"Dobbiamo riempire di carità e di pace i solchi che dividono gli uomini, ripieni di egoismo e di odio."
Don Orione

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Los desamparados

 

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Lunedì, 16 Ottobre 2017

Seregno - Compleanni di settembre

A fine settembre non c'è niente di meglio che concludere il mese con la festa dei compleanni del mese animata dall’amico Franco Ballabio. Al Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno i festeggiati del mese sono stati: Walter, Natalino, Maria, Daniele, Carmelina, Giorgio, Luciano e Rodolfo.

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Mercoledì, 11 Ottobre 2017

Seregno - Amicizie importanti

Ci sono amicizie che non finiscono mai e per al Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno una di queste amicizie è quella con le sorelle del caro Vito che, settimana scorsa, hanno invitato a pranzo le operatrici per ricordare e festeggiare il loro amato fratello.

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Mercoledì, 11 Ottobre 2017

Seregno - Basket Cantù

Nella serata di sabato 7 ottobre, Lorenzo si è recato al Palabancodesio per seguire la sua passione, in prima fila, proprio dietro alla panchina della sua squadra del cuore: il Basket Cantù.
La serata è stata davvero movimentata e come ottima conclusione, come da lui pronosticato, il Cantù ha vinto!

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Venerdì, 06 Ottobre 2017

Seregno - Pic Nic

In una tipica giornata di fine estate non poteva mancare un pic-nic insieme agli amici e alla compagnia della Comunità Religiosa.
Il gioco aperitivo de “La pignatta” ha fatto da apertura all’evento: 10 ospiti bendati ed “armati” di bastone, hanno cercato di scoppiare i palloncini per vincere dei bellissimi premi.
Dopo il momento di preghiera fatta da Don Graziano supportato da Giuseppe, si è dato il via all’apertura del ricco banchetto con un fresco menù estivo.

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È bello cominciare l’autunno con in mente i ricordi dell’estate appena trascorsa. Anche quest’anno i ragazzi del clan “Aquile Randagie” del gruppo scout Casarsa - San Giovanni 1 (provincia di Pordenone, Friuli Venezia Giulia) sono riusciti a vivere una bellissima esperienza; parola chiave: UMANITÀ.
Ma andiamo con ordine. La route ha avuto inizio tra i lunghi viali di La Spezia, è proseguita nella semplicità e la solitudine dei sentieri delle Cinque Terre e si è conclusa, dopo uno stremante    saliscendi sulle colline sopra Genova, al Villaggio della Carità di Don Orione a Camaldoli dove il clan ha prestato servizio.
Al Villaggio i ragazzi hanno trovato persone meravigliose che hanno insegnato loro come la pazienza, l’attenzione, l’amore verso ciò che si fa e verso chi ci circonda, l’umiltà e l’umanità possano regalare una vita tranquilla e quasi del tutto autonoma a persone in difficoltà, o a chi semplicemente ha raggiunto l’età anziana e si sente abbandonato dai propri cari o si rende conto di ciò che i molti anni sulle spalle gli impediscono di fare.  Hanno conosciuto Paolo, educatore a Camaldoli da più di trent’anni ma che in tutto questo tempo non ha mai avuto nemmeno un paziente; com’è possibile? Semplice ha avuto moltissimi amici, perché si nota chiaramente che con lui nessuno è un malato da curare, ma solo un uomo, seppure con modi differenti di pensare, come ha spiegato Paolo: “Tanti di loro adottano metodi di ragionamento totalmente diversi dai nostri. È come se immaginassimo un quadro di Picasso e uno di Leonardo: entrambi sono quadri cambia solamente il modo di vedere la realtà e di rappresentarla”.
C’era la sensazione di aver trovato un posto dove gli ultimi non esistono, dove pensare e muoversi diversamente non vuol dire essere diversi. I ragazzi scout hanno dato una piccola grande mano a chi cerca di rendere felici i risiedenti, ogni giorno, mettendo in gioco la propria allegria, la propria umanità e se stesso.
Il viaggio ha regalato, grazie anche alla comunità di Don Orione, la consapevolezza ai ragazzi di quanto con i propri gesti e il fare quotidiano si può aiutare chi è in difficoltà.
Un grazie a tutti coloro che sono stati compagni di avventura al Villaggio della Carità.

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Domenica 24 settembre presso il Villaggio della carità a Genova Camaldoli si è svolta l’annuale festa della casa sotto il bel titolo mariano di “Maria fonte della nostra gioia”. A presiedere la solenne celebrazione, il direttore provinciale Don Aurelio Fusi con accanto il direttore delle case orionine genovesi Don Alessandro D’Acunto e l’animatore spirituale della casa Don Bruno Lucchini che quotidianamente segue con tanto affetto gli ospiti. L’animazione della liturgia è stata affidata, come sempre per le “grandi occasioni”, dal coro riunito delle case genovesi composto dagli ospiti ed animatori. Un ringraziamento particolare al responsabile di struttura Vincenzo Russo, che come ha detto Don D’Acunto, “il suo nome vuole rappresentare tutti i collaboratori, volontari, amici e parenti che hanno reso possibile e bella questa giornata”.   

Un appuntamento annuale che si ripete con grande successo. E questo “successo” è dato all’apparenza da cose semplici, ma molto significative nel cuore di ognuno. Il perché è fotografato nel vedere gli ospiti “veri padroni della casa”, che accolgono, donano un sorriso e una parola a modo loro: un modo speciale ed unico. Accanto a loro i parenti e tanti, quasi tutti, i dipendenti che operano nella casa insieme alcuni ai lori figli parenti e un bel gruppo di volontariato.
È festa già all’inizio della celebrazione eucaristica perché il chierichetto Enzino nella processione d’ingresso non tiene le mani giunte ma le allunga verso ognuno dei presenti per salutarli e dar così, a suo modo, il benvenuto. Il padre provinciale nell’omelia si rivolge in particolar modo agli ospiti della casa e insieme a loro rivive la pagina evangelica proclamata che narra degli operai della vigna sottolineando una delle meravigliose caratteristiche di Dio che “dà a ciascuno secondo quanto egli ha bisogno perché conosce bene cosa c’è nel nostro cuore, quali sono le necessità di ciascuno e provvede secondo quanto necessita”. Concludendo la riflessione Don Aurelio evidenza cosa Dio ci vuole dire con questa parabola ovvero che Lui è “davvero un Padre che conosce cosa c’è nel cuore di ognuno di noi e per questo attraverso il suo Figlio Gesù si è fatto il Dio vicino”.
Il pranzo di condivisione ha visto tutti riuniti nei saloni della casa per condividere non solo un bel pasto preparato con tanta cura e amore ma per scambiare alcune chiacchiere e ridere insieme. Nel pomeriggio nel teatro è stato proposto un bellissimo spettacolo di burattini ed una merenda ha concluso la giornata.
Si potrebbe concludere dicendo che “si ritorna al quotidiano!”. In un certo qual modo sì ma un quotidiano che sa di famiglia, che scorge nel sorriso degli operatori e di coloro che collaborano la bellezza di rendere la vita colorata di tante emozioni proprio come quelle bandiere che sventolavano intorno alla statua di Don Orione all’ingresso del Villaggio.
È proprio dalle parole del nostro Don Orione che vogliamo dire: “È l’amore di Dio che ci spinge a darci fraternamente la mano per camminare insieme!”.

 

 

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Sabato 23 settembre 2017 in piazza Segni a Seregno si è svolta una grande “Festa di ringraziamento” all’insegna del divertimento, con Nicola Bruni di Spazio Bizzarro, dedicata ai Volontari che svolgono il loro servizio al Piccolo Cottolengo di Don Orione. Sono tantissimi ed impegnatissimi.
La Comunità Religiosa e la Direzione della Casa hanno ampiamente celebrato un momento così intenso.
Chi ha pensato a questa iniziativa ha voluto fare le cose in grande e creare un evento gioioso, stravagante, che dire “bizzarro” che però racchiudesse in sé un grande significato.
Al centro un cerchio, l’allegria, la fantasia e un pizzico di magia. È bello pensarli come in un circo magico, in un girotondo … anziani, disabili, volontari, familiari, amici … tutti che si danno la mano!
La parola “bizzarro” fa pensare a qualcosa che cattura l’attenzione proprio per la sua stranezza e originalità e sono un po’ così: pieni di fantasia e un poco stravaganti.
Nicola dentro il suo cerchio ha fatto danzare con una magia carica di emozioni, le stesse emozioni che ogni giorno anche i volontari fanno provare con la loro gratuità.
Papa Francesco in uno dei suoi tanti discorsi alle famiglie ha citato tre parole semplici, ma dirompenti che racchiudono in sé il significato di questo evento: permesso, grazie, scusa.
Nella famiglia non dobbiamo aver paura di usarle.
Chiedere permesso per non essere invadenti nella casa dei “nostri padroni” ci aiuta a dare un significato di attenzione verso coloro che abitano al Piccolo Cottolengo.
Dire grazie per i doni ricevuti ci aiuta a non dare per scontato il ricevere.
Chiedere scusa ci ricorda che tutti sbagliamo e a volte, qualcuno si offende in famiglia, ma chiedere scusa apre la porta ad un nuovo inizio.

Il volontario è colui che dona senza chiedere nulla in cambio, è colui che parla anche nel silenzio della sua presenza, che non ha bisogno di fare cose grandi, ma che fa piccole cose con grande amore, come ha insegnato Madre Teresa.
I volontari sono preziosi e formano una squadra eccezionale assieme a tutti gli operatori del Piccolo Cottolengo. L’unicità di ciascuno carica di energia ogni giorno e permette di fare cose ordinarie straordinariamente bene.
Ogni volto ha la sua storia, ha la sua ricchezza e con questa festa si è cercato di esaltare ciascuno, se non lo si è fatto fino in fondo, lo si farà meglio, ma dicendo grazie divertendosi si è potuta confermare la grande stima e il grande valore verso ogni volontario, giovane o maturo, appena arrivato o di lunga data. Non c’è differenza, quello che conta è l’esserci.
Un grazie va anche agli operatori, a chi ha pensato, a chi ha realizzato e a chi è rimasto a Casa continuando a sostenere le cose ordinarie. Tutti hanno contribuito.

festa volontari seregno

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Mercoledì, 20 Settembre 2017

Genova - 25° in famiglia

Giornata di festa ieri al Piccolo Cottolengo Genovese: tutta la comunità ha infatti celebrato il venticinquesimo anniversario dell'ordinazione sacerdotale di Don Alessandro D'Acunto, direttore del PCDO. Alle 10, il Vescovo emerito di Tortona, Monsignor Martino Canessa ha presieduto la messa, animata dal coro, che ha indossato per la prima volta la sua nuova divisa. La chiesa era  gremita di ospiti, familiari, operatori con la divisa bianca o azzurra, le cappe rosa delle volontarie, amici e collaboratori dell'opera.

Il Vescovo nell'omelia ha ricordato la stretta amicizia che lo lega a Don Alessandro e ha posto a tutti una domanda molto diretta: perché festeggiare un venticinquesimo? È la Chiesa che lo vuole, per ringraziare il Signore del dono della fedeltà: questo l'augurio a Don Alessandro, continuare il suo cammino di sacerdote nella fedeltà alla sua chiamata, nella fedeltà a Cristo, nella fedeltà al carisma di Don Orione, portando ancora a tante persone la carità che tutti accoglie e abbraccia.

Don Alessandro, nel ringraziare i presenti, ha delineato con poche battute lo spirito della giornata: "Questa è la vita del Piccolo Cottolengo: il telefono di un ospite che suona, uno che deve andare in bagno, un altro che chiede se è già ora di fare la comunione. Nella sua semplicità, questa è la nostra vita ed è bello essere qui, insieme". Il Direttore ha poi letto il messaggio di un operatore il quale, non potendo essere presente, gli ha scritto un messaggio: "le auguro di essere sempre in grazia di Dio". Con questo augurio rivolto a tutti i fedeli si è chiusa la celebrazione, perché, come ha ricordato Don Alessandro, " se c'è la grazia di Dio c'è tutto".

 

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L’Associazione “Rosa Vitillo Pet therapy” insieme al Centro Medico Sociale “Don Orione” per un progetto di zooterapia a sostegno agli ospiti della struttura di Savignano Irpino.
Partito ad agosto, è stato presentato pubblicamente domenica 10 settembre il progetto “Care” che il Centro Don Orione di Savignano, insieme all’associazione “Rosa Vitillo Pet Therapy” di Ariano, ha promosso a beneficio degli anziani assistiti in residenza.
L’iniziativa, che rientra nell’ambito di quelle dedicate al miglioramento della qualità di vita che il Centro persegue da anni, mira a sviluppare protocolli di intervento riabilitativi alternativi di tipo psicopedagogico, ad integrazione delle attività di cura assistenziale, sanitaria, sociale e psicomotoria di base, con l’intento di agire positivamente sui processi cognitivi, emotivi e relazionali che contraddistinguono la vita quotidiana degli ospiti all’interno della struttura stessa, spazio fisico e sociale spesso permanente ed unico per la maggior parte di loro.
Sul piano psicologico è ormai dimostrato che per gli anziani l’interazione con gli animali è di grande giovamento; in particolare, nei soggetti con demenza il contatto con un animale può contribuire a diminuire l’ansia e ad aumentare la sensazione di calma e benessere. Gli animali possono inoltre contribuire a migliorare la relazione del paziente con il mondo circostante.
Le attività a contatto con gli animali sono in questo caso finalizzate a rendere più piacevole la permanenza di una persona nella struttura e quindi a migliorarne le condizioni di vita.
Il progetto “Care”, ricompreso all’interno del bando di micro progettazione finanziato dal Centro servizi per il volontariato “Irpinia Solidale”, è strutturato a beneficio degli anziani ospiti con particolare riferimento a quelli affetti da deterioramento cognitivo ed Alzheimer. Nello specifico, accanto agli interventi di stampo più tradizionale come la ROT, sono inserite sessioni di Pet-Therapy, una tipologia di co-terapia che ha dimostrato di aver effetti benefici nell’area fisica, psicologica, sociale. I servizi quindi che il Centro offre ai propri ospiti, saranno arricchiti da incontri di zooterapia, curati dal personale dell’associazione “Rosa Vitillo pet therapy” che si alterneranno a quelli già attivi di musicoterapia e alle altre attività occupazionali.

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Lunedì, 11 Settembre 2017

Seregno - L'estate sta finendo

L’8 settembre, festa della Natività di Maria, è un giorno molto importante per la famiglia orionina ed anche ospiti e operatori del Piccolo cottolengo di Don Orione di Seregno hanno festeggiato  celebrando tutti insieme la nascita di un nuovo anno di attività.

Nell’omelia, Don Arcangelo Campagna, ha proprio cercato di invitare tutti a riflettere sulla rinascita, sulla ripartenza e quindi sul prendere la vita, ogni volta, come un dono che si rinnova. L’occasione è stata anche quella di effettuare un momento di riflessione sull’estate appena trascorsa ed è stato quindi anche il momento di ricordare e ringraziare tutte le persone collaboratori, amici, volontari e sacerdoti che hanno donato un po’ di tempo per rendere l’estate, che oggi si chiude, come un momento indimenticabile.
Nella preghiera sono stati affidati a Maria l'entusiasmo per il lavoro del nuovo anno e  tutti coloro che oggi hanno vissuto la loro Prima Professione Religiosa ed il rinnovo dei voti religiosi. Famiglia è anche questo: tutti uniti, nonostante le distanze.

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