"E’ nel silenzio che Dio parla all’anima."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Venerdì, 26 Maggio 2017

Seregno - Triduo San Luigi Orione

I 4 AMORI DI SAN LUIGI ORIONE

Forse non tutti sanno che Don Orione era un "innamorato" di GESU', di MARIA, del PAPA e della ANIME! Questi "4" amori sono stati rivissuti nel triduo in preparazione alla festa liturgica del fondatore (16 maggio).
Che cosa è successo? Il giorno tredici, per sottolineare l'amore di Don Orione alla Madonna, si è svolta una processione con i flambeaux per le "vie" del parco della Casa di Seregno portando la Madonna di Fatima: vi hanno partecipato circa trecento persone. È stato recitato il S. Rosario tanto raccomandato dalla Madonna non solo ai tre pastorelli ma a tutti! È stato un memento molto bello!

FESTA SAN LUIGI ORIONE

Il giorno della Festa (16 maggio) ha avuto come momento centrale la celebrazione della Santa Messa, nel salone dell'Istituto, alla presenza degli ospiti e dei dipendenti del Piccolo Cottolengo, in un clima di famiglia! La celebrazione è stata allietata dai canti eseguiti dai "ragazzi". Vi chiederete ancora come si vive al Cottolengo: nella gioia! Così voleva il Santo della carità, l'innamorato della vita, dal "cuore senza confini". Non poteva poi mancare il "botto" finale: il tradizionale rinfresco per confermare che "è bello stare insieme" nel nome di S. Luigi Orione.

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Anche per il mese di aprile, grazie all'animazione di Franco Ballabio e alla torta tiramisù preparata dai cuochi della Casa, a Seregno si è trascorso un divertentissimo pomeriggio all'insegna dei festeggiamenti dei compleanni di aprile. I festeggiati del mese sono stati Maria, Annita, Maria, Fulgida, Pier Carlo, Lucia ed il Direttore Don Graziano! Ancora tanti auguri a tutti e come sempre grazie a Franco e ai volontari che ogni mese aiutano a rendere queste giornate di festa fantastiche e piene di emozioni.

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Sabato 13 maggio ore 9.30 quattro dei nostri ragazzi del Villaggio della Carità di Camaldoli sono pronti per partire. Ma dove si va? Sul monte di Portofino dove l’associazione “Serenamente” ha organizzato una giornata per far conoscere i sentieri del parco accessibili anche ai disabili. I ragazzi erano felicissimi. Hanno percorso un tratto del sentiero fino a Pietre Strette gustandosi la compagnia e la felicità, il canto degli uccellini e il profumo dei fiori. Nei punti di ristoro hanno potuto pranzare e dopo aver ringraziato gli organizzatori dell’evento, gelato sul lungomare di Recco. In pomeriggio si ritorna al Villaggio tutti molto contenti e dopo aver lasciato i ragazzi a Casa,i volontari ed accompagnatori Tonina, Iva e Simone ritornano a casa con un sorriso in più perché quello che le “Perle di Don Orione” regalano ogni volta che li si incontra è sempre un’emozione speciale… e sono pronti per ripartire… per dove? Lo scopriremo presto.

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Venticinque anni fa, a partire dal 1992, la Federazione nazionale Collegi Ipasvi sostiene la Giornata internazionale dell’Infermiere l’impegno degli infermieri italiani sui temi della solidarietà e dell’alleanza con i pazienti e le loro famiglie. Gli slogan proposti in oltre un decennio ribadiscono tutti la scelta di stare “dalla parte del cittadino”. Giornata che cade il 12 maggio perché quel giorno, nel 1820, è nata Florence Nightingale, fondatrice delle Scienze infermieristiche moderne. Dopo venticinque anni l’infermieristica italiana non si ferma, non si è mai fermata così come al Piccolo Cottolengo di Don Orione il percorso degli infermieri è davvero una strada ancora tutta da percorrere e per dare supporto e coraggio anche quest’anno con gli infermieri della Casa si è data vita ad un piccolo momento di festa.
Nell’ultimo anno gli infermieri sono stati protagonisti non solo per le mansioni che sono da svolgere, ma per il loro continuo impiego nella realizzazione dei progetti di vita di tutte le persone che abitano la casa contribuendo alla crescita di una relazione diversa tra persona e operatore, puntando molto a costruire una relazione paritaria non malato/infermiere, ma persone che abitano la stessa casa e che, semplicemente hanno ruoli diversi.
Auguriamo a tutti gli infermieri che il 2017 sia l’inizio di un ulteriore quarto di secolo ricco di vittorie e di conquiste professionali. Gli obiettivi da raggiungere sono ancora molti, ma uno deve essere ben chiaro: al Piccolo Cottolengo di Don Orione di Seregno si vuole sostenere e valorizzare l'infermieristica e le funzioni, i ruoli e le competenze dei professionisti infermieri e declinare insieme i ruoli, le funzioni, le competenze infermieristiche per realizzare i progetti di vita di coloro che abitano la Casa preservando le necessità assistenziali e sanitarie.
Grazie per il vostro lavoro!

seregno infermieri

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In una giornata di aprile a Genova Bogliasco a casa Moresco sono stati accolti gli alunni della scuola di Bogliasco e di Sori. La mattina è trascorsa …veloce!!
I bambini e gli ospiti si sono conosciuti e hanno sperimentato lo stare insieme senza pregiudizi e paure!
I ragazzi della terza media di Bogliasco hanno dedicato ai ragazzi “moreschini” un concerto bellissimo, accompagnato da coreografie davvero originali!!
Anche i più “piccoli” provenienti dalla scuola di Sori, hanno ravvivato l’atmosfera!! Tutti si sono presentati, hanno parlato di loro e delle proprie vite, liberamente, con il cuore aperto all’altro e a ciò che, se pur per un breve istante, è stato donato di sé, un piccolo racconto, un desiderio, un sogno. Da questa bella giornata è nata un’idea, proposta agli insegnanti delle scuole: “Il mondo che vorrei” un piccolo progetto da realizzare insieme, per sentirsi uniti e promettere reciprocamente di rivedersi presto!

In una giornata di aprile a Genova Bogliasco a casa Moresco sono stati accolti gli alunni della scuola di Bogliasco e di Sori. La mattina è trascorsa …veloce!!

I bambini e gli ospiti si sono conosciuti e hanno sperimentato lo stare insieme senza pregiudizi e paure!

I ragazzi della terza media di Bogliasco hanno dedicato ai ragazzi “moreschini” un concerto bellissimo, accompagnato da coreografie davvero originali!!

Anche i più “piccoli” provenienti dalla scuola di Sori, hanno ravvivato l’atmosfera!! Tutti si sono presentati, hanno parlato di loro e delle proprie vite, liberamente, con il cuore aperto all’altro e a ciò che, se pur per un breve istante, è stato donato di sé, un piccolo racconto, un desiderio, un sogno. Da questa bella giornata è nata un’idea, proposta agli insegnanti delle scuole: “Il mondo che vorrei” un piccolo progetto da realizzare insieme, per sentirsi uniti e promettere reciprocamente di rivedersi presto!

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Giovedì, 11 Maggio 2017

Ercolano - Maggio Orionino

In occasione della beatificazione del nostro Santo Patrono, il Don Orione di Ercolano ha organizzato tre giorni di eventi.
Queste manifestazioni intendono essere un volano per trasferire e condividere sul territorio la cultura della solidarietà, dell’inclusione e della diversità.
Si inizia la mattina del 14 Maggio con “Corrinsieme”, una gara che non ha carattere competitivo il cui ricavato sarà devoluto all’associazione OPEN onlus. La giornata del 15 Maggio sarà invece dedicata alla missione orionina operante nel Togo a Boumbaka, mentre nella sera del 16 Maggio, nel teatro orionino, si celebrerà la SS. Messa dedicata al suo fondatore. In seguito avrà luogo la prima edizione del Premio “San Luigi Orione” dedicata alla figura femminile quale promotrice di vita.
Tutte le info dettagliate di questo triduo le trovate QUI

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Giovedì, 04 Maggio 2017

Seregno - Gita all'Exotica

Un pomeriggio molto allegro all’Exotica, tra coniglietti, tartarughe, gattini, pappagalli, gufi, serpenti e molte altre specie di animali!
Presente un super gruppo di 37 amanti della natura tra ragazzi, nonni, volontari e operatori.
Un ringraziamento agli organizzatori dell’evento che hanno accolto con passione i ragazzi ed un altro grazie al banchetto del gelato per lo sconto "simpatia", ma soprattutto un abbraccio e un grazie di cuore ai volontari sempre pronti e disponibili!

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Mercoledì, 03 Maggio 2017

Genova - Una Via Crucis speciale

Anche quest’anno, come ormai è tradizione al Villaggio della Carità di Genova Camaldoli, il venerdì santo si è tenuta la rappresentazione della Via Crucis lungo i viali della Casa.
Hanno partecipato in prima linea Don Bruno Lucchini, alcuni operatori ma soprattutto gli ospiti, immedesimati e concentrati ognuno nel proprio “ruolo”, per far sì che tutto filasse liscio: attori protagonisti, comparse, addetti alla musica e alla lettura… insomma un vero “casting” casalingo ma davvero vincente!!!
Lumini e torce hanno poi reso l’atmosfera ancora più suggestiva e travolgente riuscendo a far vivere ai parrocchiani e alla gente del rione che ha pregato con i ragazzi della Casa, la passione di Nostro Signore in maniera sentita e molto particolare.
Quest’anno nella Settimana Santa sono stati ospitati dei ragazzi scout, un gruppo di proveniente da Pavia che, prontamente e molto volentieri, si è messo a disposizione per allestire e rappresentare le scene. E come sempre, anche questa volta, è stato un successo!
Un sentito GRAZIE a tutti e un arrivederci al prossimo anno.

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<<Un piccolo simbolo della nostra gratitudine per i valorosi uomini dell’Arma dei carabinieri, che da quasi due secoli difendono l’onore della nazione. Sprezzanti del pericolo gettano il loro cuore oltre ogni ostacolo. Ma un cuore grande è anche capace di amare più degli altri. Per questo i ragazzi diversamente abili del Don Orione vi vogliono bene. Non dimenticatelo mai>>. In queste parole lette da uno degli ospiti della Cooperativa Faro ‘85, che opera nell’istituto di Mesina, c’è tutto il senso della cerimonia svoltasi nell’oratorio della parrocchia di Maria Ss. Consolata, dove l’Associazione nazionale carabinieri ha distribuito i suoi doni pasquali.
Hanno preso la parola Antonio Celona, presidente della cooperativa socio-assistenziale, e i rappresentanti dell’Arma: il maggiore Manuela Rocca, comandante della Compagnia, Messina Centrom e il maresciallo Gaetano Ilacqua, della Stazione Arcivescovado. Il giornalista Piero Orteca ha portato una testimonianza sulla vita con i ragazzi disabili e sull’importanza di condividerne la quotidianità. Targhe ricordo sono state consegnate all’Arma e al giornalista. I ragazzi hanno anche voluto consegnare una fisarmonica in regalo all’infermiere professionale Placido Calabro, che con entusiasmo allieta spesso le loro giornate suonando brani di musica popolare. In precedenza lo spettacolo “Aggiungi un posto a tavola” aveva caratterizzato la mattinata. Nel pomeriggio, i diversamente abili hanno interpretato, sempre negli stessi locali, la Passione di Cristo. È stato un momento struggente che ha coinvolto emotivamente tutti i fedeli presenti. Il parroco e direttore del Don Orione, Don Marco Grossholz, ha voluto partecipare alla performance dei ragazzi leggendo alcuni brani del Passio. Un caloroso applauso ha suggellato la fine della manifestazione.

Arma 001

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La notizia della morte di Angelina Torrieri, riportata ieri, può sembrare una notizia di scarso interesse per i più, come mai parlarne ancora? Angelina è un esempio di come si vive ogni giorno al Piccolo Cottolengo, è la testimone nei suoi gesti e nei suoi sguardi sorridenti della Qualità di Vita incarnata. Riportiamo un articolo del giornalino del Piccolo Cottolengo Genovese (dicembre 2006), scritto dall'allora direttore, Don Germano Corona. Nelle sue parole, possiamo gustare uno spaccato della vita quotidiana al Piccolo Cottolengo, una vita semplice e vera.

Angelina fa capolino in mensa e, se vede che l’aria è quella giusta, entra e… “Buona sera, Fernando caro (è Don Ferdinando, il vice direttore), buona sera Feturo” (ossia Don Arturo, il vice parroco). Al direttore riserva un saluto particolare: “Dio ti budisca (= Dio ti benedica) e ti dia otto mogli e otto figli”. Tento di farle capire il mio imbarazzo nel sistemare le eventuali otto suocere, ma la sua consecutio temporum è già in riserva. Poi passa ad aggiornarci sul maestro, sull’Isa, sulla Norma, sulla Maria, su quella brontolona della suora e finisce immancabilmente dicendo che chi non sapeva niente si è preso trent’anni di galera e chi sapeva qualcosa si è buscato un sàssero, ossia l’ergastolo. Cara Angelina! Sono cinquant’anni che, aggirandoti per il Cottolengo, lo illumini con il filo diretto che hai con quelli di Lassù. Adesso, della giovane della copertina che era lei (la foto che accompagna l'articolo ritrae Angelina ragazza, ndr), le è rimasto lo sguardo trasognato. Se ne va per i corridoi ciabattando, guardando avanti, quasi dicendo con sicura certa fede: “Dai, vedrai che ce la faremo”. La guardo negli occhi, l’Angelina, e quanto più faticano a razionalizzare il presente, che tra poco non sarà più né suo né mio, tanto più squarciano brandelli di quello che ti appartiene maggiormente.
Non mi cimento più nelle letture ponderose, preferisco le snelle, meno sussiegose. Per questo rimango colpito da brevi pensieri, aforismi, massime che mi possono balzare agli occhi e di articoli in chiusura. Ultimamente, a più riprese, mi sono imbattuto in Etty, vezzeggiativo di Ester, Hillesum, una giovane ebrea eliminata a ventinove anni ad Auschwitz. Ovviamente lo spessore umano e culturale fra le due, Angelina ed Etty, non da adito a confronti, ma, se appena sollevi le apparenze, ti accorgi che c’è una armonia inusuale. Ed è questa alla quale porgo ascolto.
Dice la Hillesum: “La miseria è veramente terribile, eppure alla sera tardi, quando il giorno si è inabissato dietro di noi, mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato, e allora dal mio cuore si innalza sempre una voce – non ci posso far niente, è così, è di una forza elementare – e questa voce dice: ‘La vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo. Ad ogni nuovo crimine e orrore dovremo opporre un pezzetto di amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi. Possiamo soffrire, ma non dobbiamo soccombere. E se sopravvivremo intatti a questo tempo, corpo e anima, ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche il diritto di dire la nostra parola’ ”.
Un pezzetto d’amore che tu Angelina chiedi ed offri. Stringi una bambina e dai tuoi occhi ti sfugge una segreta domanda, un desiderio che non ti è possibile esprimere: “Perché a me no e ad altre sì?”. Non è vero perché tu non ti poni domande e non le sbatti in faccia agli altri, tu dai risposte disarmanti, trascinandoti dietro la Isa che, trasognata, sorride sempre agli angioli e ripeti con la Etty:
“Ti prometto una cosa, Dio, soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l’oggi con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani. Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te”.
Si apre un altro anno. C’è stata, come sempre, la corsa verso il vuoto riempito di vacuità. Ricercheremo approdi e insenature irreali; tenteremo di arginare l’onda che monta dalle profondità del nostro essere. Mi auguro di incontrare Angelina o Etty e ripetere con loro: “Cercherò di aiutarti affinché Tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere nulla. Una cosa, però diventa sempre più evidente per me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te e in questo modo aiutiamo noi stessi. L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. Sì, mio Dio, sembra che tu non possa fare molto per modificare le circostanze attuali, ma anch’esse fanno parte di questa vita. Io non chiamo in causa la tua responsabilità, più tardi sarai tu a dichiarare responsabili
noi. E quasi a ogni battito del mio cuore, cresce la mia certezza: tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua casa in noi”.
Dal treno che la portava dal campo di lavoro a quello di sterminio lanciava una cartolina postale: “Abbiamo lasciatoil campo cantando”.
Dalla Angelina non aspettiamoci profondità di pensiero ma soltano un: “Dio vi budisca”. Buon anno a tutti.
don Germano Corona

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Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

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