"Si sente che la mano onnipotente di Dio, che ci è Padre, non ci abbandonerà."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

È stata presentata presso la Sala Rappresentanza del Comune di Seregno la sesta edizione dell’”OKTOBERFEST BRIANZA” uno dei cosiddetti grandi eventi patrocinati dal Comune di Seregno che quest’anno sarà, tra gli altri, a supporto del Piccolo Cottolengo di Don Orione di Seregno, infatti il logo con il nostro Santo Fondatore capeggiava sullo striscione promozionale vicino a quello di Anfass altra associazione con cui divideremo, da bravi fratelli i proventi ricavati dalle attività svolte durante i 10 giorni di festa.  La manifestazione in perfetto stile Bavarese vedrà la Casa di Seregno tra i protagonisti dal 25 agosto al 3 settembre all’interno di un “point” dedicato all’interno del quale verranno svolte attività e si renderanno a disposizione di tutti grandi e piccini e, riuscendo, saranno anche presenti nelle case di coloro che non potranno essere lì a godersi il divertimento.  
Tra i momenti da segnalare come importanti vogliamo riportare l’evento di domenica 27/08 dove il Piccolo Cottolengo avrà l’onore e l’onere di “gestire” mediante il servizio interno la sala ristorante della festa (un tendone da 5.000 mq). Infine nella giornata di domenica 3 settembre saranno ospiti dell’organizzazione al grande pranzo di chiusura.
Inutile dire che tanta è la gioia e l’emozione oltre che la voglia di vivere un evento così importante per la città.

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Domenica 6 agosto, a Santa Maria La Longa c’è stato l’aperitivo un evento particolare: “Robononis – l’aperitivo del cocomero”.
In quest’ottima esperienza sono stati creati momenti di fortissima inclusione sociale, aprendo le porte alla comunità locale e diffondendo l’operato con ogni forma di comunicazione. Durante l’evento è stato rilanciato il lavoro di Azienda Agricola e Laboratori, evidenziando questi come forme di inclusione.
La giornata ha visto un interesse e una buona partecipazione della comunità locale nonostante il tempo avverso.
Il telegiornale regionale RAI ha fatto un servizio a riguardo che condividiamo qui di seguito.

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Uno di questi giorni, di mattina un gruppo di ragazzi della Casa si è recato in centro a Seregno per andare a far visita a dei cari amici e per ringraziarli del loro affetto e sostegno.
I ragazzi, tra sorrisi e commozione, hanno donato a Thomas, del bar “chef del corso”, a Mariolino Giambiasi e al signor Pelucchi del bar “max cafè”, delle cornici, da loro realizzate, per ringraziarli della loro preziosa collaborazione nella realizzazione della gelatata del 15 giugno scorso svoltasi in centro Seregno (ne avevamo parlato QUI).
Le offerte, donate generosamente in quella serata dai cittadini, contribuiranno alla realizzazione di attività e gite estive per i ragazzi e nonni della Casa.

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Domenica 6 agosto, presso il Piccolo Cottolengo di Santa Maria la Longa ci sarà “Robononis, l’aperitivo del cocomero”
La festa nasce da un’abbondante produzione di angurie e meloni, coltivati dagli ospiti della Casa nell’azienda agricola Meleretum. La produzione quest’anno supera di gran lunga il fabbisogno della Casa motivo in più per organizzare questo grande evento.
Cosa da non sottovalutare è che l’evento è a costo zero, grazie alla disponibilità di:
diversi operatori che saranno presenti in tale giornata a titolo di volontari, la trasformazione dei prodotti agricoli “eccedenti” coltivati dall’azienda Melerertum, l’individuazione di svariati “sponsor” che offriranno o il loro tempo (come nel caso di tutte le attività legate all’animazione) o i loro prodotti (vino, salumi, formaggi)
Maggiori dettagli qui di seguito, e nelle locandine


ROBONONIS
l’aperitivo del cocomero
 
Organizzato dal Piccolo Cottolengo friulano di Santa Maria la Longa (UD)
attraverso l’attività dell’azienda agricola Meleretum.
 
17.00
giochi per bambini
animazione
scopri gli animali: passeggiate con cani e pony
18.00  
balli di gruppo con istruttrice
19.30
musica dal vivo con i New Dreamers duo acustico
con la voce straordinaria di Serena Olivo e la chitarra inconfondibile di Filippo Vano
DURANTE TUTTA LA FESTA:
ANGURIATA e MELONATA
per tutti con i prodotti dell'az. agricola Meleretum
APERITIVO
con vini locali, bruschette con prodotti biologici del Nostro orto,
formaggi freschi e stagionati del nostro territorio, mix affettati, verdure grigliate e tanto altro…
STAND a tema
prodotti dei Laboratori del Piccolo Cottolengo friulano, prodotti dell’azienda agricola,
accoglienza e informazioni, animazione bambini e palloncini…
PASSEGGIATE
con cani da allevamento o pony con addestratore
 
INGRESSO LIBERO E OFFERTA LIBERA
 
Piccolo Cottolengo di Don Orione in Via Ippolito Nievo 9
Santa Maria la Longa

VOLANTINO 1

VOLANTINO 2

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Da alcuni anni la classe del '47 di Seregno ha dimostrato affetto ed amicizia nei confronti del Piccolo Cottolengo di Don Orione di Seregno.
Tante, infatti, sono state le attività, le iniziative, il supporto e le strutture operative che i nati in quell'anno hanno regalato alla Casa Seregnese, contribuendo a farla diventare indubbiamente più bella e più moderna.
Per questa ragione, tutte le persone che vivono al PCDO di Seregno, vogliono rivolgere un pubblico ringraziamento a questi concittadini, affidando il compito al loro Direttore Religioso che, guardacaso, è proprio un coscritto del '47, Don Graziano De Col:
"Carissimo Giuseppe e Amici tutti del '47! Come è bello avere degli AMICI VERI come voi! Siamo a ringraziarvi per l'attenzione che sempre dimostrate nei confronti degli ospiti del PCDO tutte le volte che si presenta qualche necessità. Sappiamo che, bussando al vostro cuore, avremo sempre una risposta alle nostre richieste: ci siamo accorti che, con voi, ogni problema trova la soluzione. Siete grandi. Il Signore vi ricompensi e noi vi assicuriamo il ricordo nella preghiera con gli ospiti quotidianamente facciamo per voi, per i vostri familiari e per le vostre attività. questo ulteriore intervento di sostituire le ormai "vetuste" tende da sole con le nuove, splendide e di colore indovinato, portano tanto refigerio agli ospiti. GRAZIE ancora, carissimi VERI AMICI!"

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Ma che estate sarebbe senza una pizza in compagnia?  
E così a Trebaseleghe hanno deciso di prendersi una pausa gustosa, sono andati tutti assieme alla nuova pizzeria “Burbello” che è stata aperta al centro del paese e in allegria hanno mangiato una fragrante pizza.
Margherita, capricciosa, 4 stagioni… Tante pizze a deliziare i diversi palati e tante risate assieme perché fare qualcosa di diverso ogni tanto fa bene proprio a tutti.
Grazie al Direttore Don Bruno che ha accompagnato gli ospiti assieme alla responsabile di struttura Marisa e agli operatori che hanno organizzato e reso possibile questo momento.
Il ricordo di questa simpatica giornata rimarrà nel cuore di tutti.

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Ho Amici in Paradiso, il film di Fabrizio Maria Cortese che ha come protagonisti i ragazzi dell’Opera Don Guanella di Roma, arriva in tv domani, lunedì 31 luglio, per la prima serata di Rai 1.  Vi proponiamo l’intervista di Giulia Martinelli che ne ha parlato con Simonetta Magari, Direttrice Sanitaria dell’Istituto.
Selezionato al festival “Los Angeles, Italia. Film, Fashion and Art Fest”; vincitore di molteplici riconoscimenti tra cui il premio per la cinematografia Antonio De Curtis; il premio Domenico Meccoli come “Miglior opera prima” al regista Fabrizio Maria Cortese; il premio Cubo Social Award Festival come “Soggetto originale” e il premio Cinecastello per la regia. Basterebbe solo questo per suscitare la curiosità di vedere Ho Amici in Paradiso. Il film è stato presentato anche alla Camera dei deputati e in udienza da Papa Francesco. Accanto ad attori professionisti come Valentina Cervi, Fabrizio Ferracane, Antonio Catania, Antonio Folletto, Enzo Salvi ed Emanuela Garuccio, ci sono i ragazzi del Don Guanella, protagonisti di una commedia che racconta in chiave ironica l’inclusione sociale e la disabilità. Ne parliamo con la direttrice dell’istituto, Simonetta Magari.
Simonetta, ci ricorda come è nata l’idea del film?
Il film nasce da un’esperienza del regista, che ha iniziato a conoscere la nostra realtà venendo a visitare un amico ospitato dal centro. Nel tempo, osservando i ragazzi, Fabrizio Maria Cortese si è reso conto delle loro potenzialità, non solo nelle attività quotidiane ma soprattutto nei rapporti, nella loro capacità di mettersi in relazione con gli altri. Così tre anni fa è nata l’idea. Inoltre tra le attività riabilitative del centro c’è anche quella teatrale: il regista ha potuto così osservare i ragazzi e scegliere gli otto protagonisti del film. Sono seguiti due anni di laboratori, e a grande sorpresa ci siamo resi conto che i nostri ragazzi erano molto abili nell’immedesimarsi nei personaggi, quasi più velocemente degli attori professionisti, grazie alla mancanza di filtri che permette loro di passare da un’emozione ad un’altra con più facilità.
Quando le hanno proposto per la prima volta questo progetto, cosa ha pensato?
Il centro ha subito accolto perché la proposta è arrivata nel momento in cui si celebrava il centenario della morte di Don Guanella: quindi poteva essere un’occasione per ricordare la sua figura, e mostrare cosa un carisma come il suoha generato e donato alla società. Da parte mia, come direttore sanitario, era un’ottima occasione per dare ai nostri disabili la possibilità di realizzare i loro sogni. Noi lavoriamo per aumentare la qualità di vita di questi ragazzi, con un lavoro educativo e riabilitativo, che possa aiutarli ad esprimere al massimo le loro potenzialità: e di questo progetto loro sono stati da subito entusiasti.
Ed infatti il regista ha più volte ricordato che sul set i ragazzi si dimenticavano di prendere le terapie…
È vero. Quello che normalmente noi dobbiamo tenere sotto controllo con i farmaci, come per esempio l’ansia, l’agitazione o anche l’aggressività, per loro sembrava non essere più necessario, tanto era gratificante quello che stavano facendo. Il regista ha avuto poi la grande capacità di cogliere le potenzialità di ognuno e metterle in scena valorizzando tutto quello che i ragazzi sanno fare. La sceneggiatura è stata scritta su di loro, e alla fine i ragazzi hanno interpretato loro stessi.
Possiamo dire allora che la forza del film è proprio in questo: i ragazzi hanno interpretato loro stessi e raccontato la loro disabilità con ironia e con il sorriso…
Esatto: normalmente si affronta la disabilità in modo pietistico oppure sono attori che interpretano la disabilità, invece in questo caso sono i ragazzi che parlano di loro stessi e ne parlano per come sono. La disabilità intellettiva è un modo diverso di essere al mondo, non è una malattia o qualcosa da curare, ma semplicemente è un qualcosa da esprimere nella bellezza della diversità. Dal punto di vista riabilitativo, il film ci ha permesso di raccontare al grande pubblico quello che stiamo facendo da anni, allontanando lo stereotipo comune del disabile che non potrà mai fare nulla. Invece questi ragazzi possono fare molto e possono anche aiutarci. La trama del film è pensata proprio per mostrare quello che loro sono, cioè persone pronte, anche nella loro incoscienza, a voler bene a tal punto da rischiare tutto pur di salvare un amico.
Ci sono state paure iniziali?
Forse un po’ di preoccupazione per l’entrata nel centro di una troupe cinematografica che avrebbe potuto scombinare l’organizzazione quotidiana, non sapevamo poi come avrebbero potuto reagire le persone ospitate. Ma dopo poco ci siamo resi conto che ne valeva la pena.
Vi aspettavate tutto questo successo?
Devo essere sincera, io non lo immaginavo. Conoscevo sicuramente i nostri ragazzi, e per me anche solo vederli sul set era una grande soddisfazione. Da parte nostra noi li abbiamo sempre incoraggiati, e per loro è stato fondamentale vedere che credevamo in loro e nel progetto.
Come si sono preparati i protagonisti?
Hanno seguito il laboratorio teatrale e di recitazione organizzato dal regista, chi sapeva leggere ha studiato il copione, gli altri invece hanno cercato di capire ed immedesimarsi nella parte. Le riprese sono andate avanti per tante ore, anche di notte.
Che aria si respirava sul set?
I ragazzi erano felicissimi. La maggior parte di loro ama guardare film e andare al cinema: alcuni sono anche esperti di cinematografia, quindi poter essere sulla scena come protagonisti invece che dall’altra parte dello schermo li ha fatti sentire veri attori. Più volte il centro Don Guanella è stato set di film o documentari e molti avevano già fatto le comparse, questa volta però la bravura del regista è stata quella di averli resi attori.
Da direttrice sanitaria del centro, cosa vuol dire stare continuamente a contatto con queste persone?
Vuol dire imparare quali sono le cose importanti della vita. È la stessa esperienza che ha fatto anche il regista, che più volte ha ricordato che nel film racconta il suo cambiamento di vita. Le persone con disabilità intellettive non hanno i filtri che possono avere le persone normo dotate, sono trasparenti e mi insegnano tutti i giorni l’importanza di levarsi le maschere e di tirare fuori il bello che si ha dentro. Mi insegnano poi i valori essenziali della vita: il voler bene, l’accettazione del dolore, loro devono convivere con dei limiti ma lo fanno nella normalità, ed è un’importante lezione per noi che spesso ci creiamo problemi anche dove non ce ne sono. Noi che lavoriamo qui siamo molto fortunati, diamo la nostra competenza ma riceviamo molto di più. Il film esprime proprio questa reciprocità.
Cosa ha lasciato questa esperienza agli attori professionisti che si sono messi in gioco?
Sono stati loro i primi a parlarci di questo film come di un’esperienza di vita. La maggior parte del film è stato girato nel centro, ci sono poche scene esterne girate in Puglia e la produzione è ancora qui, non riescono ad andare via.
Quindi il film racconta anche la vita all’interno dell’opera Don Guanella?
Anche. Di reale c’è l’idealità che viene presentata da don Pino nel film, che spiega la mission del centro; ma non è un documentario, quindi ad esempio nel film compaiono sempre e solo gli educatori e non le figure sanitarie, infermieri e medici, ma perché non si voleva puntare a questo.
Insomma una pellicola che racconta la vostra realtà e che ha ricevuto anche diversi riconoscimenti.
Esatto, i nostri ragazzi ci hanno portato a Hollywood. Il film è stato infatti selezionato al festival “Los Angeles, Italia. Film, Fashion and Art Fest” nella settimana prima degli Oscar, ma anche al festival di Palma di Mallorca. Dal mese di settembre inoltre verrà distribuito anche in Spagna sottotitolato in spagnolo e catalano, e riceverà un premio all’Italian Movie Award che si terrà a Pompei dall’11 al 17 settembre. In programma ci sono anche due viaggi a Cuba e Philadelphia. Inoltre il film ha interessato anche il mondo sanitario: ha aperto ad esempio il Congresso nazionale della Società italiana per i disturbi del neurosviluppo, e a settembre lo presenteremo a Lussemburgo al Congresso mondiale sulla disabilità intellettiva.
È importante allora continuare ed andare avanti, quali sono i progetti per il futuro?
I nostri ragazzi vorrebbero continuare magari con una serie tv e il regista ha raccolto la proposta. Il 31 luglio intanto il film verrà trasmesso in prima serata su Rai 1 e vedremo come andrà. Quello che ci preme di più è che la società si renda conto di che valore hanno questi ragazzi e la qualità di vita che possono avere, poi sarebbe bello se la produzione non si fermasse al film, ma non diciamo altro!

Fonte

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Ieri, venerdì 28 luglio, per il Piccolo Cottolengo di Seregno è stata una giornata importantissima, anche se dal sapore dolce-amaro in quanto è stato l’ultimo giorno di lavoro con Andrea Altini e per festeggiare ed augurare a lui che la sua nuova esperienza professionale possa essere stimolante e bella, si è pensato di organizzare un piccolo momento di festa con i colleghi e le persone che abitano la Casa, brindsi, pasticcini e salatini.
Andrea che svolge a Seregno il lavoro di Referente dell’animazione e ha coordinato nell’ultimo anno i progetti di vita delle persone residenti al Piccolo Cottolengo ha chiesto e ottenuto di poter vivere una nuova esperienza professionale presso l’Istituto Don Orione di Firenze.
Sicuramente dispiace molto perdere, anche solo temporaneamente, una professionalità così importante che ha contribuito con tutti i collaboratori ad ottenere grandissimi risultati in termini di qualità del servizio all’interno della Casa.
Vogliamo quindi augurare a lui di lasciare a Firenze il segno importante che oggi lascia qui a Seregno, nella speranza e nella consapevolezza che siamo comunque parte di una grande famiglia e quindi ci occuperemo sempre l’uno degli altri.
Grazie Andrea in bocca al lupo per la tua nuova esperienza professionale.

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Martedì, 25 Luglio 2017

Seregno - Un mare di vita

Non c’è nulla di più allegro di un gruppo in vacanza. E quando due gruppi si incontrano in vacanza c’è ancora più allegria. Domenica 9 luglio, un gruppo di 12 residenti del Piccolo Cottolengo di Don Orione di Seregno, ragazzi e nonni, ha fatto con trepidazione le valigie per una settimana all’insegna di mare, sapori, balli, risate e amicizie. Come per il gruppo di ospiti partito la settimana precedente la meta era Ronchi di Marina di Massa. Assoluti protagonisti assieme ai vacanzieri c’erano però questa settimana, accompagnati da due operatori, anche gli ospiti dell’Istituto Don Orione di Firenze, che hanno condiviso con i ragazzi di Seregno la vita all’albergo Villa Olga e allo stabilimento balneare Barrumba. Capitanati dalla referente di trasferta Maria, i cinque operatori del PCDO di Seregno si sono presto meravigliati dei piccoli grandi successi che l’aria e il contesto nuovo hanno favorito in tutti i gli ospiti in termini di autonomie e, ancora di più, in termini di socialità e voglia di vivere.
In un’atmosfera di continue iniziative e relazioni anche spontanee tra ospiti dei due gruppi, la settimana è volata in vortice di canti, bagni, uscite e giochi ogni giorno. Sfogliando l’album delle foto dell’estate non si possono dimenticare le uscite a Marina di Massa, i lunghi bagni in mare a colpi di pallone, le gare di bocce sulla sabbia, la sfida alle onde con il pedalò, i balli di gruppo che hanno elettrizzato la spiaggia, la chitarra che accompagnava le canzoni cantate tutti insieme alla sera in albergo, gli appassionanti tornei di carte, la festa di compleanno di uno dei ragazzi e i numerosi aperitivi sorseggiati nella veranda dello stabilimento, che sembrava allestita apposta.
Il bagno infatti si è particolarmente distinto per la sensibilità, l’allegria e l’accoglienza dimostrata, mettendo a disposizione ogni confort che i vacanzieri, anche con quelli con più difficoltà, potessero richiedere. Tutti ad esempio hanno goduto della freschezza di un bel bagno in mare grazie ad attrezzature facilitanti. I ragazzi hanno inoltre goduto di accoglienza e di una location incantevole anche al bagno Maria Pia di Marina di Massa, dove hanno gustato una cena di pesce intavolata direttamente sulla spiaggia. Oltre a servire portate gustose, il personale di Villa Olga assieme a tutti gli altri villeggianti dell’albergo hanno imparato sempre più ad amare i ragazzi e si sono presto fatti travolgere con entusiasmo dalla loro allegria. Una sera la villa si è trasformata in un’arena dove tutti hanno gustato un’anguriata organizzata dagli stessi ragazzi e hanno partecipato come giudici a uno spassosissimo talent show condotto dall’operatore Massimo. Lo spettacolo è stato organizzato e preparato dagli ospiti seregnesi e fiorentini orgogliosi di esibire i loro più svariati talenti in un momento di entusiasmante integrazione. Di ritorno dalla vacanza, è impossibile non guardare colleghi e partecipanti con occhi nuovi, consapevoli di avere condiviso un’esperienza unica di vita insieme con i ragazzi vacanzieri, da ricercare ogni giorno nella quotidianità delle nostre Case e nelle relazioni tra le Case.

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Lunedì, 24 Luglio 2017

Pescara - Campo Scuola

Il sindaco Marco Alessandrini con Antonio Romano, presidente dell'Associazione di Protezione Civile Val Pescara e tutti i volontari dell'Associazione sono stati presenti alla giornata inaugurale del campo "A scuola di protezione Civile", che si è tenuto nella pinetina dell'Istituto Don Orione di Pescare.
Il campo è nella rete delle iniziative promosse dal Dipartimento nazionale e per una settimana, i ragazzi hanno imparato le nozioni base di intervento per la Protezione Civile, rudimenti di primo soccorso, di navigazione in sicurezza sul web e molte altre attività che hanno riempito la loro giornata e che si sono sommate anche alle attività estive promosse dall'Istituto Don Orione per i ragazzi disabili e per la cittadinanza.
L'iniziativa, giunta ormai alla 3^ edizione nell'ambito del progetto nazionale #AnchIoSonoLaProtezioneCivile. Il campo è stato allestito con tende e attrezzature varie nell'incantevole area verde attrezzata del centro per consentire ai partecipanti di trascorrere al meglio i sei giorni di attività ludico-didattiche ed esercitazioni, agli istruttori di sensibilizzare gli adolescenti (ragazzi/e dagli 11 ai 17 anni) allo spirito del volontariato interagendo sapientemente anche con gli ospiti della struttura assistenziale.

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Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

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