lo avessero conosciuto, era una perla di Don Orione, un collega e uno di famiglia. Con la sua vita ha testimoniano con semplicità come si vive a casa di Don Orione.

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Domenica, 24 Dicembre 2017

Sanremo - Visita del Vescovo

Martedì 19 dicembre Sua Eccellenza Monsignor Antonio Suetta, Vescovo di Ventimiglia - San Remo, ha fatto visita all'Opera Don Orione.

Il Vescovo ha voluto dedicare un po' del suo tempo alla catechesi del personale, affrontando l'argomento delle opere di misericordia corporale,che sono anche il tema scelto per questo anno pastorale dal Direttore Provinciale orionino, Don Aurelio Fusi.

Con l'occasione, insieme al Direttore don Gianni Castignoli, ha fatto gli auguri di buone feste a tutti i presenti, consegnando di persona la pergamena contenente il contenuto del suo intervento.

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Venerdì, 22 Dicembre 2017

Firenze - Comiche e non solo

Un pomeriggio all'insegna del divertimento e della bravura! Dopo un anno di prove, l'8 dicembre, 5 ragazzi attori della Casa Don Orione di Firenze hanno debuttato di fronte a una sala piena ed entusiasta. Ottima la regia dell'operatore Enrico e di Matteo, "Comiche e non solo.." è uno spettacolo con brillanti sketch, pezzi originali, musica dal vivo e grandissime risate.

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Anche quest’anno la famiglia orionina genovese ha avuto la gioia di ricevere la visita del Superiore Generale, collocata, per una tradizione che risale a Don Orione, nella domenica prima di Natale; è una gioia che per il popolo del Paverano, come accade per ogni bella vigilia, comincia già nelle settimane dell’Avvento, attraverso le prove dei canti per la Messa e le prove in teatro della Recita di Natale.
La Messa delle ore 10 è stata presieduta dal Superiore Generale don Tarcisio Vieira, hanno concelebrato padre Pierre Assamouan Kouassi, consigliere generale, don Alessandro D’Acunto, direttore del Piccolo Cottolengo genovese e i confratelli don Giuseppe Medda, don Arturo Bisi e don Alberto Parodi; ha accompagnato la liturgia il Piccolo Coro don Orione, formato da ospiti e operatori.

“Cari fratelli e sorelle, è sempre una grande gioia poter essere presente qui a Genova, in questo periodo, in questo momento alla vigilia del Santo Natale del Signore” ha esordito don Tarcisio nell’omelia, in una chiesa del Paverano gremita di ospiti e loro familiari, operatori, amici e volontari delle Case orionine di Genova.
“La veste liturgica di oggi ha questo colore rosa che indica già la gioia della vicinanza del Signore” ha proseguito don Tarcisio. “Sono tanti i motivi per gioire nel Signore e uno, in particolare quest’anno, mi è molto caro, perché abbiamo da poche settimane la presenza qui al Cottolengo delle suore del Madagascar! Le suore orionine ci sono state sempre, c’è una continuità di presenza delle nostre suore qui al Paverano: ma quest’anno con questa particolarità, sono suore che vengono dal Madagascar, dalla missione, dalla missione di Don Orione!”.
Il Superiore generale ha quindi preso spunto da un dipinto visto proprio in una chiesa orionina del Madagascar.
“In questo dipinto dedicato al mistero del Natale, nel quale figurano Gesù Bambino accanto alla Madonna e a San Giuseppe, i pastori, gli animali… l’artista malgascio ha aggiunto un particolare che rende quel dipinto molto bello e significativo, una immagine che mi è rimasta impressa nella memoria. L’artista inserisce nella scena una bambina che si avvicina al bambino Gesù. La bambina viene raffigurata nell’istante in cui si avvicina al Bambin Gesù con un’espressione di sorpresa, di stupore. Ecco, il Natale si avvicina.  Qual è il nostro atteggiamento?  Come questa festa ci trova?”.
Don Tarcisio ha invitato quindi a lasciarsi sorprendere dal Natale, perché c’è il rischio di restare indifferenti o di viverlo come un bel ricordo del passato, “e non deve essere così! La bambina del dipinto con il suo atteggiamento ci insegna tanto! Dio è venuto per noi, ha fatto questo per noi! Nessuno l’aspettava in quel modo; alcuni aspettavano il Messia come un re forte, un capo di un esercito per liberare il popolo. E Dio ha scelto di venire al mondo nel modo più semplice e naturale, e allo stesso tempo nel modo che ha provocato tanto stupore, tanta sorpresa. Ecco, lasciamoci sorprendere da questo evento, lasciamoci gioire per questo evento, per questo incontro con il Signore: la liturgia della parola di oggi ci spinge, ci provoca alla gioia”.
Il Superiore generale ha quindi ricordato che sarebbe tristissimo non riconoscere la presenza del Signore che è in mezzo a noi, saremmo in una tristezza e in una solitudine gravissime.
“Che questo non accada, che possiamo anche noi nel celebrare il mistero del Santo Natale del Signore, lasciarci coinvolgere, stupire, sorprendere dalla presenza di Dio che è in mezzo a noi, specialmente nelle persone che ci sono accanto e che hanno tanto bisogno della nostra presenza, della nostra vicinanza, del nostro appoggio, di una parte del nostro sacrificio, della nostra donazione di vita. Ecco è Natale, ancora una volta il Signore vuol nascere nei nostri cuori, vuol venire per portare a noi il lieto annuncio, a noi che siamo e viviamo in una situazione di miseria, il Signore vuol portare il suo annuncio, vuol venire a fasciare le piaghe dei nostri cuori spezzati, vuol proclamare l’anno della grazia per tutti noi. E’ Natale, carissimi fratelli e sorelle, che il Signore possa nascere nella Chiesa, nel mondo nella nostra società, ma specialmente, qui nel Piccolo Cottolengo!”.

Al termine della celebrazione eucaristica, Don Tarcisio ha incontrato operatori e volontari delle Case genovesi, per raccontare qualcosa di tante belle realtà orionine nel mondo. Dopo il pranzo insieme, nel pomeriggio, la famiglia orionina ha festeggiato con una bellissima recita natalizia.

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Domenica, 17 Dicembre 2017

Fine vita: letture per approfondire

Il 15 dicembre il Senato della Repubblica ha approvato il Decreto di Legge sul cosiddetto Biotestamento.

Nella nuova legge si parla di consenso informato, di Disposizioni anticipate di trattamento (DAT), di pianificazione delle cure.

Sono molte le voci critiche nel mondo cattolico, provenienti da chi è quotidianamente accanto a chi soffre ed è malato, ai disabili gravi e gravissimi, agli anziani ed ai loro familiari.

Vi proponiamo di ascolare queste voci, raccolte dal quodiano Avvenire: Don Massimo Angelelli, direttore dell'Ufficio Nazionale di Pastorale della salute della CEI, Padre Virginio Bebber, Presidente dell'Aris, Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita.

Per approfondire clicca QUI

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Il periodo natalizio, da quindici anni ad oggi, è inaugurato a Camaldoli dalla tradizionale Tombolata dei Cavalieri di Malta, che Domenica 3 Dicembre hanno fatto giocare e vincere una settantina d’ospiti provenienti da tutti i reparti del Villaggio.
La presenza di numerosi Cavalieri, di alcuni parenti degli ospiti e degli operatori in servizio che si sono resi disponibili, si è rivelata preziosa per assistere i ragazzi nelle concitate e birichine fasi di gioco.
Quest’anno Tombolata a squadre: dieci tavoli, dieci squadre, con quaterne congelate sino a che tutti i partecipanti avessero vinto almeno un premio; dopo l’ultimo terno, fortuna in libertà senza vincoli. Scoppia il finimondo con tre quaterne contemporanee che confermano i divertenti misteri delle tombolate dei cavalieri, dove quest’anno a fare man bassa di premi è stata la squadra del Don Pensa.
Alla fine deliziosa merenda con prelibatissime torte.
Ringraziamo il Sovrano Ordine Militare di Malta nella figura del Delegato Regionale Bernardo a cui chiediamo di abbracciare, per conto nostro, tutti i consociati che da tanti anni, con fedeltà ed amicizia, rendono possibile questo allegro appuntamento.

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Quest’anno la Giornata internazionale della disabilità è coincisa con l’inizio del nuovo anno liturgico, domenica 3 dicembre.
Nella diocesi di Napoli si è aperta con la solenne e gioiosa liturgia eucaristica con le persone disabili e il conferimento del sacramento della Confermazione e dell’Eucarestia a 19 giovani e adulti, disabili e non, che si sono preparati durante l’anno.


Nella cattedrale gremita, insieme alla Comunità di Sant'Egidio erano presenti anche molte associazioni che accompagnano le persone con disabilità. Nel suo 10° anniversario, la liturgia della 1^ domenica di Avvento a Napoli si è fatta sempre più inclusiva: alcune persone non disabili hanno manifestato il desiderio di essere cresimate in questa occasione per la gioia che essa riesce a comunicare.
E proprio della gioia ha parlato il cardinale Crescenzio Sepe durante l’omelia, sottolineando come ciascuno è stato chiamato per nome per vivere un giorno di festa speciale con tutti gli amici di Gesù, giorno in cui lui ci ha chiamati a riunirci per farci visita e donare il suo Spirito. "Perché - come ha spiegato - riteniamo che non possiamo iniziare un anno più bello se non con voi e per voi."


Quest’anno anche il Don Orione ha risposto “presente”!
Cinque, tra ragazzi e operatori del Centro di Napoli, hanno ricevuto il sacramento della Cresima.
Per la prima volta, tra le nostre mura, uno degli ospiti della sede di Napoli è stato “padrino” di un collaboratore dell’Opera di via Donnalbina.

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Oramai come da tradizione, per il terzo anno consecutivo, il coro coreano della "Milano Grace Church" ha regalato agli ospiti, ai volontari e familiari del Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno un pomeriggio all'insegna della musica lirica.

Gioiosi canti di Natale hanno trasformato l'ambiente, creando un magnifico clima natalizio. E poi il tutto è stato reso ancora più speciale dall'accensione dell'albero di natale.

Questi appuntamenti scaldano il cuore e, appena terminati, fanno già dire "Arrivederci al prossimo anno!”

Per un piccolo assaggio dell'esibizione del coro e della festa, non perdetevi il video di seguito!

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È arrivato dicembre e con esso tante feste ed appuntamenti importanti.
Sabato 2 dicembre, al PCDO di Seregno, si è celebrato l’evento più importante ed attesto da tutti noi: la festa della famiglia e degli amici.
Per il secondo anno consecutivo la festa si è svolta nella palestra del Collegio Ballerini, per permettere a tutti gli ospiti RSA ed RSD di festeggiare insieme ai famigliari, amici, volontari ed operatori, questa magia del Natale. Questa festa ha un significato profondo e viene organizzata in un momento importante dell’anno: “quello dell’Attesa”. Attendere il Natale, prepararsi ad accogliere Gesù che nasce, prepararsi a fare festa e quale migliore occasione se non con la propria famiglia?
La festa si è aperta con una riflessione sull’avvento, seguito poi da uno spettacolo messo in scena dagli ospiti dove, sulle note di canti religiosi africani e sud americani che raccontano l’amore di Dio e partendo da diversi punti della palestra, hanno finito per incontrarsi nel centro simboleggiando che dove c’è Dio c’è amore e amicizia. C’è tutto il mondo.
La festa è continuata con i saluti di Don Graziano De Col e Paolo Favari, per poi proseguire con un bellissimo spettacolo di danza della scuola “In punta di piedi” di Cesano Maderno e all’animazione di Max & Frank che, come al solito, ci hanno regalato tantissimo divertimento.
In questo clima di festa non poteva ovviamente mancare una gustosissima merenda e i banchetti con i lavori artigianali realizzati dagli ospiti che hanno catturato l’attenzione e lasciato senza parole. La qualità dei lavori esposti, la cura nella preparazione di ogni oggetto e l’atmosfera natalizia degli allestimenti non sono passati inosservati. In ogni pezzo realizzato si respira l’energia del lavoro, la fatica nel realizzare prodotti di qualità, ma soprattutto ripaga la soddisfazione di vedere quanto siano apprezzati e valorizzati. Le idee per i regali di Natale sono tantissime e ancora a disposizione presso il Piccolo Cottolengo.
Anche quest’anno a Seregno hanno aperto le porte ad un felice e sereno Natale.

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Ieri, è stato un grande giorno per la “Casa Don Orione” di Firenze: nel primo giorno di Avvento è stato aperto ufficialmente il presepe che anno dopo anno durante il periodo natalizio continua a rappresentare un appuntamento molto atteso e sentito dal territorio. Il Presepe, tradizione cara a Don Orione, opera di don Pasquale Careddu, è cresciuto negli anni e si è fatto spazio nei cuori di bambini e adulti fiorentini, che tornano sempre volentieri a visitarlo.

Quest'anno all'apertura era presente anche il  parroco don Simone Pifizi, che ha benedetto il Presepe. Con lui tante famiglie hanno visitato affascinate l'allestimento e si sono strette nella preghiera.

Subito dopo… loro! …Eleganti, sorridenti, irriverenti, ma soprattutto ospitali: i “ragazzi” del Don Orione – insieme agli educatori, ai volontari e ai religiosi, hanno accolto questi i primi visitatori del Presepe con un aperitivo e soprattutto con una gradita sorpresa: un mercatino di oggetti artigianali prodotti con le loro mani.

Per avere maggiori informazioni sul presepe elettromeccanico di Firenze clicca QUI

Firenze ha un motivo in più per essere visitata: che aspettate?

 

 

 

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