"Il primo mezzo per ottenere lo spirito di preghiera è quello di pregare e di domandarne a Dio la grazia."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Firenze e la Toscana “adottano” i Trisome Games 2016, la prima edizione delle Olimpiadi per atleti con sindrome di Down dal 15 al 22 luglio.
Una manifestazione unica al mondo, che porterà a Firenze oltre 600 atleti, provenienti da 34 paesi e da 5 continenti diversi, in 9 discipline sportive che spazieranno dall'atletica leggera, al nuoto, al judo, al tennis tavolo ed alla ginnastica artistica. Numeri importanti, dunque, per un evento che si svolgerà tra stadio Ridolfi, piscina Costoli, palestra di Sorgane, palestra Generale Barbasetti, Affrico e Trisome Village.

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In quest'anno del Giubileo migliaia di pellegrini da tutto il mondo convergono a Roma per ricevere l'abbraccio amorevole del Santo Padre. Un appuntamento a cui non poteva mancare il Centro di Chirignago?! Ecco quindi 25 ragazzi partire per un pellegrinaggio di 4 giorni, dal 7 al 10 giugno, accompagnati da operatori, volontari, amici, così numerosi da riempire quasi 2 autobus.
Mercoledì 8, giorno dell'udienza, il sole ha squarciato le nubi ed ha regalato una giornata piena di luce e calore, il giusto contorno per un'esperienza unica ed indimenticabile, che resterà sempre nei cuori di chi l'ha vissuta.

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Giovedì, 16 Giugno 2016

Giubileo dei Malati

Dal 10 al 12 giugno a Roma si è svolto il Giubileo degli Ammalati e delle Persone Disabili, sono stati lanciati forti messaggi sul tema di "andare oltre il limite".

Pubblichiamo qui di seguito i punti più importanti dei temi trattati dal Papa:

L'amore di Francesco per i malati
E’ indimenticabile la tenerezza che Francesco riserva sempre a malati, bimbi, adulti o anziani. Un linguaggio di gesti e parole, che si è manifestato anche al termine della Messa quando il Papa si è avvicinato ad alcuni malati e accompagnatori presenti. Un linguaggio che esprime cosa sia la misericordia per il Papa: abbracciare, sorridere, in una parola accogliere:

“La felicità che ognuno desidera, d’altronde, può esprimersi in tanti modi e può essere raggiunta solo se siamo capaci di amare. Questa è la strada! E’ sempre una questione di amore, non c’è un’altra strada. La vera sfida è quella di chi ama di più. Quante persone disabili e sofferenti si riaprono alla vita appena scoprono di essere amate! E quanto amore può sgorgare da un cuore anche solo per un sorriso! La terapia del sorriso…”

Gesù comprende le nostre infermità perché Lui stesso le ha provate ed è un medico che guarisce con la medicina dell’amore. “Che cosa potremmo rimproverare a Dio per le nostre infermità e sofferenze  - afferma - che non sia già impresso sul volto del suo Figlio crocifisso”? E le migliaia di ammalati e disabili, convenuti in piazza San Pietro, hanno sfidato il brutto tempo pur di incontrare Francesco, il suo sguardo che quando si posa su ciascuno lo fa sentire unico e la sua parola che esprime l’amore di Dio per ciascuno.

Non ghettizzare i malati ma accoglierli
Nell’omelia il Papa mostra un’estrema comprensione per la realtà umana: tutti prima o poi ci scontriamo con “le malattie nostre o altrui”, “esperienze drammaticamente umane”. Il Papa sa che di fronte a queste sofferenze può subentrare un atteggiamento cinico, come se tutto si potesse risolvere subendo, contando solo sulle nostre forze oppure riponendo tutta la fiducia nella medicina, che però magari non è in grado di guarire quella malattia:

“Nell’epoca in cui una certa cura del corpo è divenuta mito di massa e dunque affare economico, ciò che è imperfetto deve essere oscurato, perché attenta alla felicità e alla serenità dei privilegiati e mette in crisi il modello dominante”.

“Meglio tenere queste persone separate”, si potrebbe essere tentati di pensare, o in qualche “recinto”, “magari dorato”, o nelle "riserve" dell’assistenzialismo perché non si intralci “il ritmo del falso benessere”, quando addirittura non si arriva a ipotizzare che sia “meglio sbarazzarsene quanto prima”, perché i malati possono diventare un peso economico insostenibile. Papa Francesco svela la grande illusione che si accovaccia in questi pensieri:

“Ma, in realtà, quale illusione vive l’uomo di oggi quando chiude gli occhi davanti alla malattia e alla disabilità! Egli non comprende il vero senso della vita, che comporta anche l’accettazione della sofferenza e del limite. Il mondo non diventa migliore perché composto soltanto da persone apparentemente ‘perfette’, per non dire ‘truccate’ ma quando crescono la solidarietà tra gli esseri umani, l’accettazione reciproca e il rispetto”.

In Cristo la sofferenza trova senso
Il mistero della vita cristiana si riassume, infatti, nel dinamismo pasquale di morte e risurrezione, ricevuto nel Battesimo. Con l’immersione nell’acqua è come se ognuno fosse sepolto con Cristo e quando riemerge si manifesta la vita nuova, così anche la malattie e la morte in Cristo trovano il loro senso ultimo. Papa Francesco sottolinea, quindi, che “il modo in cui viviamo la malattia e la disabilità è indice dell’amore che siamo disposti a offrire":

“Il modo in cui affrontiamo la sofferenza e il limite è criterio della nostra libertà di dare senso alle esperienze della vita, anche quando ci appaiono assurde e non meritate. Non lasciamoci turbare, pertanto, da queste tribolazioni”.

 

Clicca QUI per vedere le foto

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Il "Dopo di noi" diventa legge, grazie all'approvazione in via definitiva alla Camera oggi pomeriggio. Ne avevamo parlato precedentemente QUI.


La legge disciplina la definizione delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto il territorio nazionale ed affidate perciò al coordinamento dei LEA (Livelli essenziali di assistenza, ossia le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a offrire).
Matteo Renzi scrive "La legge sul Dopo di noi è un fatto di civiltà per migliaia di famiglie. Sono orgoglioso dei parlamentari che l'hanno voluta e votata. Grazie"
La legge istituisce un fondo per l’assistenza alle persone con disabilità gravi prive del sostegno familiare, con 90 milioni di euro i 2016, 38,3 milioni per il 2017 e 56,1 milioni dal 2018.
Il fondo servirà a realizzare interventi di residenzialità per persone con disabilità e in generale per garantire la maggiore autonomia possibile alle persone disabili con disabilità grave, prive di sostegno familiare.


Clicca QUI per il testo del DDL ora divenuto legge.

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Ieri, mercoledì 8 giugno 2016, dalle case orionine di Genova ospiti, sacerdoti, suore, dipendenti, collaboratori e volontari sono saliti al Monte Figogna per il pellegrinaggio nell’Anno Santo della Misericordia attraversando la Porta Santa e partecipando alla Celebrazione Eucaristica presieduta dal Card. Angelo Bagnasco. A guidare il pellegrinaggio il direttore Don Alessandro D’Acunto. Erano presenti il direttore provinciale Don Aurelio Fusi, l’economo Don Walter Groppello e i due consiglieri Don Maurizio Macchi e Don Leonardo Verrilli. Alle ore 10.30, davanti alla Cappella dell’Apparizione con il canto Vergine benedetta, il direttore Don Alessandro D’Acunto ha dato inizio a questo pellegrinaggio: “Vogliamo vivere come motivo di gioia e soprattutto di fede, questo nostro pellegrinaggio - ha detto Don D’Acunto - noi oggi siamo qui sulle orme di Don Orione e la sua presenza la vediamo qui dalla statua davanti a questa Cappella che ci vuole ricordare la notte trascorsa in preghiera alla vigilia di una grande decisione: quella di acquistare il Paverano”.
Giunti sul piazzale del Santuario il gruppo che contava in totale 450 persone è stato accolto dal rettore Mons. Marco Granara: “Benvenuti nel nostro Santuario” sottolineando subito con questo aggettivo l’appartenenza orionina di questo luogo. Ha poi ricordato una delle frasi mariane di Don Orione che diceva ai pellegrini che accompagnava sul Monte Figogna: “Maria ci porterà a Gesù ed Egli ci guarirà da tutti i nostri mali, da tutte le nostre ferite”. Pregando ed invocando i Santi si è attraversata la Porta Santa e preso posto per la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Card. Angelo Bagnasco ed animata dal coro delle ragazze del Piccolo Cottolengo con i loro animatori ed educatori.
Nell’omelia il Card. Bagnasco, riferendosi al brano evangelico proclamato, ovvero quello della visita di Maria ad Elisabetta, ha voluto sottolineare quanta carità fraterna/evangelica ha avuto anche Don Orione. “Oggi, questa carità - ha proseguito - continua attraverso i suoi figli e voi malati siete il segno particolare di Gesù crocifisso e sofferente. Dobbiamo mantenere tutti insieme il nostro cuore vivo alla sorgente dell’Amore”.
Prima della benedizione, il direttore provinciale Don Aurelio Fusi si è rivolto al Cardinale con parole molto filiali: “Eminenza, salendo al Monte, mi sono venuti in mente i punti di riferimento di Don Orione che tutti noi conosciamo: Gesù, Maria, Papa e Anime. Siamo saliti con questa motivazione: vogliamo imparare da Maria, come Lei ci ha ricordato nell’omelia, a consegnarci a Gesù. Noi ci sentiamo davvero accompagnati, condotti da Gesù, dal suo amore per noi perché desideriamo renderlo vivo attraverso la carità che Don Orione ci ha insegnato. Oltre naturalmente al Santo Padre, sono due i vescovi che noi amiamo di più: il vescovo di Tortona e il vescovo di Genova, perché Don Orione ha segnato queste due Diocesi, in un modo particolare: rendendole, possiamo dire, due sorelle e pertanto ci viene spontanea la preghiera per voi”. Dopo un bel momento di fraternità con la condivisione del pranzo, si è ritornati in Santuario per la recita del Santo Rosario.
Si conclude così questo pellegrinaggio, si “scende dal monte” ricaricati nello Spirito, abbracciati dalla misericordia del Padre e confortati dall’intercessione di Don Orione, lui che è “padre dei poveri e benefattore dell’umanità sofferente ed abbandonata”. Facciamo nostre le parole del Cardinal Bagnasco che ha concluso la sua riflessione con questa invocazione che per tutti diventa preghiera e programma quotidiano di contemplazione, di vita, di azione: “La Madonna ci aiuti a mantenere il nostro cuore “vivo”, in questo giorno giubilare nel quale abbiamo attraversato la Porta Santa, simbolo di Cristo, porta delle pecore, perché introducendoci nel cuore di Dio e della Trinità, rinnovi e tenga viva la fiamma dell’amore di Dio perché possa alimentare l’amore quotidiano per i nostri fratelli”.

Guarda QUI tutte le foto

 

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Casa-Cafarnao è la comunità alloggio del Centro Divina Provvidenza (Opera don Orione) DI L'Viv (UCRAINA) che ospita attualmente, in maniera residenziale, 6 giovani disabili. Offre anche la possibilità ad una decina di altri giovani della zona di poter partecipare, durante il giorno, alle attività del laboratorio occupazionale (icone, pittura, perline, ed altro…)
Nella attuazione del progetto "Migliora la qualità della vita", obiettivo di questo anno, è stato inserito, tra le altre iniziative, anche un laboratorio teatrale.
L'esperimento, coordinato da Don Moreno Cattelan e dagli assistenti diurni, sta muovendo i primi passi.
Dopo alcuni esercizi base di teatralità e qualche gioco interattivo il gruppo ha iniziato a lavorare per preparare una "pantomima", forma teatrale attraverso la quale tutti possono partecipare, anche Juri (l'attore principale che non parla se non...esprimendosi a gesti, appunto!
Il gruppo attuale, formato da una quindicina di elementi (tutti partecipano in quanto hanno scelto come motto: "Recitiamo come siamo") si è dato un nome impegnativo: "TEATRORIONE" per far capire fin dall'inizio lo spessore dell'iniziativa.
Domenica 22 maggio, durante la tradizionale festa parrocchiale di San Luigi Orione, il gruppo "TEATRORIONE", ha fatto il suo debutto: una bella e semplice performance con canti, presentazione dei singoli componenti e la pantomima.
Scesi dal palco gli attori erano emozionati e contenti, anche Juri ha interpretato la sua parte ottimamente, nonostante avesse qualche linea di febbre!
Rotto il ghiaccio ora si continua.
A fine giugno ci sarà nel "Centro Divina Provvidenza", in occasione dell'Anno santo della Misericordia, il "Giubileo delle persone disabili", un’occasione per replicare lo spettacolo, pensando già ad un nuovo lavoro.
L'entusiasmo, le idee, e soprattutto l'allegria nel "recitiamo come siamo" non mancano.

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Anche quest’anno, come di consueto dal 2013, un gruppo di ragazzi del Reparto Don Pensa, appartenente all’Istituto Don Orione di Ge-Camaldoli, si è recato ogni settimana presso la piscina comunale del quartiere di San Fruttuoso appartenente alla SOCIETA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA IDEA SPORT a R.L. per svolgere l’attività motoria di nuoto che è sempre stata da loro offerta gratuitamente ai nostri utenti.
La cornice molto familiare comprende: le istruttrici, quattro ragazze (Paola, Giorgia, Francesca, Claudia), Cristina (segreteria), Gabriella (coordinatrice), Eliana (guardaroba), che hanno dimostrato di essere in grado di unire professionalità ad empatia ed accoglienza nei confronti di tutti. Per questo   motivo, i nostri utenti hanno sempre partecipato volentieri all’attività. I “nuotatori” sono sette persone con problemi psicofisici; in acqua però hanno dimostrato di saper unire l’aspetto ludico alla voglia di imparare dimenticandosi delle loro disabilità; infatti appena entrati in vasca cominciano a scherzare, a lasciarsi andare e addirittura qualcuno a cantare.
Per festeggiare la fine del corso 2015/2016 e “premiare” quest’atmosfera amicale, a conclusione dell’ultima lezione, focaccia per tutti e un brindisi con spumante…ovviamente senza esagerare!!!

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Martedì 17 maggio 2016 un piccolo gruppo di 8 persone appartenente al Piccolo Cottolengo di Don Orione di Genova-Camaldoli ha preso parte all'evento “Social Sea-Vela Sociale”: un bellissimo giro in barca a vela; organizzato dall’Associazione Sportiva Dilettantistica “Il Pontile” di Genova-Pra a cura di Lidia Schichter. Vi hanno partecipato 6 ospiti del reparto Don Pensa accompagnati da due educatori. Il tempo era bello, caldo e sereno, finalmente primaverile.
Una volta arrivati i ragazzi sono subito saliti, divisi in piccoli gruppi, a bordo di 3 differenti barche: con ben 2 esperti naviganti su ciascuna di esse. Il giro è durato quasi 2 ore; durante il quale i due gentilissimi marinai hanno insegnato ai ragazzi ad utilizzare il timone e le vele permettendo loro di governare l'andatura della barca!! Hanno imparato così ad orzare, poggiare, lascare e cazzare la vela, o, ancora, a virare o eseguire una strambata oppure apprendere termini come fiocco, mezzo fiocco, mezzo marinaio...e altre diavolerie ancora che riguardano il mondo della nautica!
Ritornati a terra, riuniti di nuovo tutti insieme, i marinai hanno offerto anche il pranzo con panini e Coca-Cola.
Da sottolineare l'affettuosità e disponibilità delle persone che hanno accolto e guidato in mare i ragazzi; uomini cordiali, semplici e pazienti.
Bisogna infine riconoscere che l'esperienza in mare ha appagato e riempito di orgoglio, in modo evidente, gli ospiti.

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Per definizione un pellegrinaggio è “un viaggio verso un luogo sacro, fatto per devozione, penitenza, preghiera”.
La famiglia orionina genovese, il 13 maggio, ha deciso di intraprendere questo “viaggio” verso il Santuario francescano della Madonna del Monte, sulle alture di Genova.
È stata una giornata molto piacevole, passata in compagnia di amici e all’insegna della condivisione.
Il tutto è iniziato con la celebrazione della Santa Messa, durante la quale padre Ennio, il Guardiano del Santuario, ha invitato tutti i presenti a pregare e ad affidarsi alla Madre Santissima. Un invito accolto con particolare coinvolgimento perché, oggi 16 maggio inizia il XIV CAPITOLO GENERALE della Congregazione Orionina. E a chi, se non a Maria, tanto amata da don Orione, è possibile affidare il compito di guidare e consigliare le menti e i cuori di quanti dovranno eleggere il nuovo Superiore Generale?
Al termine della messa, vi è stata l’accoglienza nella “casa” dei frati per pranzare tutti insieme. Tra un “buon appetito” e una risata, il tempo è volato e prima di far ritorno ognuno nella propria abitazione, si è recitato il S. Rosario.
Una giornata semplice, un pellegrinaggio vissuto col cuore, un arrivederci al prossimo anno certi di trovare ancora dei veri Amici pronti ad accogliere nel migliore dei modi, quello dell’Amore.

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Martedì, 10 Maggio 2016

Seregno - Festa della mamma

Viva le mamme del Don Orione di Seregno.
Son tutte belle le mamme del mondo, ma ancora più belle quelle del Piccolo Cottolengo di Don Orione di Seregno!

Domenica 8 maggio, insieme alla struttura, le mamme della residenza hanno goduto di una festa a loro dedicata.  La musica di Franco Ballabio, il dolce preparato dal cuoco della Casa e l’allegria di familiari, volontari e operatori sono stati gli ingredienti per un scatenato pomeriggio di balli e canti.

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