"Vivi di fede! Di fede piena, di fede perfetta, di fede grande, di quella fede che trasporta le montagne."
Don Orione

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Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Sabato 4 novembre un gruppetto di ospiti del Villaggio della Carità di Camaldoli (Genova) insieme ai loro amici della Comunità di Sant’Egidio hanno passato una giornata indimenticabile.  Molti di loro non erano mai entrati nell’Acquario di Genova e allora occorreva correre ai ripari: così insieme agli educatori sono al mare per una visita dell’Acquario grazie alla generosità del gruppo Costa (gestore della struttura). Quale meraviglia nel vedere i delfini, le foche, i pinguini e tanti altri abitanti del mare!!
C’era tanta gente: molte famiglie provenienti da tutta Italia e anche da più lontano. In mezzo a loro anche i nostri amici che per età non sono più piccoli ma hanno lo stupore dei bambini che li rendono unici e preziosi. Persone che nella maggior parte dei casi non hanno avuto una famiglia ma che oggi possiamo dire ne hanno 2: quella dei figli di Don Orione che li hanno accolti e cresciuti e quella di Sant’Egidio che li ha scelti come fratelli fin dalla sua nascita a Genova.
È stata una gita di famiglia dove nell’amore si superano anche tante difficoltà: quella di Francesco che si è intristito perché ha rivisto la sua casa che ha lasciato da poco, ma l’affetto e la compagnia hanno avuto la meglio sulla tristezza e i ricordi; quella di Oscar che sovente ha dovuto rinunciare ad uscire perché, avendo dei problemi alle gambe, non riesce a camminare a lungo. Gli è stata proposta una carrozzina di sollievo, ma non la voleva perché si vergognava: allora si sono metti tutti a turno in carrozzina così anche lui ha potuto superare una paura che lo limitava.
Davvero l’amicizia fa miracoli ed alla fine un bel pranzo insieme ad altri amici presso la Basilica dell’Annunziata.

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Mercoledì, 15 Novembre 2017

ARIS lettera aperta ai parlamentari

Pubblichiamo la lettera aperta dell’ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari) scritta dal Presidente Nazionale P. Virginio Bebber ai Parlamentari.

Onorevoli signori Parlamentari
Ci rivolgiamo a voi, nostri rappresentanti istituzionali, a nome delle nostre centinaia di migliaia di persone malate che annualmente vengono a cercare cura e assistenza nelle nostre oltre 230 strutture sociosanitarie (Istituti Scientifici, Ospedali, Case di Cura, Centri di Riabilitazione, Residenze per Anziani gestiti da enti religiosi aderenti all’ARIS) e che sperimentano drammaticamente sulla loro pelle, cosa significa definanziare la sanità, pubblica o convenzionata che sia, come ormai da troppo tempo si sta facendo, quasi come prassi per il risanamento economico. Da operatori sanitari di lungo corso sappiamo bene cosa ha provocato tutto questo. Ma in questo momento responsabilmente cerchiamo di andare avanti e prendiamo atto della criticità della situazione del Paese. A voi chiediamo però di assumervi pienamente quelle responsabilità che noi, in quanto elettori, vi abbiamo affidato, e dunque di cercare vie alternative per reperire i fondi necessari almeno al minimo della sostenibilità. E dunque di non ignorare frettolosamente proposte, che nascono per la verità nel seno stesso delle Istituzioni, in grado di soddisfare qualche necessità. Anche a discapito di potentati che sembrano intoccabili, ma che poi in fin dei conti potrebbero esserlo molto meno.
È per questi motivi che l’ARIS intende manifestare la sua piena adesione all’iniziativa assunta dalla Presidente della Commissione Igiene e Sanità, Emilia Grazia De Biasi, sottoscritta all’unanimità dalla intera Commissione Sanità del Senato, nel presentare un emendamento alla Legge di bilancio in discussione in questi giorni, che propone di aumentare la tassazione sulle sigarette per una cifra complessiva pari a 600 milioni di euro da destinare ai farmaci anticancro innovativi e alle cure palliative, permettendo tra l’altro di adeguare il fabbisogno standard della sanità pubblica per il 2018 all’erogazione dei Lea ed alla incidenza dei costi contrattuali. Ricordiamo che la Lorenzin ci aveva provato già con Renzi ad aumentare le tasse sulle sigarette per pagare le cure oncologiche, ma l'ex premier si disse contrario perché “misura impopolare”. L’idea era stata rilanciata nell’aprile di quest’anno in occasione della cosiddetta “manovrina”. Ma anche quella volta cadde nel nulla: la Ministra, nel proporre questa “tassa di scopo”, ha solo ottenuto un inspiegabile ostracismo da parte del Governo. È chiaro che tutti i dati disponibili sul tema dicono che le ragioni delle multinazionali del tabacco prevalgono sugli interessi che riguardano la tutela della salute e i corretti stili di vita, in particolare per la fascia di età giovanile. Infatti nonostante l'incremento dei profitti delle multinazionali del tabacco a fronte anche della riduzione del numero dei fumatori, le critiche di parte all'introduzione della tassa di scopo pare trovino nel Governo più ascolto dell'allarme sulla tenuta del SSN. Infatti si contrappongono ripercussioni negative sul comparto produttivo pari a circa 50 milioni, tralasciando di dire che quest'ultimo è una parte marginale dell'intero settore in mano alle multinazionali (appena 200 milioni su circa 20 miliardi di fatturato), a fronte di una stima dei danni sulla salute e sulla produttività pari a 7,5 miliardi.
La tassa di scopo, è vero, purtroppo, non potrà ridurre in modo significativo il consumo di tabacco, ma certamente, se approvata, avrà il merito di garantire un introito da destinare al SSN, stimato in circa 700 milioni, per sostenere la spesa per farmaci innovativi oncologici. Anche in considerazione del fatto che per il 2018 il Fondo sanitario nazionale subirà una riduzione rispetto all'atteso di circa 604 milioni per far fronte al contributo dovuto dalle regioni a statuto speciale. Dunque ben vengano iniziative parlamentari come quella proposta dalla Presidente della Commissione Igiene e Sanità, Emilia Grazia De Biasi. Noi ci auguriamo che non resti voce inascoltata. Perché è anche la nostra voce.

QUI la lettera disponibile al download.

 

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Mercoledì, 15 Novembre 2017

Bergamo - Musica e Borole

Sabato 28 ottobre, come tradizione di inizio autunno, presso il Centro Don Orione di Bergamo si è tenuto l’evento “Musica e borole” (così vengono definite le caldarroste in bergamasco).
Grazie alla collaborazione degli amici delle Harley Davidson sono state cotte, sbucciate e distribuite oltre 30 kg di castagne ai numerosi ospiti e parenti presenti.
Quest’anno c’è stata la gradita presenza di Don Cirillo Longo, lo storico ex direttore del Centro, che oltre venti anni fa ha fatto costruire il macchinario elettrico che è stato utilizzato anche in questa occasione per cuocere le castagne e che permette la loro cottura in elevata quantità.
Nel tardo pomeriggio pane, salame e formaggi locali per gli ultimi fortunati ospiti rimasti.

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Mercoledì, 08 Novembre 2017

Bergamo - Danzaterapia

In questo mese avrà inizio presso il Centro Don Orione di Bergamo il progetto di Danza terapia “Il risveglio della saggezza del corpo”.
Il progetto vedrà coinvolto un gruppo di ospiti residenti presso il Centro e pone al centro dell’azione la cura del “corpo, mente, spirito” delle persone che potranno vivere un percorso di risveglio della “saggezza del corpo”.
Questi incontri saranno una possibilità per sperimentare attraverso la musica e la danza che ne scaturisce la possibilità di superare i limiti imposti dalle difficoltà motorie, superando paure e pesantezze per varcare la soglia del senso di solitudine per muovere il corpo e quindi tutta la persona verso una nuova percezione nella relazione di gruppo.
Gli incontri saranno cinque, inizieranno il 15 novembre e saranno condotti da Carla Maria Kovsa, iscritta al III anno di Formazione in Danza Fux.

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Lunedì 30 ottobre l’Arcivescovo di Messina Mons. Giovanni Accolla ha fatto visita al Centro Don Orione di Messina poiché aveva un grande desiderio d'incontrare gli ospiti.
È stato momento di grande gioia e commozione. Mons. Giovanni si è intrattenuto benevolmente con gli ospiti e gli operatori e si è mostrato molto informato sulle attività del Centro riandando continuamente con il ricordo e l'esperienza all’attività lasciata a Siracusa presso il centro di Sant'Angela Merici da lui gestito prima della ordinazione episcopale.

Per lui è stato come risentirsi a casa e ricaricarsi con gli ospiti. Ha inoltre promesso che tornerà presto a trovarli.

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Provate a rispondere a questa domanda: su quale interesse specifico gli Italiani spesso si confrontano, in modo talvolta piuttosto “acceso”?
Va bene, un paio di indizi: c’entrano un pallone e un arbitro…
Esatto: il calcio!!
Pensate che al Cottolengo di Genova facciano eccezione? Assolutamente no! E così, prendi ore e ore di accesi dibattiti in mensa, José - eccezionale organizzatore di eventi - e 10 uomini, dà loro un paio di porte e un pallone, trova un arbitro e… ecco la partita di calcio perfetta: 5 contro 5, due tempi di 5 minuti ciascuno.
Queste le due formazioni:


José, Davide, Daniele, Ferruccio, Daniel
VS
Alessandro, Pino, Emanuele, Gino, Jimmy


I giocatori non si sono risparmiati, mostrando generosità e fair play, credendoci sino in fondo; guizzi di tecnica impeccabile, alcuni gol sfiorati da ambo le parti e un rigore parato. L’arbitro – Sig. Carmine - severo ma giusto, ha garantito il corretto svolgimento del match. La tifoseria, inizialmente poco convinta, progressivamente si è fatta coinvolgere, regalando calore e sostegno agli atleti.
Alla fine la partita si è conclusa con un pareggio (2-2) che lascia solo in parte soddisfatte le due squadre.
Ma un’altra cosa contraddistingue la nostra relazione con il gioco del calcio: se ne parla prima, durante e dopo! Così, la preparazione dell’evento assume una portata che neppure una finale di Champions a S.Siro, l’agonismo durante il match paragonabile solo a chi si sta giocando la salvezza all’ultima di campionato e, dopo la partita, se ne parla in campo, se ne parla al bar, se ne parla in mensa, se ne parla… se ne parla… e se ne parlerà nei giorni a venire; sino a che non si organizzerà la prossima partita, perché va bene il pareggio, va bene il fair play, ma alla fine piace vincere!

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Martedì, 24 Ottobre 2017

Seregno - Ospiti a Pomeriggio 5

Grazie all’operatrice Elena, venerdì 13 ottobre 2017, un gruppo di ospiti del Piccolo Cottolengo di Seregno, RSA ed RSD accompagnati dagli operatori, sono andati a visitare gli studi di Canale 5 per assistere dal vivo al programma “pomeriggio 5” condotto da Barbara D’Urso.
Lo staff, oltre ad averli accolti con grande calore, li ha convolti per tutta la trasmissione, sia durante i momenti più allegri che quelli un po’ più tristi.
Per concludere la splendida serata, una bella pizzata al “Rock on the Road” di Desio per cenare tutti insieme.

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Per il terzo anno consecutivo al Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno hanno avuto l’onore di avere la compagnia teatrale “I Girasoli” di Cesano Maderno, con la quale si è instaurato un vero rapporto di amicizia ed affetto.
Anche in questa commedia (Quella favola di Marcello) hanno saputo coinvolgere e far divertire tantissimo; i ragazzi non sono un pubblico facile e, a volte, anche un po’ rumoroso, ma gli attori sono riusciti a catturare la concentrazione ed a portare avanti la rappresentazione con comprensione ed interesse.
Gli operatori di Seregno li hanno salutati così: “Cari amici, vi aspettiamo il prossimo anno con un nuovo divertentissimo spettacolo. Grazie.”

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Quando si fa attenzione alla qualità di vita, succede anche questo, che un ospite, prenda l’iniziativa di invitare fuori a pranzo un educatore al quale si è affezionato nel corso degli anni, chieda di visitare l’Acquario, potersi comprare scarpe e vestiti nuovi.
I progetti di vita centrati sui domini si pongono l’obiettivo di sviluppare negli ospiti la capacità di decidere in modo autonomo cosa desiderano fare e cercano di legare l’appartenere sociale e comunitario a comportamenti pratici che stimolano la ricerca della compagnia, la scelta dei posti da frequentare e l’utilizzo delle proprie risorse nel tempo libero.
È bello poter scrivere e documentare, allora, come grazie a questo nuova modalità relazionale Oscar sia passato dalla rinunciataria chiusura in se stesso, al desiderio di frequentare gli amici, prendersi cura di sé, esprimere scelte e prendere decisioni.
Una di queste è stata quella di brindare con un buon bicchiere di vino all’amicizia e leccarsi, a fine pasto, le dita intinte nella cioccolata!

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Dopo 15 anni di sforzi economici per adeguare i centri agli standard previsti dalle nuove normative emanate dalla Regione Lazio, per resistere ai tagli di budget inferti dalle giunte che si sono susseguite dal 2007 e per sostenere un aumento dei costi di quasi il 60%, i Centri di riabilitazione si trovano, oggi, ad affrontare un abbassamento delle tariffe che rischia di metterli in ginocchio. “La situazione del comparto della riabilitazione è diventata molto preoccupante – spiegano Michele Bellomo, presidente dell’Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari), e Massimo Sala, presidente della Foai (Federazione degli organismi per l’assistenza alle persone disabili) -. Da anni chiedevamo un adeguamento delle tariffe, ferme al 2001, ed invece queste sono state ulteriormente abbassate, con riduzione che vanno dal 7 al 12%, escludendo dal calcolo le spese per il personale amministrativo e tecnico e sottostimando i costi per le manutenzioni. Per questi motivi avevamo domandato un incontro col presidente Zingaretti, richiesta che non ha neanche ricevuto una risposta. Speriamo ci vada meglio con il presidente della Commissione Sanità”.  Si tratta di centri che si occupano del disagio fisico, psichico e sensoriale di bambini, adolescenti ed anziani, che lavorano, ogni giorno, con l’autismo, il ritardo mentale, la riabilitazione fisica e cardiologica, così come con persone sorde o motulese, affette da pluripatologie o patologie complesse come l’ictus, rischiano, infatti di chiudere i battenti. Le associazioni in questione rappresentano oltre il 90% di tutte le strutture di riabilitazione del Lazio, 70 centri laici e religiosi che assistono circa 12mila e 500 pazienti, tra loro il Don Orione, il Don Guanella, l’Eugenio Litta, la Fondazione Santa Lucia, l’Anfass Roma, l’Istituto Leonarda Vaccari e la Comunità Capodarco di Roma. Tutte associazioni Onlus e senza fini di lucro.

fonte

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