"La nostra forza sta nell’unione."
Don Orione

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XXIV convegno amministrativo

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 3 / Numero 1

Al reparto B1 del Don Orione di Bergamo ci sono una settantina di anziani che, ogni martedì, attendono con impazienza l’arrivo di Giambattista Goisis. Quando lo vedono entrare, i loro occhi si illuminano. Molti di loro non riescono più a parlare, ma con un piccolo gesto sanno comunicare tutto il loro affetto. Da quando 18 anni fa è andato in pensione, questo 70enne stezzanese ha deciso di dedicare la propria vita agli altri. Carattere aperto, spontaneo e allegro, Giambattista sa come risollevare il morale di chi, a causa di una malattia o di una disabilità, deve affrontare situazioni difficili. Goisis vive a Stezzano da quando si è sposato con Paola. Hanno un figlio che gli ha regalato due bellissimi nipoti. Ha lavorato per anni come meccanico alla Nuova Magrini Galileo di Bergamo, poi all’età di 52 anni è andato in pensione.


Altro che pensione. È stato in quel momento che ha deciso di dare una svolta alla sua vita: «Umanamente, tenere i contatti con le persone mi aiuta a tenermi giovane – spiega Giambattista –. Quando sono andato in pensione, l’idea di stare a casa tutto il giorno sul divano oppure di andare al bar per passare il tempo non mi piaceva per niente. Così ho pensato subito di dedicarmi al volontariato. Ho prestato servizio al centro ippoterapico di Verdello, dove aiutavo i bambini portatori di handicap ad andare a cavallo. I ragazzi ridevano e scherzavano. Poi il martedì, il giovedì e il sabato alla mattina vado al Museo del contadino di Verdello dove mi offro per sistemare gli oggetti, fare pulizie, tagliare l’erba».


Volontario al Don Orione. Da sei anni e mezzo Goisis è anche volontario Avo. Ogni martedì, dalle 14.30 alle 18, indossa il suo camice bianco e fa sorridere gli anziani della casa di riposo con la sua genuinità. «Ho iniziato a frequentare il Don Orione sette anni fa – racconta –. All’epoca andavo a trovare abitualmente un mio caro amico. Quando è venuto a mancare, mi ero talmente affezionato all’ambiente che appena ho saputo che cercavano un volontario Avo, mi sono proposto. Ho frequentato il corso per imparare le nozioni base e sono stato inserito nel reparto B1, dove ci sono una settantina di pazienti affetti da Alzheimer e demenza senile. Mi sono trovato benissimo anche se devo ammettere che non è sempre facile affrontare chi convive con questa malattia degenerativa». Molti di loro sono abbandonati, non hanno più nessuno, e quando vedono qualcuno che li va a trovare i loro occhi brillano di gioia. Ci sono giorni in cui qualche paziente non sta bene, non è lucido, ha bisogno di più attenzioni degli altri. Alcuni ripetono continuamente le stesse frasi, si impuntano su cose assurde a volte. Altri stanno sempre zitti perché non riescono più a comunicare, eppure con una stretta di mano vigorosa esprimono tutta la loro riconoscenza.
Ogni tanto c’è qualche paziente che spezza all’improvviso l’equilibrio precario che regna in sala. «Voglio la panna, voglio la panna!», inizia a ripetere un anziano all’improvviso. Lo fa in maniera ossessiva, come un mantra recitato senza sosta. Per spezzare il suo disagio, Giambattista lo prende per mano con tenerezza e lo accompagna al bar a far merenda. «Il segreto – ci svela il volontario – è entrare in sintonia con queste persone. Bisogna saperli prendere. Se ci riesci, diventa un’esperienza bellissima, gli anziani mi fanno tanti complimenti. È impossibile non volergli bene. Quando li vado a trovare resto sempre colpito dalla loro tenerezza, pare che non attendano altro che un mio cenno, un sorriso, una carezza per sentirsi meglio. A volte quando arrivo, l’infermiera caporeparto mi segnala che qualcuno non è particolarmente in forma. Allora, io mi impegno per farlo stare meglio. Ho un carattere aperto ed espansivo, mi piace far ridere gli anziani, tirarli su di morale facendo il matto: un bacetto, un abbraccio, qualche scherzetto. Ci sono cinque o sei pazienti che stanno meglio degli altri e posso accompagnarli al bar per bere qualcosa, altri invece ascoltano la musica e cantano le canzoni antiche. Si vede che quando sono in compagnia sono felici. Poi alle 17.30 li porto in mensa e imbocco i non autosufficienti».


L’aspetto più triste di questa esperienza è il momento del distacco che, volente o nolente, prima o poi spezza il legame che con fatica si è cercato di costruire giorno dopo giorno. «Mi affeziono molto ai pazienti – esclama Giambattista – e quando muoiono è dura, si rimane male. L’altro giorno è morta una signora a cui avevano appena amputato una gamba. Tutte le volte che mi vedeva mi dava un bacio. Mi mancherà moltissimo. Al Don Orione ho trovato un bellissimo ambiente, è un bel complesso. I volontari Avo sono una quarantina in tutto, ma c’è sempre bisogno di aiuto. Ho sempre avuto il pallino del volontariato. Devo ringraziare anche mia moglie Paola, perché non mi impone mai di fare nulla, mi lascia libero di seguire le mie passioni».

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Si è conclusa la terza edizione del Summer Camp per bambini speciali, 3 settimane intense nella comunità di Savignano Irpino. QUI abbiamo parlato dell’inizio di questa splendida iniziativa.
La festa conclusiva è coincisa con la festa cittadina dell’inaugurazione dell’area camper, questo ha dato ancora più interesse e maggior partecipazione al Summer Camp.
I momenti che hanno interessato la giornata sono stati molteplici: giochi di gruppo, trenino, truccabimbi, spettacolo canoro e acrobatico, degustazione, lotteria.
La festa ha preso colore e calore grazie ai numerosi partecipanti e soprattutto grazie a tutti i bambini. Arrivati alla terza edizione si può dire che il Summer Camp for special Children è diventato una bella tradizione che è comunicazione e attenzione per star vicini alle famiglie ed ai bambini con disturbi del neurosviluppo, in particolare con disturbi dello spettro autistico.

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Martedì, 17 Luglio 2018

Pescara - Esperienza di volo!

Venerdì 13 luglio il Don Orione di Pescara ha vissuto un momento emozionante e bellissimo insieme all'11° reparto volo della Polizia di Stato presso l'aeroporto di Pescara.
Il Capitano Ettore Rossi attraverso i suoi più stretti collaboratori e alla presenza delle più alte cariche cittadine, provinciali e regionali come: il Questore, il Prefetto, il Sindaco di Pescara, il Sindaco di Sambuceto, Guardia di Finanza, Croce Rossa, Protezione Civile, e tantissime altre autorità presenti, ha dato luogo ad una mattinata meravigliosa, piena di sorprese.
Dopo la proiezione di alcuni video che hanno mostrato le varie attività del Corpo di Polizia, dalla prevenzione al soccorso sul territorio il Comandante Ettore Rossi e tutto il corpo di Polizia hanno fatto ai ragazzi del Don Orione di Pescara e loro famiglie, due infiniti regali. Il primo, quello di Leo e Matteo: Leo il cane che ha salvato la bambina di 11 anni nell'ultimo terremoto e Matteo il suo istruttore, si sono esibiti in spettacolari esercitazioni. La seconda: due piloti della polizia hanno acceso un elicottero e simulato una partenza di volo ed è stato permesso a tutti i bambini del Don Orione, famiglie ed amici, di poter salire a bordo del velivolo e dei vari elicotteri della polizia.
Più di 300 persone hanno potuto vivere momenti emozionanti. Un ringraziamento particolare da parte del Responsabile di struttura Renato Di Fiore e della Dottoressa Lucia della Rovere, Direttrice Sanitaria del Don Orione che hanno partecipato insieme a tutti i ragazzi e molti dipendenti con le loro famiglie. Grazie all' 11° Corpo di volo della Polizia.

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Festa di inizio estate nel reparto Don Sterpi del villaggio della carità di Genova Camaldoli dove grazie alla disponibilità degli operatori e di alcuni amici un pomeriggio come tanti si trasforma in una serata di festa.
Allestiti i tavoli, cucinato salsiccia e carne accompagnate da patatine fritte, la cena sembra non avere fine così come l'allegria e l'amicizia tra i partecipanti alla festa.
Un grazie in particolare ai cuochi per la disponibilità e l'impegno.

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La maggior preoccupazione per i genitori di un figlio/figlia disabile è il futuro dopo la propria scomparsa. Per rispondere ai dubbi delle famiglie e fornire un panorama su ciò che attualmente offre la normativa italiana, Federnotai ha elaborato la guida “Dopo di noi”. Nel documento si parla degli strumenti disciplinato dalla Legge 112/2016 e di altri istituti utili per i nuclei familiari con persone affette da disabilità: dal vincolo di destinazione ai fondi fiduciari, dal contratto di affidamento fiduciario al contratto di rendita vitalizia.

Ma chi sono i beneficiari di tali istituti?  

La L.112/2016 è posta a tutela delle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare in quanto prive di entrambi i genitori o i cui genitori non sono in grado di fornire loro adeguato sostegno. La disciplina può essere applicata anche durante la vita dei genitori nella prospettiva futura di morte dei medesimi. Lo stato di disabilità grave è indicato nella L.104/1992 ed è verificato dalla Commissione Medica presso le Aziende Sanitarie Locali. Per quanto riguarda gli anziani non autosufficienti ed i disabili non gravi, sono applicate le norme già esistenti a loro tutela più alcune della stessa L.112/2016, fatta eccezione per le agevolazioni fiscali previste. Quanto già disciplinato dal Codice Civile o proveniente dalla prassi è invece applicabile a beneficio di chiunque.

QUI il testo realizzato da Federnotai.

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È partita lunedì 25 giugno la terza edizione del “Summer Camp for Special Children”, progetto di inclusione e partecipazione ad attività sportive e ricreative, volte a rafforzare e favorire lo sviluppo di attività sociali e relazionali di ragazzi con disturbi del neurosviluppo, ed in particolare con disturbi dello spettro autistico, e ragazzi normotipici.
La cornice è quella del Comune di Savignano Irpino, che vanta il fregio di essere uno dei borghi più belli d’Italia e vede al centro dell’iniziativa il Centro Medico Sociale Don Orione di Savignano Irpino, che per vocazione si pone quale perno di un lavoro con la gente e per la gente, anche al di fuori delle mura istituzionali. L’iniziativa vede coinvolti come partnership l’Università Federico II di Napoli – UOSD di Neuropsichiatria Infantile del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali, l’associazione Autism Aid Onlus, l’istituto scolastico comprensivo Don Lorenzo Milani di Savignano Irpino e l’associazione Rari Nantes Special Team Campania. Il supporto operativo è assicurato dalla cooperativa Charis e dall’associazione di volontariato Eleos.

Da quest’anno, per i più grandi ci sarà la possibilità di svolgere attività di prelavoro. “Today I work…” nasce dalla generosità e dalla disponibilità dei cittadini e delle imprese locali di fornire uno spazio di sperimentazione lavorativa ai ragazzi speciali più grandi.

La realizzazione del progetto è possibile grazie al contributo di ciascun ente coinvolto e mediante il supporto di beneficenza delle famiglie e della comunità. Anche quest’anno, pertanto, a chiusura del campo estivo, si terrà la terza edizione dell’iniziativa “Ci siamo piazzati!”, ovvero una giornata di sensibilizzazione all’insegna della condivisione e del divertimento, devoluta alla raccolta dei proventi necessari per la realizzazione del Summer Camp.

Savignano irpino summer camp 3

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La FISPES, Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali,  ha organizzato un evento di promozione del Powerchair Football, calcio in carrozzina elettrica, disciplina sperimentale FISPES. L'incontro si è svolto presso il Centro don Orione di Roma Monte Mario dal 21 al 24 giugno ed ha ospitato atleti da tutta Italia.

L’iniziativa "Un Assist per il Powerchair football", sostenuta dalla Regione Lazionell’ambito del progetto “Sport di cittadinanza ed inclusione sociale”, intende far conoscere questa disciplina, riservata ad atleti con disabilità neurologiche gravi.

Sono stati coinvolti  13 atleti tesserati per le società Albatros e Senise della Basilicata, Oltresport proveniente dalla Puglia e Asco dalla Campania, 5 giocatori di Wheelchair Hockey e altri potenziali atleti provenienti dal CPO di Ostia.

La squadra ASCO viene dal centro Don Orione di Ercolano ed è capitanata dal nostro Massimo Muslimanovic.

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Gran serata finale per il progetto paralimpico "uno per tutti... tutti per uno"
Si è appena concluso il progetto condiviso tra Asco e Don Orione con l'istituto "Pantaleo".
Tante le esibizioni:
- gli alunni che hanno animato il progetto condiviso di sport adattato a cura dei volontari Asco e della classe diretta dalla prof.ssa Tonia Cacace
- gli alunni del progetto "Qui si crea" diretto dai prof.ri Ammendola e Sannino (referente dell'area inclusione)
- gli alunni del progetto "Atelier di poesia" diretto dai prof.ri Scognamiglio, Pischedda, Cirillo e Lorenzi
- gli atleti Asco/Don Orione del Powerchairs Football per atleti in carrozzina elettrica (QUI un interessante articolo che li riguarda)
- i ragazzi del centro Don Orione e del Centro sociale Nana' per immigrati minori non accompagnati che si sono esibiti in un lavoro di teatro sociale ed in un workshop aperto a tutti.

Ha chiuso la serata il dirigente scolastico che ha parlato di "valanga cui dobbiamo offrire il tempo di travolgere tutti per avvicinare al concetto di diversità".
Un grazie particolare va ai volontari orionini Maya, Ester, Annachiara, Santo, Pasquale, Alessandro, Andrea, Giovanni, Cristian, Giacomo, Mariano ed a tutti gli altri che continuano a credere che tutto ciò sia possibile.

 

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Lunedì, 18 Giugno 2018

Seregno - Qui si balla!

Un pomeriggio in musica per gli ospiti del Piccolo Cottolengo: hanno accolti gli amici del gruppo boogie woogie del Centro Diurno Nobili di Seregno, che con i loro passi di danza, hanno intrattenuto ospiti e familiari per tutto il pomeriggio.
Giuseppe, Luisa, Giuseppe, Rosa, Luigi, Nunzia, Gianni, Paola, Paolo, Maria, Orazio, Rosy, Renato, Tatiana, Luciano, Alessandra, Matteo, Enza e Anna si sono esibiti nei balli della Mazurka, polka, valzer lenzo, fox trot, baciata, mambo samba e boogie woogie.
Il ballo più bello? La tarantella, che da tradizione viene ballata da nonna Filomena e da suo figlio Matteo.


Alla prossima esibizione!

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Tortona - Sono le 10:00 del mattino di sabato 26 maggio 2018 e nel piazzale del Centro “Mater Dei” di Tortona si sono riuniti circa 130 ciclisti pronti a partire per la “39° edizione - Due ruote per due campanili”. I ciclisti, entrati  trionfalmente nel Santuario della Madonna della Guardia con le loro bici da corsa e il loro abbigliamento, ricevuta la benedizione del Rettore Don Renzo Vanoi, hanno intrapreso la corsa da Tortona, passando per Pontecurone, dove,  fatta una sosta al monumento di Don Orione e deposto un omaggio floreale, hanno proseguito fino a Parona Lomellina per una breve e tanto desiderata tappa-ristoro giungendo infine al Piccolo Cottolengo di Don Orione di Seregno, attesi da pubblico euforico.


Seregno - “Che la festa abbia inizio!”. Sono le 15:30 e si aprono gli stand che ci terranno compagnia per  3 giorni consecutivi: lo “spazio bimbi”, animato da volontari e assistenti della Casa; il “Punto Salute”, dove infermieri, medici e fisioterapisti mettono a disposizione la loro professionalità; lo spazio espositivo e di vendita degli oggetti artigianali realizzati dagli Ospiti della Casa; la vendita del “Parmigiano Reggiano”, portata avanti dai dipendenti il cui ricavato verrà devoluto per l’acquisto di attrezzature utili agli Ospiti; lo stand dell’Aido, Respiri di Sale, Mr. Paip e tanti altri stand compreso il settore  “culinario” che ha preparato un ricco e vario menù: fantastici i cuochi!


Alle ore 16:00 si inizia ad intravedere l’arrivo dei primi ciclisti.  Una volta giunti tutti i partecipanti, si è dato il via alla premiazione con la consegna della litografia di De Nova e le Coppe argentate.
Domenica 27 maggio, invece, sono stati numerosi i ragazzi “categoria Giovanissimi” che hanno partecipato, nel pomeriggio, alla corsa ciclistica “Gran premio Don Orione” in memoria di Giuseppe Meroni e di Dino Vassena, organizzata dalla società SALUS di Seregno.


Anche il lunedì 28 è stata una giornata dedicata ai bambini con la benedizione delle mamme e dei loro bambini e con lo spettacolo di magia di bolle di sapone con “Vitamina e C”. Durante lo spettacolo, gli Ospiti insieme agli educatori ed ai volontari, hanno venduto un buonissimo gelato: “Orionino il gelato golosino”.


Durante i giorni di festa anche le serate non sono state da meno: i “Liga Channel”, band tribute di Ligabue, hanno ufficialmente aperto le danze con i brani più celebri del noto cantautore italiano e non solo. Sabato sera è stata la volta de “Il Colore dei Pensieri”, band tribute dei Pooh, che già in passato si sono esibiti in onore della Casa di Seregno. Domenica sera, invece, gli amici di vecchia data “Altra Generazione” hanno rallegrato tutti sui grandi classici della musica italiana degli anni 60-70.


Come ogni anno, chiude questa fantastica festa la serata del lunedì, con l’estrazione dei premi della lotteria e del fantastico spettacolo pirotecnico.

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 3 / Numero 1