"La ricompensa non è di questo mondo."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Il giorno 8 giugno si è svolta a Firenze la prima Assemblea dei Soci della neonata cooperativa Orione, che vede come maggioranza dei soci i nostri “signori” accolti presso l’opera di Via Capo di Mondo (e presidente Chiara del Furia).
La cooperativa, nata ad ottobre, gestisce i servizi interni di pulizia e di ristorazione, coinvolgendo nel lavoro più di dieci operatori, tra cui due cuochi e una signora delle pulizie provenienti dall’esterno, e gli altri tutti abitanti della casa.

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C’è chi è salito da Paverano e chi è sceso dalla collina di Camaldoli, chi è arrivato dalla Val Bisagno (villa Santa Caterina) e chi da Quarto Castagna. L’appuntamento è al Santuario della Madonna del Monte, che per il terzo anno consecutivo ha accolto una rappresentanza della famiglia orionina genovese per una giornata di ringraziamento a Maria, nel mese dell’anno a Lei dedicato, e di festa.
Dopo la celebrazione della Santa Messa, presieduta da Don Bruno, pranzo insieme nel vecchio refettorio del convento.

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Venerdì, 02 Giugno 2017

Milano - Nutrianima

Il Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano è stato capofila dello studio NUTRIANIMA “L’assistenza NUTRIzionale agli ANzianI: uno studio Multicentrico con metodi misti nelle residenze sanitarie Assistenziali. La ricerca, ha coinvolto 29 RSA, di cui 21 RSA di Milano e 8 nella provincia di Brescia, previa autorizzazione dei comitati Etici delle rispettive province. I risultati preliminari dello studio sono stati presentati durante il Convegno che si è tenuto il 19 maggio 2017, presso il Teatro di Milano Via Fezzan 11.

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Testimonianze in prima persona dei ragazzi di Genova Camaldoli e dei loro accompagnatori.

Ecco alcuni dei commenti delle “Perle di Don Orione”.
Angelo Bacieffi: “Sono felice che Papa Francesco sia venuto a Genova. Ho provato gioia e serenità a vederlo e ad ascoltare le sue parole”.
Paridi Paolo: “Che contentezza sentir dire Messa dal Papa, come uno dei nostri preti. I canti corali erano molto belli. L’ho visto da vicino e l’ho salutato. Gli voglio bene”.
Natale Bonavera: “Che caldo, si moriva là, sono diventato scuro. Quando l’ho visto, mi è passata la stanchezza, avrei voluto abbracciarlo”.
Luigi Albani: “Sono stato bene alla Messa del Papa, che bello stare lì”.
Noi accompagnatori, Educatori, Infermieri, Operatori Socio Sanitari e Volontari, abbiamo provato molte emozioni: allegria quando è passato con la Papa-Mobile e tenerezza nel constatare la sua visibile stanchezza; riconoscenza verso la guida dei cristiani scelta dal Signore per dare voce alle sofferenze degli ultimi e sostenere i diritti dell’umanità; gratitudine perché mentre ci ricordava la speranza della nostra fede ci esortava a esercitarla nella pratica dell’Amore.
E quando tutto è finito, abbiamo capito perché proviamo sempre gioia quando incontriamo i nostri Papi, essi sono la testimonianza che Dio non ci lascia soli e continua a occuparsi di noi.

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Anche quest'anno, si è concluso il percorso teatrale che ha visto protagonisti i ragazzi del Centro Don Orione di Roma Monte Mario, insieme agli operatori ed alla presenza attiva dei giovani del servizio civile.
È stato significativo, oltre che divertente, vedere come i ragazzi si sono confrontati con una tematica così attuale come quella dello sbarco dei profughi.
Hanno saputo coniugare con ironia il duplice sguardo di chi osserva e di chi è osservato, senza cedere in pietismi, ma affrontando tutto con delicatezza e scioltezza.
Reali protagonisti, dunque, di un lavoro che emerge molto prima della rappresentazione, non solo per le scenografie, ma per la capacità di ogni singolo ragazzo di stare in partecipazione e presenza attiva sul palco, prova dopo prova.
Giungendo al giorno dello spettacolo, dove come sempre sono ineccepibili, nessun pianto, nessun urlo, nessuna crisi...
Magia del teatro: realtà e finzione si mischiano per produrre poesia.

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Lunedì, 29 Maggio 2017

Genova - Il Papa e Don Orione

Da settimane sul piazzale, nel chiostro, nei corridoi del Paverano ferveva l’attesa, “Tu vai dal Papa?”, “Lo sai che vengo anch’io dal Papa?” … Tanto che sabato pomeriggio, intorno alle 13.30, giungendo dall’ascensore nell’atrio del Centro Von Pauer che dà su via Ayroli, dove il pullman attendeva per portare gli ospiti in piazzale Kennedy, la signora F. chiedeva a tutti: dov’è il Papa?
Per uno di Don Orione il Papa che viene a Genova è quasi il massimo (il massimo sarebbe stato averlo al Paverano tra i tanti che non possono andare da lui, come in quell’anno di grazia 1987 in cui venne Giovanni Paolo II). Qui a Genova Don Orione, tra gli anni ’20 e gli anni ’30, ha aperto le sue Case per chiunque la casa l’avesse persa o non l’avesse mai avuta, in tutti i sensi: i desamparados, i privati dell’amparo nella giungla del mondo. Perché soglia, varcabile, di accesso ad un Altro Mondo, erano e sono le sue Case, per chi ci abita e ci vive, per chi ci lavora, per chi dona il suo tempo, per chi le visita. Perché l’Altro Mondo non è una nuvoletta consolatoria altrimenti detta Aldilà, l’Altro Mondo comincia qui e ora, in questa nostra vita, con Gesù: “ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me” (Mt 25, 40).
Poche ore prima, nella cattedrale di San Lorenzo, il Papa l’aveva chiamato per nome Don Orione, facendo sobbalzare il cuore: « (…) il prete che conduce una vita di incontro, con il Signore nella preghiera e con la gente fino alla fine della giornata, è “strappato”, San Luigi Orione diceva “come uno straccio”. E uno può dire: “Ma, Signore, ho bisogno di altre cose…”. Sei stanco? Vai avanti. Quella stanchezza è santità, sempre che ci sia la preghiera. (…)». Facendo sobbalzare il cuore perché l’aveva chiamato per nome proprio lì, nella sua Genova, certamente per dirgli grazie per come aveva cambiato la vita a migliaia e migliaia di persone, in oltre 80 anni di storia. Così, idealmente, si era lì sabato nel pomeriggio sotto il sole (e grazie a Dio con un filo di brezza fresca dal mare) per dire a Papa Francesco: Santo Padre, Don Orione è venuto, è qui.
“Mi sono chiesto il perché di quella commozione salita come un’onda al giungere del Papa in mezzo alla gente, sull’immenso piazzale – dice Davide – Tu es Petrus, tu sei Pietro. Veniva quest’uomo a confermarci nella fede in Gesù, veniva come il segno e la speranza certa che quell’Altro Mondo c’è e che noi ci abitiamo e lavoriamo ogni giorno: non un mondo perfetto e senza macchia, ma la possibilità, per ognuno, di vivere da uomini e da figli.”

 

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Lunedì, 29 Maggio 2017

Ucraina - L'Viv, ciao Oleksij

Martedi 23 maggio 2017 è morto uno dei giovani che frequentava il laboratorio occupazionale per disabili. Si chiamava Oleksij Tolocko. Aveva compito 47 anni a gennaio. Oleksij viveva con la mamma anziana alla quale, nonostante la sua disabilità, faceva compagnia.
La notizia della sua morte ha colto di sorpresa tutti. Da qualche settimana non partecipava più alle attività, con il gruppo degli altri amici disabili, a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute.
Una grave forma di anemia gli è stata fatale, nonostante avesse iniziato da qualche giorno una terapia adeguata.
La notizia della sua improvvisa morte ha lasciato di sasso soprattutto i sei amici di Casa-Cafarno e gli altri amici e amiche (una quindicina) che ogni giorno sono presenti per le attività del laboratorio occupazionale, gli operatori e ovviamente i sacerdoti e i seminaristi della comunità religiosa.
Oleksij aveva iniziato a frequantare il centro poco dopo la sua apertura nel 2009. La mamma spesso ringraziava tutti per averlo accolto nella struttura dal momento che Oleksij da diversi anni s'era rinchiuso in casa e non svolgeva alcuna attività.
Per lui l'incontro con la "Costellazione Orione" (nome del laboratorio) è stato come l'inizio di una nuova vita.
Abitava a tre chilometri di distanza e ogni giorno, spesso a piedi, percorreva la strada, cantando, lui che aveva difficoltà nell'udito e nell'atricolazione della parola a causa di un incidente capitatogli quando era bambino.
Il suo lavoro abituale, nel laboratorio, era quello di tessere delle coloratissime borsette. Lavoro artigianale che faceva con estrema pazienza e precisione grazie ad un rudimentale telaietto con il quale riusciva a creare dei piccoli capolavori.
Era anche disponibile per qualsiasi altra mansione gli venisse chiesta: sistemare la casa, preparare la tavola o lavare piatti e tazze, fare pulizia negli spazi adiacenti il laboratorio.
Ogni domenica partecipava alla Divina liturgia delle ore 10.00 nella parrocchia.
Si faveva i suoi sei chilometri a piedi, (tre di andata e tre di ritorno) sempre contento e felice in compagnia del suo apparecchio acustico che spesso "fischiava", forse felice anche lui di rendere un piccolo servizio ad una persona semplice e buona.
Abbiamo partecipato alla veglia di preghiera funebre (Parastasi) che si è tenuta nella sua chiesa parrocchiale, non lontano dal laboratorio. Erano presenti, con la mamma, il fratello, i parenti, alcuni vicini, tutti gli amici di Casa-Cafarnao e del laboratorio occupazionale, Don Egidio e Don Moreno che hanno assistito al rito funebre presieduto dal viceparroco Don Jurij.
Tutti erano visibilmente commossi e increduli di fronte al corpo dell’amico morto!
Aperta la bara, com'è tradizione in Ucraina, Il suo volto appariva sereno. Sereno era in vita e con il volto sereno e sorridente lo ricorderemo sempre.
Nel saluto finale Don Egidio ha così concluso: "Ora abbiamo un angelo in cielo che ci aiuta. Lui è più vicino a Dio, a Gesù a Maria, a Don Orione e a tutti i santi. Da oggi anche Oleksij sarà nostro intercessore per la mamma e per tutti noi che l'abbiamo conosciuto e gli abbiamo voluto bene".
Dopo la preghiera funebre la salma di Oleksij ha raggiunto il paese natale, Pidriasne, a pochi chilometri da L'viv, per la sepoltura nel locale cimitero.
Che la terra ti sia lieve, caro Oleksji.
Вічная пам`ять йому!

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Al Piccolo Cottolengo friulano di Santa Maria la Longa laboratori con integrazione tra generazioni e abilità.   

Alunni e disabili adulti insieme all'insegna di una integrazione ormai consolidata nel tessuto sociale di Santa Maria la Longa.
Si è appena conclusa una settimana importante per il Piccolo Cottolengo friulano di Santa Maria la Longa. Sono state dedicate quattro giornate di festa per ricordare San Luigi Orione, padre fondatore dell'istituto.
In particolar modo quella del 18 maggio è stata una giornata interamente dedicata ai bambini e ragazzi dove l'integrazione tra generazioni e abilità diverse è stata il motivo conduttore.

Nel vasto parco dell'istituto sono stati allestiti laboratori aperti dal titolo “Laboratorimo" che hanno visto impegnati gli ospiti del Don Orione e gli alunni. Preziosa la presenza di diverse realtà che operano nel settore della disabilità quali gli istituti Santa Maria della Pace di Medea, Santa Maria dei Colli di Fraelacco, il Mosaico di Codroipo e il Don Orione di Firenze nonché gli studenti del Cossar di Gorizia, con il quale da diversi anni il Piccolo Cottolengo collabora.
Vi hanno partecipato inoltre i bambini della scuola primaria di santa Maria la Longa e alcune classi del Bertoni di Udine. La novità di quest'anno è che sono stati gli stessi disabili dei diversi Centri a insegnare delle arti antiche, come per esempio la rilegatura di libri, la costruzione di cesti in vimini, i lavori con carta riciclata. I partecipanti hanno anche imparato la scrittura in Braille.
I bambini si sono dimostrati interessati e partecipi a ogni laboratorio proposto. Non sono mancati i momenti di gioia e divertimento, il tutto ambientato nel meraviglioso parco dell'Istituto.
Un’esperienza, anche pratica, che tutti, grandi e piccoli, porteranno sempre nel cuore.

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Venerdì, 26 Maggio 2017

Genova – Papa Francesco in città

Saranno ben 40 le persone con disabilità dei centri dell'Opera Don Orione di Genova che parteciperanno domani, sabato 27 maggio 2017 alla Santa Messa che verrà celebrata da Papa Francesco alle ore 17 in piazzale Kennedy. Insieme a loro anche i religiosi e le religiose orionini e i volontari in rappresentanza della "costellazione di solidarietà" della Congregazione nel capoluogo ligure.
L'Opera Don Orione a Genova è presente con 9 centri: Paverano, Villaggio della Carità di Camaldoli, Istituto di Quarto-Castagna, Famiglia Moresco di Bogliasco-Cooperativa DONO, Centro diurno Santa Caterina di Molassana, Abbazia di San Nicolò del Boschetto, Borgo Madre della Tenerezza di via Perasso, Casa delle Suore "L'abbraccio di don Orione" di Quezzi, per neonati in collaborazione con l'Istituto Gaslini, ENDOFAP Liguria di Via Bosco.
In esse abitano e vivono circa 1300 persone (anziani, bambini, giovani e adulti con disabilità, persone con patologie psichiatriche), accolte ed assistite da circa 800 dipendenti e numerosi volontari ed amici.
Sempre domani, alle ore 10, i religiosi orionini saranno presenti in Duomo per l'incontro di Papa Francesco con i sacerdoti e i consacrati della diocesi di Genova.
"Siamo veramente emozionati e felici nel potere accogliere il Santo Padre nella nostra città – spiega Don Alessandro D’Acunto, direttore dell'Opera Don Orione di Genova – che ha visto operare al fianco dei più fragili e degli ultimi lo stesso San Luigi Orione. Oggi la nostra Congregazione, proprio nel solco di carità del Fondatore, opera al fianco di anziani, disabili, famiglie e dell'infanzia in difficoltà".
"Sabato – aggiunge Don Alessandro – in ogni reparto dei nostri centri ci sarà un collegamento ideale via TV tra il Papa e i nostri ospiti che pregheranno per lui sin dalla mattina".

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Venerdì, 26 Maggio 2017

Genova - Festa San Luigi Orione

In un clima di famiglia, di festa e di gratitudine si è celebrata al Paverano di Genova la festa di San Luigi Orione. La Messa delle ore 10 è stata presieduta dal Vescovo Ausiliario di Genova mons. Nicolò Anselmi, hanno concelebrato con lui i confratelli della comunità orionina genovese. Nel pomeriggio, nel teatro Von Pauer, il gruppo teatrale “Arca di Noè 2.0” (composto dalle ragazze di alcuni reparti, dai bambini delle scuole elementari “Solari” e da alcuni Ospiti del Centro Clinico della Casa Circondariale di Marassi) ha presentato l’Incontro-Spettacolo “Fili nel vento”, apprezzato e applaudito da tutti i presenti (Ospiti e Familiari).

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Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

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